Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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1740      TROILO SAVELLI  Signore di Palombara Sabina, Castel Gandolfo. Figlio di Mariano, fratello di Jacopo e di Paolo; cugino di Silvio e Troiano; nipote di Antonello; genero di Giulio Orsini.

  1465 – 1517 (dicembre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1482

Chiesa

Napoli

 

Lazio

Difende Palombara Sabina dagli attacchi portati dagli aragonesi.

1486

Chiesa

Napoli

 

Lazio

Difende ancora Palombara Sabina dagli attacchi condotti ora dagli Orsini.

1491

 

 

 

 

 

Mag.

Foligno

Perugia

 

Umbria

Con Antonello Savelli appoggia gli Oddi contro i Baglioni.

1494

 

 

 

 

 

Ott.

Francia

Napoli

100 lance

Lazio

Per la condotta con i francesi è citato a Roma da Alessandro VI. Antonello Savelli si impadronisce della rocca di Ostia per conto del cardinale Giuliano della Rovere ed il pontefice minaccia di dichiararlo ribelle e di confiscargli i beni.

1495

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Umbria

Con Vittorio di Canale ed i soldati di Amelia, minaccia il castello di Alviano. Interviene il papa.

Lug.

Foligno

Perugia

 

Umbria

Contrasta i perugini con lo zio Antonello.

Sett.

 

 

 

Umbria

E’ raggiunto a Corciano da Ludovico degli Ermanni, che lo persuade ad aggredire Perugia dalla parte della porta di Sant’Andrea (o del Piscinello), che gli è fatta trovare aperta. Irrompe di notte nella città con 300 cavalli e 500 fanti (2500 fuoriusciti per alcune fonti); l’attacco non ha successo per un curioso accidente che confonde gli assalitori e li spinge a ripiegare in disordine, proprio quando il successo è alla loro portata. 150 fuoriusciti sono uccisi contro la morte di soli 6 difensori; il Savelli è catturato con altri 400 uomini. Giampaolo Baglioni gli toglie il cavallo e pur di riaverlo egli gli offre 300 ducati; è tenuto in prigione, seppur lieve, più settimane, fino al momento di uno scambio con un da Varano.

1496

 

 

 

 

 

Mag.

Francia

Napoli

 

Puglia

E’ a San Severo, da dove compie una scorreria per recuperare greggi di pecore razziati da alcuni cavalli leggeri aragonesi: gli sono catturati 28 uomini d’arme e sono uccisi , fra i suoi, più di 100 soldati.

Dic.

 

 

400 cavalli

Lazio

Combatte gli Orsini: ha l’incarico di scortare con 400 lance dal Tevere ad Anguillara Sabazia un brigantino ed artiglierie, trasportati su carri e destinati ad esere utilizzati sul lago di Bracciano. E’ sorpreso da Bartolomeo d’Alviano con 100 cavalli sulla via Storta, in una boscaglia ad otto miglia da Roma: il condottieo avversario gli ferisce il cavallo e lo forza alla fuga con i suoi uomini.

1498

 

 

 

 

 

……......

Colonna

Orsini

 

Lazio

Attacca Troiano Savelli, che si è impossessato della parte di Palombara Sabina appartenente al cardinale Giovambattista Savelli. Esce dalla rocca, lancia fuochi artificiati e globi di pece sulle case del paese i cui tetti sono spesso di sughero e di paglia; l’Alviano e Troiano Savelli sono obbligati ad abbandonare il castello di cui la metà è avvolta dalle fiamme.

……......

 

 

 

Lazio

Difende ancora Palombara Sabina dagli attacchi portati dagli Orsini: apre nuovi camminamenti, vi apposta numerosi arcieri e fa scavare un fossato largo 10 piedi. Vani sono gli assalti portati da Morgante Baglioni, Giulio Vitelli, Saccoccio da  Spoleto, Fabio Orsini, l’Alviano, Giovanni di Ceri, Giulio Orsini, Gian Giordano Orsini: alla fine il pontefice convince i contendenti a deporre le armi.

