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Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1312 |
Impero |
Chiesa |
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Lazio |
Saccone è
il soprannome del condottiero. E' armato cavaliere a Roma con
il fratello Tarlatino dall'imperatore Enrico di Lussemburgo. |
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1315 |
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Ago. |
Arezzo |
Firenze |
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Toscana |
Partecipa alla
battaglia di Montecatini alla testa di 140 gentiluomini aretini. |
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1320 |
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Mar. |
Arezzo |
Rimini |
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Toscana Romagna |
Con il fratello
Tarlatino, acquista da Guido Novello da Bagno i castelli di
Bucine, Pogi, Renola, Caposelvi, Galatrona, Torre a Mercatale,
Tennennano, Venandello e Rigoni. Guerreggia nel riminese i Malatesta. |
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1323 |
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Ott. |
Arezzo |
Chiesa |
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Umbria |
Entra in Città
di Castello con il fratello Tarlatino, Arrigo della Petrella
e Geri degli Ubaldini alla testa di 300 cavalli e di molti fanti
di Forlì e di Arezzo. trova aperta la porta di San Guglielmo
(più tardi chiamata di San Giacomo) ed irrompe nella
città. Nel combattimento resta uccisoBranca Guelfucci.
Sono espulsi dalla città 400 guellfi. |
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Dic. |
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Toscana |
Assedia la
rocca di Caprese Michelangelo; i difensori si arrendono a patti,
alla condizione di non ricevere soccorsi entro il termine di
dieci giorni. |
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1327 |
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Feb. |
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Lombardia |
Si reca a Milano
presso l'imperatore Ludovico il Bavaro. |
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Sett. |
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Umbria |
Assedia Monte
Santa Maria Tiberina. |
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Ott. |
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Toscana |
Alla morte
del fratello Guido, vescovo di Arezzo, è nominato signore della
città per un anno con il fratello Dolfo. |
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1328 |
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Gen. |
Impero |
Chiesa |
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Lazio |
Viene armato
cavaliere con il fratello Tarlatino dall'imperatore Ludovico
il Bavaro. |
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Mar. |
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E' scomunicato
dal papa Giovanni XXII con il Bavaro e Castruccio Castracani. |
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Dic. |
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Toscana |
Ottiene dall'imperatore
l'investitura di Arezzo e di Città di Castello; assedia Borgo
San Sepolcro (Sansepolcro). Vi è una sortita dei difensori nella
quale vengono dati alle fiamme i battifolli; fra gli attaccanti
sono uccisi o catturati 200 uomini; i prigionieri sono condotti
a Monterchi. |
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1329 |
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Mar. |
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Toscana |
Si impadronisce
di Sansepolcro dopo otto mesi di assedio. |
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Arezzo |
Faggiuola |
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Toscana |
E' nominato
vicario imperiale di Arezzo. Guerreggia con i della Faggiuola
e, di seguito, con gli Ubertini, i conti di Montauto ed i
Montedoglio. |
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1332 |
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Gen. |
Arezzo |
Cortona |
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Toscana |
Tenta di impadronirsi
di Cortona, nottetempo, per un trattato organizzato dal fratello
Lialetto che vive nella città. Alla congiura prende parte
fra gli altri anche Uguccione Casali, fratello del signore della
città Ranieri. La trama è scoperta, alcuni sono decapitati e
30 congiurati sono impiccati ai merli delle mura cittadine;
Uguccione Casali viene rinchiuso in carcere ove morrà più tardi. |
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Mar. |
Siena |
Pisa |
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Toscana |
Invia 160 cavalli
in aiuto dei senesi impegnati con i pisani nella guerra di Massa.
