| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1482 |
Chiesa |
Napoli |
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Lazio |
Difende Palombara
Sabina dagli attacchi portati dagli aragonesi. |
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1486 |
Chiesa |
Napoli |
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Lazio |
Difende ancora
Palombara Sabina dagli attacchi condotti ora dagli Orsini. |
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1491 |
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Mag. |
Foligno |
Perugia |
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Umbria |
Con Antonello
Savelli appoggia gli Oddi contro i Baglioni. |
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1494 |
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Ott. |
Francia |
Napoli |
100 lance |
Lazio |
Per la condotta
con i francesi è citato a Roma da Alessandro VI. Antonello Savelli
si impadronisce della rocca di Ostia per conto del cardinale
Giuliano della Rovere ed il pontefice minaccia di dichiararlo
ribelle e di confiscargli i beni. |
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1495 |
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Feb. |
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Umbria |
Con Vittorio
di Canale ed i soldati di Amelia, minaccia il castello di Alviano.
Interviene il papa. |
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Lug. |
Foligno |
Perugia |
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Umbria |
Contrasta i
perugini con lo zio Antonello. |
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Sett. |
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Umbria |
E’ raggiunto
a Corciano da Ludovico degli Ermanni, che lo persuade ad aggredire
Perugia dalla parte della porta di Sant’Andrea (o del Piscinello),
che gli è fatta trovare aperta. Irrompe di notte nella città
con 300 cavalli e 500 fanti (2500 fuoriusciti per alcune fonti);
l’attacco non ha successo per un curioso accidente che confonde
gli assalitori e li spinge a ripiegare in disordine, proprio
quando il successo è alla loro portata. 150 fuoriusciti sono
uccisi contro la morte di soli 6 difensori; il Savelli è catturato
con altri 400 uomini. Giampaolo Baglioni gli toglie il cavallo
e pur di riaverlo egli gli offre 300 ducati; è tenuto in prigione,
seppur lieve, più settimane, fino al momento di uno scambio
con un da Varano. |
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1496 |
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Mag. |
Francia |
Napoli |
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Puglia |
E’ a San Severo,
da dove compie una scorreria per recuperare greggi di pecore
razziati da alcuni cavalli leggeri aragonesi: gli sono catturati
28 uomini d’arme e sono uccisi , fra i suoi, più di 100 soldati. |
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Dic. |
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400 cavalli |
Lazio |
Combatte gli
Orsini: ha l’incarico di scortare con 400 lance dal Tevere ad
Anguillara Sabazia un brigantino ed artiglierie, trasportati
su carri e destinati ad esere utilizzati sul lago di Bracciano.
E’ sorpreso da Bartolomeo d’Alviano con 100 cavalli sulla via
Storta, in una boscaglia ad otto miglia da Roma: il condottieo
avversario gli ferisce il cavallo e lo forza alla fuga con i
suoi uomini. |
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1498 |
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……...... |
Colonna |
Orsini |
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Lazio |
Attacca Troiano
Savelli, che si è impossessato della parte di Palombara Sabina
appartenente al cardinale Giovambattista Savelli. Esce dalla
rocca, lancia fuochi artificiati e globi di pece sulle case
del paese i cui tetti sono spesso di sughero e di paglia; l’Alviano
e Troiano Savelli sono obbligati ad abbandonare il castello
di cui la metà è avvolta dalle fiamme. |
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……...... |
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Lazio |
Difende ancora
Palombara Sabina dagli attacchi portati dagli Orsini: apre nuovi
camminamenti, vi apposta numerosi arcieri e fa scavare un fossato
largo 10 piedi. Vani sono gli assalti portati da Morgante Baglioni,
Giulio Vitelli, Saccoccio da
Spoleto, Fabio Orsini, l’Alviano, Giovanni di Ceri, Giulio
Orsini, Gian Giordano Orsini: alla fine il pontefice convince
i contendenti a deporre le armi. |
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Lug. |
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Umbria |
Passa alla
difesa di Amelia con 200 uomini, per difendere la città dall’Alviano. |
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1500 |
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Sett. ott. |
Terni |
Spoleto |
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Umbria |
Parte da Terni
con 100 lance,100 cavalli leggeri, 500 fanti e molti venturieri.