Lug.

 

 

 

Umbria

Passa alla difesa di Amelia con 200 uomini, per difendere la città dall’Alviano.

1500

 

 

 

 

 

Sett. ott.

Terni

Spoleto

 

Umbria

Parte da Terni con 100 lance,100 cavalli leggeri, 500 fanti e molti venturieri. Espugna Cesi, il borgo è saccheggiato e dato alle fiamme dopo averne asportato il frumento ed altri beni. A metà ottobre lascia Terni.

1501

 

 

 

 

 

Giu.

Napoli

Francia

 

Campania

E’ preposto alla difesa  di Capua con Fabrizio Colonna.

Lug.

 

 

 

Campania

Durante le trattative di resa di Capua diminuisce la sorveglianza. Ne approfittano i venturieri, al seguito dell’esercito regolare, i quali assalgono la porta della quale il Savelli è stato preposto alla difesa: ferito ad un femore da un giavellotto, i suoi uomini sono presto travolti. Fatto prigioniero, non è riconosciuto, per cui è rilasciato dietro il pagamento di una piccola taglia; è poco dopo identificato da Fabio Orsini, che lo cattura e lo imprigiona nella rocca di Catino in Sabina.

1503

 

 

 

 

 

Gen.

Spagna

Francia

 

Abruzzi

E’ liberato solo quando accetta di militare per gli spagnoli contro i francesi. Asseconda l’azione di Fabrizio Colonna negli Abruzzi; si sposta nel Lazio e contrasta i pontifici appoggiando l’azione di Fabio Orsini.

Feb.

Savelli

Chiesa

 

Lazio

Chiede invano soccorsi ai veneziani. Coadiuva il duca di Traietto conto le truppe di Cesare Borgia.

Mar.

Chiesa

Orsini

 

Lazio

Si porta a Vicovaro. E’ contattato dai pontifici, che gli offrono una condotta per combattere gli Orsini; si accorda con il Borgia ed accetta le proposte fattegli.

Ago.

Savelli

 

 

Siena

Monaldeschi

Capitano g.le 70 lance

Umbria e Toscana

Alla morte del pontefice, lotta contro Luca Monaldeschi della Cervara. Con Luca Savelli (350 cavalli), attacca Castel Viscardo; respinto, dà alle fiamme Monte Rubiaglio e ritorna sotto Castel Viscardo, ove fa alcuni prigionieri.. Invia le prede a Castel Giorgio, al fine di indurre i difensori a riconoscergli una taglia a fronte della loro liberazione. Si ritira appena sa che da Orvieto si stanno muovendo in soccorso dei Monaldeschi 200 fanti e 25 cavalli. E’ condotto dai senesi che temono un attacco alla repubblica da parte del Borgia.

1505

 

 

 

 

 

Giu.

Lucca

 

Capitano g.le 100 lance e 50 cavalli leggeri

Emilia e Toscana

Passa per Bologna con 100 uomini d’arme e 50 cavalli leggeri, fra schioppettieri e balestrieri a cavallo: è diretto a Lucca per assumere il comando delle truppe della repubblica. A Bologna viene ospitato da Giovanni Bentivoglio nel suo palazzo.

1509

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Lazio

E’ assoldato dai veneziani con Giulio Orsini, Renzo di Ceri e Luca Savelli (500 uomini d’arme e 3000 fanti) per combattere le truppe della lega di Cambrai: il papa Giulio II lo costringe a non accettare la condotta ed a tenersi la prestanza inviatagli sotto pena di scomunica; naturalmente è assolto dal giuramento prestato.

Giu.        
Il papa Giulio II gli restituisce Palombara Sabina ed altre località già appartenenti alla sua famiglia.

1510

 

 

 

 

 

Gen. mar.

