Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
A B C D E F G H I J L M N O P Q R S T U V W X Z
Web www.condottieridiventura.it

1714      GIOVANNI DA SASSATELLO  Detto il Cagnaccio. Di Imola. Guelfo. Signore di Coriano. Figlio di Francesco, fratello di Gentile, suocero di Panfilo Bentivoglio.

               + 1530 (giugno)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

……..

 

 

 

 

Giovane, fa parte di una famosa disfida alla quale partecipano 7 cavalli stranieri e 7 italiani, che disputano sul primato nelle armi della propria nazione. Tutti i compagni del Sassatello cadono uccisi; egli, rimasto solo, li scavalca tutti e 7 (o 9 secondo le fonti) e, da questo momento, gli viene dato il soprannome di Cagnaccio per avere estratto, sembra, il cuore ad un avversario per morderlo. Milita nelle compagnie di Paolo Vitelli

1499

 

 

 

 

 

……..

Forlì

Chiesa

 

Romagna

E’ alla difesa di Imola per conto di Caterina Sforza.

Nov.

Chiesa

Forlì

 

Romagna

Si ribella al governatore di Imola Giovanni Corradini; consegna la porta Spuvilia ad Achille Tiberti ed arma squadre di contadini con le quali si unisce ai pontifici.

1500

 

 

 

 

 

……..

 

 

 

Romagna

Ad Imola. Il castellano cerca di ucciderlo facendogli sparare contro alcuni tiri di artiglieria.

Ago.

 

 

 

Romagna

Da Imola viene a Cesena; alloggia prima alla Campana e poi all’osteria del Leone. Di guarnigione nella città con 100 fanti.

1502

 

 

 

 

 

Giu.

Chiesa

Urbino

 

Romagna

A Cesena, per la rassegna della sua compagnia.

Ago.

 

 

 

Romagna

Ad Imola.

Ott.

Chiesa

Condottieri

40 lance

Romagna

Partecipa alla battaglia di Calmazzo nella quale rimane ferito. Rientra ad Imola e fa spianare la rocca del castello di Panenta.

1503

 

 

 

 

 

……..

Chiesa

Orsini

 

Romagna

Affianca in Romagna Cesare Borgia contro gli Orsini ed i loro alleati.

Ott.

Chiesa

  Chiesa

Riario

Malatesta

       Orsini

Chiesa 

 

Romagna e Lazio

Dopo la morte del papa Alessandro VI difende Rimini dai Malatesta: esce dalla cittadella ma è costretto dall’azione di Carlo Malatesta e di Melchiorre Ramazzotto a rientrarne. Si porta poi a Roma per scortare il Borgia da Roma a Forlì: mentre sta per lasciare il palazzo di San Clemente i 2000 fanti raccolti in piazza San Pietro incominciano a chiedere le paghe arretrate. Il duca Valentino cerca di convincerli a partire con larghe promesse, allorché si sparge la notizia che i partigiani degli Orsini si stanno muovendo loro contro. Il Sassatello fa uno squadrone con 300 fanti tedeschi, mentre altri 800 uomini si pongono alla guardia della piazza. Marcia su Fabio Orsini e Bartolomeo d’Alviano, che hanno occupato porta Torrione, e combatte fino al momento in cui è certo che il Borgia si sia rifugiato prima nel palazzo a postolico e poi in Castel Sant’Angelo: solo allora si mette in salvo e trova scampo nei palazzi dei cardinali Ascanio Sforza e Raffaello Riario (cardinale di San Giorgio). Rientra in Romagna e si collega con Guido Vaina; cerca di entrare in Imola a nome di Ottaviano Riario e ne viene ributtato dagli abitanti.

Nov.

Chiesa

Riario

 

Romagna

Parteggia per il Borgia contro le pretese dei Riario su Imola.

Dic.

 

 

 

Romagna

E’ contattato dal papa Giulio II e dai veneziani con i quali tratta l’eventualità di una cessione della rocca di Imola; tramite i fiorentini, ha pure contatti con la Sforza, che sta a Firenze, che accusa il cardinale Riario dell’uccisione del padre Francesco. Alla fine, il Sassatello con il Vaina ed il Ramazzotto opta per la soluzione ecclesiastica e fa uscire dal castello, con l’astuzia, il castellano del Borgia: è acclamato liberatore della patria dagli imolesi. Parte per Roma con un salvacondotto fiorentino.