Espugna Cesi, il borgo è saccheggiato e dato alle fiamme dopo
averne asportato il frumento ed altri beni. A metà ottobre lascia
Terni. |
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1501 |
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Giu. |
Napoli |
Francia |
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Campania |
E’ preposto
alla difesa
di Capua con Fabrizio Colonna. |
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Lug. |
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Campania |
Durante le
trattative di resa di Capua diminuisce la sorveglianza. Ne approfittano
i venturieri, al seguito dell’esercito regolare, i quali assalgono
la porta della quale il Savelli è stato preposto alla difesa:
ferito ad un femore da un giavellotto, i suoi uomini sono presto
travolti. Fatto prigioniero, non è riconosciuto, per cui è rilasciato
dietro il pagamento di una piccola taglia; è poco dopo identificato
da Fabio Orsini, che lo cattura e lo imprigiona nella rocca
di Catino in Sabina. |
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1503 |
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Gen. |
Spagna |
Francia |
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Abruzzi |
E’ liberato
solo quando accetta di militare per gli spagnoli contro i francesi.
Asseconda l’azione di Fabrizio Colonna negli Abruzzi; si sposta
nel Lazio e contrasta i pontifici appoggiando l’azione di Fabio
Orsini. |
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Feb. |
Savelli |
Chiesa |
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Lazio |
Chiede invano
soccorsi ai veneziani. Coadiuva il duca di Traietto conto le
truppe di Cesare Borgia. |
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Mar. |
Chiesa |
Orsini |
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Lazio |
Si porta a
Vicovaro. E’ contattato dai pontifici, che gli offrono una condotta
per combattere gli Orsini; si accorda con il Borgia ed accetta
le proposte fattegli. |
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Ago. |
Savelli
Siena |
Monaldeschi |
Capitano g.le 70 lance |
Umbria e Toscana |
Alla morte
del pontefice, lotta contro Luca Monaldeschi della Cervara.
Con Luca Savelli (350 cavalli), attacca Castel Viscardo; respinto,
dà alle fiamme Monte Rubiaglio e ritorna sotto Castel Viscardo,
ove fa alcuni prigionieri.. Invia le prede a Castel Giorgio,
al fine di indurre i difensori a riconoscergli una taglia a
fronte della loro liberazione. Si ritira appena sa che da Orvieto
si stanno muovendo in soccorso dei Monaldeschi 200 fanti e 25
cavalli. E’ condotto dai senesi che temono un attacco alla repubblica
da parte del Borgia. |
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1505 |
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Giu. |
Lucca |
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Capitano g.le 100 lance e 50
cavalli leggeri |
Emilia e Toscana |
Passa per Bologna
con 100 uomini d’arme e 50 cavalli leggeri, fra schioppettieri
e balestrieri a cavallo: è diretto a Lucca per assumere il comando
delle truppe della repubblica. A Bologna viene ospitato da Giovanni
Bentivoglio nel suo palazzo. |
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1509 |
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Apr. |
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Lazio |
E’ assoldato
dai veneziani con Giulio Orsini, Renzo di Ceri e Luca Savelli
(500 uomini d’arme e 3000 fanti) per combattere le truppe della
lega di Cambrai: il papa Giulio II lo costringe a non accettare
la condotta ed a tenersi la prestanza inviatagli sotto pena
di scomunica; naturalmente è assolto dal giuramento prestato. |
| Giu. |
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Il papa Giulio II gli restituisce
Palombara Sabina ed altre località già appartenenti
alla sua famiglia. |
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1510 |
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Gen. mar. |
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Lazio |
Ricontattato
dai veneziani a marzo, si propone loro formalmente ad aprile.
