| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1509 |
Francia |
Venezia |
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1512 |
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Feb. |
Francia |
Chiesa Spagna |
500 fanti |
Emilia |
Alla difesa
di Bologna, allorché la città è assediata dai pontifici
e dagli spagnoli. |
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Apr. |
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Romagna |
Conquista il
castello di Ravenna. Inserito nella retroguardia prende successivamente
parte alla omonima battaglia: ha il compito di difendere con 1000 fanti
un ponte sul Montone per tenere aperta una via di ritirata sul
fianco sinistro in caso di sconfitta. Segue, da ultimo, Ivo
di Allègre e con la sua azione contribuisce alla vittoria finale.
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1514 |
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Feb. |
Guelfi |
Ghibellini |
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Emilia |
Appoggia nel
piacentino i guelfi contro i ghibellini guidati da Pietro Buso
Scotti. |
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……. |
Venezia |
Milano Spagna |
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Lombardia |
Collabora con
Renzo di Ceri e coopera alla riconquista di Crema e Bergamo.
Prospero Colonna gli fa bruciare Fombio per rappresaglia. |
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Sett. |
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Emilia |
Si trova a
Piacenza. |
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1515 |
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Gen. |
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Su sollecitazione
del Ceri, i veneziani gli riconoscono una provvigione annua
di 600 ducati; gli sono inoltre accordate a Crema alcune case
vicino alla piazza al cui posto fa costruire un palazzo. |
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Feb. |
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Veneto |
Si reca a Venezia. |
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Mag. |
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La provvigione
gli è commutata in una condotta di 100 cavalli leggeri con obbligo
immediato di raccoglierne 50. |
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Giu. |
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Emilia |
Si sposta a
Piacenza per raccogliere gli uomini della sua compagnia: un
editto pontificio lo minaccia di essere dichiarato ribelle.
Confinato a Modena, riesce in ogni caso a completarne l’organico. |
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Lug. |
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50 cavalli leggeri |
Emilia e Veneto |
Si incontra
a Pontenure con Alessandro da Trivulzio; si reca a Venezia (a
colloquio con il doge Andrea Loredan) ed a Padova, dove è raggiunto
dai suoi cavalli leggeri. |
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Ago. |
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Emilia e Lombardia |
Da Piacenza
si porta a Crema e vi raggiunge il Ceri che sta per lasciare
il servizio dei veneziani per quello dei fiorentini. E’ temporaneamente
creditore verso la Serenissima di 800 ducati. |
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Dic. |
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Emilia |
Ospita nel
suo palazzo di Piacenza il re di Francia Francesco I. |
| 1516 |
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| Apr.
mag. |
Guelfi |
Ghibellini |
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Emilia |
A fine aprile si porta nel
parmense con 600 fanti per prestare soccorso ai guelfi della
parte Rossa (rappresentata nel capoluogo da Francesco Torelli)
e contrastare gli aderenti della fazione ghibellina, delle cosiddette
Tre Porte, capitanati da Galeazzo Pallavicini. Ai primi di maggio
gli armati dello Scotti toccano Vigatto, Alberi di Vigatto (Alberi)
e Pannocchia sempre distinguendosi per le loro ladronerie. Alla
fine sono messi in fuga dagli abitanti di Felino: come conseguenza
lo Scotti abbandona il parmense. |
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1521 |
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Giu. |
Francia |
Impero |
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Emilia |
Ha l’incarico
di sorvegliare a Piacenza la porta di Stralevata. Respinge un
attacco dei fuoriusciti che militano nel campo imperiale. Si
offre ai veneziani. |
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Lug. |
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Emilia |
In giro di
ispezione con Girolamo da Trivulzio, scopre un trattato disposto
dal connestabile Tameo da Treviso, diretto a consegnare la porta
di San Raimondo agli avversari che provengono da Reggio Emilia. |
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1524 |
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Mar. |
Venezia |
Francia |
30 lance |
Emilia |
Arma a proprie
spese 30 lance per fronteggiare i francesi e dà in prestito
del denaro al viceré di Napoli Carlo di Lannoy, necessario per
pagare il soldo alle milizie imperiali. |
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Apr. |
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Il consiglio
dei Savi concede una condotta di 100 cavalli leggeri al figlio
Alberto. |
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1525 |
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Ago. |
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Lombardia |
Si trova a
Crema. |
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1526 |
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Nov. |
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Emilia |
A Piacenza.
Informa i veneziani sui movimenti dei lanzichenecchi. |
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1527 |
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Feb. |
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Gli imperiali
depredano i suoi beni a Codogno e gli causano danni per 5000
scudi. |
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Mag. |
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Chiede una
condotta alla Serenissima; la sua richiesta è appoggiata anche
dal podestà di Crema Andrea Loredan.
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Dic. |
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Lombardia |
E’ segnalato
a Guardamiglio. |
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1528 |
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Estate |
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Emilia |
Rientra a Piacenza. |
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1530 |
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Lug. |
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Gli è confermata
dai veneziani la provvigione di 600 ducati da trasferire al
figlio Alberto alla sua morte. |
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1539 |
Guerra privata |
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Lombardia |
Si reca a Milano
per una lite con Gianfermo da Trivulzio. Anche se non ne ha
avuto il permesso dal governatore spagnolo, fa impiccare a Retegno
un bandito protetto dal rivale. Come conseguenza, il Trivulzio
si porta a Fombio ed a Guardamiglio, vi fa numerosi prigionieri
e saccheggia il suo palazzo.
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1540 |
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Muore. |
Al suo tempo uno dei più coraggiosi condottieri esistenti in
Italia.
Famoso cavaliere.
Fedelissimo ai veneziani.