| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1495 |
Firenze |
Pisa |
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Toscana |
E' fatto imprigionare
a Pontedera dal commissario generale Antonio Giacomini. Viene
condotto a Firenze; è subito liberato dai Dieci di Balia
per riguardo al padre Pietro Paolo. Al Giacomini è pure
ordinato di scusarsi per l'indebita cattura. |
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1496 |
Venezia |
Firenze |
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Toscana |
Diserta e passa
al soldo dei veneziani contro gli stessi fiorentini. Catturato,
è scambiato con Ottaviano di San Lorenzo. |
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1497 |
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……....... |
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Toscana |
Con la scorta
di 40 uomini sorprende a caccia il conte Ugo della Gherardesca,
con il quale è in lite da tempo, e lo uccide nei pressi della
badia di Castagneto Carducci. |
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1498 |
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Mar. |
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Toscana |
E’ con 60 balestrieri
a cavallo a Campiglia Marittima. Razzia 300 capi di bestiame
bovino tra bufali e vacche, 600 pecore, puledre e muli; è affrontato
da 60/70 cavalli leggeri usciti dalla località. I nemici perdono
8 uomini; parte del bottino (specie i bufali) è recuperato dagli
avversari. |
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Mag. |
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Toscana |
Scorre in maremma
con 600 cavalli leggeri tra stradiotti e balestrieri. Prende
parte alla battaglia di San Regolo in cui cattura Ranuccio da
Marciano: il condottiero fiorentino gli consegna le armi in
segno di resa; riesce tuttavia a sfuggire alla sua sorveglianza
ed a porsi in salvo. |
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Lug. |
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Toscana |
Fatto prigioniero
una seconda volta, viene liberato in cambio di Achille Tiberti. |
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Sett. |
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50 cavalli leggeri |
Toscana |
Opera sempre
nel pisano. |
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1499 |
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| Mar. |
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Lombardia e Veneto |
Lascia il campo e si reca
a Mantova per combattere in una giostra. Vince in duello il
ferrarese Gherardo Roberti. Francesco Gonzaga, per la sua vittoria,
gli dona una cappa ed uno stocco del valore di 150 ducati. Si
reca successivamente a Venezia dove si stanno tenendo gli incontri
per il lodo del marchese di Ferrara. |
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Apr. |
Pisa |
Firenze |
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Toscana |
Con la pace
fra veneziani e fiorentini, contrasta ancora costoro al soldo
dei pisani. |
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Mag. |
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Il suo operato
nel recente conflitto è lodato a Venezia nel collegio dei Pregadi
dal provveditore Piero Duodo. |
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Giu. |
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Toscana |
Alla difesa
di Cascina. E’ catturato da Paolo Vitelli allorché la
località cede a discrezione ai fiorentini; è lasciato
fuggire da quest'ultimo nonostante l’ordine impartitogli di
consegnare il della Sassetta alle autorità per essere giustiziato
a causa di una sua precedente diserzione. Il condottiero ripara
a Pisa. Si vendica del Giacomini, per il torto subito anni prima,
facendo mettere dai pisani una taglia di 500 ducati sulla testa
del commissario fiorentino. |
| Lug. |
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Toscana |
Facilita in Pisa la presa
del potere da parte dei principali agricoltori del contado.
Addestra, nel contempo, al combattimento contadini e fuoriusciti. |
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1501 |
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Gen. |
Pisa |
Firenze |
100 cavalli leggeri |
Toscana |
E’ inviato
dal Vitelli con Piero Gambacorta in soccorso dei pisani. Ha
il comando di 100 cavalli leggeri. |
| Apr. |
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Toscana |
Con Oliverotto da Fermo ed
il Gambacorta opera alcune scorrerie con il sostegno dei lucchesi
verso Volterra e Cerbaia. |
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Sett. |
Chiesa |
Piombino |
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Toscana |
Si trova alla
capitolazione di Piombino. |
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1502 |
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Feb. |
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Toscana |
A Piombino
con 100 cavalli leggeri, per rendere omaggio al papa Alessandro
VI. |
| ............... |
Spagna |
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Agli stipendi di Consalvo di Cordoba. |
| Lug. |
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Toscana |
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1503 |
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Gen. |
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Romagna |
A seguito dell’
uccisione a Senigallia del Vitelli e di Oliverotto da Fermo
da parte di Cesare Borgia, ripara a Cervia nel veneziano. Si
offre alla Serenissima. |
| Sett. |
Firenze |
Sassetta |
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Toscana |
I fiorentini entrano a patti
nel castello della Sassetta salvo i beni e le peersone. Il castello
è distrutto dalle fondamenta per impediirne l'uso da
parte sua. |
| Ott. |
Pisa |
Firenze |
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Toscana |
Ritorna alla difesa di Pisa.
