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Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1474 |
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Estate |
C.di Castello |
Chiesa |
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Umbria e Romagna |
Si trova alla
difesa di Città di Castello. Con la resa dei difensori è condotto
a Cesena da Pino Ordelaffi e vi è incarcerato per otto mesi. |
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1475 |
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Mar. |
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Umbria |
Ritorna a Città
di Castello. |
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Ott. |
Vitelli |
Chiesa |
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Umbria e Lazio |
Viene nuovamente
arrestato dai pontifici a seguito del tentativo dei Vitelli
di impadronirsi di Città di Castello: rinchiuso in Castel Sant'Angelo
a Roma con il padre ed un fratello, non confessa nulla nonostante
le torture. |
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1483 |
Firenze |
Venezia |
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Si dà al mestiere
delle armi. |
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1498 |
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Nov. |
Firenze |
Pisa |
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Toscana |
Combatte i
pisani agli ordini di Paolo Vitelli. |
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1499 |
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Feb. |
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Toscana |
Prende parte
all'assedio di Bibbiena dove ha il comando delle artiglierie. |
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Ott. |
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Toscana |
Con la decapitazione
del Vitelli da parte dei fiorentini fugge dal campo perché sono
trovate alcune sue lettere dal contenuto ambiguo. I fiorentini
gli confiscano alcune some di frumento di sua proprietà. |
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1500 |
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............ |
Francia |
Sforza |
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Piemonte |
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Lug. |
Pisa |
Firenze |
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Umbria e Toscana |
Rientra in
Umbria ed è inviato da Vitellozzo Vitelli in soccorso dei pisani
con una compagnia di veterani. |
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Sett. |
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Capitano g.le |
Toscana |
Gli è consegnato
nel duomo di Pisa il bastone e lo stendardo di capitano generale. |
| 1501 |
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| Apr. |
Chiesa |
Faenza |
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Romagna |
E' richiamato
dal Vitelli all'assedio di Faenza. La città cade in potere
dei pontifici nello stesso mese. |
| Nov. |
Pisa |
Firenze |
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Toscana |
Ritorna alla
difesa di Pisa. Compie una scorreria verso Peccioli e Palaia;
per la val d'Era giunge ad Alica che viene messa a sacco. Sulla
strada del ritorno la sua colonna è intercettata dai
fiorentini provenienti da Cascina e dai contadini del territorio.
Fra i suoi uomini sono catturati 60 cavalli e numerosi fanti
fra cui i connestabili Alfonso Muto, il Brisighella, e Michelangelo
d'Arezzo. |
| 1503 |
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| Ott. |
Pisa |
Firenze |
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Toscana |
Abbandona
Pisa con Rinieri della Sassetta a causa dei dissensi interni
fra i sostenitori della ricerca della pace con i fiorentini
ed i loro avversari politiici. |
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1504 |
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Mag. |
Pisa |
Firenze |
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Lazio e Toscana |
Lascia Ostia
e ritorna alla difesa di Pisa. Negli stessi giorni è
contattato dal commissario generale Antonio Giacomini che gli
propone uno scambio di prigionieri: i fiorentini dentro Pisa
contro i pisani arresisi a discrezione nell'assedio di Ripafratta.
La propsta viene accettata. Il capitano pisano Brisighella,
tuttavia, trattiene tre prigionieri ed altrettanto fa il Giacomini.
