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Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1440 |
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Mag. |
Sforza |
Napoli |
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Puglia |
Milita al servizio
di Francesco Sforza. E’ a Troia per cercare di conservare la
città ed il territorio finitimo sotto il controllo dello Sforza
e di Renato d’Angiò. |
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1441 |
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Nov. |
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Marche |
Renato d’Angiò
lo invia dallo Sforza. |
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Dic. |
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Puglia |
Viene infeudato
in Capitanata di Ghisimo e di San Quirico. |
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1444 |
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| Gen. |
Sforza |
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Passa agli stipendi di Francesco
Sforza. Si stabilisce a Cremona dove ha in dono alcuni beni
appartenenti a Gabrino Fondulo. Si integra rapidamente nella
società locale. |
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Lug. |
Sforza |
Milano |
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Lombardia |
Preposto alla
guardia di Cremona, assale Bartolomeo Colleoni che ha posto
i suoi accampamenti a San Lazzaro: l’avversario è respinto con
la perdita di 20 uomini e la cattura di 9 cavalli e 140 fanti. |
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1445 |
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Apr. |
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Lombardia |
Chiede allo
Sforza la facoltà di esercitare delle rappresaglie nei confronti
di Beltramo Terzi, che con Giacomo da Caivana ha razziato ai
suoi danni bestiame nel cremonese e nel parmense. |
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1446 |
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Mag. |
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Lombardia |
Sventa in Cremona
le trame organizzate da Rolando Pallavicini e da Francesco Piccinino,
volte a sollevare la città contro lo Sforza con il favore del
partito ghibellino: con l’ausilio di alcuni squadroni veneziani
guidati da Angelo Simonetto, esce spesso dalle mura ai danni
degli avversari che lo assediano. Per le sue felici gesta gli
è data cittadinanza della città. |
| Lug. |
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Lombardia |
Sorprende con una sortita
Bartolomeo Colleoni e lo mette in fuga. nella scaramuccia sono
ucisi 20 soldati; sono catturati 9 cavalli e 140 fanti. |
| Sett. |
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Lombardia |
Si trova alla difesa di Vedeseta.
Per il valore dimostrato nell'occasione gli sono donati 100
fiorini. |
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1447 |
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Mar.apr. |
Sforza |
Venezia |
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Lombardia |
I veneziani
minacciano Cremona a seguito del voltafaccia dello Sforza nei
confronti della Serenissima. Con il governatore di Cremona Foschino
Attendolo sventa un nuovo trattato organizzato dal provveditore
veneziano Gerardo Dandolo per aprire le porte cittadine alle
truppe di Micheletto Attendolo. |
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Ott. nov. |
Milano |
Venezia |
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Emilia e Lombardia |
Milita agli
stipendi della Repubblica Ambrosiana ed affianca lo Sforza all’assedio
di Piacenza. Con Manno Barile ritorna alla guardia di Cremona
alla notizia che Antonio Ventimiglia sta tagliando un ponte
sul Po nei pressi della città. A novembre partecipa all’assalto
generale contro Piacenza. Sempre nell'anno gli è riconfermata
dallo Sforza la donazione di alcuni terreni a Castelleone. |
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1448 |
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Gen. |
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Lombardia |
Ricopre l’incarico
di governatore di Cremona. Difende la città investita dalla
flotta di Andrea Querini; soccorre gli sforzeschi rimasti isolati
nel Mezzano, mediante un ponte di barche che collega l’isola
con la sponda lombarda del Po. Alla fine i veneziani sono respinti
con forti perdite. |
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Sett. |
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Lombardia |
Dopo la battaglia
di Caravaggio, precede nel bresciano l’azione dello Sforza ed
arriva con la sua azione fino al lago di Garda ed al Mincio. |
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Ott. |
Sforza |
Milano |
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Lombardia |
Con il trattato
di Rivoltella fra lo Sforza ed i veneziani, segue il condottiero
nella sua defezione dalla Repubblica Ambrosiana. Occupa la rocca
di Maccastorna, grazie ad un trattato portato a termine con
Ernesto ed Onofrio Bevilacqua; costruisce quindi sul Po un ponte
di barche dotato di bastie su entrambe le sponde. Entra, infine,
con Tommaso Tebaldi alla guardia di Piacenza (600 cavalli). |
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Dic. |
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Emilia |
Appoggia Alessandro
Sforza contro Parma. |
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1449 |
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Gen. |
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600 cavalli |
Emilia |
E’ inviato
in avanscoperta contro Carlo di Campobasso; blocca Jacopo Piccinino,
che si muove da Fontanelle, ed impedisce che i due eserciti si congiungano.