Le trattative si concluderanno a luglio allorché otterrà
l’assenso da parte del pontefice. Sempre nel periodo, l'ambasciatore
francese a Roma Alberto Pio esercita forti pressioni sul pontefice
affinché a lui ed a Renzo di Ceri non sia dato il permesso
di lasciare lo stato della Chiesa. |
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Ago. |
Venezia |
Francia Impero |
70 cavalli |
Veneto |
A Chioggia
ed a Venezia. Nella città prende alloggio a San Zaccaria con
un seguito di 6 persone; viene nel collegio dei Pregadi e vi
si incontra con il doge Leonardo Loredan. Avuta con il Ceri
l’autorizzazione per fare disertare dal campo nemico 15/20 uomini
d’arme, vuole subito entrare in azione. Chiede per sé una condotta
di 100 uomini d’arme o, in subordine, il governo
della compagnia retta da Niccolò Orsini e la condotta
di 50 lance. Parte dal campo di Torre inserito nell’avanguardia
con il provveditore generale Andrea Gritti, si unisce con un
buon numero di contadini e passa in val di Trissino, per molestare
i francesi che si stanno ritirando. |
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Sett. |
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10 lance e 50 cavalli leggeri |
Veneto |
E’ a Roncà;
raggiunge San Martino Buon Albergo superando la resistenza degli
avversari. Il consiglio dei Savi gli dà due paghe e gli concede
una condotta di 100 lance
e di 100 balestrieri a cavallo, di cui la metà subito e la metà
a tempo debito. La ferma è stabilita in due anni più uno di
rispetto; gli è riconosciuta una provvigione annua di 15000
ducati. Accetta le condizioni propostigli e scorre verso Legnago;
a seguito dell’infelice azione su Verona, ha il compito con
Chiriaco dal Borgo di scortare le artiglierie al campo
di San Martino Buon Albergo. Alla morte di Lattanzio da Bergamo
si propone come comandante delle artiglierie. |
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Ott. |
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Veneto |
Affianca in
Polesine il provveditore generale Paolo Capello alla conquista
di Ficarolo che cade dopo un intenso bombardamento. Ha ai suoi
ordini 17 lance e 50 cavalli leggeri. |
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Dic. |
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Emilia |
E’ sul Secchia
e presso Carpi fuga alcuni cavalli francesi. |
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1511 |
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Gen. |
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Emilia |
Si trova all’assedio
di Mirandola. Accampatosi nei borghi di Concordia, costruisce
un ponte sul Secchia e con i suoi uomini, rafforzati da 60 balestrieri
a cavallo di Giano Fregoso e dagli stradiotti di Battista Petretini,
respinge l’avanguardia di Gian Giacomo da Trivulzio: fa 25 prigionieri,
incalza i nemici fin presso Carpi e si impossessa di un buon
bottino. Ha da Giulio II il compito di condurre con il Fregoso
un assalto alle mura di Mirandola; con la caduta del castello,
ritorna a Concordia per sbarrare sul Secchia la strada ai francesi
che provengono da Correggio. E’ qui raggiunto da frà Leonardo
Prato, Francesco Sbrogliavacca e da Giampaolo Baglioni; con
lo Sbrogliavacca supera il fiume e scorre fino a Guastalla,
cattura 30 cavalli ed obbliga i francesi a ritirarsi nel castello. |
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Mar. |
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Emilia |
E’ ancora sul
Secchia con il Capello alla testa di 48 lance e 50 cavalli leggeri. |
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Mag. |
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Emilia |
Abbandona il
campo per il ritardo delle paghe e si congiunge con Giovanni
Vitelli ed i fanti di Giovanni dal Borgo. |
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Giu. |
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Veneto |
E’ a Chioggia
ed a Montalbano; si sposta nel veronese con il Gritti. |
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Ago. |
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72 lance e 96 cavalli leggeri |
Veneto |
Con il Ceri
e Guido Rangoni, è sconfitto a Villanova, in uno scontro in
cui i veneziani, tra morti e prigionieri, perdono 200 cavalli
leggeri e numerosi stradiotti. Si dà alla fuga sino al ponte
della Madonna di Lonigo; qui i francesi si fermano e le truppe
della Serenissima si ritirano ad Este. |
