Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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1914      CORRADO TARLATINI  (Tarlatino Tarlatini) Di Città di Castello. Fuoriuscito.

 + 1520 ca.

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1474

 

 

 

 

 

Estate

C.di Castello

Chiesa

 

Umbria e Romagna

Si trova alla difesa di Città di Castello. Con la resa dei difensori è condotto a Cesena da Pino Ordelaffi e vi è incarcerato per otto mesi.

1475

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Umbria

Ritorna a Città di Castello.

Ott.

Vitelli

Chiesa

 

Umbria e Lazio

Viene nuovamente arrestato dai pontifici a seguito del tentativo dei Vitelli di impadronirsi di Città di Castello: rinchiuso in Castel Sant'Angelo a Roma con il padre ed un fratello, non confessa nulla nonostante le torture.

1483

Firenze

Venezia

 

 

Si dà al mestiere delle armi.

1498

 

 

 

 

 

Nov.

Firenze

Pisa

 

Toscana

Combatte i pisani agli ordini di Paolo Vitelli.

1499

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Toscana

Prende parte all'assedio di Bibbiena dove ha il comando delle artiglierie.

Ott.

 

 

 

Toscana

Con la decapitazione del Vitelli da parte dei fiorentini fugge dal campo perché sono trovate alcune sue lettere dal contenuto ambiguo. I fiorentini gli confiscano alcune some di frumento di sua proprietà.

1500

 

 

 

 

 

............

Francia

Sforza

 

Piemonte

 

Lug.

Pisa

Firenze

 

Umbria e Toscana

Rientra in Umbria ed è inviato da Vitellozzo Vitelli in soccorso dei pisani con una compagnia di veterani.

Sett.

 

 

Capitano g.le

Toscana

Gli è consegnato nel duomo di Pisa il bastone e lo stendardo di capitano generale.

1501          
Apr. Chiesa Faenza   Romagna
E' richiamato dal Vitelli all'assedio di Faenza. La città cade in potere dei pontifici nello stesso mese.
Nov. Pisa Firenze   Toscana
Ritorna alla difesa di Pisa. Compie una scorreria verso Peccioli e Palaia; per la val d'Era giunge ad Alica che viene messa a sacco. Sulla strada del ritorno la sua colonna è intercettata dai fiorentini provenienti da Cascina e dai contadini del territorio. Fra i suoi uomini sono catturati 60 cavalli e numerosi fanti fra cui i connestabili Alfonso Muto, il Brisighella, e Michelangelo d'Arezzo.
1503          
Ott. Pisa Firenze   Toscana
Abbandona Pisa con Rinieri della Sassetta a causa dei dissensi interni fra i sostenitori della ricerca della pace con i fiorentini ed i loro avversari politiici.

1504

 

 

 

 

 

Mag.

Pisa

Firenze

 

Lazio e Toscana

Lascia Ostia e ritorna alla difesa di Pisa. Negli stessi giorni è contattato dal commissario generale Antonio Giacomini che gli propone uno scambio di prigionieri: i fiorentini dentro Pisa contro i pisani arresisi a discrezione nell'assedio di Ripafratta. La propsta viene accettata. Il capitano pisano Brisighella, tuttavia, trattiene tre prigionieri ed altrettanto fa il Giacomini. Interviene il Tarlatini che fa rispettare i patti.

1505

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Toscana

Al comando di 15 uomini d'arme, di 40 cavalli leggeri e di 60 fanti, attacca al ponte  Cappellese, sull'Osoli, 400 cavalli e 500 fanti di Luca Savelli che vi si è fermato per attendere il bestiame pisano razziato nel lucchese oltre il Serchio. Stabilisce di impadronirsi del ponte; i nemici non hanno la possibilità di manovrare per la strettezza dei luoghi e perché impacciati nei movimenti dai somieri e dalle bestie predate; si disordinano e si danno alla fuga. Fra i fiorentini sono uccisi più di 20 lance e sono catturati 120 cavalli e 100 fanti. Il Tarlatini, che riporta tre ferite nello scontro, ritorna a Pisa e vi è accolto in trionfo.

Sett.       Toscana Alla difesa di Pisa al comando di 250 fanti italiani e di 650 spagnoli.

1506

 

 

 

 

 

............

Pisa

Firenze

 

 

 

Ago. ott.

Genova

 

Capitano g.le

Liguria

I pisani lo inviano a Genova con Piero Gambacorta per contrastare le truppe del re di Francia Luigi XII. Nella città si scopre aderente del partito popolare ai danni del partito filofrancese di Gianluigi Fieschi, di cui pure è stato amico. A fine ottobre viene eletto capitano generale: gli è consegnato un vessillo con l'arma del popolo. Negli stessi giorni viene contattato dal signore di Bologna Giovanni Bentivoglio per passare alla difesa della città contro i pontifici.

Dic.

Genova

Monaco

 

Monaco

Si imbarca su 2 galee ed alcuni brigantini  con 4000 fanti (1500 racimolati a Genova, 1500 nella riviera di Ponente e 1000 pisani) e 24 pezzi di artiglieria (numesose   bombarde ed alcuni pezzi di piccolo calibro)  ed assale in Monaco Luciano Grimaldi che è solito infestare il litorale ligure a favore dei fuoriusciti. A difesa della  rocca monegasca si trovano 400 fanti italiani, francesi e spagnoli e 100 cavalli francesi e lombardi che dispongono di 318 armi da fuoco.

1507

 

 

 

 

 

Gen. mar.