Interviene il Tarlatini che fa rispettare i patti. |
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1505 |
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Apr. |
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Toscana |
Al comando
di 15 uomini d'arme, di 40 cavalli leggeri e di 60 fanti, attacca
al ponte Cappellese,
sull'Osoli, 400 cavalli e 500 fanti di Luca Savelli che vi si
è fermato per attendere il bestiame pisano razziato nel lucchese
oltre il Serchio. Stabilisce di impadronirsi del ponte; i nemici
non hanno la possibilità di manovrare per la strettezza dei
luoghi e perché impacciati nei movimenti dai somieri e dalle
bestie predate; si disordinano e si danno alla fuga. Fra i fiorentini
sono uccisi più di 20 lance e sono catturati 120 cavalli e 100
fanti. Il Tarlatini, che riporta tre ferite nello scontro, ritorna
a Pisa e vi è accolto in trionfo. |
| Sett. |
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Toscana |
Alla difesa di Pisa al comando di
250 fanti italiani e di 650 spagnoli. |
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1506 |
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............ |
Pisa |
Firenze |
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Ago. ott. |
Genova |
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Capitano g.le |
Liguria |
I pisani lo
inviano a Genova con Piero Gambacorta per contrastare le truppe
del re di Francia Luigi XII. Nella città si scopre aderente
del partito popolare ai danni del partito filofrancese di Gianluigi
Fieschi, di cui pure è stato amico. A fine ottobre viene eletto
capitano generale: gli è consegnato un vessillo con l'arma
del popolo. Negli stessi giorni viene contattato dal signore
di Bologna Giovanni Bentivoglio per passare alla difesa della
città contro i pontifici. |
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Dic. |
Genova |
Monaco |
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Monaco |
Si imbarca
su 2 galee ed alcuni brigantini con 4000 fanti (1500 racimolati a Genova,
1500 nella riviera di Ponente e 1000 pisani) e 24 pezzi di artiglieria
(numesose bombarde
ed alcuni pezzi di piccolo calibro)
ed assale in Monaco Luciano Grimaldi che è solito
infestare il litorale ligure a favore dei fuoriusciti. A difesa
della rocca monegasca
si trovano 400 fanti italiani, francesi e spagnoli e 100 cavalli
francesi e lombardi che dispongono di 318 armi da fuoco. |
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1507 |
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Gen.
mar. |
Genova |
Francia |
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Monaco e Liguria |
Continua a
bombardare le mura di Monaco e fa venire 400 guastatori dalla
Lunigiana per costruire trincee e parapetti. Giungono al campo
altri 1000 fanti. E' sferrato un assalto generale a metà marzo:
esso viene respinto dopo cinque ore con gravi perdite (300-400
morti fra gli attaccanti contro 3 soli fra i difensori con moltissimi
feriti). L'arrivo, da ultimo, di milizie comandate dal governatore
di Savona Ivo d'Allègre e di 3000 montanari guidati dai nobili,
lo obbligano a ritirarsi con 1000 uomini a Ventimiglia. |
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Apr. |
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Liguria |
E' raggiunto
a Ventimiglia dal commissario Silvestro Giustiniani che gli
consegna 5000 ducati per la paga delle truppe. I genovesi lo
sostituiscono nel comando dell'esercito con Iacopo Corso. Rientra
a Genova e viene pesantemente battuto a Rivarolo Ligure; partecipa
ad un consiglio di guerra nel quale di stabilisce si attaccare
il campo avversario di Sampierdarena. Nel combattimento i genovesi
perdono 1400 uomini contro i 36 (e moltissimi feriti) dei francesi.
Sconfitto nuovamente, si dà alla fuga sulle montagne con il
Corso e Piero Gambacorta: perde cavalli, argenterie e tappezzerie
per il valore di 1000 ducati. |
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............ |
Pisa |
Firenze |
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Toscana |
Rientra alla
difesa di Pisa. |
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1508 |
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Apr. |
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Toscana |
E' contattato
da 12 uomini inviati in Pisa da Ludovico Orsini con il pretesto
di recuperare alcuni crediti. Sventa l'insidia. |
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1509 |
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Mag. giu. |
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Toscana e Lombardia |
Chiede ai fiorentini
alcuni salvacondotti per dodici ambasciatori di Pisa che hanno
il compito di accettare le condizioni di capitolazione imposte
dagli avversari. Ottenuteli, invia al campo di Mezzana quattro
plenipotenziari per trattare la resa. Ai primi di giugno abbandona
Pisa e si dirige alla volta di Lucca. Si porta in Lombardia
per militare agli stipendi dei francesi contro i veneziani. |
| Sett. |
Pallavicini |
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25 lance |
Emilia |
Scorre in val
di Spora a nome di Galeazzo Pallavicini con 25 uomini d'arme
e 50 arcieri a cavallo per lo più parmensi. Favorisce
la causa di Morello di Belvedere ai danni di Giacomo di Maso. |
| Ott.
