Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
A B C D E F G H I J L M N O P Q R S T U V W X Z
Web www.condottieridiventura.it

1912      PIER SACCONE TARLATI  (Pietro da Pietramala) Ghibellino. Signore di Arezzo, Città di Castello, Sansepolcro, Bibbiena, Pietramala, Chiusi, Castiglion Fiorentino. Fratello di Tarlatino, zio di Giovanni Tedesco da Pietramala.

  1261 - 1356

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1312

Impero

Chiesa

 

Lazio

Saccone è il soprannome del condottiero. E' armato cavaliere a Roma con il fratello Tarlatino dall'imperatore Enrico di Lussemburgo.

1315

 

 

 

 

 

Ago.

Arezzo

Firenze

 

Toscana

Partecipa alla battaglia di Montecatini alla testa di 140 gentiluomini aretini.

1320

 

 

 

 

 

Mar.

Arezzo

Rimini

 

Toscana Romagna

Con il fratello Tarlatino, acquista da Guido Novello da Bagno i castelli di Bucine, Pogi, Renola, Caposelvi, Galatrona, Torre a Mercatale, Tennennano, Venandello e Rigoni. Guerreggia nel riminese i Malatesta.

1323

 

 

 

 

 

Ott.

Arezzo

Chiesa

 

Umbria

Entra in Città di Castello con il fratello Tarlatino, Arrigo della Petrella e Geri degli Ubaldini alla testa di 300 cavalli e di molti fanti di Forlì e di Arezzo. trova aperta la porta di San Guglielmo (più tardi chiamata di San Giacomo) ed irrompe nella città. Nel combattimento resta uccisoBranca Guelfucci. Sono espulsi dalla città 400 guellfi.

Dic.

 

 

 

Toscana

Assedia la rocca di Caprese Michelangelo; i difensori si arrendono a patti, alla condizione di non ricevere soccorsi entro il termine di dieci giorni.

1327

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Lombardia

Si reca a Milano presso l'imperatore Ludovico il Bavaro.

Sett.

 

 

 

Umbria

Assedia Monte Santa Maria Tiberina.

Ott.

 

 

 

Toscana

Alla morte del fratello Guido, vescovo di Arezzo, è nominato signore della città per un anno con il fratello Dolfo.

1328

 

 

 

 

 

Gen.

Impero

Chiesa

 

Lazio

Viene armato cavaliere con il fratello Tarlatino dall'imperatore Ludovico il Bavaro.

Mar.

 

 

 

 

E' scomunicato dal papa Giovanni XXII con  il Bavaro e Castruccio Castracani.

Dic.

 

 

 

Toscana

Ottiene dall'imperatore l'investitura di Arezzo e di Città di Castello; assedia Borgo San Sepolcro (Sansepolcro). Vi è una sortita dei difensori nella quale vengono dati alle fiamme i battifolli; fra gli attaccanti sono uccisi o catturati 200 uomini; i prigionieri sono condotti a Monterchi.

1329

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Toscana

Si impadronisce di Sansepolcro dopo otto mesi di assedio.

.................

Arezzo

Faggiuola

 

Toscana

E' nominato vicario imperiale di Arezzo. Guerreggia con i della Faggiuola e, di seguito, con gli Ubertini, i conti di Montauto ed i  Montedoglio.

1332

 

 

 

 

 

Gen.

Arezzo

Cortona

 

Toscana

Tenta di impadronirsi di Cortona, nottetempo, per un trattato organizzato dal fratello Lialetto che vive nella città. Alla congiura prende parte fra gli altri anche Uguccione Casali, fratello del signore della città Ranieri. La trama è scoperta, alcuni sono decapitati e 30 congiurati sono impiccati ai merli delle mura cittadine; Uguccione Casali viene rinchiuso in carcere ove morrà più tardi.

Mar.

Siena

Pisa

 

Toscana

Invia 160 cavalli in aiuto dei senesi impegnati con i pisani nella guerra di Massa. Si unisce con i Battifolle ed assale il castello di Valbuoi di Massa che gli si è ribellato; lo distrugge, ed attacca le terre dei della Faggiuola. Intervengono i fiorentini con Pino della Tosa, che lo convincono a desistere.

.................

 

 

 

Toscana

Emana ad Arezzo una delle prime leggi suntuarie che siano comparse in Italia.

1333

 

 

 

 

 

Giu.