1504

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lazio

A Roma; è bene accolto nella città in quanto sembra propenso ad accettare come signore di Imola Galeazzo Riario. Si sparge pure la notizia di un suo tentativo di avvelenamento ad Acquapendente da parte del cardinale Riario (che viceversa gli promette in moglie una nipote). Ottiene una provvigione ed una condotta di cavalli leggeri dal pontefice.

Feb.

Chiesa

Cesena

 

Romagna

Ritorna in Romagna per radunare con il Vaina 50 uomini d’arme e 150 balestrieri a cavallo per assediare la rocca di Cesena ancora controllata dagli uomini del Borgia.

Mar.

Chiesa

Forlì

 

Romagna

E’ a Cesena con 40 lance, 100 cavalli leggeri ed alcuni fanti; lascia la località con 100 cavalli e viene a Forlì, per convincere il castellano della fortezza ad arrendersi al papa. Di seguito, è ancora ad Imola con il Ramazzotto e vi raccoglie fanti da utilizzare per l’assedio di Forlì; per strada si incontra con i condottieri della Serenissima Niccolò Orsini e Giacomazzo da Venezia che mette in allarme con la sua presenza. Si porta pure a Brisighella con 40 cavalli per arruolare altri fanti. Con il Ramazzotto, alla testa di 300 cavalli e 300 fanti,  assedia Ludovico Ordelaffi nella rocca di Forlì; entra con il Vaina in Forlimpopoli, ma non riesce ad ottenerne il castello.

Apr.

 

 

 

Romagna

Con 200 cavalli ed alcuni fanti, effettua una scorreria nel veneziano, a Massa, dove razzia del bestiame ed ammazza quattro uomini: l’Orsini gli invia un trombetta per conoscere le sue intenzioni. Viene a Forlì ed entra nella città con il Ramazzotto, nonostante l’opposizione di Nanne Morattini fautore degli Ordelaffi. I due condottieri hanno il compito di sorvegliare il palazzo pubblico. Respinge una sortita dei fanti di Consalvo di Mirafonte usciti dalla rocca di Ravaldino. Sospetta che il Ramazzotto non sia molto leale nei confronti dello stato della Chiesa: seguono violente scaramucce fra gli uomini delle rispettive compagnie alle porte di San Pietro ed a quella dei Cotogni; il Ramazzotto viene espulso dalla città e ripara a Bertinoro. Sorge una nuova lite nella piazza fra il Sassatello ed i fautori dei Riario; si ritira all'osteria dell'Angelo, mentre gli avversari riparano nella rocca. Esce anch'egli da Forlì e si ferma a Bagnolo. Dopo dieci giorni entrambi i condottieri sono richiamati nel capoluogo dal legato. Di seguito, il Sassatello raggiunge Imola, dove entra in discordia con Imola da Imola, che ha raccolto per contrastarlo molti partigiani nelle case di Guido Vaina, allora a Roma al servizio del cardinale di San Giorgio. Raggiunge Forlimpopoli, cattura Imola da Imola ed inizialmente, su intercessione di Taddeo della Volpe, risparmia la vita al nemico personale: quando costui è lontano dalla città, lo fa uccidere a colpi di alabarda alla testa.

Mag. giu.

Sassatello

Vaina

 

Romagna

Il Vaina si rappacifica con il Sassatello e stipula una tregua di due mesi: l’atto prevede il pagamento di una penale di 3000 ducati (metà da destinarsi alla camera fiscale e metà alla parte offesa) a carico di chi l’infrange. A giugno il Vaina rompe  l’ accordo entrando in Imola con 150 cavalli e molti fanti; il Sassatello accorre dal  forlivese con 150 cavalli e con il Ramazzotto cattura alla porta d’Asone Giovanni Antonio da Milano capitano del Vaina. I due saccheggiano la casa di un mercante e mandano uomini armati sui campanili delle chiese di San Francesco e di San Cassano. Il governatore della città, per conto di Galeazzo Riario, e Taddeo della Volpe tentano di persuadere i contendenti a desistere dalle loro vendette. Il Vaina assale le case dei Sassatello, che si difendono con 3 piccoli pezzi di artiglieria; egli attacca a sua volta gli avversari alle spalle e li obbliga a ripiegare. Vi è una tregua di tre ore; al suo scadere, si ripresenta alla porta d’Asone con 51 cavalli e 5 fanti, vince la resistenza della guardia e si getta sulle case dei Vaina. Nei disordini cittadini sono bruciate almeno 15 case e sono uccisi 100 partigiani della parte avversa; fra le vendette che il Sassatello si prende, è segnalato il matrimonio forzato fra la figlia di un suo rivale politico con un contadino, suo seguace: gli sponsali terminano con il sui cidio della donna. Si trasferisce a Forlì e viene coinvolto nelle lotte tra i Morattini ed i Numai: in una scaramuccia gli è ucciso il cavallo. Il popolo si ribella e lo scaccia dalla città.

