| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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…….. |
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Giovane, fa
parte di una famosa disfida alla quale partecipano 7 cavalli
stranieri e 7 italiani, che disputano sul primato nelle armi
della propria nazione. Tutti i compagni del Sassatello cadono
uccisi; egli, rimasto solo, li scavalca tutti e 7 (o 9 secondo
le fonti) e, da questo momento, gli viene dato il soprannome
di Cagnaccio per avere estratto, sembra, il cuore ad un avversario
per morderlo. Milita nelle compagnie di Paolo Vitelli |
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1499 |
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…….. |
Forlì |
Chiesa |
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Romagna |
E’ alla difesa
di Imola per conto di Caterina Sforza. |
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Nov. |
Chiesa |
Forlì |
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Romagna |
Si ribella
al governatore di Imola Giovanni Corradini; consegna la porta
Spuvilia ad Achille Tiberti ed arma squadre di contadini con
le quali si unisce ai pontifici. |
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1500 |
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…….. |
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Romagna |
Ad Imola. Il
castellano cerca di ucciderlo facendogli sparare contro alcuni
tiri di artiglieria. |
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Ago. |
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Romagna |
Da Imola viene
a Cesena; alloggia prima alla Campana e poi all’osteria del
Leone. Di guarnigione nella città con 100 fanti. |
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1502 |
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Giu. |
Chiesa |
Urbino |
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Romagna |
A Cesena, per
la rassegna della sua compagnia. |
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Ago. |
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Romagna |
Ad Imola. |
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Ott. |
Chiesa |
Condottieri |
40 lance |
Romagna |
Partecipa alla
battaglia di Calmazzo nella quale rimane ferito. Rientra ad
Imola e fa spianare la rocca del castello di Panenta. |
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1503 |
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…….. |
Chiesa |
Orsini |
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Romagna |
Affianca in
Romagna Cesare Borgia contro gli Orsini ed i loro alleati. |
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Ott. |
Chiesa
Chiesa
Riario |
Malatesta
Orsini
Chiesa |
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Romagna e Lazio |
Dopo la morte
del papa Alessandro VI difende Rimini dai Malatesta: esce dalla
cittadella ma è costretto dall’azione di Carlo Malatesta e di
Melchiorre Ramazzotto a rientrarne. Si porta poi a Roma per
scortare il Borgia da Roma a Forlì: mentre sta per lasciare
il palazzo di San Clemente i 2000 fanti raccolti in piazza San
Pietro incominciano a chiedere le paghe arretrate. Il duca Valentino
cerca di convincerli a partire con larghe promesse, allorché
si sparge la notizia che i partigiani degli Orsini si stanno
muovendo loro contro. Il Sassatello fa uno squadrone con 300
fanti tedeschi, mentre altri 800 uomini si pongono alla guardia
della piazza. Marcia su Fabio Orsini e Bartolomeo d’Alviano,
che hanno occupato porta Torrione, e combatte fino al momento
in cui è certo che il Borgia si sia rifugiato prima nel palazzo
a postolico e poi in Castel Sant’Angelo: solo allora si mette
in salvo e trova scampo nei palazzi dei cardinali Ascanio Sforza
e Raffaello Riario (cardinale di San Giorgio). Rientra in Romagna
e si collega con Guido Vaina; cerca di entrare in Imola a nome
di Ottaviano Riario e ne viene ributtato dagli abitanti. |
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Nov. |
Chiesa |
Riario |
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Romagna |
Parteggia per
il Borgia contro le pretese dei Riario su Imola. |
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Dic. |
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Romagna |
E’ contattato
dal papa Giulio II e dai veneziani con i quali tratta l’eventualità
di una cessione della rocca di Imola; tramite i fiorentini,
ha pure contatti con la Sforza, che sta a Firenze, che accusa
il cardinale Riario dell’uccisione del padre Francesco. Alla
fine, il Sassatello con il Vaina ed il Ramazzotto opta per la
soluzione ecclesiastica e fa uscire dal castello, con l’astuzia,
il castellano del Borgia: è acclamato liberatore della patria
dagli imolesi. Parte per Roma con un salvacondotto fiorentino. |
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1504 |
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Gen. |
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Lazio |
A Roma; è bene
accolto nella città in quanto sembra propenso ad accettare come
signore di Imola Galeazzo Riario. Si sparge pure la notizia
di un suo tentativo di avvelenamento ad Acquapendente da parte
del cardinale Riario (che viceversa gli promette in moglie una
nipote). Ottiene una provvigione ed una condotta di cavalli
leggeri dal pontefice. |
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Feb. |
Chiesa |
Cesena |
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Romagna |
Ritorna in
Romagna per radunare con il Vaina 50 uomini d’arme e 150 balestrieri
a cavallo per assediare la rocca di Cesena ancora controllata
dagli uomini del Borgia. |
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Mar. |
Chiesa |
Forlì |
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Romagna |
E’ a Cesena
con 40 lance, 100 cavalli leggeri ed alcuni fanti; lascia la
località con 100 cavalli e viene a Forlì, per convincere il
castellano della fortezza ad arrendersi al papa. Di seguito,
è ancora ad Imola con il Ramazzotto e vi raccoglie fanti da
utilizzare per l’assedio di Forlì; per strada si incontra con
i condottieri della Serenissima Niccolò Orsini e Giacomazzo
da Venezia che mette in allarme con la sua presenza. Si porta
pure a Brisighella con 40 cavalli per arruolare altri fanti.