Alessandro Sforza può così vincere gli avversari a Felino. Alcuni
fautori di Pietro Maria dei Rossi, nel frattempo, aprono una
porta di Parma nella quale irrompe un suo caposquadra, il Gaino,
che rimane ucciso nel combattimento; nei giorni seguenti gli
sforzechi entrano nella città. |
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Apr. |
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Piemonte |
E' segnalato
a Novara con Corrado da Fogliano per controllare i movimenti
delle truppe del duca Ludovico di Savoia-Acaia. Partecipa alla
battaglia di Romagnano Sesia dove, agli ordini del Colleoni,
ha il comando di 1500 cavalli; è pure presente allo scontro
di Borgomanero, in cui sono uccisi 2000 uomini e catturati altri
1000 con i capitani sabaudi Giacomo di Challant, Giacomo Albornato
e Gaspare di Varax. Il Salerno è determinante soprattutto a
Borgomanero, dove con Arrigo Zambra e Cristoforo da Salerno
sostiene l’urto di 1000 cavalli sabaudi. Gli avversari costituiscono
un grande cerchio; il Salerno ordina ai suoi fanti di assalire
i nemici dalla parte dei recinti sorvegliati dagli arcieri piccardi,
dà pure il comando di uccidere anche i soldati sforzeschi e
veneziani che eventualmente si diano alla fuga. Ordina una carica
di cavalleria ed i suoi uomini sono presto seguiti da quelli
del Colleoni e da quelli del Fogliano. Il cerchio sabaudo è
rotto e gli avversari si disordinano. |
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Giu. |
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Lombardia |
Prende parte
all’assedio di Vigevano. Conduce le prime trattative che portano
i difensori alla resa a patti per evitare il saccheggio della
città. |
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……. |
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Lombardia |
Alla guardia
di Cantù. |
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1450 |
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Gen. |
Sforza |
Milano Venezia |
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Lombardia |
7 capisquadra
di Jacopo Piccinino (fra i quali Luchino Palmeri, Conticino
da Carpi e Gerardo Terzi) si avvicinano allo Sforza e lo informano
dei movimenti del loro capitano attorno a Como. Il Salerno viene
allora inviato con 8 squadre di cavalli a catturare il Piccinino
stesso; il Palmeri è però trattenuto, mentre i suoi complici
non hanno il coraggio di eseguire quanto promesso. Perde ogni
speranza e decide di ritornare al campo; Roberto Orsini non
è dello stesso parere ed assale i milanesi con molti uomini
d’arme sulla strada tra Barlassina e Como. Giovanni Ventimiglia
fa numerosi prigionieri; il Salerno, con il suo intervento,
non sa frenare l’ardore dei suoi che si danno all’inseguimento
del nemico: in tali condizioni, è inevitabile un capovolgimento
delle sorti. Sconfitto, ripara nei castelli vicini. |
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Feb. |
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Lombardia |
Partecipa all’assedio
di Milano; da Vimercate blocca la strada ai veneziani, ostacola
il vettovagliamento alla città e dà il guasto al territorio.
Distaccato con Roberto da San Severino sul monte di Brianza,
vi impegna gli avversari con continue scaramucce. Milano si
solleva a favore dello Sforza; il condottiero entra nella città
ed ha il compito di sorvegliare i movimenti dei nemici. |
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Mar. |
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Lombardia |
Viene armato
cavaliere a Milano dall Sforza. |
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Lug. |
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Lombardia |
A Lodi. E’
investito di Castelnuovo Fogliani, di Lusurasco, Saliceto di
Chiaravalle, Terzanigo, Bagnolo, Santacroce e Noceto, già appartenenti
a Niccolò Terzi. |
| 1452 |
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| Mag. |
Milano |
Venezia |
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Piemonte Lombardia |
Combatte sempre per lo Sforza
divenuto duca di Milano. Contrasta nell'alessandrino Guglielmo
di Monferrato. Richiamato in Lombardia, respinge nel cremonese
Gentile da Leonessa. |
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Giu. |
Milano |
Venezia |
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Lombardia |
Lascia Quinzano
d'Oglio con Bartolomeo Quartero e Bartolomeo Colleoni: si scontra
a Genivolta con Jacopo Piccinino e Tiberto Brandolini che lo
mettono in fuga facilmente. |
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1453 |
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Lombardia |
Riconquista
il castello di Covo. |
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1455 |
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Muore. |
Uomo audace. Valoroso.
Eccellente nell’arte della guerra. Molto caro allo
Sforza per la lunga consuetudine e la sua indiscussa esperienza di
cose belliche.
Famoso condottiero.