nov. |
Francia |
Venezia |
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Emilia e Lombardia |
Parte da Calestano
in val di Spora e cavalca nel cremonese ad Acquanegra. Rientra
a Parma ed a fine novembre irrompe nel bresciano. |
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1510 |
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Mar. |
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25 lance |
Veneto |
Giunge a Peschiera
del Garda con 25 lance, 50 arcieri a cavallo e molti fanti. |
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Mag. |
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Si trova con
i Vitelli che sono per lo più passati al soldo della Serenissima.
E' fatto incarcerare dal cardinale di Pavia Francesco Alidosi:
riconosciuto innocente, è presto liberato. |
| Lug. |
Francia |
Venezia Chiesa |
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Emilia |
A metà
mese contatta il cardinale di Pavia per passare agli stipendi
dei pontifici: chiede pure che sia emesso un breve che preveda
la censura e la confisca dei beni per chi non avesse obbedito
ad un ordine di rientro nello stato della Chiesa. Avuta una
risposta negativa, ritorna agli stipendi dei francesi. E' segnalato
nei pressi di Bologna. |
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............ |
Francia |
Venezia Chiesa |
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Veneto |
Ritorna a combattere
per i francesi nel veronese. Gli è riconosciuta una pensione
annua di 1000 lire tornesi. |
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1511 |
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Gen. |
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25 lance e 500 fanti |
Veneto |
E' alla difesa
di Verona. I francesi sospettano che non abbia la compagnia
completa nei suoi effettivi, ma che abbia ai suoi ordini solamente
la metà dei fanti denunciati. |
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Giu. |
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Emilia |
Viene segnalato
a San Martino dei Roberti con 25 lance. Dal reggiano si sposta
verso il bolognese per contrastare Andrea da Capua, Fabrizio
Colonna e Giampaolo Baglioni. |
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Ott. |
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Emilia |
Appoggia i
Bentivoglio nel bolognese ai danni dei pontifici. |
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Dic. |
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Veneto |
E' sempre a
Verona con 20 lance. Conduce moglie e famigliari nel bresciano. |
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1512 |
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Gen. |
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Lombardia |
E' alla guardia
di Brescia con il governatore de Ludes alla testa di 200 lance,
di 200 cavalli leggeri e di 500 fanti cremonesi. Il comportamento
degli uomini della guarnigione fa sì che prenda piede e si allarghi
la congiura organizzata da Luigi Avogadro che porterà alla conquista
della città da parte dei veneziani. |
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Feb. |
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Lombardia e Veneto |
Segue Gastone
di Foix al recupero di Brescia ed appoggia il Roccabertino contro
il campo veneziano di Albettone. |
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Mar. |
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Veneto |
E' a Verona
ammalato e senza compagnia. |
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Giu. |
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Veneto |
Si trova a
Peschiera del Garda; chiede rinforzi all'Aubigny, governatore
di Brescia. |
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Ott. |
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Lombardia |
Assediato nel
castello di Brescia dai veneziani e dagli spagnoli, si arrende
nelle mani del rappresentante
dell'imperatore Massimiliano d'Austria. |
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1513 |
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Mag. |
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Piemonte |
Entra in Asti
con 25 lance. |
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Giu. |
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50 lance. |
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1515 |
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Lug. |
Francia |
Spagna |
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Liguria |
Raduna 3000
fanti a Sarzana e si imbarca con tali uomini a Viareggio. |
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Ago. |
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Liguria |
Passa alla
difesa di Genova. |
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1520 |
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Muore. |
Capitano di grande valore. Intraprendente.
Esperto capitano.
Uomo di grande nome nelle cose della guerra.
Di grande animo e consiglio.
Discepolo della casa dei Vitelli.