Abbandona la città con Corrado Tarlatini a causa dei
dissensi interni fra i sostenitori della ricerca dellaa pace
con i fiorentini ed i loro avversari politici. |
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……....... |
Spagna |
Francia |
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Puglia |
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1504 |
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Mag. |
Pisa |
Firenze |
100 cavalli leggeri |
Campania Lazio e Toscana |
Ottiene licenza
dagli spagnoli e con altri condottieri passa al servizio dei
pisani per fronteggiare i fiorentini. Lascia Napoli, viene a
Roma, mette insieme 100/200 cavalli leggeri, probabilmente con
del denaro fornitogli da Consalvo di Cordoba, e convince Amico
Orsini a seguirlo. Insieme attraversano la maremma senese: vengono
loro contro Luca Savelli e Marcantonio Colonna che cercano di
intercettarlo. Si imbarca a Talamone, supera la sorveglianza
del corsaro Baldassarre Bardella (Bardellotto), che controlla
per conto dei fiorentini la foce dell’Arno, ed entra in Pisa.
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Giu. |
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Toscana |
Con Piero Gambacorta
rientra via mare da La Spezia alla difesa di Pisa. Introduce
nella città 20 cavalli e 300 sacchi di farina forniti
dai lucchesi. E’ ferito in combattimento. |
| Dic. |
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Toscana |
I fiorentini tentano di fare
defezionare i balestrieri a cavallo della sua compagnia. |
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1505 |
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| ............... |
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Toscana |
Si dà alla guerra di
corsa e scorre nelle acque dell'arcipelago toscano. E' bloccato
dai genovesi con il suo brigantino nel porto di Calvi in Corsica. |
| Apr. |
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Toscana |
Affianca Corrado Tarlatini
nello scontro che avviene al ponte Cappellese. |
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Giu. lug. |
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Toscana |
Si trova a
Pisa. Entra a contesa con Bandino da Castel della Pieve ed a
luglio lo sfida a duello. |
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1506 |
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| Ago. |
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Toscana |
Scorta con alcuni cavalli
l'ambasciatore lucchese Bono Boni e 12 cittadini di Pisa di
ritorno da una missione a Genova. E' sorpreso sul monte di San
Giuliano, località la Spelonca, da Michelotto Coreglia
e da Paolo da Parrano. Catturato con 30 cavalli, riesce a fuggire
corrompendo alcuni soldati del Coreglia. Quest'ultimo fa catturare
ed impiccare due soldati che si sono resi colpevoli di tale
fatto. |
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Ott. nov. |
Genova Bologna |
Francia Chiesa
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Liguria Emilia e Veneto |
Lascia Pisa
per trasferirsi alla difesa di Genova contro i francesi. Negli
stessi giorni viene contattato dal signore di Bologna Giovanni
Bentivoglio per passare alla difesa della città minacciata
dai pontifici. Preferisce tale condotta e si sposta alla difesa
di Bologna. Con la caduta di tale città ripara a Verona. |
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1507 |
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| Mar. |
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Toscana |
A fine mese si incontra a
Monte Rotondo, nel senese, con Roberto di Giovanni d'Alberto,
fuggito da Pisa perché favorevole alla pace con i fiorentini. |
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Sett. |
Venezia |
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E’ condotto
dai veneziani con 25 cavalli leggeri e 300 fanti. Gli viene
riconosciuta una provvigione annua di 300 ducati. |
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1508 |
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| Primavera |
Chiesa |
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Al
servizio del papa Giulio II. |
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Mar. |
Venezia |
Impero |
25 cavalli leggeri e 400 fanti |
Friuli e Veneto |
Lascia Cividale
del Friuli per affiancare Bartolomeo d’Alviano in Cadore: è
inquadrato al centro dello schieramento. Partecipa alla battaglia
di Tai di Cadore, dove si distingue impadronendosi delle artiglierie
nemiche. E’ ferito da un colpo di picca infertogli da Sisto
di Trantson; furioso per tale fatto, si getta sull’avversario,
lo percuote sul collo con la sua picca e lo getta morto di sella.
Il suo operato nella circostanza è elogiato in collegio dall’Alviano.
