Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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1736      PAOLO SAVELLI  Di Roma. Signore di Rignano Flaminio. Figlio di Luca.

 1350 ca. – 1405 (ottobre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1366

Savelli

Roma

 

Lazio

Segue il padre nelle sue scorrerie nella campagna romana.

1379

 

 

 

 

 

Apr.

Chiesa

Antip.

 

Lazio

Milita nella compagnia di San Giorgio di Alberico da Barbiano. Si distingue nella battaglia di Marino contro la compagnia dei bretoni.

1381

 

 

 

 

 

Ago.

Durazzo

Napoli

 

Campania

Prende parte alla battaglia di Sant’Eramo, in cui è sconfitto Ottone di Brunswick.

1382

Napoli

Angiò

 

Romagna

 

1384

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Puglia

Si trova a Barletta con il Barbiano.

1388

Milano

 

 

 

 

1389

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Lombardia

Presenzia al battesimo di un figlio naturale di Gian Galeazzo Visconti.

Giu.

Milano

Firenze

200 lance

Toscana

Passa con 600 cavalli alla difesa di Siena, che è minacciata dai fiorentini. Si unisce con i cavalli senesi, devasta il contado di Montepulciano e contrasta la compagnia dei bretoni e Giovanni Acuto, che dalla val di Chiana sta depredando a sua volta il senese. Affronta gli avversari ad Asinalunga (Sinalonga) e li mette in fuga dopo un combattimento di sette ore, al cui termine fa molti prigionieri. Tallona gli avversari quando costoro si spostano in val d’Arbia.

Lug.

 

 

 

Toscana

E’ raggiunto dal nobile perugino Golino di Niccolò, che gli porta 250 fanti per contraccambiare i soccorsi offerti a Perugia dal Visconti; invia a sua volta a Perugia 400 cavalli, allorché la città è sconvolta da disordini sorti fra la fazione nobiliare e quella popolare dei raspanti.

…….

 

 

 

Umbria

Viene a Perugia e cerca di impadronirsi di Cortona a spese di Uguccione Casali.

1390

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Umbria e Toscana

E’ ancora nel perugino per contrastarvi i fuoriusciti; assedia Agello con 400 cavalli e 1000 fanti fra perugini e forestieri. I fiorentini preparano un convoglio di 100 muli carichi di frumento, che è avviato da Cortona verso il castello con la scorta di 800 cavalli ungheri e tedeschi e 500 fanti. Il Savelli attacca la colonna; i fuoriusciti escono da Agello e con l’aiuto dei fiorentini accerchiano i suoi uomini e li obbligano a fuggire a Perugia. E’ inseguito dai nemici sino a San  Mariano e deve lasciare nelle loro mani  50 cavalli. Rientra a Siena.

Mag.

 

 

 

Toscana

Il conte di Virtù dichiara ufficialmente la guerra ai fiorentini; il Savelli muove da Siena contro Firenze con Giovanni degli Ubaldini. E’ a Lucignano, dove ha un trattato; assale il castello con Giovanni Tedesco da Petramala e vi entra dopo averne data alle fiamme la porta. Fronteggia Cecco di Diana e lo costringe a ritirarsi in Montepulciano; recupera Chiusi e libera la rocca dall’assedio postole dagli avversari. Con la morte dell’Ubaldini, rimane alla difesa di Siena con il Pietramala. Con quest’ultimo contrasta i fiorentini con alterna fortuna.

Giu.

 

 

 

Toscana

Cattura nei pressi di Marciano Filippo Guazzalotti: il Visconti ordina di avvelenare il capitano, perché i fiorentini nello stesso modo si sono disfatti dell’Ubaldini. Avuto il tossico, il Savelli invita a pranzo il condottiero e gli fa somministrare del vino avvelenato.

Lug.

 

 

 

Toscana

Con il richiamo in Lombardia delle milizie viscontee, fronteggia i nemici con poche forze: i senesi sono forzati a consegnargli 4000 fiorini ed a promettergliene altri 3000 al fine di raccogliere nuove truppe. Si dirige a Casole d’Elsa e ritorna indietro con risultati di nessun rilievo.

Ago.

 

 

 

Toscana

I fiorentini si ritirano nell’aretino;  si mette al loro inseguimento e li sorprende di notte al Sambuco. Sconfina ancora nell’aretino e sconfigge nuovamente i fiorentini a Rigomagno. Nello scontro è catturato Cecco di Diana con 125 uomini che sono condotti a Siena; fra i nemici i morti sono 35.

Sett.

 

 

 

Toscana

I fiorentini ricevono nuovi rinforzi; il Savelli deve ripiegare a Siena, inseguito dagli avversari fino a porta Camollia: il popolo esce da Siena e ributta i nemici.

Ott.