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Ott. |
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Veneto |
Fa la mostra
dei suoi uomini e si porta a Padova per appoggiare il Ceri nella
sua spedizione in Friuli contro gli imperiali. Il Ceri non vuole
che sia aggregato alle sue truppe per l’inimicizia che vi è
tra il Savelli e Vitello Vitelli; è inoltre accusato di negligenza,
per la perdita da lui subita a Lonigo di 70/80 cavalli in un
precedente scontro con i francesi. |
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Nov. |
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71 lance |
Veneto |
E’ licenziato
al compimento dell’anno di ferma: varie sono le motivazioni
che vanno dalla sua avidità (non paga secondo il dovuto i suoi
uomini) alle discordie con il governatore generale Baglioni
(che appartiene ad una fazione contraria alla sua) e, soprattutto,
ai danni provocati dalla sua compagnia a Padova, allorché sono
stati alloggiati nel quartiere di Santa Sofia. Viene a Venezia
per chiedere il saldo del suo credito e rientra a Padova;
la compagnia si scioglie ed egli parte per Ravenna. Nella
sostanza resta debitore verso la Signoria di 3400 ducati, che
promette di rimborsare a rate in quattro anni, vincolando con
un’ apposita ipoteca tutti i suoi beni. |
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1512 |
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Feb. |
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Veneto |
Riassunto dai
veneziani, si trova nel veronese; a guardia di un ponte sull’Alpone,
è assalito dalla fanteria tedesca che lo costringe a retrocedere. |
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Apr. |
Chiesa |
Francia |
70 lance |
Marche
Romagna ed Emilia |
Si unisce con
Gentile Baglioni per raggiungere il campo pontificio in Romagna:
la sua marcia è inizialmente ostacolata da Francesco Maria della
Rovere. Partecipa alla battaglia di Ravenna; dopo la sconfitta
ripara a Fossombrone con Carlo Baglioni e si collega con il
della Rovere.E’ sotto Bologna contro i Bentivoglio. |
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Mag. |
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Romagna |
Entra in Forlì
con Gentile Baglioni ed il Grechetto per la porta di San Pietro.
Sorgono contrasti tra gli abitanti ed i soldati spagnoli che,
dal loro accampamento di San Martino, forzano la porta di Ravaldino
per irrompere in città. Il Savelli non riesce a farsi
ubbidire da costoro. Interviene il Grechetto a loro favore;
per tale motivo, il condottiero corre il rischio di essere ucciso
dagli abitanti. Di seguito, il Savelli lascia la città e tocca
Meldola, Rocca delle Caminate e Dogarico; sempre con Gentile
Baglioni, giunge a Rimini con 150 lance ed ha il compito di
conquistare le rocche di Cesena e di Ravenna. Avuta a patti
la prima (ai difensori è permesso di portare via con sé beni
per un valore massimo di 300 ducati), entra in Ravenna e ne
assedia la rocca, alla cui difesa si trovano solo 40 fanti. |
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Giu. |
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Romagna |
La sua compagnia
è costituita di 60 lance e 60 cavalli leggeri. |
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1513 |
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Feb. mar. |
Chiesa |
Bentivoglio |
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Emilia |
Con la morte
di Giulio II, si porta a Bologna per contrastare le minacce
dei Bentivoglio. A marzo è ancora alla guardia della città con
350 uomini d’arme. |
| Giu. |
Fuoriusciti |
Siena |
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Toscana |
Si porta a
Monte San Savino con Ludovico Orsini. E' sollecitato dai fuoriusciti
ad intervenire in Siena per togliere a Borghese Petrucci la
signoria della città. Il papa Leone X frena i due condottieri. |
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……...... |
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Lazio |
Leone X gli
dà l’incarico di maresciallo del conclave. |
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Lug. |
Chiesa |
Venezia Francia |
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Emilia e Veneto |
E’ inviato
con Achille Torelli e Muzio Colonna (200 lance) in soccorso
degli imperiali e degli spagnoli contro i veneziani. Lascia
Bologna e passa nel Veneto, dove si segnala per le sue stragi.