Lug.

Chiesa

 

 

Romagna

Recupera allo stato della Chiesa Solarolo, Bagnacavallo e Conselice.

Ago.

Chiesa

Riario

 

Romagna

Toglie Oriolo (Oriolo dei Mille Fichi) a Galeazzo Riario e vi cattura con l’astuzia il castellano Guglielmo Tempione; sempre negli stessi giorni accompagna Consalvo di Mirafonte, che ha consegnato la rocca di Forlì ai pontifici, fino ai confini con il veneziano. Ritorna a Forlì, entra anch’egli nella fortezza di Ravaldino e fa in modo che il nuovo castellano, scelto da Giulio II, ne espelli il funzionario inviatovi dal cardinale di San Giorgio con l’incarico di favorirne il possesso al nipote Galeazzo Riario. Riesce nell’ intento e fa rientro ad Imola.

Sett.

Sassatello

Vaina

 

Romagna

Scorre in alcuni villaggi nei pressi di Imola e vi uccide alcuni capifazione; altri costringe a restituire 6000 ducati, avuti in precedenza dal cardinale Riario in cambio della cessione della rocca cittadina. E’ convocato dal pontefice a Roma affinché si rappacifichi con il Vaina, che è stato nominato capitano dei cavalli leggeri della guardia palatina. Cerca di fare uccidere il rivale ad Ostia da 3 suoi sicari.

Nov.

 

 

 

Lazio

A Roma per giustificare il suo operato.

Dic.

 

 

 

Lazio

Gli è chiesto da Giulio II di fare ribellare Faenza e la valle di Lamone ai veneziani. E’ armato cavaliere dagli speroni d’oro ed il papa gli dona una collana d’oro del  valore di 200 ducati; gli è concesso altresì di assumere il cognome di della Rovere. Ad Imola è organizzato un torneo in suo onore, gli è donato un podere confiscato ai Tartagni ed alcuni terreni nelle vicinanze di Dozza.

1505

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

50 lance e 70 cavalli leggeri

Lazio e Romagna

Lascia Roma con la sua compagnia e raggiunge in Romagna il governatore Costantino Arianiti.

Mar.

 

 

 

Romagna

Alla guardia di Forlì con 50 uomini d’arme e 50 cavalli leggeri.

Apr.

 

 

 

Romagna

A Forlì suscita timore nell’Arianiti; il papa lo manda subito ad Imola, dove è artefice di nuovi tumulti.

Mag.

Chiesa

Pesaro

 

Romagna

Fa impiccare ed uccidere in Imola molti nemici della sua fazione. Raduna nel forlivese 300 cavalli leggeri con i quali scacciare da Pesaro Giovanni Sforza: scoperta la congiura che avrebbe dovuto favorirlo, si ferma a Montefiore Conca.

Giu.

 

 

 

Romagna e Marche

Con i fuoriusciti, batte gli avversari a Castellabate ed occupa i castelli di Novilara, Mombaroccio e Montelabbatte dove fa entrare 50 uomini. Vi è un contrattacco degli sforzeschi, nel corso del quale è ferito alla bocca da un verrettone che gli procura la perdita di due denti. Respinto con forti perdite, ripiega a Fano, dove si fa curare. Giulio II sconfessa con un breve l’ operato del Sassatello.

Lug.

 

 

 

Romagna

Passa fuori Cesena con 200 cavalli e prende alloggio al ponte della Pietra ed a Savignano sul Rubicone. Provoca disordini a Cesena; fa mettere a sacco il castello di Bagnara di Romagna ed impiccare un figlio del Tempione, amico dei Bentivoglio. Scaturiscono ritorsioni varie con i bolognesi che terminano puntualmente con l’impiccagione di qualcuno. A Forlì favorisce i Numai ai danni dei Morattini.

