Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
A B C D E F G H I J L M N O P Q R S T U V W X Z
Web www.condottieridiventura.it

1915      DAMIANO DI TARSIA  Istriano. Fratello di Girolamo.

 + 1529 ca.

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1500

Venezia

Impero Ottomano

 

Croazia

E' per molti anni castellano di Castelnuovo in Istria ed in tale veste fronteggia i turchi che provvede a sorvegliare nei loro movimenti.

1509

 

 

 

 

 

Ott.

Venezia

Impero

 

Croazia V.Giulia

Rimosso nel suo incarico dal podestà di Capodistria Alvise Giustinian, si offre di combattere gli imperiali in Istria come venturiere. Sconfigge 150 fanti del presidio di Trieste, usciti verso San Servolo.

1510

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Veneto e Croazia

Gli sono consegnati 4 pezzi di artiglieria in bronzo; parte da Lio (Venezia) con 300 fanti e passa in Istria, dove ne raduna altri 200. Si unisce a Parenzo con il provveditore Francesco Pasqualigo con 600 fanti, 4000 contadini ed alcuni pezzi di artiglieria, prelevati dai castelletti della zona. Conquista alcune fortezze agli imperiali, fra i quali Rignano (messa a sacco) e Varmo; attacca indi Pisino, difesa da 100 fanti e 50 terrazzani, ma presto si deve ritirare a Piamonte.

Mar.

 

 

 

Croazia

Recupera Piamonte (caduta in potere dei nemici nel frattempo) e la mette a sacco; è a Pola e gli sono consegnati 300 ducati per raccogliere 300 fanti per alcuni giorni.

Apr.

 

 

 

Croazia

Ritorna a Parenzo, per aggredire nuovamente Pisino. Al fallimento di un trattato con alcuni frati della località, si porta a Montona per unirsi con il resto delle truppe veneziane. Attacca Galignana e ne bombarda il castello con un sagro ed un falconetto; deve ripiegare per un contrattacco nemico. Si collega allora con Matteo da Zara ed ha a forza con 400 fanti il castello di Lindaro; muove ancora su Pisino dove vi sono solo 200 uomini e promette ai soldati il sacco. Si accampa sotto Galignana ed ordina l' assalto generale, che è portato da 600 uomini. La forte pioggia lo obbliga a fermarsi; anche le artiglierie non sono piazzate, anzi gli avversari per poco non se ne impadroniscono con un'improvvisa sortita; alla fine, si ritira con Matteo da Zara e Giovanni da Napoli. Viene a San Vincenzo con 300 fanti e le artiglierie; alla sua richiesta di soccorsi, il podestà di Parenzo Alvise Soranzo gli intima di condurre le artiglierie a Pola, perché la sua azione non ha portato a risultati apprezzabili. Da parte sua, accusa Matteo da Zara del cattivo risultato per l'inesistenza del trattato che diceva di avere in Pisino.

Mag.

 

 

200 fanti

Croazia e Veneto

E' prima a Pola, dove gli sono restituiti i denari da lui anticipati per le azioni precedenti (circa 1400 ducati) e poi a Parenzo. Parte dall'Istria e si reca a Venezia: il do ge Leonardo Loredan gli dà l'incarico di raccogliere 200 fanti con i quali passare alla difesa di Padova.

Giu. Lug.

Venezia

Impero Ferrara

 

Veneto e Croazia

Si lamenta per il ritardo delle paghe e rientra in Croazia. Cerca di opporsi a Pisino a 200 cavalli imperiali capitanati da Cristoforo Frangipani ed a altri guidati da Bernardino Frangipani: nello scontro sono catturati 150 dei suoi uomini, che vengono condotti a Trieste. Ritorna alla difesa di Treviso; i nemici saccheggiano e razziano bestiame nelle sue terre di Montona.

Ago.

 

 

 

Veneto

E' a Padova per la rassegna della sua compagnia (140 provvigionati).

Sett.