 

 

 

Toscana

Con il Pietramala, reprime in Siena un tumulto provocato da Donadeo Malavolti: costui è ucciso; alcuni suoi fautori sono catturati e giustiziati. Il Savelli è nominato vicario ducale nella città: in tale veste fa impiccare un capitano senese che, catturato dai fiorentini, è liberato solo per consegnare una lettera alle autorità cittadine.

1391

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Toscana

E’ a Siena con Andreasio Cavalcabò, allorché il comune cede la propria sovranità al Visconti

Lug.

 

 

 

Piemonte Lombardia

Affianca Jacopo dal Verme a Castellazzo contro Giovanni d’Armagnac e l’Acuto in Lombardia. Si trova alla difesa di Soncino: costretto a ritirarsi a Paterno, è sconfitto dall’Acuto nonostante il sostegno ricevuto da Facino Cane.

1394

 

 

 

 

 

Lug.

Colon.

Chiesa

 

Lazio

Appoggia Giovanni Colonna nel suo ingresso in Roma; raggiunge il Campidoglio: si scontra con gli abitanti ed è obbligato a ripiegare.

1395

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

Lombardia

Assiste a Milano nella chiesa di Sant’Ambrogio alla cerimonia in cui Gian Galeazzo Visconti viene nominato duca.

1396

 

 

 

 

 

Giu.

Milano

Firenze

500 cavalli

Toscana

Contrasta ancora i fiorentini agli ordini del Barbiano. Dal senese irrompe nel fiorentino e porta le sue scorrerie fin sulle porte del capoluogo; continua le depredazioni in val di Chiana, a Montepulciano e nell’aretino.

Ago.

 

 

 

Toscana

Jacopo d’Appiano lo invia in soccorso di Biordo dei Michelotti a Perugia con 200 lance: ritiene opportuno di non muoversi.

Nov. dic.

 

 

200 lance

Toscana

Passa con 200 lance alla difesa di Pisa, minacciata dai Gambacorta. I lucchesi, su richiesta dei fiorentini, tentano di bloccare la sua avanzata a Pietrasanta con steccati e bertesche; i pisani, agli  ordini di Luca di Canale, lasciano Pisa, rovinano gli apprestamenti e gli permettono di raggiungere la città dove è alloggiato nel palazzo di Jacopo d’Appiano.

1397

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Toscana

E’ respinto un suo attacco portato di sorpresa a San Miniato.

Mar.

 

 

 

Toscana

Cavalca nel fiorentino.

Apr.

 

 

 

Toscana

Prende la via del mare e fa un’incursione verso Massa del Marchese (Massa Marittima ): il bottino ed il numero dei prigionieri è relativamente scarso.

Ago.

 

 

 

Lombardia

Richiamato in Lombardia, prende parte alla battaglia di Governolo, dove ha il comando della prima schiera forte di 2000 cavalli.

Sett.

 

 

 

Toscana

A Siena, quando il Barbiano parte dalla Toscana per essere spostato in Lombardia.

Nov.

 

 

300 lance

Liguria

E’ a Sarzana per appoggiare Benedetto Manguadori nel trattato volto alla conquista di San Miniato.

Dic.

 

 

 

Toscana

Con i tre ambasciatori ducali Niccolò Pallavicini, Niccolò Diversi e frà Filippo assicura l’Appiano nella sua signoria su Pisa.

1398

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Toscana e Liguria

Con il Diversi si propone di catturare Jacopo e Gherardo d'Appiano nel palazzo del primo. Dopo la cattura dei due signori della città avrebbero dovuto cavalcare in Pisa con 900 cavalli. Gli ambasciatori ducali si fanno aprire di notte il palazzo del vecchio signore e gli chiedono a nome del Visconti le chiavi delle fortezze di Pisa, Livorno, Piombino e Cascina. L’Appiano ne promette la consegna; la mattina seguente, tuttavia, fa armare il popolo ed assalire il Savelli che è alloggiato nel suo palazzo. Il condottiero è colto disarmato, è catturato dopo essere stato ferito due volte, è condotto nella cittadella: i suoi uomini sono svaligiati di armi e cavalli e rinviati in Lombardia. Il Diversi sotto tortura rivela la trama e fa i nomi dei pisani che ne fanno parte. Costoro sono giustiziati; egli è incarcerato a Sarzana.

Feb mar.

 

 

 

Liguria Toscana Lombardia

E’ rilasciato a fine febbraio allorché Antonio Porro si reca a Pisa a confermare l’amicizia del duca di Milano con gli Appiano: prima di essere liberato deve promettere che non si sarebbe mosso contro i pisani, né che li avrebbe molestati con rappresaglie; in caso contrario avrebbe dovuto pagare una penale di 10000 fiorini: mallevadori dell’accordo sono, fra gli altri, Giovanni Colonna, Giovanni da Fighino, Luca di Canale, Antonio Porro, Niccolò Pallavicini e lo stesso Visconti. Ottiene un salvacondotto dai lucchesi per rientrare in Lombardia con la sua compagnia.