Si unisce con i Battifolle ed assale il castello di Valbuoi
di Massa che gli si è ribellato; lo distrugge, ed attacca le
terre dei della Faggiuola. Intervengono i fiorentini con Pino
della Tosa, che lo convincono a desistere. |
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................. |
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Toscana |
Emana ad Arezzo
una delle prime leggi suntuarie che siano comparse in Italia. |
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1333 |
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Giu. |
Arezzo |
Faggiuola |
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Marche e Toscana |
Opera un'incursione
nella Massa Trabaria. Assedia Mercatello sul Metauro e si trincera
nei pressi; avuti dai senesi 200 cavalli, acquista la località.
Ha altri soccorsi da Montepulciano, i cui soldati si portano
a Castiglion Fiorentino per ostacolare il vettovagliamento agli
avversari, e dai conti di Battifolle che passano alla guardia
di Arezzo con 600 fanti. |
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1334 |
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Marche |
Assedia Casteldelci
e lo circonda con sedici battifolli. Interviene il della Faggiuola
in soccorso della fortezza con 600 cavalli perugini; il Tarlati
sbarra loro la strada. Nell'autunno invia truppe ai Malatesta
in guerra con i pontifici. |
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1335 |
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Apr. |
Arezzo |
Perugia Firenze Faggiuola |
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Umbria |
Gli si alleano
contro i della Faggiuola, i Montefeltro, i Montedoglio, gli
Ubertini, gli Ubaldini e Ranieri Casali, signore di Cortona.
Il cognato Ribaldo da Montedoglio consegna à Sansepolcro a Neri
della Faggiuola che entra nella città con 200 cavalli e 500
fanti. Il Tarlati cerca invano di prestare soccorso alla rocca. |
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Mag. |
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Toscana |
Ad Arezzo per
radunarvi truppe. Il papa gli intima di restituire alla Santa
Sede i territori da lui usurpati allo stato della Chiesa. |
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Giu. |
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Toscana e Umbria |
Lo attaccano
in val di Chiana il Casali ed i perugini (800 cavalli e 5000 fanti). Il Tarlati esce
da Castiglion Fiorentino con 500 cavalli e molti fanti ed obbliga
i perugini a fuggire in disordine verso Cortona. Gli avversari
perdono nello scontro 100 cavalli, tra morti e prigionieri,
e più di 200 fanti; per alcune fonti fra i perugini sono uccisi
1059 uomini ed i prigionieri sono 300 con 24 insegne. Il Tarlati,
senza indugio, si trasferisce nel contado di Perugia ed arriva
sotto le mura della città: dà alle fiamme Tuoro sul Trasimeno
(100 case), tocca Battivalle, Lignale, ottiene Monte Gualando
e Palazzo, incendia Sanguineto e Mandrelle. Il giorno seguente
lascia Tuoro sul Trasimeno, viene a Corte di Nazino, occupa
Sant'Agata, Orsolini, Cornia, Montegetti, Passignano sul Trasimeno;
arde Monteruffiano e La Torricella, perviene a Montecolognola
i cui difensori (30 cavalli) si danno alla fuga: nella giornata
sono bruciate altre 200 abitazioni ed ha anche Fontignano; si
ferma a Pian di Carpine (Magione). Il terzo giorno cavalca a
Monachia ed a Fontana; incendia Corciano, si avvicina a Perugia
e vi fa impiccare dei perugini; ritorna a Magione e lascia un
segno delle sue devastazioni anche a Lancarello, San Feliciano,
Ponte di Valle, Sanfatucchio, Panicarola, Paterno ed in tutti
i villaggi attorno al Trasimeno: nel complesso sono bruciate
700 case. Rientra a Castiglion Fiorentino ed impedisce al Casali
di avere per trattato la Noceta.
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Sett. ott. |
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Umbria e Toscana |
Con la perdita
di Città di Castello ad opera del della Faggiuola, riprende
l'offensiva. Si sposta in val d' Ambra e demolisce alcuni castelli
che gli si sono ribellati, quali Bucine, Galatrona e San Leolino.
