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mese |
Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1433 |
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Chiesa |
Fortebraccio |
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Lazio |
Milita nelle
compagnie di Francesco Sforza. Assedia in Montefiascone Niccolò
Fortebraccio. |
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Lazio |
Catturato in
Bolsena da Aldobrandino Orsini, viene fatto liberare dallo Sforza. |
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1435 |
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Feb. |
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Lazio e Umbria |
Si propone
l'obiettivo di scacciare i muffati/beffati da Orvieto. Lascia
Sugano e Rocca Ripesena con Pietro Paolo Monaldeschi ed il Sarpellione
per devastare l’orvietano. |
| Ott. |
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Umbria |
Entra a fine mese in Orvieto
con i suoi partigiani. Si impadronisce della città: i
muffati ne sono espulsi. |
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1437 |
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| Mag.
giu. |
Orvieto |
Chiesa |
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Umbria |
E' attaccato in Orvieto dai
pontifici. A metà giugno entrano nella città il
rettore del Patrimonio Pietro Ramponi, Ranuccio Farnese e Pietro
Paolo Monaldeschi che sono ricevuti con grandi festeggiamenti.
Due giorni dopo costoro lasciano la città, al cui governo
è ora Antonio Monaldeschi della fazione dei muffati. |
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Sett. |
Fuoriusciti |
Orvieto |
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Umbria |
Con l’assenso
del rettore Ramponi, a metà mese, irrompe nottetempo
in Orvieto con Ugolino da Montemarte, Ranuccio da Castel di
Piero ed altri mercorini e fa strage di uomini e giovani della
fazione avversa dei muffati: sono date alle fiamme numerose
case ed uccise più di 60 persone. Il della Sala signoreggia
nella città: in essa prende alloggio in casa di M.di
Cataluccio. |
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1438 |
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Ott. |
Sforza |
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Umbria |
Passa al servizio
dello Sforza per timore del cardinale Giovanni Vitelleschi. |
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1440 |
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Umbria |
Si insignorisce
di Orvieto con il favore di Francesco Sforza e dei mercorini. |
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1441 |
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Lug. |
Sforza |
Chiesa |
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Umbria |
Istiga il Sarpellione
assalire Torre Alfina ai danni di Luigi Monaldeschi. |
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1442 |
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Autunno |
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Umbria |
Tratta con
un emissario del connestabile di Castel Rubello Francesco da
Bologna, per farlo defezionare
dal campo pontificio in cambio di una condotta con lo Sforza. |
| Nov. |
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Si impadronisce di Orvieto
con il Sarpellione e ne fa nominare signore lo Sforza. |
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1443 |
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Gen. giu. |
Chiesa |
Sforza |
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Umbria |
Si porta a
Castel Rubello e vi entra con 400 fanti; il trattato si rivela
doppio ed è attaccato da Francesco Bologna che lo cattura; 36
suoi uomini d’arme sono uccisi nello scontro. Liberato, passa
al servizio dei pontifici contro lo Sforza. Li tradisce immediatamente
ed a febbraio è rinchiuso nel cassero di Assisi con Francesco
da Carnaiola; è condotto a Perugia per essere incarcerato
in un primo momento nella cittadella e, successivamente, nella
prigione del comune. E’ liberato con il Carnaiola a metà giugno,
solo quando il fratello Arrigo avrà ceduto allo stato della
Chiesa Orvieto in cambio di 2000 fiorini. |
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1444 |
Monaldeschi della Vipera |
Monaldeschi della Cervara |
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Umbria |
Perde Ficulle
ad opera di Pietro Paolo Monaldeschi. Soccorso da alcune compagnie
di cavalli del Sarpellione di stanza a Montefiascone, recupera
subito la località. |
| 1448 |
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| Estate |
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Invia propri ambasciatori
al papa Eugenio IV professandosi fedele servitore della Santa
Sede. |
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1449 |
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| Gen.
feb. |
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Si reca personalmente dal pontefice. |
| Mar. |
Orvieto |
Fuoriusciti |
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Umbria |
I rivali muffati riprendono
vigore. Giacomo di Sangemini si aggira con alcuni uomini d'arme
per i castelli del contado di Orvieto appartenenti ai membri
di tale fazione. |
| Autunno |
Napoli |
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Campania |
Passa al servizio del re di
Napoli e gli è conferito l'incarico di governatore di
Nola. Ad Orvieto rimane il fratello Arrigo. |
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Ott. |
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Umbria |
Gli è ordinato
dal cardinale di Orvieto Antonio della Cerva di non appoggiare
Simonetto da Castel San Pietro, che con i mercorini si è impossessato
di Civitella d’ Agliano ai danni dei muffati di Orvieto. |
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Dic. |
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Lazio ed Umbria |
Durante l'assenza
del della Sala da Orvieto, Corrado Monaldeschi invia un proprio
uomo di fiducia in Orvieto, piccolo di statura, ma furbo e coraggioso.
Costui gira per tutta la città fingendo di chiedere l'elemosina
e riferisce al Monaldeschi stesso lo stato delle difese cittadine.
L'uomo ritorna in Orvieto ttavestito da ortolano; fra le frasche
che porta sulle spalle vi è nascosto un lungo chiodo
ed una fune. Di notte sale in cima al monte fra l'ospedale e
San Francesco, conficca in terra il chiodo e cala la fune per
tirare su con questa una scala di corda preparata appositamente.