 

 

 

Lazio

Ricontattato dai veneziani a marzo, si propone loro formalmente ad aprile. Le trattative si concluderanno a luglio allorché otterrà l’assenso da parte del pontefice. Sempre nel periodo, l'ambasciatore francese a Roma Alberto Pio esercita forti pressioni sul pontefice affinché a lui ed a Renzo di Ceri non sia dato il permesso di lasciare lo stato della Chiesa.

Ago.

Venezia

Francia Impero

70 cavalli

Veneto

A Chioggia ed a Venezia. Nella città prende alloggio a San Zaccaria con un seguito di 6 persone; viene nel collegio dei Pregadi e vi si incontra con il doge Leonardo Loredan. Avuta con il Ceri l’autorizzazione per fare disertare dal campo nemico 15/20 uomini d’arme, vuole subito entrare in azione. Chiede per sé una condotta di 100 uomini d’arme o, in subordine, il governo  della compagnia retta da Niccolò Orsini e la condotta di 50 lance. Parte dal campo di Torre inserito nell’avanguardia con il provveditore generale Andrea Gritti, si unisce con un buon numero di contadini e passa in val di Trissino, per molestare i francesi che si stanno ritirando.

Sett.

 

 

10 lance e 50 cavalli leggeri

Veneto

E’ a Roncà; raggiunge San Martino Buon Albergo superando la resistenza degli avversari. Il consiglio dei Savi gli dà due paghe e gli concede una condotta di 100  lance e di 100 balestrieri a cavallo, di cui la metà subito e la metà a tempo debito. La ferma è stabilita in due anni più uno di rispetto; gli è riconosciuta una provvigione annua di 15000 ducati. Accetta le condizioni propostigli e scorre verso Legnago; a seguito dell’infelice azione su Verona, ha il compito con  Chiriaco dal Borgo di scortare le artiglierie al campo di San Martino Buon Albergo. Alla morte di Lattanzio da Bergamo si propone come comandante delle artiglierie.

Ott.

 

 

 

Veneto

Affianca in Polesine il provveditore generale Paolo Capello alla conquista di Ficarolo che cade dopo un intenso bombardamento. Ha ai suoi ordini 17 lance e 50 cavalli leggeri.

Dic.

 

 

 

Emilia

E’ sul Secchia e presso Carpi fuga alcuni cavalli francesi.

1511

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Si trova all’assedio di Mirandola. Accampatosi nei borghi di Concordia, costruisce un ponte sul Secchia e con i suoi uomini, rafforzati da 60 balestrieri a cavallo di Giano Fregoso e dagli stradiotti di Battista Petretini, respinge l’avanguardia di Gian Giacomo da Trivulzio: fa 25 prigionieri, incalza i nemici fin presso Carpi e si impossessa di un buon bottino. Ha da Giulio II il compito di condurre con il Fregoso un assalto alle mura di Mirandola; con la caduta del castello, ritorna a Concordia per sbarrare sul Secchia la strada ai francesi che provengono da Correggio. E’ qui raggiunto da frà Leonardo Prato, Francesco Sbrogliavacca e da Giampaolo Baglioni; con lo Sbrogliavacca supera il fiume e scorre fino a Guastalla, cattura 30 cavalli ed obbliga i francesi a ritirarsi nel castello. 

Mar.

 

 

 

Emilia

E’ ancora sul Secchia con il Capello alla testa di 48 lance e 50 cavalli leggeri.

Mag.

 

 

 

Emilia

Abbandona il campo per il ritardo delle paghe e si congiunge con Giovanni Vitelli ed i fanti di Giovanni dal Borgo.

Giu.

 

 

 

Veneto

E’ a Chioggia ed a Montalbano; si sposta nel veronese con il Gritti.

Ago.

 

 

72 lance e 96 cavalli leggeri

Veneto

Con il Ceri e Guido Rangoni, è sconfitto a Villanova, in uno scontro in cui i veneziani, tra morti e prigionieri, perdono 200 cavalli leggeri e numerosi stradiotti. Si dà alla fuga sino al ponte della Madonna di Lonigo; qui i francesi si fermano e le truppe della Serenissima si ritirano ad Este.

Ott.