I perugini assoldano 1000 cavalli tedeschi (la Compagnia della
Colomba di stanza a Cortona) ed i fiorentini gli inviano contro
150 cavalli; alle sue forze vengono invece a mancare 150 balestrieri
genovesi, svaligiati dai fiorentini mentre cercano di raggiungerlo
dalla Liguria. Il tarlati viene responto fino a Montecchio.
Negli ultimi giorni di ottobre si rappacifica con gli avversari. |
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Nov. |
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Toscana |
Sventa un tentativo
di Guido degli Ubertini di impadronirsi del castello di Rondine.
Si limita a controllare i movimenti dei perugini, ritornati
a scorrere l'aretino. Questi ultimi ripetono le beffe da lui
perpetrate mesi prima sotto le mura di Perugia. |
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Dic. |
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Romagna |
Toglie il castello
di Illico al della Faggiuola dopo un assedio di cinque mesi. |
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1336 |
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Apr. |
Arezzo |
Firenze Perugia |
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Toscana |
Invia truppe
alla difesa del castello di Monterchi. Il castello viene conquistato
dagli abitanti di Città di Castello; il Tarlati, a metà
mese, recupera la fortezza sconfiggenmdo i castellani. Sempre
negli stessi giorni si allea con Mastino della Scala contro
i fiorentini: il signore di Verona gli invia 800 cavalli, che
sono bloccati sui passi degli Appennini da 600 cavalli fiorentini
e da altri 600, forniti da Bologna e dagli altri guelfi del
territorio. |
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Lug.
ago. |
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Toscana |
Fiorentini
(700 cavalli) e perugini saccheggiano il contado di Arezzo.
Il Tarlati stipula, nel contempo, un trattato di pace con Neri
della Faggiuola, che trova il suo suggello nelle nozze di una
sua figlia con il figlio del rivale, Francesco. |
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1337 |
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Mar. |
Tarlati |
Chiesa Perugia |
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Toscana |
Persuaso anche
dal senese Regolino dei Tolomei, si arrende con il fratello
Tarlatino ai fiorentini; cede la signoria di Arezzo in cambio
di 42800 fiorini e di altri 18000 per le paghe di sei mesi dovute
alle sue masnade. Si riserva, viceversa, la signoria di Castiglion
Fiorentino. Riceve i fiorentini sulla porta della città e consegna
loro le chiavi ed il gonfalone di giustizia nella cattedrale.
Gli è consentito di rimanere in Arezzo, di mantenere
la proprietà dei castelli in suo possesso e di avere la cittadinanza
fiorentina. Viene assalito nelle Marche dai pontifici, desiderosi
di avere Cagli e Mercatello sul Metauro. |
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Apr. |
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Toscana |
Il Tarlati
se reca a Firenze con 100 aretini e vi è accolto con tutti gli
onori; è pure invitato ad un grande convito, che si svolge in
Santa Croce, ove sono presenti 1000 cittadini della repubblica.
Deve abbandonare la città alla notizia della caduta di Monterchi
in potere dei marchesi del Monte a Santa Maria e dei perugini.