Con il Ramazzotto, alla testa di 300 cavalli e 300 fanti, assedia Ludovico Ordelaffi nella rocca di Forlì; entra con il
Vaina in Forlimpopoli, ma non riesce ad ottenerne il castello. |
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Apr. |
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Romagna |
Con 200 cavalli
ed alcuni fanti, effettua una scorreria nel veneziano, a Massa,
dove razzia del bestiame ed ammazza quattro uomini: l’Orsini
gli invia un trombetta per conoscere le sue intenzioni. Viene
a Forlì ed entra nella città con il Ramazzotto, nonostante l’opposizione
di Nanne Morattini fautore degli Ordelaffi. I due condottieri
hanno il compito di sorvegliare il palazzo pubblico. Respinge
una sortita dei fanti di Consalvo di Mirafonte usciti dalla
rocca di Ravaldino. Sospetta che il Ramazzotto non sia molto
leale nei confronti dello stato della Chiesa: seguono violente
scaramucce fra gli uomini delle rispettive compagnie alle porte
di San Pietro ed a quella dei Cotogni; il Ramazzotto viene espulso
dalla città e ripara a Bertinoro. Sorge una nuova lite
nella piazza fra il Sassatello ed i fautori dei Riario; si ritira
all'osteria dell'Angelo, mentre gli avversari riparano nella
rocca. Esce anch'egli da Forlì e si ferma a Bagnolo.
Dopo dieci giorni entrambi i condottieri sono richiamati nel
capoluogo dal legato. Di seguito, il Sassatello raggiunge Imola,
dove entra in discordia con Imola da Imola, che ha raccolto
per contrastarlo molti partigiani nelle case di Guido Vaina,
allora a Roma al servizio del cardinale di San Giorgio. Raggiunge
Forlimpopoli, cattura Imola da Imola ed inizialmente, su intercessione
di Taddeo della Volpe, risparmia la vita al nemico personale:
quando costui è lontano dalla città, lo fa uccidere a colpi
di alabarda alla testa. |
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Mag. giu. |
Sassatello |
Vaina |
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Romagna |
Il Vaina si
rappacifica con il Sassatello e stipula una tregua di due mesi:
l’atto prevede il pagamento di una penale di 3000 ducati (metà
da destinarsi alla camera fiscale e metà alla parte offesa)
a carico di chi l’infrange. A giugno il Vaina rompe
l’ accordo entrando in Imola con 150 cavalli e molti
fanti; il Sassatello accorre dal
forlivese con 150 cavalli e con il Ramazzotto cattura
alla porta d’Asone Giovanni Antonio da Milano capitano del Vaina.
I due saccheggiano la casa di un mercante e mandano uomini armati
sui campanili delle chiese di San Francesco e di San Cassano.
Il governatore della città, per conto di Galeazzo Riario, e
Taddeo della Volpe tentano di persuadere i contendenti a desistere
dalle loro vendette. Il Vaina assale le case dei Sassatello,
che si difendono con 3 piccoli pezzi di artiglieria; egli attacca
a sua volta gli avversari alle spalle e li obbliga a ripiegare.