1400

Antip.

Chiesa

 

Lazio

Parteggia con Giovanni Colonna e Nicola Colonna per l’antipapa Benedetto XIII contro il pontefice Bonifacio IX.

1401

 

 

 

 

 

Mag.

Milano

Bologna

 

Emilia

Combatte nel bolognese le truppe di Giovanni Bentivoglio.

Giu.

 

 

 

Emilia

Prende parte alla battaglia di Casalecchio di Reno inquadrato nella terza schiera.

Ago.

 

 

 

Lombardia

E’ chiamato a far parte del consiglio ducale con Carlo e Pandolfo Malatesta, i vescovi di Pavia, di Novara, di Pisa e di Feltre, Francesco Gonzaga, Antonio da Montefeltro, il Colonna, il Barbiano, Baldassarre Spinola, Leonardo Doria, il dal Verme, il camerlengo Francesco Barbavara, il cancelliere Giovanni da Carnago, i consiglieri Pietro di Corte e Filippo dei Migli. 

Sett.

 

 

 

Lombardia

A Milano, per i funerali del Visconti che si svolgono del Duomo: si trova a fianco della bara sul lato sinistro con i principali capitani.

Dic.

 

 

 

Lombardia

Con il Gonzaga ed il dal Verme assiste alla cerimonia in cui i rappresentanti di Milano prestano il giuramento di fedeltà nelle mani di Giovanni Maria Visconti.

1403

 

 

 

 

 

Lug.

Milano

Chiesa

 

Emilia

Con Facino Cane, Filippino Cane e Lancillotto Beccaria scaccia da Bologna l’esercito della lega guelfa, riuscito in un primo momento ad entrare nella città.

Ago.

 

 

 

 

Termina il conflitto, i fuoriusciti rientrano in Bologna ed il Savelli cerca di mantenervi l’ordine ostacolando le lotte fra le fazioni.

Sett.

 

 

 

Emilia e Lombardia

E’ a Parma ed a Milano. E’ presente alla conclusione di una tregua fra guelfi e ghibellini lombardi.

1404

 

 

 

 

 

Gen.

Milano

Guelfi

 

Lombardia

E’ con Giacomo dalla Croce a Brescia alla guardia della cittadella con 400 cavalli. Quando Pietro Gambara assale i guelfi a porta Pile, ne esce con i ghibellini, occupa la città e la pone a sacco.

Apr.

 

 

 

Toscana

A Pisa per la firma dell’accordo, mediante il quale Gabriele Maria Visconti si riconosce nelle mani del Boucicaut vassallo del re di Francia Carlo VII.

Lug.

Venezia

Padova

600 lance

Veneto

Giunge alla bastia di Gambarare,acquistata dai veneziani con l’esborso di 6000 ducati al suo capitano: la prima risposta degli avversari è quella di fargli trovare un fossato, costruito in soli due giorni da 30000 padovani, confortati dalla presenza di Francesco Novello da Carrara e dei figli, largo 30 piedi, molto profondo e munito di trincee con torri. Il serraglio si congiunge ai suoi estremi con le paludi vicine.

Ago.

 

 

 

Veneto

E’ sconfitto nella battaglia di Gambarare.

Sett.

 

 

 

Veneto

Sorgono dissapori tra lui ed il capitano generale Malatesta Malatesta, che ritardano ogni azione conclusiva contro i carraresi: per tale motivo si accampa oltre il Brenta di fronte al castello di Limena. Vi è attaccato dal Carrara, da Niccolò d’Este e dal Barbiano, che lo sconfiggono duramente: padovani ed estensi si appropriano di un grande bottino e, secondo alcuni cronisti, catturano 2500 cavalli; secondo altri il Savelli perde più verosimilmente 600 cavalli e 200 fanti: nello scontro si batte con il signore di Padova: viene ferito al volto con un colpo di spada che gli spacca la  visiera. Prende allora una grossa lancia e ritorna alla carica contro il Carrara che, provvistosi a sua volta di un’arma uguale, lo scavalca: i suoi uomini lo rimettono a stento in sella e può lasciare il campo. Secondo fonti estensi è fatto prigioniero da Niccolò d’Este, anche se trova il modo di fuggire e di negare di essersi mai arreso.

Ott.

 

 

Capitano g.le

Veneto

Il Malatesta chiede il congedo a causa della sua salute malferma ed il Savelli è eletto capitano generale con lo stesso stipendio e gli stessi poteri. Attua subito un abile stratagemma: a causa delle forti nevicate finge di volersi ritirare nei quartieri invernali. di Treviso.

Dic.

