Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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1685      FRANCESCO SALAMONI Di Sutera (Caltanissetta). Alcune fonti citano come suo luogo di nascita anche Palermo, Termini Imerese, Polizzi Generosa e Nicosia.

               1478 - 1569

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1495 Napoli Francia    
Si dà al mestiere delle armi. Il suo apprendistato avviene nelle truppe comandate da Consalvo di Cordoba contro i francesi.
1498       Campania
Libero da impegni di soldo si stabilisce a Napoli e si addestra presso l'ufficio tecnico delle fortificazioni. Alterna in tal modo lo studio teorico con l'esercizio dell'arte della guerra.
1501 Spagna Francia   Puglia  

1502

 

 

 

Puglia

Milita nella compagnia di Ignazio Lopez di Ayala.

1503

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Puglia

Si trova alla difesa di Barletta. E’ inviato da Prospero Colonna, con Giovanni Capoccio, dal la Motta (prigioniero degli spagnoli) affinché costui ritratti o confermi un discorso offensivo tenuto nei confronti dei soldati italiani con l’Ayala. E’ uno dei tredici campioni nella celebre disfida di Barletta nel cui corso abbatte Graiano d’Asti e salva la vita al conterraneo Guglielmo Albamonte. Si collega con quest'ultimo e Miale da Troia, entrambi feriti, prende gli spiedi fatti collocare collocare in precedenza ai bordi del campo da Prospero Colonna ed uccide più cavalcature degli avversari. I francesi sono fatti prigionieri l'uno dietro l'altro. Con la vittoria, viene armato cavaliere da Consalvo di Cordoba. Il capitano spagnolo dona a ciascuno di vincitori una collana composta di tredici anelli d'oro e viene data a tutti la facoltà di aggiungere tale emblema al proprio stemma famigliare. I francesi, prima della disfida, sono tanto sicuri della vittoria che non si sono curati di depositare in anticipo presso il proprio giudice di campo la somma di 1300 ducati oggetto della posta del torneo insieme con le armi e le relative cavalcature. Allorché dopo la vittoria il giudice di campo italiano, il capitano di artiglieria Diego de Vera, chiede al suo omologo francese (di nome Pocodinari) la consegna della posta in palio, costui non è in grado di fare fronte alle richieste. Il Cordoba ordina che i campioni francesi siano trattenuti in ostaggio a Barletta fino alla completa consegna dell'intera somma (avvenuta quattro giorni dopo). fra i tanti riconoscimenti al Salamoni sarà riconosciuta la metà delle entrate demaniali della città di Lecce.

Apr.       Puglia Prende parte alla battaglia di Cerignola.
1504       Lazio Si trasferisce da Napoli a Roma al seguito di Prospero Colonna.
Apr.       Sicilia
Ritorna in Sicilia e vende alcuni beni per rimettere in ordine il proprio armamento. E' segnalata una sua presenza a Sutera dove consegna alla chiesa locale una statua della Madonna del Soccorso opera dello scultore Birrittaro. Viene accusato presso i giudici del regno dal barone Marino La Mattina, nobile di Polizzi Generosa e barone di Campobello di Licata, sia di avere avuto una relazione con una sua figliastra e di averne successivamente dissipato i beni, sia di essere ebreo.
..........       Lazio
A Roma, sempre al fianco del Colonna. Ottiene la nomina di capitano.
1507          
Giu.       Lazio
Chiede ed ottiene dal re di Spagna Ferdinando il Cattolico un salvacondotto per ritornare in Sicilia.
Lug. Ferrara     Emilia
Lascia Roma e si reca a Ferrara dove è accreditato dallo stesso Colonna presso il duca Alfonso d'Este. Passa agli stipendi degli estensi.
1508       Sicilia
Rientra in Sicilia per quattro mesi. Usufruisce del salvacondotto richiesto allo scopo di premunirsi dalle pretese di creditori insoddisfatti e dalle minacce del barone La Mattina che ha presentato contro di lui una nuova denuncia per sfruttamento ed abbandono della figliastra. Il contenzioso sarà risolto a favore del Salamoni solo nel marzo 1511, allorché il viceré di Sicilia Ramon Foch de Cardona deciderà di non procedere nei suoi confronti.

1509

 

 

 

 

 

Nov.

Ferrara

Venezia

 

Emilia

E' raggiunto a Ferrara dal barone La Mattina; viene sfidato a duello . Ha la peggio e solo l’intervento di Niccolò d’Este vale a salvargli la vita: guarito dalle ferite, è condannato dal duca Alfonso d’Este a pagare le spese occorse al suo avversario. Si rifiuta di obbbedire.