Vi è una tregua di tre ore; al suo scadere, si ripresenta alla
porta d’Asone con 51 cavalli e 5 fanti, vince la resistenza
della guardia e si getta sulle case dei Vaina. Nei disordini
cittadini sono bruciate almeno 15 case e sono uccisi 100 partigiani
della parte avversa; fra le vendette che il Sassatello si prende,
è segnalato il matrimonio forzato fra la figlia di un suo rivale
politico con un contadino, suo seguace: gli sponsali terminano
con il sui cidio della donna. Si trasferisce a Forlì e viene
coinvolto nelle lotte tra i Morattini ed i Numai: in una scaramuccia
gli è ucciso il cavallo. Il popolo si ribella e lo scaccia dalla
città. |
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Lug. |
Chiesa |
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Romagna |
Recupera allo
stato della Chiesa Solarolo, Bagnacavallo e Conselice. |
|
Ago. |
Chiesa |
Riario |
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Romagna |
Toglie Oriolo
(Oriolo dei Mille Fichi) a Galeazzo Riario e vi cattura con
l’astuzia il castellano Guglielmo Tempione; sempre negli stessi
giorni accompagna Consalvo di Mirafonte, che ha consegnato la
rocca di Forlì ai pontifici, fino ai confini con il veneziano.
Ritorna a Forlì, entra anch’egli nella fortezza di Ravaldino
e fa in modo che il nuovo castellano, scelto da Giulio II, ne
espelli il funzionario inviatovi dal cardinale di San Giorgio
con l’incarico di favorirne il possesso al nipote Galeazzo Riario.
Riesce nell’ intento e fa rientro ad Imola. |
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Sett. |
Sassatello |
Vaina |
|
Romagna |
Scorre in alcuni
villaggi nei pressi di Imola e vi uccide alcuni capifazione;
altri costringe a restituire 6000 ducati, avuti in precedenza
dal cardinale Riario in cambio della cessione della rocca cittadina.
E’ convocato dal pontefice a Roma affinché si rappacifichi con
il Vaina, che è stato nominato capitano dei cavalli leggeri
della guardia palatina. Cerca di fare uccidere il rivale ad
Ostia da 3 suoi sicari. |
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Nov. |
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Lazio |
A Roma per
giustificare il suo operato. |
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Dic. |
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Lazio |
Gli è chiesto
da Giulio II di fare ribellare Faenza e la valle di Lamone ai
veneziani. E’ armato cavaliere dagli speroni d’oro ed il papa
gli dona una collana d’oro del
valore di 200 ducati; gli è concesso altresì di assumere
il cognome di della Rovere. Ad Imola è organizzato un torneo
in suo onore, gli è donato un podere confiscato ai Tartagni
ed alcuni terreni nelle vicinanze di Dozza. |
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1505 |
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Gen. |
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50 lance e 70 cavalli leggeri |
Lazio e Romagna |
Lascia Roma
con la sua compagnia e raggiunge in Romagna il governatore Costantino
Arianiti. |
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Mar. |
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Romagna |
Alla guardia
di Forlì con 50 uomini d’arme e 50 cavalli leggeri. |
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Apr. |
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Romagna |
A Forlì suscita
timore nell’Arianiti; il papa lo manda subito ad Imola, dove
è artefice di nuovi tumulti. |
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Mag. |
Chiesa |
Pesaro |
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Romagna |
Fa impiccare
ed uccidere in Imola molti nemici della sua fazione. Raduna
nel forlivese 300 cavalli leggeri con i quali scacciare da Pesaro
Giovanni Sforza: scoperta la congiura che avrebbe dovuto favorirlo,
si ferma a Montefiore Conca. |
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Giu. |
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Romagna e Marche |
Con i fuoriusciti,
batte gli avversari a Castellabate ed occupa i castelli di Novilara,
Mombaroccio e Montelabbatte dove fa entrare 50 uomini. Vi è
un contrattacco degli sforzeschi, nel corso del quale è ferito
alla bocca da un verrettone che gli procura la perdita di due
denti. Respinto con forti perdite, ripiega a Fano, dove si fa
curare. Giulio II sconfessa con un breve l’ operato del Sassatello. |
|
Lug. |
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Romagna |
Passa fuori
Cesena con 200 cavalli e prende alloggio al ponte della Pietra
ed a Savignano sul Rubicone. Provoca disordini a Cesena; fa
mettere a sacco il castello di Bagnara di Romagna ed impiccare
un figlio del Tempione, amico dei Bentivoglio. Scaturiscono
ritorsioni varie con i bolognesi che terminano puntualmente