 

 

 

Veneto

E’ informato che i carraresi, ingannati dalla sua mossa, hanno licenziato buona parte delle truppe; assale immediatamente il padovano e promette ai suoi paga doppia e mese compiuto se riescono a superare gli ostacoli; promette pure un premio di 4000 ducati per chi gli consegni un passo nel serraglio difensivo. Guada il Brenta nei pressi du Stra con il favore di alcuni contadini e porta con sé numerosi guastatori, che costruiscono ponti di legname senza essere avvistati o sentiti dai nemici. Riccio da Camerino varca ad Arino il fossato con i suoi fanti e molti balestrieri: 2000 fanti fanno in tempo a superarlo, quando si presentano sull’argine 200 cavalli, condotti da Ugo di Monforte e dal Carrara, che hanno riconosciuto  le bandiere di San Marco. I padovani sono ributtati; nel combattimento il Savelli è ferito ad una mano da un verrettone. Entra nel contado di Piove di Sacco e vi fa un grande bottino; molti sono catturati nelle case fra uomini, donne e bambini; a Venezia si accendono grandi fuochi per festeggiare il suo nome per il successo conseguito. Avanza poi sino a Sambruson e si impadronisce della torre del Curanello con la bastia di Lova; si attenda a Camponogara, arreca immensi danni a tutto il territorio, invia nel veronese, in soccorso di Francesco Gonzaga, 6000 uomini, fra fanti e cavalli, agli ordini di Giacomo Suriano. E’ attaccato in Camponogara da 16000 uomini capitanati dal Carrara e da Manfredo da Barbiano che lo sfidano a battaglia campale; dimostra di accettare il guanto di sfida; si vede in inferiorità numerica (ha a disoposizione soli 12000 uomini) e si fortifica sul Brenta munendo il campo di fossi e sbarre. Il Senato veneziano, da parte sua, promette un premio di 10000 ducati ed una pensione annua per chi consegni vivo il signore di Padova; altri premi per 5000 fiorini (con relativa pensione) sono pure garantiti per chi ne catturi i figli. Manfredo da Barbiano, probabilmente corrotto da un suo donativo di 12000 ducati inviatigli dentro oche e fiaschi di malvasia, non ha il coraggio di assalire il suo campo; il Savelli approfitta dello sconcerto nelle file carraresi e scorre fin sulle porte di Padova.        

1405

 

 

 

 

 

Mar. apr.

 

 

 

Veneto

Riprende l’offensiva con più forza; si accinge ad aggredire Castelcarro, difeso da Francesco Buzzaccarini. Vi concentra le sue truppe con bombarde, mangani, ponti ed altre macchine da guerra. Supera su un ponte il Brenta ed ha il conselvano.

Mag.

 

 

 

Veneto

Attacca Castelcarro con la flotta di Rosso Marin ed ottiene la fortezza in due giorni di continui combattimenti; tenta inutilmente di impadronirsi di Piove di Sacco.

Giu.

 

 

 

Veneto

Ha Bovolenta con l’esborso di 8000 ducati; respinto da Monselice, difesa da Luca Lion, si accosta a Padova. Si acquartiera a Terranegra ed a Vo di Zocco ed inizia ad assediare la città, flagellata dalla fame e dalla peste.

Lug.

 

 

 

Veneto

Con la caduta di Verona, è raggiunto dal dal Verme; si impossessa delle trincee che proteggono la porta di Santa Croce a sud di Padova; piazza le artiglierie davanti alla porta e bombarda l’omonimo borgo.

Ago. sett.

 

 

 

Veneto

Il campo del Bassanello è attaccato all’improvviso dal Carrara, che conduce 4700 uomini mentre il Savelli, disarmato, è nel suo padiglione intento al gioco delle “tavole”; ferito da un colpo di spada alla coscia sinistra, si dà alla fuga; 2 bandiere (una sua ed una di San Marco) cadono nelle mani degli avversari. Solo il provvidenziale ritorno da Monselice di Galeazzo da Mantova con 400 lance, lo salva dalla prigionia. Il bottino che perviene nelle mani dei carraresi è valutato in 100000 fiorini; molti sono i soldati che ricomprano a Padova le loro cavalcature e le loro armi. E’ stipulata una tregua di dieci giorni per sotterrare i morti; con Galeazzo da Mantova, Carlo Zeno e Roberto Morosini si incontra con il Carrara e Michele di Rabatta per verificare le possibilità di pace.

Ott.

 

 

 

Veneto

Muore di peste al campo del Bassanello. E’ sepolto a Venezia nella chiesa di Santa Maria dei Frari con monumento opera di Jacopo della Quercia.

TREDICI CITAZIONI

Grande uomo di guerra. Valoroso capitano.

Famoso condottiero. Uno dei più rinomati capitani del suo secolo.

Uno dei maggiori baroni romani.

Di persona alta, carnagione bianca, occhi e capelli neri.