La notte seguente Corrado Monaldeschi muove da Monte Rubiaglio
con 70 armati, scala il colle nel punto non sorvegliato ed irrompe
in Orvieto. Elusa la sorveglianza delle sentinelle, gli armati
si recano alla chiesa di Santa maria e promettono alla Vergine
di evitare per quanto possibile ogni spargimento di sangue;
giungono al palazzo dove risiede Arrigo della Sala. Quest'ultimo
avverte il rumore e, senza chiedere aiuto, esce armato di una
lancia per contrastare il passo agli assalitori. Viene ucciso
ed il suo cadavere è posto su un tavolone affinché
sia visto da tutti. Corrado Monaldeschi muove verso la piazza
dove viene ucciso il comandante del presidio Tommaso Mazzocchi;
viene suonata la campana di Sant'Andrea ed al segnale convenuto
entrano in Orvieto per la porta Maggiore senza colpo ferire
i muffati con Gentile e Luigi Monaldeschi, Giacomo di Sangemiini
ed il conte di Pitigliano Aldobrandino Orsini. La città
sarà consegnata alle milizie del papa Niccolò
V. Alla notizia Gentile della Sala si porta a Civitella d’Agliano. |
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1450 |
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……........ |
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Umbria |
Rientra in
Orvieto grazie a Corrado Monaldeschi della Cervara; non vuole
tuttavia aderire alla pace stipulata tra le due fazioni. Viene
scacciato dalla città. |
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Mar. |
Chiesa |
Fuoriusciti |
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Umbria |
Occupa Rocca
Ripesena e vi cattura il Carnaiola, che se ne è impadronito;
costui è decapitato in Orvieto mentre 6 fanti sono impiccati.
Consegna ai pontifici anche
Ficulle e Cervara. |
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1451 |
Fuoriusciti |
Orvieto |
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Umbria |
E’ privato
dai pontifici di molti suoi beni per un tentativo portato ai
danni di Orvieto: ripara a Ficulle; con il trasferimento ad
Ascoli Piceno del vescovo Francesco Monaldeschi, il della Sala
è perdonato. |
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1452 |
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……........ |
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Umbria |
Ottiene dal
papa Niccolò V la riduzione del censo per i suoi castelli di
Ficulle e di Sala da 14 a 10 ducati l’anno. |
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Ott. |
Fuoriusciti |
Orvieto |
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Umbria |
Organizza un
nuovo trattato per entrare in Orvieto: il complotto è scoperto
e sono giustiziati Paolo da Perugia ed Antonio Coppi, già militanti
nella compagnia di Antonio Oddi; è pure bruciata viva una suora
che vi ha avuto mano. Il pontefice invia nella città come commissario
Marsilio di Rieti, che fa demolire Bardano detenuto da Simonetto
di Castel di Piero, fautore del della Sala. |
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1454 |
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Feb. |
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Umbria |
Dota di mura
Sala contro gli ordini pontifici. |
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1456 |
Fuoriusciti |
Orvieto |
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Umbria |
Tenta di avere
Orvieto; scoperto, è costretto a ripiegare dal nipote del papa
Callisto III, Pier Ludovico
Borgia. |
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1459 |
Chiesa |
Anguillara |
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Lazio |
Rappacificatosi
con i pontifici, coopera al recupero di Viterbo occupata dagli
Anguillara e dai maganzesi. |
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1460 |
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Marche |
Ha l’incarico
di commissario nella marca di Ancona. Con la pace fra le parti
firmata in Orvieto dal papa Pio II, viene mantenuto il bando
solo nei suoi confronti. |
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1461 |
Monaldeschi della Vipera |
Orvieto |
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Umbria |
Si riconcilia
con il capo dei muffati Corrado Monaldeschi della Cervara e
gli dà in moglie una figlia. Con la morte del vescovo Francesco
Monaldeschi, cerca di entrare in Orvieto nel giorno del Corpus
Christi, allorché nella città vi sono numerosi forestieri
venuti per frequentare la locale fiera. Il popolo insorge e
lo costringe alla fuga. |
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1462 |
Monaldeschi della Vipera |
Chiesa |
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Umbria e Francia |
Si rifugia
in Sala, dove è assediato dai pontifici; fugge a Ficulle e vi
è assalito anche in tale centro. Chiede invano soccorsi a Jacopo
Piccinino; alla fine, interviene a suo favore il cardinale Marco
Bembo, gli è salvata la vita ed è confinato in Francia con tutti
i suoi famigliari. Il castello di Sala verrà demolito. |
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……........ |
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Con l’assunzione
al pontificato dello stesso Barbo (Paolo II), spera inutilmente
di rientrare in possesso dei suoi beni. |
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1464 |
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Sett. |
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Umbria e Lazio |
Recupera Sala
e la rocca di Ficulle. Si reca a Roma; il papa lo obbliga a
restituire le località in cambio di una condotta. Si trasferisce
nella città e vive nel palazzo di San Marco, ove gode della
fiducia di Paolo II. |
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1467 |
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Lug. |
Chiesa |
Venezia |
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Emilia |
Segue con le
sue truppe l’esercito pontificio contro Battolomeo Colleoni
ed i fuoriusciti fiorentini. E’ ucciso alla battaglia di Molinella. |
Grande capitano, valoroso.
Uomo terribile ed inquieto. Persona desiderosa di novità e
tirannica.