Ago.

 

 

 

Romagna

Ad Imola.

Ott.

 

 

 

Romagna

Assale i suoi avversari nel castello di Bastia. I prigionieri sono condotti ad Imola.

Dic.

 

 

 

Lazio

Si deve rifugiare a Roma presso un cugino, il cardinale di Pavia Francesco Alidosi.

1506

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Romagna

A Cesena, per una pace generale fra le parti. Rientra ad Imola.

Giu. lug.

Morattini

Forlì

 

Romagna

Raduna 800 fanti e 200 cavalli leggeri ed entra nottetempo in Forlì con Brunoro da Forlì per favorirvi la fazione dei Morattini ai danni di quella dei Numai: 58 case sono messe a sacco. Il governatore della città Niccolò Bonafede si rifugia nella rocca da dove chiede soccorsi al duca di Urbino Guidobaldo da Montefeltro. A luglio il Sassatello si pone come paciere tra le parti ed a fine mese parte dalla città, su ordine del papa, con Brunoro da Forlì, Berto da Oriolo e Nanne Morattini.

Ago. sett.

Chiesa

Bologna

100 lance

Romagna ed Umbria

Da Imola si porta a Corciano dove si trova Giulio II; fa portare a Cesena 16 carri di vino per il prossimo arrivo del papa. Si congiunge in Romagna con i pontifici per combattere i Bentivoglio.

Ott.

 

 

 

Emilia

A Cesena, per la rassegna dell’esercito. Assale con i Malvezzi Castel Guelfo di Bologna ove cattura Carlo Bianchi. Nel condurre i prigionieri a Forlì cede in un agguato nel quale perde 60 cavalli. Esce, successivamente, da Imola con Giovanni Gonzaga e si accampa all'alba sotto Castel San Pietro Terme. la località si arrende in breve tempo a seguito della fuga della guarnigione. Durante le operazioni viene a male parole con il commissario pontificio, il vescovo di Chiusi, Bonafede.

Nov.

 

 

 

Emilia

Con la vittoria sui Bentivoglio, è segnalato a Bologna alla messa solenne celebratasi in San Petronio con Francesco Gonzaga e Giampaolo Baglioni. Gli è tolto il governo d’Imola dal papa; gli viene mantenuta viceversa la condotta.

1507

 

 

 

 

 

Gen. feb.

 

 

 

Romagna e Lazio

Si rappacifica ad Imola con il Vaina a seguito di un deciso intervento del papa e del cardinale di Pavia. A febbraio è costretto a seguire a Roma Giulio II.

Mag.

Chiesa

Bentivoglio

 

Emilia e Romagna

Entra alla difesa di Bologna con il Ramazzotto allorché la città è minacciata da Annibale Bentivoglio e dai fratelli che hanno raccolto 10000 uomini. Ha anche il tempo di recarsi a Cervia con 400 cavalli, per sorprendervi ed uccidervi in un cortile Mainardo Tiberti, responsabile di un tentativo insurrezionale in Cesena.

…….

Fuoriusciti

Pesaro

 

Marche

Coadiuva ancora i fuoriusciti di Pesaro ai danni di Giovanni Sforza: il duca di Urbino Guidobaldo da Montefeltro calma le acque.

1508

 

 

 

 

 

Gen.

Chiesa

Bentivoglio

 

Emilia

Si trova a Toscanella con 200 cavalli, quando viene a sapere che a Bologna è scoppiata una rivolta a favore dei Bentivoglio ed alimentata da Gaspare Scappi.

Ago.

 

 

 

Emilia

Parte da Imola e viene a Bologna, per contrastare eventuali attacchi dei Bentivoglio

Sett.

 

 

 

Emilia

Con Ludovico Pio e Giampaolo Baglioni, ha l’incarico di spianare Bagnolo nel bolognese, per avere fornito vettovaglie alle milizie dei Bentivoglio e perché nella località si coniano monete false.

Ott.

 

 

 

Emilia

A Bologna, alla rassegna della sua compagnia con Francesco Maria della Rovere, il Baglioni e Ludovico della Mirandola.

Nov. dic.