 

 

 

Veneto

Fa la mostra dei suoi uomini e si porta a Padova per appoggiare il Ceri nella sua spedizione in Friuli contro gli imperiali. Il Ceri non vuole che sia aggregato alle sue truppe per l’inimicizia che vi è tra il Savelli e Vitello Vitelli; è inoltre accusato di negligenza, per la perdita da lui subita a Lonigo di 70/80 cavalli in un precedente scontro con i francesi.

Nov.

 

 

71 lance

Veneto

E’ licenziato al compimento dell’anno di ferma: varie sono le motivazioni che vanno dalla sua avidità (non paga secondo il dovuto i suoi uomini) alle discordie con il governatore generale Baglioni (che appartiene ad una fazione contraria alla sua) e, soprattutto, ai danni provocati dalla sua compagnia a Padova, allorché sono stati alloggiati nel quartiere di Santa Sofia. Viene a Venezia per chiedere il saldo del suo credito e rientra a Padova;  la compagnia si scioglie ed egli parte per Ravenna. Nella sostanza resta debitore verso la Signoria di 3400 ducati, che promette di rimborsare a rate in quattro anni, vincolando con un’ apposita ipoteca tutti i suoi beni.

1512

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Veneto

Riassunto dai veneziani, si trova nel veronese; a guardia di un ponte sull’Alpone, è assalito dalla fanteria tedesca che lo costringe a retrocedere.

Apr.

Chiesa

Francia

70 lance

Marche  Romagna ed Emilia

Si unisce con Gentile Baglioni per raggiungere il campo pontificio in Romagna: la sua marcia è inizialmente ostacolata da Francesco Maria della Rovere. Partecipa alla battaglia di Ravenna; dopo la sconfitta ripara a Fossombrone con Carlo Baglioni e si collega con il della Rovere.E’ sotto Bologna contro i Bentivoglio.

Mag.

 

 

 

Romagna

Entra in Forlì con Gentile Baglioni ed il Grechetto per la porta di San Pietro. Sorgono contrasti tra gli abitanti ed i soldati spagnoli che, dal loro accampamento di San Martino, forzano la porta di Ravaldino per irrompere in città. Il Savelli non riesce a farsi ubbidire da costoro. Interviene il Grechetto a loro favore; per tale motivo, il condottiero corre il rischio di essere ucciso dagli abitanti. Di seguito, il Savelli lascia la città e tocca Meldola, Rocca delle Caminate e Dogarico; sempre con Gentile Baglioni, giunge a Rimini con 150 lance ed ha il compito di conquistare le rocche di Cesena e di Ravenna. Avuta a patti la prima (ai difensori è permesso di portare via con sé beni per un valore massimo di 300 ducati), entra in Ravenna e ne assedia la rocca, alla cui difesa si trovano solo 40 fanti. 

Giu.

 

 

 

Romagna

La sua compagnia è costituita di 60 lance e 60 cavalli leggeri.

1513

 

 

 

 

 

Feb. mar.

Chiesa

Bentivoglio

 

Emilia

Con la morte di Giulio II, si porta a Bologna per contrastare le minacce dei Bentivoglio. A marzo è ancora alla guardia della città con 350 uomini d’arme.

Giu.

Fuoriusciti

Siena

 

Toscana

Si porta a Monte San Savino con Ludovico Orsini. E' sollecitato dai fuoriusciti ad intervenire in Siena per togliere a Borghese Petrucci la signoria della città. Il papa Leone X frena i due condottieri.

……......

 

 

 

Lazio

Leone X gli dà l’incarico di maresciallo del conclave.

Lug.

Chiesa

Venezia Francia

 

Emilia e Veneto

E’ inviato con Achille Torelli e Muzio Colonna (200 lance) in soccorso degli imperiali e degli spagnoli contro i veneziani. Lascia Bologna e passa nel Veneto, dove si segnala per le sue stragi. Assedia Padova.

Sett.