Viene poi segnalato a Venas di Cadore. |
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Apr. |
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V. Giulia |
Si imbarca
con Guido Vaina e passa all’assedio di Trieste. |
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Mag. giu. |
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V. Giulia
Slovenia |
Chiede ai veneziani
il permesso di ritornare in Toscana per difendere Pisa contro
i fiorentini; negatogli, si collega prima con Piero del Monte
a Santa Maria ed il Vaina a Vipulzano, castello appena riconquistato
dai tedeschi, e poi con Franco dal Borgo e Vitello Vitelli presso
Postumia. Cade in un’imboscata, tesagli da truppe tedesche,
in cui sono uccisi 30 uomini e feriti altri 100. |
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Lug. |
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Veneto |
Il consiglio
dei Savi gli eleva la condotta a 100 balestrieri a cavallo;
è lodato in collegio dal provveditore generale Giorgio Corner,
che lo ospita nel suo palazzo a Venezia. Accompagna indi l’Alviano
nel suo solenne ingresso nella città e presenzia alla cerimonia
in San Marco, in cui sono consegnate al condottiero umbro lo
stendardo ed il bastone di governatore generale. E’ inviato
ai confini per controllare i movimenti dei nemici. Nell’anno
la sua paga complessiva ascende a 1100 ducati |
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1509 |
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Mar. |
Venezia |
Francia |
100 cavalli leggeri |
Lombardia |
200 cavalli
leggeri nemici scorrono sulla riva sinistra dell’Adda; il Sassetta
si porta al di là del fiume con parte dei suoi balestrieri a
cavallo e si spinge fino alle porte di Milano. Nel corso dell’incursione,
un suo uomo, un genovese, è fatto prigioniero in duello da uno
stradiotto militante nel campo avversario. |
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Apr. |
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Lombardia |
E’ battuto
a Treviglio con Andrea Mauras e Vitello Vitelli: abbandona Rivolta
d’ Adda e si congiunge nel bresciano con Giacomo Secco. |
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Mag. |
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Lombardia |
Lascia Cremona
con Dionigi Naldi per raggiungere il campo di Pontevico; con
Meleagro da Forlì ha una scaramuccia con i francesi. Partecipa
alla battaglia di Agnadello, dove è tra i primi a fuggire; il
resto della cavalleria si sbanda in breve tempo. |
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Giu. |
Impero |
Venezia |
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Veneto |
Defeziona nel
campo imperiale e combatte i veneziani. Si unisce con un altro
disertore (Pandolfo Malatesta), depreda il territorio vicino
a Cittadella e cattura 2 membri della famiglia da Molin. |
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Lug. |
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Veneto |
Scorre presso
Cornuda; razzia bestiame e brucia villaggi; a Mogliano Veneto
è accusato con il Malatesta di avere fatto uccidere 2 bambini
e di averli fatti sollevare in alto infilzati sulle punte delle
lance dei suoi cavalli a titolo di rappresaglia, perché alcuni
soldati tedeschi nel trevigiano e nel mestrino sono stati uccisi
dai contadini e sono stati loro tagliati i testicoli. Si scontra
con 250 stradiotti, comandati da Domenico Busicchio e da Giovanni
Snati al Barco, tra Cittadella e Castelfranco Veneto. Ferito da un colpo di spada alla
faccia, è messo in fuga. |
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……....... |
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Veneto |
Deve abbandonare
Cittadella con il Malatesta; passa all’assedio di Padova. |
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Nov. |
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Veneto |
Si impossessa
del castello di Sanguinetto e devasta il territorio attorno
a Legnago. |
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1510 |
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Feb. |
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Veneto |
E’ alla difesa
di Verona. Si propone inutilmente ai veneziani. |
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Mar. giu. |
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Lombardia |
Fugge a Mantova.
Ad aprile i veneziani gli bloccano a Siena la disponibilità
di 500 ducati; a giugno
deve inviare a Venezia un proprio emissario, che promette la
restituzione della somma di cui è debitore verso la Serenissima.
Inutilmente Giampaolo Manfrone caldeggia la sua assunzione:
è sempre considerato un disertore. |
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Sett. |
Chiesa |
Francia Ferrara |
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Emilia |
Muove da Porretta
Terme con Giovanni da Sassatello per attaccare Genova. I fiorentini
negano il passo ai pontifici, per cui l’azione finisce in una
scorribanda nel modenese, che culmina con l’occupazione di Fanano. |
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Ott. |
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Toscana |
Parte da Talamone
con alcuni cavalli leggeri ed alcuni fanti per inseguire i cardinali
ostili al papa Giulio II: i fiorentini gli chiudono ancora i
passi. |
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1511 |
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Feb. |
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Ha ai suoi
ordini 100 cavalli leggeri. |
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Lug. |
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Viene licenziato. |
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1512 |
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Sett. |
Spagna |
Firenze |
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Toscana |
Segue il viceré
di Napoli Raimondo di Cardona nell’attacco contro Firenze inteso
a restaurarvi la signoria dei Medici. Viene a Firenze, si impadronisce
del portone del palazzo della Signoria e vi fa entrare il cardinale
Giulio dei Medici: costringe le autorità a cedere il potere
al prelato. |
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1513 |
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|
Gen. |
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Toscana |
Si parla a
Milano di un suo tentativo di omicidio del signore di Piombino. |
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1515 |
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Giu. |
Chiesa |
Francia |
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E’ sempre al
comando di 100 cavalli leggeri. |
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Ago. |
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Emilia |
Si trova nel
piacentino con la propria compagnia. |
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1517 |
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Gen. |
Comp. ventura |
Chiesa Firenze |
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Appoggia Francesco
Maria della Rovere nel suo tentativo di recuperare il ducato
di Urbino. |
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Primavera |
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Marche |
E’ attorno
a Mombaroccio. |
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1520 |
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|
Ago. |
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Toscana |
E’ attaccato
dai fiorentini nel suo castello di Sassetta. Catturato, è fatto
decapitare tra Castelfiorentino e Firenze. |
Fra i migliori condottieri in Italia. Nobile e gagliardo.
"Condottiere e soldato valoroso nelle guerre d'Italia."
Canestrini
Di grande esperienza nelle cose della guerra.
Famoso capitano.
Molto nemico di Firenze.