 

 

 

Romagna ed Emilia

Ospita ad Imola il cardinale di Pavia ed a dicembre lo scorta con 100 cavalli da Bologna ad Imola.

1509

 

 

 

 

 

……..

 

 

 

Romagna

E’ investito dal papa del castello di BellariaIgea Marina.

Apr.

Chiesa

Venezia

 

Emilia e Romagna

A Castel Bolognese con il Ramazzotto, alla testa di 300 cavalli leggeri e di 6000 fanti fra bolognesi, spagnoli e di altre nazionalità. Ottiene a patti Solarolo.

Mag.

 

 

 

Romagna

Si trasferisce in val di Lamone e vi attacca la rocca di Brisighella che cede dopo tre duri assalti. Giampaolo Manfrone si arrende nelle sue mani: gli spagnoli si ribellano a tale fatto, per cui vi è qualche scontro tra i suoi uomini ed i fanti spagnoli che si conclude in modo cruento. Entra nel ravennate e si impadronisce di proprietà immobiliari detenute da nobili veneziani.

Nov.

 

 

 

Emilia

Soccorre gli estensi nel ferrarese.

1510

 

 

 

 

 

Mag.       Romagna
Non lascia entrare in Imola il cardinale di Pavia. Il papa loda la sua scelta.

Lug.

Chiesa

Ferrara Francia

100 lance

Romagna

Combatte gli estensi agli ordini del della Rovere e del cardinale legato Alidosi. Invade Massa Lombarda, Sant’Agata sul Santerno, Bagnacavallo, Fusignano e Lugo.

Sett. ott.

 

 

 

Emilia

E’ destinato con Rinieri della Sassetta ad attaccare Genova. Base di partenza deve essere Porretta Terme: i fiorentini gli negano però il passo, per cui l’azione si trasforma in una scorribanda nel modenese. E’ sui monti del Frignano con 5000 fanti e 500 cavalli bolognesi; sconfigge gli estensi in val di Samoggia, ha Fanano ed altre terre incitando alla rivolta gli abitanti di oltre Panaro.

Nov.

 

 

 

Emilia

A Bologna, per un consiglio di guerra con Fabrizio Colonna, il Baglioni, Raffaello dei Pazzi, il della Rovere ed i capitani veneziani Antonio Pio e frà Leonardo Prato.

1511

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

Ha ai suoi ordini 35 lance e 69 cavalli leggeri.

Mag.

 

 

 

Emilia

E’ avviato alla conquista di Castel San Pietro Terme, alla cui difesa si trova Ermes Bentivoglio. Con la perdita di Bologna da parte dei pontifici, caccia da Imola i ghibellini e si offre di consegnare la città a Gian Giacomo da Trivulzio: la sua proposta è rigettata. Gli vengono invece richiesti dai francesi il passo e vettovaglie.

Lug.

 

 

 

 

Cade in disgrazia presso i pontifici; difende invano di fronte al nuovo cardinale legato un nipote che, accusato di malversazioni, è condannato alla confisca dei beni. Si collega con il Ramazzotto e minaccia i bolognesi.

Ago.

 

 

 

Romagna

Ad una grave malattia del papa viene richiamato da Rimini a Roma.

Sett.

Sassatello

Rimini

 

Romagna

E’ a Bellaria-Igea ed effettua alcune rappresaglie ai danni del comune di Rimini.

Ott. nov.

 

 

 

Romagna ed Emilia

Raccoglie truppe per i pontifici; parte da Imola e scorre a Castel San Pietro Terme.  E’ sospettato di connivenza con gli avversari, specie di avere  permesso il vettovagliamento ai Bentivoglio asserragliati in Bologna: le accuse di tradimento sono lanciate da suoi nemici personali, quali il Vaina ed il Ramazzotto.

Dic.

 

 

 

Marche

A Loreto, per la rassegna delle sue compagnie. Si porta a Fossombrone con 70 lance e 1000 fanti.

1512

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Ha il compito di recuperare il bastione del Zaniolo, caduto in potere degli estensi: il suo intervento si rivela tardivo.

Apr.

 

 

70 lance

Romagna

I confederati della Lega Santa abbandonano Imola di fronte all’incalzare dell’esercito francese di Gastone di Foix e lo lasciano alla difesa del contado con 60 lance: in tale campagna cerca di soccorrere Ravenna, assediata dai nemici, e compie numerose scaramucce sul Po per tagliare le linee di rifornimento. Partecipa con le sue lance alla battaglia di Ravenna nella quale rimane ferito.