 

 

 

Veneto

Saccheggia Piove di Sacco; sa che su un’ansa del Brenta, a Fusina, si sono rifugiati molti contadini con i loro famigliari e beni. Guada il fiume con 150 cavalli ed alcune compagnie di fanti e li assale all’improvviso: pochi scampano nascondendosi nelle paludi vicine. In odio ai veneziani incendia ospedali, alberghi ed altri edifici. Si sposta su Mestre e Marghera e con il Colonna continua nelle sue devastazioni.

Ott.

 

 

 

Veneto

Si distingue nella battaglia di Creazzo. Dopo lo scontro riscatta Francesco Barbaro (di cui è stato amico) per 36 ducati da un soldato che lo ha fatto prigioniero e, per la sua liberazione, pretende un riscatto di 100 ducati. E’ a Vicenza con 200 lance pontificie; ammalatosi, è condotto in lettiga a Verona.

Nov.

 

 

 

Veneto

Nel Polesine ed a Montagnana.

1514

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Veneto

Parte da Montagnana.

1515

 

 

 

 

 

Mag.

Milano

Venezia

400 cavalli

Lombardia

 

Giu. lug.

Chiesa

Urbino

75 lance

Romagna

Contattato da Leone X, ritorna agli stipendi dei pontifici per combattere il duca di Urbino. A Rimini.

1517

 

 

 

 

 

Feb.

Chiesa

Comp. ventura

 

Marche

Contrasta il della Rovere teso alla riconquista del ducato di Urbino. Il Ceri lo avvia da Pesaro alla volta di Fano con 100 lance e 600 fanti per difendere la città dagli attacchi del della Rovere e di Federico Gonzaga da Bozzolo. In un assalto sono uccisi fra gli attaccanti 150 uomini; nondimeno continua la pressione sulla città che si salva per il valore del suo luogotenente Fabiano da Gallese. Arrivano al Savelli in rinforzo 500 fanti e gli avversari si ritirano. E’ creditore nei confronti dello stato della Chiesa di 4000 ducati.

Mar.

 

 

 

Marche

Al comando della retroguardia, batte a Mombaroccio il della Rovere con Giampaolo Baglioni. Lascia Fano con Orsino Orsini (2000 fanti) ed assedia San Costanzo, alla cui difesa sono 200 fanti italiani e 100 spagnoli: il castello è espugnato e messo a sacco. Rientra a Fano e passa al soldo dei fiorentini.

Apr.

Firenze

Comp. ventura

 

Marche  Lazio e Toscana

Parte da Fano e viene a Roma per informare il papa sulla situazione dell’esercito pontificio. Si trasferisce con 500 fanti a Siena per prevenirvi un’eventuale incursioner dei fuoriusciti. Rientra a Roma e con 1000/1500 fanti si dirige al campo.

Mag.

 

 

 

Marche

E’ a Sassoferrato, per sbarrare il passo agli avversari in marcia verso l’Umbria. Espugna Fossombrone; nell’occasione il legato pontificio, il cardinale Bernardo Dovizi, fa allontanare tutte le donne in un castello vicino, tranne una che ha colpito per la sua bellezza il Savelli: il condottiero la fa  condurre nel suo padiglione. Entra nella Serra di Sant’Abbondio e nottetempo vi è sorpreso dal Santacroce e da 400   cavalli feltreschi: 200 pontifici sono uccisi, molti sono i prigionieri e costoro sono presentati al della Rovere legati due a due; tutti i bagagli sono persi. Il Savelli si   nasconde sui monti.

Giu.

 

 

 

Marche

Raggiunge per mare Ancona con 1000 fanti: deve partire dalla città su richiesta degli abitanti timorosi che il della Rovere possa distruggere i raccolti del contado.

Ago.

 

 

 

Romagna

A Forlì. Ammalatosi di terzana, si fa trasportare a Roma.

Dic.

 

 

 

Lazio

Muore a Roma per un attacco di gotta.

QUATTRO CITAZIONI

Soldato di gran valore.

Capitano esperto.

Famoso.


 [p1]apua