Genova

Francia

 

Monaco e Liguria

Continua a bombardare le mura di Monaco e fa venire 400 guastatori dalla Lunigiana per costruire trincee e parapetti. Giungono al campo altri 1000 fanti. E' sferrato un assalto generale a metà marzo: esso viene respinto dopo cinque ore con gravi perdite (300-400 morti fra gli attaccanti contro 3 soli fra i difensori con moltissimi feriti). L'arrivo, da ultimo, di milizie comandate dal governatore di Savona Ivo d'Allègre e di 3000 montanari guidati dai nobili, lo obbligano a ritirarsi con 1000 uomini a Ventimiglia.

Apr.

 

 

 

Liguria

E' raggiunto a Ventimiglia dal commissario Silvestro Giustiniani che gli consegna 5000 ducati per la paga delle truppe. I genovesi lo sostituiscono nel comando dell'esercito con Iacopo Corso. Rientra a Genova e viene pesantemente battuto a Rivarolo Ligure; partecipa ad un consiglio di guerra nel quale di stabilisce si attaccare il campo avversario di Sampierdarena. Nel combattimento i genovesi perdono 1400 uomini contro i 36 (e moltissimi feriti) dei francesi. Sconfitto nuovamente, si dà alla fuga sulle montagne con il Corso e Piero Gambacorta: perde cavalli, argenterie e tappezzerie per il valore di 1000 ducati.

............

Pisa

Firenze

 

Toscana

Rientra alla difesa di Pisa.

1508

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Toscana

E' contattato da 12 uomini inviati in Pisa da Ludovico Orsini con il pretesto di recuperare alcuni crediti. Sventa l'insidia.

1509

 

 

 

 

 

Mag. giu.

 

 

 

Toscana e Lombardia

Chiede ai fiorentini alcuni salvacondotti per dodici ambasciatori di Pisa che hanno il compito di accettare le condizioni di capitolazione imposte dagli avversari. Ottenuteli, invia al campo di Mezzana quattro plenipotenziari per trattare la resa. Ai primi di giugno abbandona Pisa e si dirige alla volta di Lucca. Si porta in Lombardia per militare agli stipendi dei francesi contro i veneziani.

Sett. Pallavicini   25 lance Emilia
Scorre in val di Spora a nome di Galeazzo Pallavicini con 25 uomini d'arme e 50 arcieri a cavallo per lo più parmensi. Favorisce la causa di Morello di Belvedere ai danni di Giacomo di Maso.
Ott. nov. Francia Venezia   Emilia e Lombardia
Parte da Calestano in val di Spora e cavalca nel cremonese ad Acquanegra. Rientra a Parma ed a fine novembre irrompe nel bresciano.

1510

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

25 lance

Veneto

Giunge a Peschiera del Garda con 25 lance, 50 arcieri a cavallo e molti fanti.

Mag.

 

 

 

 

Si trova con i Vitelli che sono per lo più passati al soldo della Serenissima. E' fatto incarcerare dal cardinale di Pavia Francesco Alidosi: riconosciuto innocente, è presto liberato.

Lug. Francia Venezia Chiesa   Emilia
A metà mese contatta il cardinale di Pavia per passare agli stipendi dei pontifici: chiede pure che sia emesso un breve che preveda la censura e la confisca dei beni per chi non avesse obbedito ad un ordine di rientro nello stato della Chiesa. Avuta una risposta negativa, ritorna agli stipendi dei francesi. E' segnalato nei pressi di Bologna.

............

Francia

Venezia Chiesa

 

Veneto

Ritorna a combattere per i francesi nel veronese. Gli è riconosciuta una pensione annua di 1000 lire tornesi.

1511

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

25 lance e 500 fanti

Veneto

E' alla difesa di Verona. I francesi sospettano che non abbia la compagnia completa nei suoi effettivi, ma che abbia ai suoi ordini solamente la metà dei fanti denunciati.

Giu.

 

 

 

Emilia

Viene segnalato a San Martino dei Roberti con 25 lance. Dal reggiano si sposta verso il bolognese per contrastare Andrea da Capua, Fabrizio Colonna e Giampaolo Baglioni.

Ott.

 

 

 

Emilia

Appoggia i Bentivoglio nel bolognese ai danni dei pontifici.

Dic.

 

 

 

Veneto

E' sempre a Verona con 20 lance. Conduce moglie e famigliari nel bresciano.

1512

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

E' alla guardia di Brescia con il governatore de Ludes alla testa di 200 lance, di 200 cavalli leggeri e di 500 fanti cremonesi. Il comportamento degli uomini della guarnigione fa sì che prenda piede e si allarghi la congiura organizzata da Luigi Avogadro che porterà alla conquista della città da parte dei veneziani.

Feb.

 

 

 

Lombardia e Veneto

Segue Gastone di Foix al recupero di Brescia ed appoggia il Roccabertino contro il campo veneziano di Albettone.

Mar.

 

 

 

Veneto

E' a Verona ammalato e senza compagnia.

Giu.

 

 

 

Veneto

Si trova a Peschiera del Garda; chiede rinforzi all'Aubigny, governatore di Brescia.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Assediato nel castello di Brescia dai veneziani e dagli spagnoli, si arrende nelle  mani del rappresentante dell'imperatore Massimiliano d'Austria.

1513

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Piemonte

Entra in Asti con 25 lance.

Giu.

 

 

50 lance.

 

 

1515

 

 

 

 

 

Lug.

Francia

Spagna

 

Liguria

Raduna 3000 fanti a Sarzana e si imbarca con tali uomini a Viareggio.

Ago.

 

 

 

Liguria

Passa alla difesa di Genova.

1520

 

 

 

 

Muore.

SETTE CITAZIONI

Capitano di grande valore. Intraprendente.

Esperto capitano.

Uomo di grande nome nelle cose della guerra.

Di grande animo e consiglio.

Discepolo della casa dei Vitelli.