Recupera subito tale località con l'aiuto dei fiorentini. |
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Mag. |
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Toscana |
I fiorentini
impediscono la sua espulsione da Arezzo. |
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Giu. |
Firenze |
Verona |
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Toscana |
Coadiuva Rolando
dei Rossi con 40 cavalli e 400 fanti aretini nel suo attacco
portato contro Lucca, alla cui difesa si trova Azzo da Correggio. |
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1338 |
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Apr. |
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Toscana |
Consegna ai
fiorentini il castello di Civitella. |
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1340 |
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Gen. |
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Toscana |
Deve cedere,
sempre ai fiorentini, il castello di Rondine. |
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1341 |
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................. |
Firenze |
Pisa |
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Toscana |
Invia in soccorso
dei fiorentini 200 fanti e 50 cavalli. |
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Ott. |
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Toscana |
Entra in Lucca,
che è assediata dagli avversari, con alcuni cavalli e fanti:
molti dei suoi muoiono annegano nel Serchio in un tentativo
di guado. |
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Nov. |
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Toscana |
Rientra ad
Arezzo ed i ghibellini tentano di insorgere: il podestà Guglielmo
Altoviti lo fa subito arrestare con i famigliari Rodolfo, Lussemburgo,
Guglielmo e Guido. |
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1342 |
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Gen. |
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Toscana |
Il Tarlati
è condotto in catene a Firenze dopo essere stato spogliato
dei suoi beni; è incarcerato per più tempo nel palazzo dei Priori. |
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Mag. giu. |
Ghibellini |
Firenze |
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Toscana |
Viene fatto
liberare dal duca di Atene Gualtieri di Brienne, che gli restituisce
Bibbiena ed altri castelli nell'aretino quale quello di Tuori,
che gli appartiene per un terzo. A giugno, per rientrare in
Arezzo, con altri ghibellini organizza un trattato al fine di
impadronirsi della città. Gli è aperta la porta Buia e per essa
vi penetrano 300 suoi partigiani; da parte sua, rompe un tratto
di mura vicino ad un'altra porta. Gli è precluso l'ingresso;
i guelfi gli si fanno contro e respingono il tentativo: sono
catturati 20 ghibellini che sono impiccati accanto alla porta
Buia. In città vengono demoliti palazzi e case di simpatizzanti
della sua causa. |
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1343 |
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Primavera |
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Toscana |
Occupa Montacuto,
Pietranera e Mignano. Vi è una rappacificazione fra guelfi e
ghibellini, restituisce i trecastelli e gli è riconsegnata Rondine. |
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Lug. ago. |
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Toscana |
Allorché
viene a sapere che il Brienne è stato scacciato da Firenze,
muove ancora contro Arezzo: il castellano Guelfo Buondelmonti
affida il castello cittadino agli abitanti. Il Tarlati depreda
il territorio vicino al capoluogo; assale Castiglion Fiorentino
ed ottiene dai castellani fiorentini il castello ed il cassero
dopo avere loro consegnato 7000 fiorini. Entrato nel castello,
sceglie alcuni uomini, donne e bambini e li fa rinchiudere in
carcere. Costoro sono torturati per estorcere loro denaro; altri
sono giustiziati o vengono loro confiscati i beni. |
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1344 |
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Giu. |
Tarlati |
Perugia |
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Umbria Marche e Toscana |
I perugini
assediano il castello di Tuoro sul Trasimeno; per rivalsa, attacca
Citerna. La località gli è consegnata da alcuni
mercenari lombardi che preferiscono consegnarla al Tarlati piuttosto
che difenderla per conto dei perugini. Si impossessa pure di
Casteldelci dopo otto mesi di assedio. Quando sa che Castiglion
Fiorentino è caduta in potere degli avversari, vi accorre, si
impadronisce del castello, vi cattura Andrea Bardi e Giacomo
Pulci e ne espelle la guarnigione comandata da Pietro di Bindolo.
