| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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Milita inizialmenta
nelle compagnie di Ceccolo Broglia. |
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1385 |
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Combatte nelle
compagnie di Alberico da Barbiano. Ha l'occasione di conoscere
Muzio Attendolo Sforza. |
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1402 |
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Feb. |
Firenze |
Milano |
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Emilia |
Si distingue
per le sue ripetute scaramucce. Con Fuzzolino Tedesco e lo Scorpione,
assale il Barbiano a Massumatico: i nemici sono messi in fuga
e cercano scampo nel castello; il fossato colmo d'acqua impedisce
la salvezza a molti. |
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Giu. |
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Emilia |
Ha numerose
vittoriose scaramucce con gli avversari. I viscontei, a fine
mese, attaccano il campo di Casalecchio di Reno; il Tartaglia
ha l'incarico di sorvegliare
il ponte sul Reno. Abbandona invece la postazione per
gettarsi nel combattimento e lascia in tal modo sguarniti gli
accampamenti dal suo lato. La Compagnia della Rosa si trova
senza appoggio, è travolta e si dà alla fuga. Fatto prigioniero,
lo Sforza gli addebita la colpa della disfatta: sorge fra i
due condottieri un odio mortale che non impedirà loro
di militare assieme per qualche anno. |
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1404 |
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Mar. |
Firenze |
Milano |
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Veneto |
Si trova a
Padova. |
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Apr. |
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Veneto |
Affianca i
carraresi alla conquista di Verona. Giunge a San Martino Buon
Albergo ed entra nella città dopo avere superato la resistenza
di Ugolotto Biancardo. |
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Mag. |
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Lombardia |
Viene inviato
con 300 lance in soccorso del signore di Cremona Ugolino Cavalcabò
per contrastare i viscontei. |
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Giu. |
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Emilia |
Coadiuva
Pietro dei Rossi ai danni di Ottobono Terzi. E' battuto
da tale condottiero tra Rossena e Rossenella e gli sono catturati
360 cavalli. |
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Ago. |
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Emilia |
E' nuovamente
sconfitto dal Terzi presso Felino; sono ancora fatti prigionieri
numerosi cavalli della sua compagnia. |
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................. |
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Toscana |
Viene avviato
con Cocco Salimbeni e Giannino da Pavia alla volta di Siena
per liberare la città dalla dominazione viscontea. |
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................. |
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Toscana |
Negozia con
il capitano ducale della rocca di Montalcino, Filippo da Pontremoli,
la consegna ai senesi di Montalcinello dietro la somma di 5000
fiorini. |
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1405 |
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................. |
Siena |
Comp. ventura |
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Toscana |
Contrasta in
maremma le truppe sbandate di Gaspare degli Ubaldini che stanno
depredando il territorio. |
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Ago. |
Firenze |
Pisa |
135 lance |
Toscana |
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1406 |
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Mar. |
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Toscana |
I fiorentini
si accampano a San Piero a Grado. Nel giorno dell'Ascensione,
l'Arno in piena rompe un ponte fortificato che unisce due bastie
poste sulle rive. |
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Giu. sett. |
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Toscana |
I pisani muovono
all'attacco della bastia rimasta isolata sulla loro sponda:
si getta a cavallo nel fiume subito dietro lo Sforza,
anche per mettere in salvo il bestiame che vi ha lasciato nei
giorni precedenti; le truppe seguono i due condottieri ed i
pisani si ritirano. Insegue gli avversari in fuga e fa molti
prigionieri. Continua, nel frattempo, il forte dissidio che
lo separa dallo Sforza che accusa di avere tentato di farlo
avvelenare; interviene il commissario Gino Capponi, amico di
entrambi, a sedare gli animi. Il Tartaglia prosegue le operazioni
di assedio da Colognole, mentre lo Sforza si colloca a Vicopisano.