Giu.

 

 

 

Romagna

Ai suoi ordini militano 40 lance e 30 cavalli leggeri.

Sett.

 

 

 

Emilia e Romagna

Recupera Castel Bolognese. Si ammala gravemente a Ravenna e si pensa prossima la sua morte.

1513

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Romagna

Alla morte di Giulio II entra nella rocca di Imola.

Apr.

 

 

 

Romagna

Si propone con Pietro Margano al soldo dei veneziani:  ottiene un cortese rifiuto.

1514

 

 

 

 

 

Mar. Guelfi Ghibellini   Romagna
Alla notizia delle lotte in Forlì tra guelfi e ghibellini, invia nella città il fratello Gentile per difendere i Morattini appartenenti alla sua fazione.
1515          
Mag.

Chiesa

Francia

150 cavalli  

Emilia

E’ alla guardia di Piacenza, dilaniata dalle lotte fra le fazioni guelfa e ghibellina. Si trasferisce a Modena con il fratello Gentile. Nella città è alloggiato nelle case di Gherardo Rangoni.

Ago.

 

 

 

Emilia

Di stanza a Piacenza.

1516

 

 

 

 

 

Mar.

Firenze

 

 

 

Gli è data una condotta dai veneziani: la cosa non ha seguito. Passa invece al servizio dei fiorentini.

Giu.

 

 

 

Toscana ed Emilia

Alloggia con i suoi uomini nel fiorentino e da qui è trasferito nel modenese. Si rende benemerito nei confronti dei Medici, tanto che il nuovo papa Leone X lo investe del castello di Raggiano.

1517

 

 

 

 

 

Gen

Chiesa

Comp. ventura

 

Emilia e Romagna

Parte da Modena per venire ad Imola, a seguito del tentativo del della Rovere di riavere il ducato di Urbino.

Feb.

 

 

 

Romagna

E’ espulso da Imola ad opera dei Tartagni e dei Broccaroli, per cui a marzo si parla a Venezia, in sede di consiglio dei Savi, sull’opportunità di concedergli una condotta.

Mag.

Venezia

 

60 lance

 

E’ presa la decisione di dargli una condotta di 100 lance (50 inizialmente) ed una provvigione di 1000 ducati: il costo annuo della sua compagnia (per 10 paghe) è  valutato, comprendendo la sua provvigione, in 7000 ducati.

Giu.

 

 

 

Veneto Emilia e Romagna

A Padova ed a Venezia: nella città lagunare alloggia con il suo seguito di 60 persone nel palazzo già del duca di Ferrara. Si presenta nel collegio dei Pregadi, si incontra con il doge Leonardo Loredan e con i membri del consiglio dei Dieci. Riceve 1500 ducati e si porta a Ferrara ed a Imola per radunare i suoi uomini.

Sett.

 

 

 

Veneto

E’ trasferito a Rovigo. Informa i veneziani sui movimenti del della Rovere che lascia la Romagna per riprendere la via dell’esilio a Mantova.

Dic.

Sassatello

Rasponi

 

Romagna

Con i guelfi di Imola cerca di prestare soccorso a quelli di Ravenna che, assaliti dai ghibellini, si sono rifugiati in una torre. I Rasponi incendiano una grande quantità di stoppie e con il fumo costringono i rivali alla resa. Il Sassatello appena sa dell’evoluzione della vicenda si allontana da Ravenna.

1518

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

Il consiglio dei Savi gli concede alcune agevolazioni fiscali, perché ai suoi ordini vi sono più cavalli di quanto previsti dalla  condotta.

Mag.

 

 

 

Veneto

A Venezia. E’ convocato in collegio con Mercurio Bua ed altri condottieri: è ospitato in cà Contarini a San Barnaba. E’ chiamato con Bernardino di Montone ed il Manfrone a far parte di una commissione che deve giudicare a Padova su una controversia urbanistica sorta fra la Signoria ed i benedettini di Santa Giustina.

1519

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Veneto

A Venezia, in udienza con il consiglio dei Dieci.

Mag.

 

 

 

 

Con la morte del duca di Urbino Lorenzo dei Medici e le sollevazioni antimedicee a Firenze, chiede ai veneziani il permesso di ritornare in Romagna.