con l’impiccagione di qualcuno. A Forlì favorisce i Numai ai
danni dei Morattini. |
|
Ago. |
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|
Romagna |
Ad Imola. |
|
Ott. |
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Romagna |
Assale i suoi
avversari nel castello di Bastia. I prigionieri sono condotti
ad Imola. |
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Dic. |
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Lazio |
Si deve rifugiare
a Roma presso un cugino, il cardinale di Pavia Francesco Alidosi. |
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1506 |
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Apr. |
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|
Romagna |
A Cesena, per
una pace generale fra le parti. Rientra ad Imola. |
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Giu. lug. |
Morattini |
Forlì |
|
Romagna |
Raduna 800
fanti e 200 cavalli leggeri ed entra nottetempo in Forlì con
Brunoro da Forlì per favorirvi la fazione dei Morattini ai danni
di quella dei Numai: 58 case sono messe a sacco. Il governatore
della città Niccolò Bonafede si rifugia nella
rocca da dove chiede soccorsi al duca di Urbino Guidobaldo da
Montefeltro. A luglio il Sassatello si pone come paciere tra
le parti ed a fine mese parte dalla città, su ordine del papa,
con Brunoro da Forlì, Berto da Oriolo e Nanne Morattini. |
|
Ago. sett. |
Chiesa |
Bologna |
100 lance |
Romagna ed Umbria |
Da Imola si
porta a Corciano dove si trova Giulio II; fa portare a Cesena
16 carri di vino per il prossimo arrivo del papa. Si congiunge
in Romagna con i pontifici per combattere i Bentivoglio. |
|
Ott. |
|
|
|
Emilia |
A Cesena, per
la rassegna dell’esercito. Assale con i Malvezzi Castel Guelfo
di Bologna ove cattura Carlo Bianchi. Nel condurre i prigionieri
a Forlì cede in un agguato nel quale perde 60 cavalli. Esce,
successivamente, da Imola con Giovanni Gonzaga e si accampa
all'alba sotto Castel San Pietro Terme. la località si
arrende in breve tempo a seguito della fuga della guarnigione.
Durante le operazioni viene a male parole con il commissario
pontificio, il vescovo di Chiusi, Bonafede. |
|
Nov. |
|
|
|
Emilia |
Con la vittoria
sui Bentivoglio, è segnalato a Bologna alla messa solenne celebratasi
in San Petronio con Francesco Gonzaga e Giampaolo Baglioni.
Gli è tolto il governo d’Imola dal papa; gli viene mantenuta
viceversa la condotta. |
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1507 |
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|
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Gen. feb. |
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|
Romagna e Lazio |
Si rappacifica
ad Imola con il Vaina a seguito di un deciso intervento del
papa e del cardinale di Pavia. A febbraio è costretto a seguire
a Roma Giulio II. |
|
Mag. |
Chiesa |
Bentivoglio |
|
Emilia e Romagna |
Entra alla
difesa di Bologna con il Ramazzotto allorché la città è minacciata
da Annibale Bentivoglio e dai fratelli che hanno raccolto 10000
uomini. Ha anche il tempo di recarsi a Cervia con 400 cavalli,
per sorprendervi ed uccidervi in un cortile Mainardo Tiberti,
responsabile di un tentativo insurrezionale in Cesena. |
|
……. |
Fuoriusciti |
Pesaro |
|
Marche |
Coadiuva ancora
i fuoriusciti di Pesaro ai danni di Giovanni Sforza: il duca
di Urbino Guidobaldo da Montefeltro calma le acque. |
|
1508 |
|
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|
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|
|
Gen. |
Chiesa |
Bentivoglio |
|
Emilia |
Si trova a
Toscanella con 200 cavalli, quando viene a sapere che a Bologna
è scoppiata una rivolta a favore dei Bentivoglio ed alimentata
da Gaspare Scappi. |
|
Ago. |
|
|
|
Emilia |
Parte da Imola
e viene a Bologna, per contrastare eventuali attacchi dei Bentivoglio |
|
Sett. |
|
|
|
Emilia |
Con Ludovico
Pio e Giampaolo Baglioni, ha l’incarico di spianare Bagnolo
nel bolognese, per avere fornito vettovaglie alle milizie dei
Bentivoglio e perché nella località si coniano monete false. |
|
Ott. |
|
|
|
Emilia |
A Bologna,
alla rassegna della sua compagnia con Francesco Maria della
Rovere, il Baglioni e Ludovico della Mirandola. |
|
Nov. dic. |
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|
Romagna ed Emilia |
Ospita ad Imola
il cardinale di Pavia ed a dicembre lo scorta con 100 cavalli
da Bologna ad Imola. |
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1509 |
|
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|
…….. |
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|
|
Romagna |
E’ investito
dal papa del castello di BellariaIgea Marina. |
|
Apr. |
Chiesa |
Venezia |
|
Emilia e Romagna |
A Castel Bolognese
con il Ramazzotto, alla testa di 300 cavalli leggeri e di 6000