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Ott. |
Siena |
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150 lance |
Toscana |
Le schermaglie
fra i due condottieri continuano anche quando i fiorentini consegnano
50000 fiorini a Giovanni Gambacorta per avere la signoria di
Pisa: egli spinge per entrare nella città per la porta di San
Marco, mentre il rivale propende per la porta dei Prati. |
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1408 |
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Apr. |
Napoli |
Antipapa |
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Lazio |
Prende parte
alla conquista di Roma con le milizie di Ladislao d'Angiò. |
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Lug. |
Siena |
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Toscana |
Accoglie sui
confini del senese il papa Gregorio XII che proviene da Poggibonsi.
Nel periodo toglie a Paolo Orsini la signoria di Toscanella
(Tuscania), vi si insedia con le sue masnade e sparge il terrore
su tutte le terre vicine. |
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................. |
Comp. ventura |
Salimbeni |
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Toscana |
Abbandona il
soldo dei senesi; nel partire preda le terre dei Salimbeni. |
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1409 |
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Gen. |
Napoli |
Firenze Antipapa |
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Umbria |
Si trova nel
perugino. |
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Apr. |
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Toscana |
E' con Paolo
Orsini alla volta di Valli e di Siena. |
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Giu. |
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Marche |
Si sposta nella
marca di Ancona con Martino da Faenza e Ceccolino dei Michelotti
alla testa di 3000 cavalli. Contrasta Ludovico Migliorati a
Servigliano, si impadronisce di Smerillo, che viene data a Rodolfo
da Varano, assedia la rocca di Monturano. |
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Lug. |
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Marche |
A Fiastra è
affrontato dal Migliorati che conduce 500 cavalli. Lo scontro avviene a Lauro/Monte
San Giacomo; le truppe napoletane hanno la peggio con l'uccisione
di 3 caporali e di 100 cavalli, contro i 20 degli avversari.
Finge di abbandonare le Marche e si colloca nel contado di Montecosaro
in località Fontanelle. |
| ............ |
Città di Castello |
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Umbria |
Agli stipendi
di Città di Castello con Miglioruccio di Baccio e Bartolomeo
da Castello. |
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1410 |
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Ott. nov. |
Napoli |
Firenze Antipapa
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Umbria |
Difende Todi
dagli attacchi dello Sforza; si collega poi con il Michelotti
ed il Carrara, per respingere le minacce portate da Braccio
di Montone. Preposto alla guardia di Marsciano, cattura nei
pressi Giacomo degli Arcipreti. A novembre, respinge un assalto
portato alle mura di Perugia dal Montone, dallo Sforza e dall'Orsini
con 3000 fanti e 2000 cavalli; esce con la cavalleria dalla
città e respinge gli avversari con l'aiuto degli abitanti.
Per il valore dimostrato in tutte queste azioni, i perugini
gli concedono la loro cittadinanza, una provvigione annua di
300 ducati, nonché case ed immobili appartenenti ai della Cornia
che si sono uniti con i fuoriusciti. |
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1411 |
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Gen. |
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Toscana |
Entra in Radicofani
con il Michelotti e mette a sacco la località; scorre a Corsignano
(Pienza), Monticchiello e San Quirico facendo prigionieri e
razziando bestiame. |
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Mag. |
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Toscana
Lazio ed Umbria |
Vende Radicofani
ai senesi per 8000 ducati. Nello stesso mese è assediato con
il prefetto Giacomo di Vico in Civitavecchia dal Montone: giungono
da Napoli 7 galee e 2 uscieri carichi uno di cavalli frisoni
(in quanto privo di cavalcature rimaste uccise nelle precedenti
scaramucce) e l'altro di vettovaglie; esce dalla città, si congiunge
con il Michelotti e contrasta ancora il Montone in Umbria. Muove
da Perugia con molti popolani al fine di avere Torgiano ed è
sbaragliato dal Montone, dallo Sforza e dall' Orsini, che gli
catturano 600 cavalli. Molti perugini sono fatti prigionieri
e sono costretti a pagare un riscatto per ottenere la libertà.