In breve, vi sarà assediato a sua volta. |
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1345 |
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Giu. |
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Toscana |
Si rappacifica
con i fiorentini e rimane signore di Pietramala, Pianettole,
Murlo, Chiusi, Montecchio, Montaguto, Pietranera, Ranco, Carciano,
Mignano, Faeto, Sarna, Vignole, Monterchi, Penna, Gaenna, Celle
di Sovara, Casale, Montanina, Valialla, Castel San Domenico,
Giampareta, Catenaria, Lelci, Sorci, Caprese Michelangelo, Rocca
Cinghiata, Vezzano, Raggiolo, Serra e Farneta. |
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1351 |
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Lug. |
Milano |
Firenze Perugia |
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Toscana |
Si allea con
i Visconti, il signore di Cortona Bartolomeo Casali, gli Ubertini
ed i Pazzi di Valdarno per combattere i fiorentini. Riceve in
aiuto 250 barbute e muove da Bibbiena per combattere i conti
Guidi. |
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Ago. |
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Toscana |
Con Nolfo da
Montefeltro e Bustaccio degli Ubertini (350 cavalli e 2000 fanti),
lascia il Mugello, entra in val d'Ambra ed in Valdarno verso
Figline: intercettato da Alberto Ricasoli (650 cavalli e molti
fanti) mentre sta assediando il castello, si allontana in silenzio
senza che gli avversari se ne accorgano. |
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Sett. |
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Toscana |
Viene raggiunto
dal duca Rinaldo Tedesco con 400 cavalli per fronteggiare perugini
e fiorentini in Valdarno con più determinazione. Ad Olmo, presso
Arezzo, si accampano 600 cavalli perugini; il Tarlati si mette
in marcia di notte con 400 cavalli e 2000 fanti e la mattina
assale gli avversari. Fatto prigioniero in un primo momento
perché, nonostante l'età, si è spinto troppo in avanti rispetto
alle sue schiere, è liberato dai Brandagli. Sono catturati 300
cavalli con 27 bandiere; ritorna a Bibbiena con le prede e rilascia
i prigionieri senza armi e cavalli. |
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Ott. |
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Toscana |
Affiancato
da Rinaldo Tedesco (300 cavalli), parte da Bibbiena per coadiuvare
i Brandagli ad impadronirsi di Arezzo. La congiura è scoperta
nella città e la strada viene sbarrata da steccati e da alberi;
per tali motivi preferisce rientrare a Bibbiena. |
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Nov. |
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Toscana |
Con l'ausilio
di 400 cavalli viscontei condotti da Guglielmo Pallavicini,
tenta di avere Sansepolcro; un suo seguace, Arrighetto di San
Polo, noto ladro acrobata, approfitta delle cattive condizioni
atmosferiche che fa diminuire l'intensità della sorveglianza,
entra in una torre, minaccia di morte le due sentinelle e fa
salire 12 soldati. E' dato un segnale ai Boccompani, suoi fautori;
costoro fanno suonare la campana e chiamano a raccolta i ghibellini
della città. Il Tarlati conduce un attacco con 500 cavalli e
2000 fanti, entra nella città e ne impedisce il saccheggio;
con il Pallavicini assedia i perugini nelle due rocche e li
obbliga alla resa in quattro giorni. Cadono in breve anche il
castello di Anghiari, che sarà restituito a Masio da
Pietramala, e Pieve Santo Stefano. |
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Dic. |
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Toscana |
1400 cavalli
perugini e 500 fiorentini escono da Città di Castello ed entrano
in Sansepolcro di cui incendiano molte case. Il Tarlati si mette
all' inseguimento dei nemici allorché costoro rientrano
in Umbria; incappa nella loro imboscata e si salva a stento
subendo numerose perdite. Fra i suoi sono uccisi 60 cavalli;
sono pure catturati 6 connestabili, Manfredi dei Pazzi e molti
cavalli tedeschi e borgognoni. |
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1352 |
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Feb. |
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Toscana e Umbria |
Si porta a
Cortona e con i viscontei cavalca nel perugino saccheggiando
i borghi sul lago Trasimeno; dà alle fiamme il castello di Vaiano,
assale inutilmente Castiglione del Lago; da qui muove su Perugia
e fa grandissimi danni. Ritorna a Cortona ed a Sansepolcro dove
sono vendute le prede. |
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Mag. giu. |
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Toscana |
600 cavalli
fiorentini saccheggiano le terre degli Ubertini, dei Pazzi di
Valdarno e dei Tarlati attorno a Cornia, Penna, Gaenna e Bibbiena.