Nov.

 

 

 

Veneto

E’ sempre a Rovigo. E’ lodato in collegio per il suo comportamento che tende a  punire alcuni suoi soldati colpevoli di atti di brigantaggio.

1520

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Veneto

Lascia il Polesine e si reca a Venezia: ricorda la promessa fattagli di avere 8 paghe l’anno anziché 10 come sta avvenendo.

Mar.

 

 

 

Veneto

E’ spostato a Verona. E’ al comando di 268 cavalli.

1521

 

 

 

 

 

Giu. lug.

 

 

 

Lombardia

E’ inviato da Teodoro da Trivulzio con 50 lance nel bresciano, a seguito della scoperta di una congiura organizzata da Girolamo Morone ai danni dei francesi. Fa nel contempo  raccogliere da tre capitani 600 fanti in Romagna per la prossima guerra con gli imperiali. A luglio chiede il commiato ai veneziani perché ne ha ricevuto l’ ordine dal papa. Il consiglio dei Dieci gli rinnova subito la condotta per un anno; nonostante ciò, decide di abbandonare il servizio della Serenissima.

Ago.

Milano

Venezia Francia

100 lance e 100 cavalli leggeri

Veneto ed Emilia

Si allontana da Isola della Scala per unirsi con  le truppe del duca di Milano Francesco Sforza solo con parte della sua compagnia: non lo segue, infatti, il genero Panfilo Bentivoglio, che rimane al soldo della Serenissima con 25 uomini d’arme. Passa all’assedio di Parma ed al campo sull’Enza con 100 lance e 100 cavalli leggeri.

…….

 

 

 

Lombardia

Opera nel Mantovano.

Dic.

 

 

 

Lombardia

E’ a Lodi con 50 uomini d’arme.

1522

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Piemonte

Assedia Alessandria, alla cui difesa sono 30 lance e 500 fanti francesi.

Feb.

 

 

 

Piemonte

I guelfi di Alessandria escono dalle mura per una scaramuccia con le sue truppe: ne vince la resistenza ed irrompe nella città che è messa a sacco. Si comporta nell’occasione con estrema crudeltà, facendo bastonare e torturare i cittadini che si rifiutano di svelare i nascondigli dove sono celati gioielli e denaro. Con la medesima facilità, sono scacciati da Asti i francesi entrativi su pressione della fazione guelfa.

Mar.

 

 

 

Piemonte

E’ sempre ad Alessandria.

Mag.

Sassatello

Vaina

 

Romagna

E’ al fianco di Prospero Colonna. Ritorna presto in Romagna per i disordini provocati ad Imola dal Vaina e dal Ramazzotto; occupa Tossignano ed Oriolo dei Mille Fichi.

1523

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Romagna

E’ licenziato e scacciato dalla Romagna dal papa Adriano VI e dai ghibellini locali.

Sett.

Guelfi

Ghibellini

 

Romagna

Alla morte del pontefice rientra in Romagna con l’aiuto dei francesi. Muove verso Ravenna ed obbliga i Rasponi ad abbandonare la città.

Ott.

 

 

 

Romagna

Assale Forlì con Girolamo Morattini e ne è respinto dai Numai. Espulso anche da Ravenna, si porta a Tossignano, entra nella località dopo essersi accordato con una donna che ha lasciato aperta una finestra posta sulle mura, e saccheggia il centro con qualche uccisione fra gli abitanti. Ributta un attacco del Vaina e compie con i guelfi una scorreria a Cotignola (altri morti fra gli abitanti).

1524

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Romagna

 

Nov.

Francia

Impero

50 lance

Lombardia

Si trova all’assedio di Pavia.

Dic.

 

 

 

Lombardia

E’ segnalato con la sua compagnia al ponte della Stella, nei pressi di Pavia.

1525

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna

Raccoglie in Romagna fanti da avviare nel regno di Napoli per la spedizione del duca di Albany.

1526

 

 

 

 

 

Giu.

Chiesa Firenze

Siena

 

Lazio e Toscana

Parte da Roma per assalire i senesi e riportare il comune nell’orbita fiorentina. Supera l’Arbia e giunge sotto il capoluogo. Inizia il bombardamento a porta Camollia; è travolto con gli altri condottieri da una sortita dei difensori.

Dic.