Arezzo

Faggiuola

 

Marche e Toscana

Opera un'incursione nella Massa Trabaria. Assedia Mercatello sul Metauro e si trincera nei pressi; avuti dai senesi 200 cavalli, acquista la località. Ha altri soccorsi da Montepulciano, i cui soldati si portano a Castiglion Fiorentino per ostacolare il vettovagliamento agli avversari, e dai conti di Battifolle che passano alla guardia di Arezzo con 600 fanti.

1334

 

 

 

Marche

Assedia Casteldelci e lo circonda con sedici battifolli. Interviene il della Faggiuola in soccorso della fortezza con 600 cavalli perugini; il Tarlati sbarra loro la strada. Nell'autunno invia truppe ai Malatesta in guerra con i pontifici.

1335

 

 

 

 

 

Apr.

Arezzo

Perugia Firenze Faggiuola

 

Umbria

Gli si alleano contro i della Faggiuola, i Montefeltro, i Montedoglio, gli Ubertini, gli Ubaldini e Ranieri Casali, signore di Cortona. Il cognato Ribaldo da Montedoglio consegna à Sansepolcro a Neri della Faggiuola che entra nella città con 200 cavalli e 500 fanti. Il Tarlati cerca invano di prestare soccorso alla rocca.  

Mag.

 

 

 

Toscana

Ad Arezzo per radunarvi truppe. Il papa gli intima di restituire alla Santa Sede i territori da lui usurpati allo stato della Chiesa.

Giu.

 

 

 

Toscana e Umbria

Lo attaccano in val di Chiana il  Casali ed i perugini (800 cavalli e 5000 fanti). Il Tarlati esce da Castiglion Fiorentino con 500 cavalli e molti fanti ed obbliga i perugini a fuggire in disordine verso Cortona. Gli avversari perdono nello scontro 100 cavalli, tra morti e prigionieri, e più di 200 fanti; per alcune fonti fra i perugini sono uccisi 1059 uomini ed i prigionieri sono 300 con 24 insegne. Il Tarlati, senza indugio, si trasferisce nel contado di Perugia ed arriva sotto le mura della città: dà alle fiamme Tuoro sul Trasimeno (100 case), tocca Battivalle, Lignale, ottiene Monte Gualando e Palazzo, incendia Sanguineto e Mandrelle. Il giorno seguente lascia Tuoro sul Trasimeno, viene a Corte di Nazino, occupa Sant'Agata, Orsolini, Cornia, Montegetti, Passignano sul Trasimeno; arde Monteruffiano e La Torricella, perviene a Montecolognola i cui difensori (30 cavalli) si danno alla fuga: nella giornata sono bruciate altre 200 abitazioni ed ha anche Fontignano; si ferma a Pian di Carpine (Magione). Il terzo giorno cavalca a Monachia ed a Fontana; incendia Corciano, si avvicina a Perugia e vi fa impiccare dei perugini; ritorna a Magione e lascia un segno delle sue devastazioni anche a Lancarello, San Feliciano, Ponte di Valle, Sanfatucchio, Panicarola, Paterno ed in tutti i villaggi attorno al Trasimeno: nel complesso sono bruciate 700 case. Rientra a Castiglion Fiorentino ed impedisce al Casali di avere per trattato la Noceta. 

Sett. ott.

 

 

 

Umbria e Toscana

Con la perdita di Città di Castello ad opera del della Faggiuola, riprende l'offensiva. Si sposta in val d' Ambra e demolisce alcuni castelli che gli si sono ribellati, quali Bucine, Galatrona e San Leolino. I perugini assoldano 1000 cavalli tedeschi (la Compagnia della Colomba di stanza a Cortona) ed i fiorentini gli inviano contro 150 cavalli; alle sue forze vengono invece a mancare 150 balestrieri genovesi, svaligiati dai fiorentini mentre cercano di raggiungerlo dalla Liguria. Il tarlati viene responto fino a Montecchio. Negli ultimi giorni di ottobre si rappacifica con gli avversari.

Nov.

 

 

 

Toscana

Sventa un tentativo di Guido degli Ubertini di impadronirsi del castello di Rondine. Si limita a controllare i movimenti dei perugini, ritornati a scorrere l'aretino. Questi ultimi ripetono le beffe da lui perpetrate mesi prima sotto le mura di Perugia.

Dic.

 

 

 

Romagna

Toglie il castello di Illico al della Faggiuola dopo un assedio di cinque mesi.

1336

 

 

 

 

 

Apr.

Arezzo

Firenze Perugia

 

Toscana

Invia truppe alla difesa del castello di Monterchi. Il castello viene conquistato dagli abitanti di Città di Castello; il Tarlati, a metà mese, recupera la fortezza sconfiggenmdo i castellani. Sempre negli stessi giorni si allea con Mastino della Scala contro i fiorentini: il signore di Verona gli invia 800 cavalli, che sono bloccati sui passi degli Appennini da 600 cavalli fiorentini e da altri 600, forniti da Bologna e dagli altri guelfi del territorio.