fanti fra bolognesi, spagnoli e di altre nazionalità. Ottiene
a patti Solarolo. |
|
Mag. |
|
|
|
Romagna |
Si trasferisce
in val di Lamone e vi attacca la rocca di Brisighella che cede
dopo tre duri assalti. Giampaolo Manfrone si arrende nelle sue
mani: gli spagnoli si ribellano a tale fatto, per cui vi è qualche
scontro tra i suoi uomini ed i fanti spagnoli che si conclude
in modo cruento. Entra nel ravennate e si impadronisce di proprietà
immobiliari detenute da nobili veneziani. |
|
Nov. |
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|
Emilia |
Soccorre gli
estensi nel ferrarese. |
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1510 |
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|
| Mag. |
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|
Romagna |
Non lascia entrare in Imola
il cardinale di Pavia. Il papa loda la sua scelta. |
|
Lug. |
Chiesa |
Ferrara Francia |
100 lance |
Romagna |
Combatte gli
estensi agli ordini del della Rovere e del cardinale legato
Alidosi. Invade Massa Lombarda, Sant’Agata sul Santerno, Bagnacavallo,
Fusignano e Lugo. |
|
Sett. ott. |
|
|
|
Emilia |
E’ destinato
con Rinieri della Sassetta ad attaccare Genova. Base di partenza
deve essere Porretta Terme: i fiorentini gli negano però il
passo, per cui l’azione si trasforma in una scorribanda nel
modenese. E’ sui monti del Frignano con 5000 fanti e 500 cavalli
bolognesi; sconfigge gli estensi in val di Samoggia, ha Fanano
ed altre terre incitando alla rivolta gli abitanti di oltre
Panaro. |
|
Nov. |
|
|
|
Emilia |
A Bologna,
per un consiglio di guerra con Fabrizio Colonna, il Baglioni,
Raffaello dei Pazzi, il della Rovere ed i capitani veneziani
Antonio Pio e frà Leonardo Prato. |
|
1511 |
|
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|
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|
|
Feb. |
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|
|
Ha ai suoi
ordini 35 lance e 69 cavalli leggeri. |
|
Mag. |
|
|
|
Emilia |
E’ avviato
alla conquista di Castel San Pietro Terme, alla cui difesa si
trova Ermes Bentivoglio. Con la perdita di Bologna da parte
dei pontifici, caccia da Imola i ghibellini e si offre di consegnare
la città a Gian Giacomo da Trivulzio: la sua proposta è rigettata.
Gli vengono invece richiesti dai francesi il passo e vettovaglie. |
|
Lug. |
|
|
|
|
Cade in disgrazia
presso i pontifici; difende invano di fronte al nuovo cardinale
legato un nipote che, accusato di malversazioni, è condannato
alla confisca dei beni. Si collega con il Ramazzotto e minaccia
i bolognesi. |
|
Ago. |
|
|
|
Romagna |
Ad una grave
malattia del papa viene richiamato da Rimini a Roma. |
|
Sett. |
Sassatello |
Rimini |
|
Romagna |
E’ a Bellaria-Igea
ed effettua alcune rappresaglie ai danni del comune di Rimini. |
|
Ott. nov. |
|
|
|
Romagna ed Emilia |
Raccoglie truppe
per i pontifici; parte da Imola e scorre a Castel San Pietro
Terme. E’ sospettato
di connivenza con gli avversari, specie di avere permesso il vettovagliamento ai Bentivoglio
asserragliati in Bologna: le accuse di tradimento sono lanciate
da suoi nemici personali, quali il Vaina ed il Ramazzotto. |
|
Dic. |
|
|
|
Marche |
A Loreto, per
la rassegna delle sue compagnie. Si porta a Fossombrone con
70 lance e 1000 fanti. |
|
1512 |
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|
|
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|
|
Gen. |
|
|
|
Emilia |
Ha il compito
di recuperare il bastione del Zaniolo, caduto in potere degli
estensi: il suo intervento si rivela tardivo. |
|
Apr. |
|
|
70 lance |
Romagna |
I confederati
della Lega Santa abbandonano Imola di fronte all’incalzare dell’esercito
francese di Gastone di Foix e lo lasciano alla difesa del contado
con 60 lance: in tale campagna cerca di soccorrere Ravenna,
assediata dai nemici, e compie numerose scaramucce sul Po per
tagliare le linee di rifornimento. Partecipa con le sue lance
alla battaglia di Ravenna nella quale rimane ferito. |
|
Giu. |
|
|
|
Romagna |
Ai suoi ordini
militano 40 lance e 30 cavalli leggeri. |
|
Sett. |
|
|
|
Emilia e Romagna |
Recupera Castel
Bolognese. Si ammala gravemente a Ravenna e si pensa prossima
la sua morte. |
|
1513 |
|
|
|
|
|
|
Feb. |
|
|
|
Romagna |
Alla morte
di Giulio II entra nella rocca di Imola. |
|
Apr. |
|
|
|
Romagna |
Si propone
con Pietro Margano al soldo dei veneziani: ottiene un cortese rifiuto. |
|
1514 |
|
|
|
|
|
| Mar. |
Guelfi |
Ghibellini |
|
Romagna |
Alla notizia delle lotte in
Forlì tra guelfi e ghibellini, invia nella città
il fratello Gentile per difendere i Morattini appartenenti alla
sua fazione. |
| 1515 |
|
|
|
|
|
| Mag. |
Chiesa |
Francia |
150 cavalli
|
Emilia |
E’ alla guardia
di Piacenza, dilaniata dalle lotte fra le fazioni guelfa e ghibellina.