 

 

 

Veneto

E' all'assedio di Verona ed ha modo di distinguersi nella difesa del campo di fronte ad una sortita degli imperiali usciti dal castello di San Felice.

Ott.

 

 

 

Veneto

Segue con 100 fanti il provveditore Paolo Capello, impegnato nel Polesine.

1511

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

Veneto

Si trova nel veronese con 118 fanti ed il provveditore Capello.

Sett.

 

 

200 fanti

Veneto

Resiste con 100 uomini ad un attacco portato a Motta di Livenza dagli imperiali; raggiunto dal resto della compagnia, respinge, alfine, gli avversari: il suo operato è elogiato a Venezia dal podestà della località Marco Antonio Manolesso.

Ott.

 

 

 

Veneto

Parte da Motta e si imbarca sul Livenza, a seguito di un litigio con Gigante Corso. Si lamenta del fatto a Venezia nel collegio dei Pregadi e passa con 100 fanti alla di fesa di Treviso.

Dic.

 

 

300 fanti

Friuli

E' alla guardia di Cormons.

1512

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Friuli

E' attaccato in Cormons: ributta gli avversari cui infligge numerose perdite; fra morti e feriti si contano infatti 150 fanti di Gradisca d'Isonzo, 150 di Gorizia, 600 cernite e 200 cavalli, di cui 40 tedeschi.

Feb.

 

 

170 fanti

Veneto

Ritorna alla guardia di Motta di Livenza. I difensori (400 fanti) respingono un primo assalto; di fronte al numero crescente degli avversari ed all'incremento del loro parco artiglierie, il Tarsia lascia nottetempo la località con gli altri capitani e raggiunge via fiume il mare. A Venezia.

1513

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Croazia

Parte dall'Istria e viene a Venezia a riferire sulla situazione locale.

Lug.

Venezia

Impero

 

Friuli

Raduna 200 fanti, con i quali si porta a Cormons.

1514

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

150 fanti

Friuli e Veneto

E' assalito in Cormons dagli imperiali ed abbandona la località con 150 fanti. Si trasferisce a Treviso.

Apr.

 

 

 

Friuli

Rientra a Cormons; gli imperiali si avvicinano in forze e si sposta alla difesa di Cividale del Friuli.

Mag.

 

 

 

Friuli

E' alla guardia di un bastione presso Marano Lagunare: gli avversari riescono ad entrare nei suoi trinceramenti e si impossessano di una bandiera di San Marco.

Giu.

 

 

 

Friuli

Si trova sempre all'assedio di Marano Lagunare; i suoi uomini, come i fanti di Gi  rolamo Fatinanzi, non appoggiano quelli di Alfonso da Pisa e di Cruciano Corso in un assalto al bastione di San Giovanni: viene biasimato per il fatto dal governatore Giampaolo Manfrone.

1515

 

 

 

Veneto

Sulla fine dell'anno è all'assedio di Verona e prende parte a vari assalti alle mura.

1519

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

Gli è riconosciuta dal consiglio dei Dieci una rendita annua di 200 ducati, a fronte dei danni subiti subiti dagli imperiali nelle varie campagne, che sono valutati sui 20000 ducati.

1522

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Veneto

A Venezia.

1523

 

 

 

 

 

Sett.

Venezia

Francia

300 fanti

 

 

Dic.

 

 

 

Lombardia

Segue Giano Fregoso dal campo di Martinengo a quello di Brescia, dove si sospetta esservi un trattato a favore dei nemici.

1524

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Lombardia

Attraversa l'Adda agli ordini di Francesco Maria della Rovere e raggiunge con i suoi uomini il campo di Binasco.

Apr.

 

 

 

Lombardia

Controlla nel bergamasco il passaggio di 5000 fanti grigioni, che con Renzo di Ceri devono collegarsi ad Abbiategrasso con l'esercito francese.

1525

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Croazia

Rinuncia alla propria provvigione annua di 150 ducati. Il collegia gli affida il comando di una compagnia di schiavoni a Capodistria.

1529

 

 

 

 

Muore.

NESSUNA CITAZIONE