Lug. ago.

 

 

 

Toscana

Fiorentini (700 cavalli) e perugini saccheggiano il contado di Arezzo. Il Tarlati stipula, nel contempo, un trattato di pace con Neri della Faggiuola, che trova il suo suggello nelle nozze di una sua figlia con il figlio del rivale, Francesco.

1337

 

 

 

 

 

Mar.

Tarlati

Chiesa Perugia

 

Toscana

Persuaso anche dal senese Regolino dei Tolomei, si arrende con il fratello Tarlatino ai fiorentini; cede la signoria di Arezzo in cambio di 42800 fiorini e di altri 18000 per le paghe di sei mesi dovute alle sue masnade. Si riserva, viceversa, la signoria di Castiglion Fiorentino. Riceve i fiorentini sulla porta della città e consegna loro le chiavi ed il gonfalone di giustizia nella cattedrale. Gli è consentito di rimanere in Arezzo, di mantenere la proprietà dei castelli in suo possesso e di avere la cittadinanza fiorentina. Viene assalito nelle Marche dai pontifici, desiderosi di avere Cagli e Mercatello sul Metauro.

Apr.

 

 

 

Toscana

Il Tarlati se reca a Firenze con 100 aretini e vi è accolto con tutti gli onori; è pure invitato ad un grande convito, che si svolge in Santa Croce, ove sono presenti 1000 cittadini della repubblica. Deve abbandonare la città alla notizia della caduta di Monterchi in potere dei marchesi del Monte a Santa Maria e dei perugini. Recupera subito tale località con l'aiuto dei fiorentini.

Mag.

 

 

 

Toscana

I fiorentini impediscono la sua espulsione da Arezzo.

Giu.

Firenze

Verona

 

Toscana

Coadiuva Rolando dei Rossi con 40 cavalli e 400 fanti aretini nel suo attacco portato contro Lucca, alla cui difesa si trova Azzo da Correggio.

1338

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Toscana

Consegna ai fiorentini il castello di Civitella.

1340

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Toscana

Deve cedere, sempre ai fiorentini, il castello di Rondine.

1341

 

 

 

 

 

.................

Firenze

Pisa

 

Toscana

Invia in soccorso dei fiorentini 200 fanti e 50 cavalli.

Ott.

 

 

 

Toscana

Entra in Lucca, che è assediata dagli avversari, con alcuni cavalli e fanti: molti dei suoi muoiono annegano nel Serchio in un tentativo di guado.

Nov.

 

 

 

Toscana

Rientra ad Arezzo ed i ghibellini tentano di insorgere: il podestà Guglielmo Altoviti lo fa subito arrestare con i famigliari Rodolfo, Lussemburgo, Guglielmo e Guido.

1342

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Toscana

Il Tarlati  è condotto in catene a Firenze dopo essere stato spogliato dei suoi beni; è incarcerato per più tempo nel palazzo dei Priori.

Mag. giu.

Ghibellini

Firenze

 

Toscana

Viene fatto liberare dal duca di Atene Gualtieri di Brienne, che gli restituisce Bibbiena ed altri castelli nell'aretino quale quello di Tuori, che gli appartiene per un terzo. A giugno, per rientrare in Arezzo, con altri ghibellini organizza un trattato al fine di impadronirsi della città. Gli è aperta la porta Buia e per essa vi penetrano 300 suoi partigiani; da parte sua, rompe un tratto di mura vicino ad un'altra porta. Gli è precluso l'ingresso; i guelfi gli si fanno contro e respingono il tentativo: sono catturati 20 ghibellini che sono impiccati accanto alla porta Buia. In città vengono demoliti palazzi e case di simpatizzanti della sua causa.

1343

 

 

 

 

 

Primavera

 

 

 

Toscana

Occupa Montacuto, Pietranera e Mignano. Vi è una rappacificazione fra guelfi e ghibellini, restituisce i trecastelli e gli è riconsegnata Rondine.

Lug. ago.

 

 

 

Toscana

Allorché viene a sapere che il Brienne è stato scacciato da Firenze, muove ancora contro Arezzo: il castellano Guelfo Buondelmonti affida il castello cittadino agli abitanti. Il Tarlati depreda il territorio vicino al capoluogo; assale Castiglion Fiorentino ed ottiene dai castellani fiorentini il castello ed il cassero dopo avere loro consegnato 7000 fiorini. Entrato nel castello, sceglie alcuni uomini, donne e bambini e li fa rinchiudere in carcere. Costoro sono torturati per estorcere loro denaro; altri sono giustiziati o vengono loro confiscati i beni.