Si trasferisce a Modena con il fratello Gentile. Nella città
è alloggiato nelle case di Gherardo Rangoni. |
|
Ago. |
|
|
|
Emilia |
Di stanza a
Piacenza. |
|
1516 |
|
|
|
|
|
|
Mar. |
Firenze |
|
|
|
Gli è data
una condotta dai veneziani: la cosa non ha seguito. Passa invece
al servizio dei fiorentini. |
|
Giu. |
|
|
|
Toscana ed Emilia |
Alloggia con
i suoi uomini nel fiorentino e da qui è trasferito nel modenese.
Si rende benemerito nei confronti dei Medici, tanto che il nuovo
papa Leone X lo investe del castello di Raggiano. |
|
1517 |
|
|
|
|
|
|
Gen |
Chiesa |
Comp. ventura |
|
Emilia e Romagna |
Parte da Modena
per venire ad Imola, a seguito del tentativo del della Rovere
di riavere il ducato di Urbino. |
|
Feb. |
|
|
|
Romagna |
E’ espulso
da Imola ad opera dei Tartagni e dei Broccaroli, per cui a marzo
si parla a Venezia, in sede di consiglio dei Savi, sull’opportunità
di concedergli una condotta. |
|
Mag. |
Venezia |
|
60 lance |
|
E’ presa la
decisione di dargli una condotta di 100 lance (50 inizialmente)
ed una provvigione di 1000 ducati: il costo annuo della sua
compagnia (per 10 paghe) è
valutato, comprendendo la sua provvigione, in 7000 ducati. |
|
Giu. |
|
|
|
Veneto Emilia e Romagna |
A Padova ed
a Venezia: nella città lagunare alloggia con il suo seguito
di 60 persone nel palazzo già del duca di Ferrara. Si presenta
nel collegio dei Pregadi, si incontra con il doge Leonardo Loredan
e con i membri del consiglio dei Dieci. Riceve 1500 ducati e
si porta a Ferrara ed a Imola per radunare i suoi uomini. |
|
Sett. |
|
|
|
Veneto |
E’ trasferito
a Rovigo. Informa i veneziani sui movimenti del della Rovere
che lascia la Romagna per riprendere la via dell’esilio a Mantova. |
|
Dic. |
Sassatello |
Rasponi |
|
Romagna |
Con i guelfi
di Imola cerca di prestare soccorso a quelli di Ravenna che,
assaliti dai ghibellini, si sono rifugiati in una torre. I Rasponi
incendiano una grande quantità di stoppie e con il fumo costringono
i rivali alla resa. Il Sassatello appena sa dell’evoluzione
della vicenda si allontana da Ravenna. |
|
1518 |
|
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|
|
|
|
Gen. |
|
|
|
|
Il consiglio
dei Savi gli concede alcune agevolazioni fiscali, perché ai
suoi ordini vi sono più cavalli di quanto previsti dalla
condotta. |
|
Mag. |
|
|
|
Veneto |
A Venezia.