Assedia Padova. |
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Sett. |
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Veneto |
Saccheggia
Piove di Sacco; sa che su un’ansa del Brenta, a Fusina, si sono
rifugiati molti contadini con i loro famigliari e beni. Guada
il fiume con 150 cavalli ed alcune compagnie di fanti e li assale
all’improvviso: pochi scampano nascondendosi nelle paludi vicine.
In odio ai veneziani incendia ospedali, alberghi ed altri edifici.
Si sposta su Mestre e Marghera e con il Colonna continua nelle
sue devastazioni. |
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Ott. |
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Veneto |
Si distingue
nella battaglia di Creazzo. Dopo lo scontro riscatta Francesco
Barbaro (di cui è stato amico) per 36 ducati da un soldato che
lo ha fatto prigioniero e, per la sua liberazione, pretende
un riscatto di 100 ducati. E’ a Vicenza con 200 lance pontificie;
ammalatosi, è condotto in lettiga a Verona. |
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Nov. |
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Veneto |
Nel Polesine
ed a Montagnana. |
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1514 |
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Gen. |
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Veneto |
Parte da Montagnana. |
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1515 |
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Mag. |
Milano |
Venezia |
400 cavalli |
Lombardia |
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Giu. lug. |
Chiesa |
Urbino |
75 lance |
Romagna |
Contattato
da Leone X, ritorna agli stipendi dei pontifici per combattere
il duca di Urbino. A Rimini. |
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1517 |
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Feb. |
Chiesa |
Comp. ventura |
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Marche |
Contrasta il
della Rovere teso alla riconquista del ducato di Urbino. Il
Ceri lo avvia da Pesaro alla volta di Fano con 100 lance e 600
fanti per difendere la città dagli attacchi del della Rovere
e di Federico Gonzaga da Bozzolo. In un assalto sono uccisi
fra gli attaccanti 150 uomini; nondimeno continua la pressione
sulla città che si salva per il valore del suo luogotenente
Fabiano da Gallese. Arrivano al Savelli in rinforzo 500 fanti
e gli avversari si ritirano. E’ creditore nei confronti dello
stato della Chiesa di 4000 ducati. |
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Mar. |
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Marche |
Al comando
della retroguardia, batte a Mombaroccio il della Rovere con
Giampaolo Baglioni. Lascia Fano con Orsino Orsini (2000 fanti)
ed assedia San Costanzo, alla cui difesa sono 200 fanti italiani
e 100 spagnoli: il castello è espugnato e messo a sacco. Rientra
a Fano e passa al soldo dei fiorentini. |
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Apr. |
Firenze |
Comp. ventura |
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Marche
Lazio e Toscana |
Parte da Fano
e viene a Roma per informare il papa sulla situazione dell’esercito
pontificio. Si trasferisce con 500 fanti a Siena per prevenirvi
un’eventuale incursioner dei fuoriusciti. Rientra a Roma e con
1000/1500 fanti si dirige al campo. |
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Mag. |
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Marche |
E’ a Sassoferrato,
per sbarrare il passo agli avversari in marcia verso l’Umbria.
Espugna Fossombrone; nell’occasione il legato pontificio, il
cardinale Bernardo Dovizi, fa allontanare tutte le donne in
un castello vicino, tranne una che ha colpito per la sua bellezza
il Savelli: il condottiero la fa
condurre nel suo padiglione. Entra nella Serra di Sant’Abbondio
e nottetempo vi è sorpreso dal Santacroce e da 400
cavalli feltreschi: 200 pontifici sono uccisi, molti
sono i prigionieri e costoro sono presentati al della Rovere
legati due a due; tutti i bagagli sono persi. Il Savelli si
nasconde sui monti. |
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Giu. |
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Marche |
Raggiunge per
mare Ancona con 1000 fanti: deve partire dalla città su richiesta
degli abitanti timorosi che il della Rovere possa distruggere
i raccolti del contado. |
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Ago. |
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Romagna |
A Forlì. Ammalatosi
di terzana, si fa trasportare a Roma. |
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Dic. |
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Lazio |
Muore a Roma
per un attacco di gotta. |
Soldato di gran valore.
Capitano esperto.
Famoso.