1344

 

 

 

 

 

Giu.

Tarlati

Perugia

 

Umbria Marche e Toscana

I perugini assediano il castello di Tuoro sul Trasimeno; per rivalsa, attacca Citerna. La località gli è consegnata da alcuni mercenari lombardi che preferiscono consegnarla al Tarlati piuttosto che difenderla per conto dei perugini. Si impossessa pure di Casteldelci dopo otto mesi di assedio. Quando sa che Castiglion Fiorentino è caduta in potere degli avversari, vi accorre, si impadronisce del castello, vi cattura Andrea Bardi e Giacomo Pulci e ne espelle la guarnigione comandata da Pietro di Bindolo. In breve, vi sarà assediato a sua volta.

1345

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Toscana

Si rappacifica con i fiorentini e rimane signore di Pietramala, Pianettole, Murlo, Chiusi, Montecchio, Montaguto, Pietranera, Ranco, Carciano, Mignano, Faeto, Sarna, Vignole, Monterchi, Penna, Gaenna, Celle di Sovara, Casale, Montanina, Valialla, Castel San Domenico, Giampareta, Catenaria, Lelci, Sorci, Caprese Michelangelo, Rocca Cinghiata, Vezzano, Raggiolo, Serra e Farneta.

1351

 

 

 

 

 

Lug.

Milano

Firenze Perugia

 

Toscana

Si allea con i Visconti, il signore di Cortona Bartolomeo Casali, gli Ubertini ed i Pazzi di Valdarno per combattere i fiorentini. Riceve in aiuto 250 barbute e muove da Bibbiena per combattere i conti Guidi.

Ago.

 

 

 

Toscana

Con Nolfo da Montefeltro e Bustaccio degli Ubertini (350 cavalli e 2000 fanti), lascia il Mugello, entra in val d'Ambra ed in Valdarno verso Figline: intercettato da Alberto Ricasoli (650 cavalli e molti fanti) mentre sta assediando il castello, si allontana in silenzio senza che gli avversari se ne accorgano.

Sett.

 

 

 

Toscana

Viene raggiunto dal duca Rinaldo Tedesco con 400 cavalli per fronteggiare perugini e fiorentini in Valdarno con più determinazione. Ad Olmo, presso Arezzo, si accampano 600 cavalli perugini; il Tarlati si mette in marcia di notte con 400 cavalli e 2000 fanti e la mattina assale gli avversari. Fatto prigioniero in un primo momento perché, nonostante l'età, si è spinto troppo in avanti rispetto alle sue schiere, è liberato dai Brandagli. Sono catturati 300 cavalli con 27 bandiere; ritorna a Bibbiena con le prede e rilascia i prigionieri senza armi e cavalli.

Ott.

 

 

 

Toscana

Affiancato da Rinaldo Tedesco (300 cavalli), parte da Bibbiena per coadiuvare i Brandagli ad impadronirsi di Arezzo. La congiura è scoperta nella città e la strada viene sbarrata da steccati e da alberi; per tali motivi preferisce rientrare a Bibbiena.

Nov.

 

 

 

Toscana

Con l'ausilio di 400 cavalli viscontei condotti da Guglielmo Pallavicini, tenta di avere Sansepolcro; un suo seguace, Arrighetto di San Polo, noto ladro acrobata, approfitta delle cattive condizioni atmosferiche che fa diminuire l'intensità della sorveglianza, entra in una torre, minaccia di morte le due sentinelle e fa salire 12 soldati. E' dato un segnale ai Boccompani, suoi fautori; costoro fanno suonare la campana e chiamano a raccolta i ghibellini della città. Il Tarlati conduce un attacco con 500 cavalli e 2000 fanti, entra nella città e ne impedisce il saccheggio; con il Pallavicini assedia i perugini nelle due rocche e li obbliga alla resa in quattro giorni. Cadono in breve anche il castello di Anghiari, che sarà restituito a Masio da Pietramala, e Pieve Santo Stefano.

Dic.

 

 

 

Toscana

1400 cavalli perugini e 500 fiorentini escono da Città di Castello ed entrano in Sansepolcro di cui incendiano molte case. Il Tarlati si mette all' inseguimento dei nemici allorché costoro rientrano in Umbria; incappa nella loro imboscata e si salva a stento subendo numerose perdite. Fra i suoi sono uccisi 60 cavalli; sono pure catturati 6 connestabili, Manfredi dei Pazzi e molti cavalli tedeschi e borgognoni.