Pier Saccone si rinchiude in un primo momento in Bibbiena con
pochi cavalli e 1200 fanti; a giugno, esce dalla città, punta
verso Montecchio con 70 cavalli e 1000 fanti con i quali entra
in una valle dell'Arno. Si scontra con i fiorentini e respinge
un loro attacco su un fianco; crede di avere la vittoria a portata
di mano e li carica. Non si accorge dell'arrivo di un'altra
schiera, che ha attraversato il fiume e lo coglie alle spalle:
fugge a cavallo a Bibbiena. Dei suoi uomini 100 sono uccisi
e 200 vengono catturati (fra i quali un figlio); molti sono
anche i feriti. I prigionieri sono condotti legati a Firenze
e qui sono rilasciati.. |
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Lug. sett.. |
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Toscana |
Tenta inutilmente
di prestare soccorso ai difensori di Bettona che a dicembre
devono arrendersi a patti. Il Tarlati si colloca a Quarata con
1800 cavalli e ne conquista il borgo: 100 cavalli fiorentini
lo ostacolano nel suo disegno di dare la località alle fiamme. |
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Ott. |
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Toscana |
Con i Pazzi,
gli Ubertini e gli Ubaldini (2000 cavalli, dei quali molti forniti
dai Visconti, e 2500 fanti), parte da Quarata, oltrepassa Montevarchi
senza essere visto a causa di una forte nebbia, salta Incisa
ed entra in Figline Valdarno, dove si appropria di una
grande quantità di masserizie, vettovaglie e bestiame. Non tenta
l'assalto al castello, abbandona la località dopo tre giorni
e rientra nelle sue terre, sempre protetto dalla nebbia. |
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................. |
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Toscana |
Brucia il Tartagliese
e continua a devastare l'aretino; con l'inverno, rientra a Montevarchi
carico di prede e di prigionieri. |
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1353 |
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Apr. |
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Toscana |
Effettua un'ultima
scorreria prima della firma della pace di Sarzana: razzia bestiame
fino a Laterina; i contadini si ribellano e lo costringono ad
abbandonare le prede ed a rifugiarsi a Bibbiena. Con la pace
gli sono restituiti i suoi beni; non ha tuttavia il permesso
di rientrare in Arezzo, città dalla quale gli è perfino inibito
l'avvicinarsi a meno di quattro miglia. Si riconcilia pure con
i perugini, cui riconosce il pagamento di 4000 fiorini per il
possesso di Caprese Michelangelo e della rocca di Tertacciano,
tolte agli avversari. |
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1354 |
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Giu. |
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Toscana |
Vende ai fiorentini
il castello di Bevignano. |
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1355 |
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Feb. |
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Toscana |
Si reca a Pisa
con due figli, un nipote e 50 armati per perorare la sua causa
presso l'imperatore Carlo di Boemia ed il vescovo di Arezzo,
un Ubertini. Entra nella città per la porta di San Marco
con molti cittadini ed il suo ingresso è annunciato dalle
trombe. Alloggia lungo l'Arno nella casa dei Griffi; chiede
la signoria di Arezzo. Si comporta però con una tale arroganza
che non riceve alcun ascolto. |
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Mar. |
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Toscana |
Si reca a Siena
con Francesco Castracani per conto dell'imperatore, in occasione
di un mutamento istituzionale. |
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1356 |
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Toscana |
Persuade il
figlio Marco ad aggredire gli Ubertini per togliere loro Gressa.
Muore a Bibbiena alla notizia del fallimento dell'iniziativa. |
Prode e valoroso.
Esperto nei fatti di guerra. Più esperto in trattati, in
azioni di sorpresa ed in razzie più che in campo aperto.
Uomo di gran conto in quei tempi.
Soffriva notte e giorno le fatiche della guerra.
Troppo ardimentoso, poco prudente sul campo di battaglia.
Poco atto alle cose civili.
Di costituzione così robusta che portò l'armatura fino agli
ultimi anni della sua vita.