1512

 

 

 

 

 

Apr.

Ferrara

Chiesa Spagna

 

Romagna

Partecipa alla battaglia di Ravenna. Sempre nel periodo, il re di Spagna gli confischerà le entrate di Lecce: la motivazione ufficiale è quella di avere ucciso in un duello privato il barone La Mattina.

1513          
Ott. Spagna Venezia   Veneto Prende parte alla battaglia di Creazzo.

1517

 

 

 

 

 

Mar. apr.

Chiesa

Comp. ventura

500 fanti

Marche

Fronteggia nelle Marche le truppe di Francesco Maria della Rovere teso a recuperare il ducato di Urbino. Si trova all’assedio di Mondolfo nel cui castello entra a fine marzo. Scoppiano nel campo pontificio dispute tra i fanti italiani ed i lanzichenecchi: esce dal castello con le sue compagnie in ordinanza, si congiunge con i fanti di Orsino Orsini ed insieme ammazzano i tedeschi con i quali si imbattono. 2 di costoro fuggono presso il legato, il cardinale di Bibbiena Bernardo Dovizi: sono entrambi uccisi a colpi di archibugio, sebbene si trovino a fianco del prelato.

1521

 

 

 

 

 

Sett.

Chiesa

Francia

 

Emilia

E’ alla difesa di Parma con 3 compagnie di soldati. Ha l’incarico di difendere la porta di San Michele.

Dic.

 

 

 

Emilia

Riesce a respingere un improvviso assalto portato alla porta della Stradella da Marcantonio Colonna, dal Buonavalle e da Federico Gonzaga da Bozzolo. Con il ritiro degli avversari gli abitanti gli concedono la loro cittadinanza e lo propongono al papa per un premio straordinario di 5000 ducati (gliene sono accordati 3000).

1522

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Emilia

E’ sempre alla difesa di Parma con 300 fanti.

Apr.

 

 

 

Lombardia

Prende parte alla battaglia della Bicocca. Sempre nel mese passa alla guardia di Pavia con Francesco dalla Porta: minaccia di allontanarsi dalla città per il ritardo delle paghe.

Mag.       Liguria
Entra in Genova attraverso una breccia aperta nelle mura dall'artiglieria imperiale.

Sett.

 

 

 

Lombardia

Alla guardia del Castello Sforzesco con 500 fanti.

Ott.

 

 

 

Emilia

Ha l'incarico dal cardinale di Sion di espugnare la rocca di Soragna tenuta da Giambattista e da Giampaolo Meli, ribelli allo stato della Chiesa. Alla testa di 400 fanti, mette a sacco il castello che verrà restituito a Bonifacio Aldighieri.

Nov.

 

 

 

Emilia

Con l'Aldighieri deve evacuare da Soragna e cedere la rocca a Giampaolo Meli accorsovi con numerose truppe.

1523

 

 

 

 

 

…….

Milano

Francia

 

Lombardia Piemonte

Milita al servizio del duca di Milano Francesco Sforza. E’ segnalato a Milano ed a Novara. A Milano abita nei pressi della porta Cumana, parrocchia di San Marcellino.

Sett.

 

 

 

Lombardia

E’ alla difesa di Cremona con 3500 fanti italiani. Difende validamente la città dai francesi capitanati dal Bozzolo; fa scavare una trincea contro la rocca che protegge i suoi uomini dal tiro delle artiglierie francesi.

Nov.

 

 

 

Lombardia

Entra in Pavia con numerosi fanti italiani: a seguito di una rissa fra soldati italiani e spagnoli, è fatto prigioniero da questi ultimi. E’ liberato poco dopo in cambio di una bandiera trafugata dai suoi uomini. 300 sono i morti d'ambo le parti. La sua compagnia ne risulta decimata.

1524

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

600 fanti

Lombardia

Si trova alla difesa di Milano. Rimane nella città al comando delle fanterie con Stefano Colonna e Sigismondo Malatesta allorché il viceré di Napoli Carlo di Lannoy esce dalla città per portarsi nel pavese ed affrontarvi i francesi.

Mar.

 

 

 

Lombardia

Passa con i suoi uomini alla difesa del castello di Garlasco, appena recuperato dai veneziani del della Rovere.

Apr.

 

 

 

Lombardia

Si unisce con 800 fanti a Giovanni dei Medici ed assale Abbiategrasso.

1525          
Feb.       Lombardia Prende parte alla battaglia di Pavia.
Mag.       Lazio Si sposa a Roma con la nobildonna Bartolomea de Teolis.
Lug.        
Vende 2 sagri ed altri 9 piccoli pezzi di artiglieria già in dotazione della sua compagnia.

