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Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1474 |
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Ott. |
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Gli è
concessa una condotta di 5 cavalli dal signore di Bologna Giovanni
Bentivoglio. |
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1486 |
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Mar. |
Chiesa |
Napoli |
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Abruzzi |
Il papa Innocenzo
VIII fa pressioni su di lui affinché liberi alcuni prigionieri
fatti a Sulmona in modo da ottenere, a sua volta, la liberazione
del nobile aquilano Francesco Lucullo. |
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1494 |
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Ago. |
Napoli |
Francia |
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Emilia |
Si trova a
Parma con Niccolò Orsini, Gian Giacomo da Trivulzio ed il fratello
Giovanni. |
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1495 |
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Sett. |
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Campania |
Prende parte
alla battaglia di Eboli. Prima dello scontro, con Venanzio da
Varano, cerca di convincere Giovanni Tommaso Carafa a non tentare
la battaglia campale, di accontentarsi di tallonare i nemici
fino a Salerno e di tagliare loro le linee di rifornimento;
di impadronirsi infine di Lagopizzolo e di dare la località
alle fiamme per impedire che i francesi abbiano una base logistica.
Il suo piano è rigettato dal Carafa: il Savelli si colloca con
i suoi uomini d’arme al centro dello schieramento ed è disfatto
dalla cavalleria pesante degli avversari. |
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1499 |
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Umbria |
Arresta a Benano,
su ordine del papa AlessandroVI, alcuni cittadini che si sono
rifiutati di consegnare del foraggio alle truppe di Giovanni
Carillo. |
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1501 |
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Mag. |
Savelli |
Orsini |
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Umbria |
Staziona nel
todino con 55 balestrieri a cavallo, scorre nei pressi di Cervetella
di Massa e vi razzia più di 50 capi di bestiame appartenente
ai Monaldeschi della Cervara. Guada il Tevere e raggiunge Corbara. |
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1503 |
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Feb. |
Savelli |
Chiesa |
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Lazio |
In lotta con
i pontifici, chiede invano soccorsi ai veneziani.. |
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Mar. |
Chiesa |
Orsini |
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Lazio |
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Giu. |
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Umbria |
Fa uccidere
dai suoi balestrieri a cavallo il nemico personale Morello da
Benano. |
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Ago. |
Savelli |
Monaldeschi |
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Umbria |
Alla notizia
della morte del papa, lotta contro Luca Monaldeschi della Cervara.
Con Troilo Savelli (350 cavalli), attacca Castel Viscardo; respinto
dagli avversari, incendia il borgo di Monte Rubiaglio e ritorna
ad assalire Castel Viscardo ove fa alcuni prigionieri. Il bottino
viene inviato a Castel Giorgio per indurre i difensori a riconoscergli
una taglia per il recupero dello stesso. Si ritira appena sa
che da Orvieto si stanno muovendo 200 fanti e 25 cavalli per
prestare soccorso ai Monaldeschi. |
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Nov. dic. |
Firenze |
Spagna |
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Campania e Toscana |
Passa agli
stipendi dei fiorentini. Viene inviato con Ambrogio da Landriano
nel regno di Napoli per combattere gli spagnoli agli ordini
del balivo di Caen Giacomo di Silly. Contrasta gli avversari
sul Garigliano a sostegno delle truppe francesi. A dicembre
si reca a Firenze e si lamenta con il cardinale di Volterra
e Niccolò Machiavelli del ritardo delle paghe. |
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1504 |
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Mag. giu. |
Firenze |
Pisa |
70 lance |
Toscana |
Fronteggia
nella maremma senese Rinieri della Sassetta che sta tentando
di raggiungere Pisa. Si
sposta a Poggibonsi ed Cascina; a giugno reclama per il ritardo
delle paghe. Sempre nel mese ha l'incarico con Marcantonio Colonna
e Musacchino di Musacchio di scorrere a Riglione e di devastarne
le campagne. I tre condottieri si avvicinano alle mura fuori
della gittata dell'artiglieria senza trovare alcuna opposizione
nei pisani. |
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Ago. |
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Toscana |
Si fortifica
sul Cecina per bloccare un’eventuale azione diversiva dei pisani
allorché Bartolomeo d’Alviano giunge in Maremma con la propria
compagnia. |
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1505 |
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Apr. |
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Toscana |
Esce da Cascina
con 400 cavalli e 500 fanti per portare vettovaglie a Ripafratta,
espugnare Filitello (Filettole) e razziare a Barbaricina il
bestiame, appartenente ai pisani, che pascola al di là del Serchio
(400 capi). Torna lentamente a Cascina per farsi attaccare dagli
avversari che sa inferiori di numero. Al suo inseguimento vi
sono Corrado Tarlatini e Rinieri della Sassetta (15 uomini d’arme,
40 cavalli leggeri e 60 fanti) che lo intercettano al ponte
Capellese sull’Osoli. I fiorentini, impacciati dalla strettezza
dei luoghi, dalla presenza dei somieri e dal bestiame razziato,
sono sbaragliati; molti soldati che si danno alla fuga sono
svaligiati dai contadini. Il Savelli rimane ferito nel combattimento.