E’ convocato in collegio con Mercurio Bua ed altri condottieri:
è ospitato in cà Contarini a San Barnaba. E’ chiamato con Bernardino
di Montone ed il Manfrone a far parte di una commissione che
deve giudicare a Padova su una controversia urbanistica sorta
fra la Signoria ed i benedettini di Santa Giustina. |
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1519 |
|
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|
|
Mar. |
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Veneto |
A Venezia,
in udienza con il consiglio dei Dieci. |
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Mag. |
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Con la morte
del duca di Urbino Lorenzo dei Medici e le sollevazioni antimedicee
a Firenze, chiede ai veneziani il permesso di ritornare in Romagna. |
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Nov. |
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Veneto |
E’ sempre a
Rovigo. E’ lodato in collegio per il suo comportamento che tende
a punire alcuni suoi
soldati colpevoli di atti di brigantaggio. |
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1520 |
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Gen. |
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Veneto |
Lascia il Polesine
e si reca a Venezia: ricorda la promessa fattagli di avere 8
paghe l’anno anziché 10 come sta avvenendo. |
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Mar. |
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Veneto |
E’ spostato
a Verona. E’ al comando di 268 cavalli. |
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1521 |
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Giu. lug. |
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Lombardia |
E’ inviato
da Teodoro da Trivulzio con 50 lance nel bresciano, a seguito
della scoperta di una congiura organizzata da Girolamo Morone
ai danni dei francesi. Fa nel contempo raccogliere da tre capitani 600 fanti in Romagna per la prossima
guerra con gli imperiali. A luglio chiede il commiato ai veneziani
perché ne ha ricevuto l’ ordine dal papa. Il consiglio dei Dieci
gli rinnova subito la condotta per un anno; nonostante ciò,
decide di abbandonare il servizio della Serenissima. |
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Ago. |
Milano |
Venezia Francia |
100 lance e 100 cavalli leggeri |
Veneto ed Emilia |
Si allontana
da Isola della Scala per unirsi con le truppe del duca di Milano Francesco Sforza
solo con parte della sua compagnia: non lo segue, infatti, il
genero Panfilo Bentivoglio, che rimane al soldo della Serenissima
con 25 uomini d’arme. Passa all’assedio di Parma ed al campo
sull’Enza con 100 lance e 100 cavalli leggeri. |
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……. |
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Lombardia |
Opera nel Mantovano. |
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Dic. |
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Lombardia |
E’ a Lodi con
50 uomini d’arme. |
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1522 |
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Gen. |
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Piemonte |
Assedia Alessandria,
alla cui difesa sono 30 lance e 500 fanti francesi. |
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Feb. |
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Piemonte |
I guelfi di
Alessandria escono dalle mura per una scaramuccia con le sue
truppe: ne vince la resistenza ed irrompe nella città che è
messa a sacco. Si comporta nell’occasione con estrema crudeltà,
facendo bastonare e torturare i cittadini che si rifiutano di
svelare i nascondigli dove sono celati gioielli e denaro. Con
la medesima facilità, sono scacciati da Asti i francesi entrativi
su pressione della fazione guelfa. |
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Mar. |
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Piemonte |
E’ sempre ad
Alessandria. |
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Mag. |
Sassatello |
Vaina |
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Romagna |
E’ al fianco
di Prospero Colonna. Ritorna presto in Romagna per i disordini
provocati ad Imola dal Vaina e dal Ramazzotto; occupa Tossignano
ed Oriolo dei Mille Fichi. |
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1523 |
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Giu. |
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Romagna |
E’ licenziato
e scacciato dalla Romagna dal papa Adriano VI e dai ghibellini
locali. |
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Sett. |
Guelfi |
Ghibellini |
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Romagna |
Alla morte
del pontefice rientra in Romagna con l’aiuto dei francesi. Muove
verso Ravenna ed obbliga i Rasponi ad abbandonare la città. |
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Ott. |
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Romagna |
Assale Forlì
con Girolamo Morattini e ne è respinto dai Numai. Espulso anche
da Ravenna, si porta a Tossignano, entra nella località dopo
essersi accordato con una donna che ha lasciato aperta una finestra
posta sulle mura, e saccheggia il centro con qualche uccisione
fra gli abitanti. Ributta un attacco del Vaina e compie con
i guelfi una scorreria a Cotignola (altri morti fra gli abitanti). |
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1524 |
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Apr. |
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Romagna |
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Nov. |
Francia |
Impero |
50 lance |
Lombardia |
Si trova all’assedio
di Pavia. |
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Dic. |
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Lombardia |
E’ segnalato
con la sua compagnia al ponte della Stella, nei pressi di Pavia. |
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1525 |
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Gen. |
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Romagna |
Raccoglie in
Romagna fanti da avviare nel regno di Napoli per la spedizione
del duca di Albany. |
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1526 |
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Giu. |
Chiesa Firenze |
Siena |
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Lazio e Toscana |
Parte da Roma
per assalire i senesi e riportare il comune nell’orbita fiorentina.