1526

 

 

 

 

 

Sett.

Chiesa

Colonna

 

Lazio

Affianca Stefano Colonna allla difesa di porta Santo Spirito a Roma e ributta inizialmente l’attacco dei colonnesi.

……..

 

 

 

Lazio

Arricchitosi con la guerra (il suo patrimonio ammonta a 25000 scudi, parte in contanti e parte in lettere di cambio), abbandona il mestiere delle armi per vivere a Roma di cui ottiene la cittadinanza.

1527          
Giu.       Lazio
Nella sua casa romana del rione Pigna, un mese dopo il sacco della città da parte di spagnoli e lanzichenecchi, è stipulato un atto notarile per la liberazione di Cola di Domizio fatto prigioniero dagli imperiali. Fa pure pressioni sul capitano Saur, un siciliano militante nel campo imperiale, per ottenere la liberazione di un altro ostaggio.
1529       Lazio
Acquista dal monastero di San Sisto all'Appia, per 2418 ducati, la fattoria di Ponte Mammolo, una volta proprietà della chiesa di Santa Maria in Tempulo.
1534          

...........

 

 

 

Lazio

Prende possesso della nuova casa del Pellegrino, situata presso l'arco di Carmigliano (presso la piazza del Collegio Romano), acquistata per 1525 scudi ed abitata dal vescovo di Civita che pretende di viverci senza pagare alcun affitto.

Ago. Chiesa Impero Ottomano   Sicilia
Milita al servizio del papa Paolo III. A Messina gli è dato il comando di un colonnello di 2000 fanti per contrastare le scorrerie dei corsari barbareschi.
1535/ 1536       Lazio
Rientra a Roma. Il suo soggiorno è caratterizzato dai contrasti con il vescovo di Civita e con il governatore di Roma Benedetto Conversino, che invia i propri servi a rubare il fieno nei suoi terreni siti nei pressi del ponte Mammolo.
1543          

Giu.

 

 

 

Lazio

Deve subire un nuovo processo per minacce e violenze usate ad un famiglio del governatore in una controversia civile riguardante i confini di una vigna; viene anche accusato di essere l'autore di alcuni sonetti anonimi che alludono alla nomina cardinalizia dell'attuale pontefice avvenuta grazie all'ascendente della sorella Giulia sul papa Alessandro VI. E' anche imputato per avere pugnalato un suo creditore che gli ha chiesto il rientro da un prestito. Viene rinchiuso a Roma per otto giorni nel carcere di Tor di Nona. Interviene Paolo III a farlo liberare.

1547          
Nov.       Lazio ed Emilia
Rimane vedovo: la moglie è sepolta a Roma nella chiesa di Santa Maria in Araceli. E' inviato a Parma dal papa a seguito dell'assassinio a Piacenza di Pier Luigi Farnese. Gli è offerto l'incarico di consulente militare del nuovo duca. Nella città alloggia nel palazzo ducale.
1551       Emilia
Parma è coinvolta in un conflitto tra francesi ed imperiali. Il Salamoni si rende conto della inadeguatezza della cinta muraria della città; comunica le sue preoccupazioni al nuovo duca Ottavio Farnese che convoca allo scopo l'architetto Paciotti. Collabora con quest'ultimo.

…….

 

 

 

Emilia

Vive a Parma in una casa a fianco del monastero dei benedettini e della chiesa di San Giovanni. Con l'architetto Paciotti insegna aritmetica e scienza delle fortificazioni ad Alessandro Farnese, figlio del duca Ottavio.

1569

 

 

 

Emilia

Muore a Parma all'età di novantuno anni. E' sepolto per suo desiderio nella tomba comune della chiesa di San Giovanni, dove ha sede l'omonima confraternita di cui il Salamoni fa parte da molti anni. A Roma la figlia Clelia fa erigere nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva un cenotafio (oggi scomparso) che ne ricorda la memoria e le gesta.

OTTO CITAZIONI

Valoroso.

Soldato esperto.

Famoso soldato siciliano. Onorato. Uomo dabbene e valoroso.

Salamone, fu per tradizione familiare cavaliere e cercò sempre di custodire, in mezzo alle brutture della guerra, gli ideali della cavalleria. Fu un uomo colto. Insegnç matematica ed arte delle fortificazioni ad Alessandro Farnese. Studiò nell'ufficio tecnico delle fortificazioni di Napoli, seguendo in ciò una tradizione familiare che vide suoi antenati svolgere compiti di sovrintendenze, per conto dei re di Sicilia, sui castelli e le fortezze del regno. Salamone.