1352

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Toscana e Umbria

Si porta a Cortona e con i viscontei cavalca nel perugino saccheggiando i borghi sul lago Trasimeno; dà alle fiamme il castello di Vaiano, assale inutilmente Castiglione del Lago; da qui muove su Perugia e fa grandissimi danni. Ritorna a Cortona ed a Sansepolcro dove sono vendute le prede.

Mag. giu.

 

 

 

Toscana

600 cavalli fiorentini saccheggiano le terre degli Ubertini, dei Pazzi di Valdarno e dei Tarlati attorno a Cornia, Penna, Gaenna e Bibbiena. Pier Saccone si rinchiude in un primo momento in Bibbiena con pochi cavalli e 1200 fanti; a giugno, esce dalla città, punta verso Montecchio con 70 cavalli e 1000 fanti con i quali entra in una valle dell'Arno. Si scontra con i fiorentini e respinge un loro attacco su un fianco; crede di avere la vittoria a portata di mano e li carica. Non si accorge dell'arrivo di un'altra schiera, che ha attraversato il fiume e lo coglie alle spalle: fugge a cavallo a Bibbiena. Dei suoi uomini 100 sono uccisi e 200 vengono catturati (fra i quali un figlio); molti sono anche i feriti. I prigionieri sono condotti legati a Firenze e qui sono rilasciati..

Lug. sett..

 

 

 

Toscana

Tenta inutilmente di prestare soccorso ai difensori di Bettona che a dicembre devono arrendersi a patti. Il Tarlati si colloca a Quarata con 1800 cavalli e ne conquista il borgo: 100 cavalli fiorentini lo ostacolano nel suo disegno di dare la località alle fiamme.

Ott.

 

 

 

Toscana

Con i Pazzi, gli Ubertini e gli Ubaldini (2000 cavalli, dei quali molti forniti dai Visconti, e 2500 fanti), parte da Quarata, oltrepassa Montevarchi senza essere visto a causa di una forte nebbia, salta Incisa  ed entra in Figline Valdarno, dove si appropria di una grande quantità di masserizie, vettovaglie e bestiame. Non tenta l'assalto al castello, abbandona la località dopo tre giorni e rientra nelle sue terre, sempre protetto dalla nebbia.

.................

 

 

 

Toscana

Brucia il Tartagliese e continua a devastare l'aretino; con l'inverno, rientra a Montevarchi carico di prede e di prigionieri.

1353

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Toscana

Effettua un'ultima scorreria prima della firma della pace di Sarzana: razzia bestiame fino a Laterina; i contadini si ribellano e lo costringono ad abbandonare le prede ed a rifugiarsi a Bibbiena. Con la pace gli sono restituiti i suoi beni; non ha tuttavia il permesso di rientrare in Arezzo, città dalla quale gli è perfino inibito l'avvicinarsi a meno di quattro miglia. Si riconcilia pure con i perugini, cui riconosce il pagamento di 4000 fiorini per il possesso di Caprese Michelangelo e della rocca di Tertacciano, tolte agli avversari.

1354

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Toscana

Vende ai fiorentini il castello di Bevignano.

1355

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Toscana

Si reca a Pisa con due figli, un nipote e 50 armati per perorare la sua causa presso l'imperatore Carlo di Boemia ed il vescovo di Arezzo, un Ubertini. Entra nella città per la porta di San Marco con molti cittadini ed il suo ingresso è annunciato dalle trombe. Alloggia lungo l'Arno nella casa dei Griffi; chiede la signoria di Arezzo. Si comporta però con una tale arroganza che non riceve alcun ascolto.

Mar.

 

 

 

Toscana

Si reca a Siena con Francesco Castracani per conto dell'imperatore, in occasione di un mutamento istituzionale.

1356

 

 

 

Toscana

Persuade il figlio Marco ad aggredire gli Ubertini per togliere loro Gressa. Muore a Bibbiena alla notizia del fallimento dell'iniziativa.

SETTE CITAZIONI

Prode e valoroso.

Esperto nei fatti di guerra. Più esperto in trattati, in azioni di sorpresa ed in razzie più che in campo aperto.

Uomo di gran conto in quei tempi.

Soffriva notte e giorno le fatiche della guerra.

Troppo ardimentoso, poco prudente sul campo di battaglia.

Poco atto alle cose civili.

Di costituzione così robusta che portò l'armatura fino agli ultimi anni della sua vita.