Fra i suoi uomini vi sono 50 morti ed altri altri 370 sono catturati
con la perdita di 5 bandiere, compresa la sua. |
| Sett. |
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Toscana |
Segue Ercole Bentivoglio contro
Pisa. Prende parte all'assalto alle mura cittadine dal lato
di porta Calcesana con le lance spezzate a cavallo, i fanti
del marchese Galeotto e di Carlo da Cremona e gli uomini d'arme
di Annibale Bentivoglio. |
| Ott. |
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Toscana |
la sua compagnia è alloggiata nel territorio
di Buggiano. |
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1506 |
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| Mar. |
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Toscana |
Di guardia a Pescia. Assale
una colonna pisana reduce da una scorreria in val di Nievole.
Recupera il bestiame predato e si impadronisce di 30 cavalcature.
12 sono i prigionieri. Insegue i fuggitivi fin sulle porte di
Lucca ferendo molti altri avversari. |
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Mag. |
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50 lance |
Toscana |
Presenzia alla
mostra dei suoi uomini (50 lance ed alcuni cavalli leggeri)
con i quali ritorna nel pisano per depredarne il territorio. |
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1508 |
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| Feb. |
Firenze |
Pisa |
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Toscana |
Al campo di Cascina. Dà
il guasto al contado pisano con i suoi uomini d'arme affiancando
il commissario Niccolò Capponi. |
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Mag. |
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Toscana |
Si trova all’assedio
di Pisa. |
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1509 |
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Apr. |
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Lazio |
E’ assoldato
dai veneziani con Giulio Orsini, Renzo di Ceri e Troilo Savelli
(2000 cavalli e 3000 fanti) per combattere le truppe della lega
di Cambrai: il papa Giulio II lo obbliga a non partire e, sotto
pena di scomunica, gli vieta di restituire l’acconto ricevuto.
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| 1511 |
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| Gen. |
Firenze |
Chiesa Venezia |
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Emilia |
Giunge a Parma con Muzio Colonna
alla testa di 157 uomini d'arme e di 125 arcieri a cavallo per
un totale di 628 cavalli. I suoi uomini, per la maggior parte,
indossano una livrea di velluto e broccato d'oro; provengono
da San Michele ed alloggiano in Codiponte. La loro rassegna
avviene davanti allo Chaumont ed al cardinale Ippolito d'Este.
A fine mese un uomo d'armi fiorentino è ucciso da Astolfo
Tagliaferri. Gli armati del Savelli e del Colonna si impadroniscono
delle rocchette ed assalgono il palazzo dell'uccisore (peraltro
già datosi alla fuga). Devono intervenire Gian Giacomo
da Trivulzio e lo Chaumont per calmare gli animi. |
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1512 |
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Apr. mag. |
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Romagna Lombardia |
Partecipa alla
battaglia di Ravenna. Si congiunge in un secondo tempo con le
truppe del la Palisse per contrastare svizzeri e veneziani. |
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Giu. lug. |
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Lombardia Toscana |
E’ segnalato
alla difesa di Bergamo con Silvio Savelli; allorché la
città si solleva per l’attacco
dei veneziani, se ne allontana per passare alla guardia
di Pavia. Assalito ancora da
da svizzeri e veneziani, ottiene un nuovo salvacondotto
dal Ceri, promette di non affrontare le truppe della Lega Santa
per quattro mesi e può in tal modo ritirarsi. Lascia Pavia con
Alessandro da Trivulzio alla testa di 160 cavalli e di 100 balestrieri
a cavallo: giunto però a Cremona, le sue milizie (come quelle
del Musacchino) sono svaligiate ad un ponte sul Po dai fanti
veneziani. Si consegna allora (luglio) a Giampaolo Baglioni
per timore di non cadere nelle mani degli svizzeri. Lasciato
libero di muoversi, raggiunge Pescia. |
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Ago. |
Firenze |
Spagna Chiesa |
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Toscana |
Viene preposto
alla difesa di Prato con 60 uomini d’arme, 150 cavalli leggeri
e 2000 fanti raccogliticci pistoiesi e pisani per contrastare
il viceré di Napoli Raimondo di Cardona in marcia verso Firenze
con 200 lance, 5000 fanti spagnoli e 2 cannoni: obiettivo di
quest'ultimo è quello di restaurare alla signoria della
città i Medici. Il Savelli si trova subito senza polvere
da sparo perché i partigiani dei Medici intercettano le munizioni
che gli sono mandate da Firenze. Il Cardona chiede vettovaglie
per le sue truppe: poiché queste vengono rifiutate, ordina
di battere le mura di Prato con 2 pezzi di artiglieria alla
porta del Serraglio. Viene aperta una piccola breccia nelle
mura di Prato; sono uccisi 2 fanti fiorentini; nella breccia
si gettano i fanti, mentre altri fanti scalano le mura con tanto
furore che i difensori si danno alla fuga gettando via le armi.
Il Savelli si salva nella rocca; la città è messa orendamente
a sacco e gli spagnoli fanno strage della popolazione (la stima
dei morti varia, secondo gli autori, da 2600 a 5600); ai cittadini
che si salvano sono poste taglie per 50000/60000 ducati; sono
fatti prigionieri anche il commissario cittadino e molti ufficiali
della repubblica. |
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1513 |
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Feb. |
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Lazio |
E’ a Roma e
con altri condottieri Orsini e Colonna coopera a sedare nella
città i disordini sorti per la morte del papa Giulio II. |
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Giu. |
Milano |
Francia |
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Lombardia |
Partecipa alla
battaglia di Novara. |
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1515 |
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Muore. |
Poco esperto capitano.