Supera l’Arbia e giunge sotto il capoluogo. Inizia il bombardamento
a porta Camollia; è travolto con gli altri condottieri da una
sortita dei difensori. |
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Dic. |
Firenze |
Impero |
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Romagna |
Raduna fanti
in val di Lamone per i fiorentini. |
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1527 |
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Feb. |
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Toscana |
E’ alla difesa
di Firenze. |
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Giu. |
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Romagna |
Alla notizia
della resa del papa Clemente VII di fronte agli imperiali che
assediano Castel Sant’Angelo, entra in Imola con i suoi seguaci
e si impossessa della rocca. E’contattato dai veneziani. |
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Lug. sett. |
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Veneto |
Si reca a Venezia
nel consiglio dei Savi; non sono accettate le sue richieste
di una condotta di 200 cavalli leggeri e di 1500 fanti con una
provvigione annua di 1500 ducati. A settembre restituisce alla
Serenissima 4 pezzi di artiglieria lasciati in precedenza ad
Imola dal marchese Michelantonio di Saluzzo. |
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1528 |
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Gen. |
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Romagna |
Il papa è liberato
dagli imperiali ed egli consegna ai pontifici la rocca di Imola. |
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Giu. lug. |
Chiesa |
Rimini |
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Romagna |
Si unisce con
Niccolò Guerra da Bagno e con 2000 uomini porta una serie di
attacchi infruttuosi a Rimini. Perde tempo a depredare il territorio
e con il suo indugiare consente a Sigismondo Malatesta di riorganizzarsi.
Alla fine la resistenza dei nemici è vinta ed egli è investito
di Coriano dal pontefice. |
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Ago. |
Firenze |
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Capitano g.le fanteria |
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Alla morte
di Ugo Pepoli ha il comando dei fanti delle Bande Nere (2000
uomini) e gli viene riconosciuta una provvigione annua di 800
ducati. |
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1529 |
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Mar. |
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Romagna |
Propone ai
pontifici di togliere Ravenna ai veneziani. |
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Giu. lug. |
Impero |
Firenze |
100 lance e 100 cavalli leggeri |
Romagna |
Accetta il
soldo dei fiorentini per combattere gli imperiali: è condotto
per due anni con 80 uomini d’arme in bianco (nella realtà 25
cavalli leggeri) ed una provvigione annua di 800 fiorini. Stipula
il contratto e riceve in anticipo 1450 fiorini per la sua esecuzione.
A luglio accetta invece dagli imperiali una condotta di 100
uomini d’ arme e di 100 cavalli leggeri ed incassa altri 3000
ducati dal papa per assoldare 2000 fanti in Romagna. |
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Sett. |
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Romagna |
Minaccia i
veneziani che occupano Cervia; si porta poi sul Savio ed a Villafranca
con 600 fanti e 60 cavalli per assalire i fiorentini, cui peraltro
non restituisce i denari avuti in anticipo. |
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Ott. |
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Toscana |
Prende parte
all’assedio di Firenze alla testa di 3000 soldati bolognesi.
Si acquartiera nella villa di Francesco Guicciardini sull’Ema.
Depreda il contado. |
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Dic. |
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Toscana |
Contrasta Stefano
Colonna a Santa Margherita a Montici. Sempre nel mese respinge
una nuova sortita degli avversari tentata da Ivo Biliotti e
Marzio Orsini. |
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Romagna |
Ottiene dal papa Clemente VII il feudo di Coriano
nel riminese. |
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1530 |
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Feb. |
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Emilia e Toscana |
A Bologna,
per l’incoronazione dell’imperatore Carlo V che avviene in San
Petronio. Ritorna all’assedio di Firenze. |
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Mag. |
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Toscana |
Cattura Leonardo
Frescobaldi e per il suo rilascio chiede un riscatto di 1000
fiorini. Getta il prigioniero da una finestra della torre e
consegna il cadavere del Frescobaldi a Morticino (Francesco)
Antinori, venuto a prelevarlo con la somma pattuita. |
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Giu. |
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Toscana |
Nello scontro
di San Donato a Polverosa l’Antinori, Dante da Castiglione ed
altri fiorentini penetrano negli alloggiamenti del Sassatello
e lo catturano con il figlio, che è immediatamente scannato
dall’Antinori davanti ai suoi occhi: gli sono tagliati testa
e piedi ed i due organi sono posti l’una al posto degli altri.
Il Sassatello, rilaciato corre al suo padiglione ed un’ora dopo
è trovato morto con la testa del figlio fra le mani. E’ sepolto
ad Imola con il saio francescano. |
Di incomparabile valore. Uno dei più strenui capitani del
suo tempo.
Molto pratico dell’arte della guerra.
Fierissimo capitano.
Fedelissimo al papa.
Di grande autorità in Imola.
Omicida.