Firenze

Impero

 

Romagna

Raduna fanti in val di Lamone per i fiorentini.

1527

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Toscana

E’ alla difesa di Firenze.

Giu.

 

 

 

Romagna

Alla notizia della resa del papa Clemente VII di fronte agli imperiali che assediano Castel Sant’Angelo, entra in Imola con i suoi seguaci e si impossessa della rocca. E’contattato dai veneziani.

Lug. sett.

 

 

 

Veneto

Si reca a Venezia nel consiglio dei Savi; non sono accettate le sue richieste di una condotta di 200 cavalli leggeri e di 1500 fanti con una provvigione annua di 1500 ducati. A settembre restituisce alla Serenissima 4 pezzi di artiglieria lasciati in precedenza ad Imola dal marchese Michelantonio di Saluzzo.

1528

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna

Il papa è liberato dagli imperiali ed egli consegna ai pontifici la rocca di Imola.

Giu. lug.

Chiesa

Rimini

 

Romagna

Si unisce con Niccolò Guerra da Bagno e con 2000 uomini porta una serie di attacchi infruttuosi a Rimini. Perde tempo a depredare il territorio e con il suo indugiare consente a Sigismondo Malatesta di riorganizzarsi. Alla fine la resistenza dei nemici è vinta ed egli è investito di Coriano dal pontefice.

Ago.

Firenze

 

Capitano g.le fanteria

 

Alla morte di Ugo Pepoli ha il comando dei fanti delle Bande Nere (2000 uomini) e gli viene riconosciuta una provvigione annua di 800 ducati.

1529

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Romagna

Propone ai pontifici di togliere Ravenna ai veneziani.

Giu. lug.

Impero

Firenze

100 lance e 100 cavalli leggeri

Romagna

Accetta il soldo dei fiorentini per combattere gli imperiali: è condotto per due anni con 80 uomini d’arme in bianco (nella realtà 25 cavalli leggeri) ed una provvigione annua di 800 fiorini. Stipula il contratto e riceve in anticipo 1450 fiorini per la sua esecuzione. A luglio accetta invece dagli imperiali una condotta di 100 uomini d’ arme e di 100 cavalli leggeri ed incassa altri 3000 ducati dal papa per assoldare 2000 fanti in Romagna.

Sett.

 

 

 

Romagna

Minaccia i veneziani che occupano Cervia; si porta poi sul Savio ed a Villafranca con 600 fanti e 60 cavalli per assalire i fiorentini, cui peraltro non restituisce i denari avuti in anticipo.

Ott.

 

 

 

Toscana

Prende parte all’assedio di Firenze alla testa di 3000 soldati bolognesi. Si acquartiera nella villa di Francesco Guicciardini sull’Ema. Depreda il contado.

Dic.

 

 

 

Toscana

Contrasta Stefano Colonna a Santa Margherita a Montici. Sempre nel mese respinge una nuova sortita degli avversari tentata da Ivo Biliotti e Marzio Orsini.

..........       Romagna Ottiene dal papa Clemente VII il feudo di Coriano nel riminese.

1530

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Emilia e Toscana

A Bologna, per l’incoronazione dell’imperatore Carlo V che avviene in San Petronio. Ritorna all’assedio di Firenze.

Mag.

 

 

 

Toscana

Cattura Leonardo Frescobaldi e per il suo rilascio chiede un riscatto di 1000 fiorini. Getta il prigioniero da una finestra della torre e consegna il cadavere del Frescobaldi a Morticino (Francesco) Antinori, venuto a prelevarlo con la somma pattuita.

Giu.

 

 

 

Toscana

Nello scontro di San Donato a Polverosa l’Antinori, Dante da Castiglione ed altri fiorentini penetrano negli alloggiamenti del Sassatello e lo catturano con il figlio, che è immediatamente scannato dall’Antinori davanti ai suoi occhi: gli sono tagliati testa e piedi ed i due organi sono posti l’una al posto degli altri. Il Sassatello, rilaciato corre al suo padiglione ed un’ora dopo è trovato morto con la testa del figlio fra le mani. E’ sepolto ad Imola con il saio francescano.

SETTE CITAZIONI

Di incomparabile valore. Uno dei più strenui capitani del suo tempo.

Molto pratico dell’arte della guerra.

Fierissimo capitano.

Fedelissimo al papa.

Di grande autorità in Imola.

Omicida.