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Giu. |
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Lazio |
E' a Roma dove
prende parte fuori porta San Paolo, alla Navicella, ad una festa
organizzata dall'Orsini. |
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1412 |
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| Giu. |
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Lazio |
A fine
mese l'esercito napoletano entra nel Patrimonio con 5000 cavalli
agli ordini del luogotenente regio Giacomo dei Galgani di Aversa.
Ne fanno parte oltre il Tartaglia, altri condottieri come il
Malacarne, Ceccolino dei Michelotti e Fabrizio da Baschi, detto
il Ciarfaglia. Si presenta davanti a Viterbo: i cittadini gli
si arrendono spontaneamente e senza alcuna condizione. Da tale
località le truppe angioine si spargono per il Patrimonio
e, in breve tempo, occupano senza trovare alcun contrasto Montefiascone,
Toscanella (Tuscania), Bagnorea (Bagnoregio), Acquapendente,
Proceno e Corneto (Tarquinia). Assale Orvieto che resiste. |
| Lug. |
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Umbria |
Anche
Orvieto cede al Tartaglia, alla condizione di non ricevere in
soccorso 1000 cavalli entro il termine di quindici giorni. |
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Nov. |
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La provvigione
annua riconosciutagli dai senesi ascende a 300 fiorini e gli
è pagata con i proventi della "gabella dei cenci". |
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1413 |
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Primavera |
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Lazio ed Umbria |
Si presenta
davanti alle porte di Viterbo con 500 cavalli e molti fanti;
si sposta successivamente con 1000 lance nell'orvietano; saccheggia
Castel Rubello, espugna Porano, Lubriano, Torricella e Castelluzzo;
dà alle fiamme Sugano; sono incendiati i borghi di San
Quirico, di Santa Croce, di San Donato e di Casa dei Preti. |
|
Giu. |
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Lazio |
Entra in Roma
dopo sette giorni di combattimento. All'alba rompe le mura vicino
a Santa Croce, fra la porta Maggiore e l'Asinaria, e vince la
resistenza frapposta da Giovanni Colonna. Rimane incerto tutta
la mattinata nei pressi del Laterano perché nessuno viene ad
affrontarlo; l'antipapa Giovanni XXIII balza a cavallo e fugge
da Roma con la sua corte. Nella città entra il re di Napoli
Ladislao d'Angiò che si sistema in Laterano. I suoi cavalli
inseguono i fuggiaschi sulla via Cassia per nove miglia; alcuni
prelati muoiono durante la marcia per la stanchezza ed i venturieri
al seguito dell'antipapa derubano i membri della curia. |
|
Lug. |
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Lazio |
Il Tartaglia
è a Sutri ed ha un colloquio con i rappresentanti del popolo
e con il cardinale di Sant'Angelo. |
|
Ago. |
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Lazio |
A Roma. Tratta
una tregua con gli avversari allorché nella città entrano numerose
milizie dell'antipapa. |
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Autunno |
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Lazio ed Umbria |
Si trasferisce
nel Patrimonio con lo Sforza (che ora milita al servizio del
re di Napoli), il Malacarne e Buzino da Siena; con 600 lance
e 500 fanti scorrazza nelle campagne facendo prigionieri e compiendo
ruberie ai danni degli orvietani. Si incontra a tal fine a Città
della Pieve con il Michelotti per intenficare le distruzioni |
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1414 |
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Apr. |
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Umbria |
Stringe d'assedio
Orvieto. |
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Giu. |
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Umbria |
Si unisce con
il Carrara ed il Michelotti e si pone sui confini dello spoletino;
infesta il contado di Trevi e di Spoleto verso Azzano e Beroide,
si porta sino a Bazzano, Eggi e Santi Apostoli. Sempre nel mese,
è compreso fra i collegati del re di Napoli nella pace conclusa
con l'antipapa. |
|
Lug. |
Napoli |
Spoleto |
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Umbria e Lazio |
Si accampa
a Busano ed al ponte Bari; da qui ritorna verso Spoleto sino
al Tessino, davanti alla porta di San Gregorio. Assedia la località
con gli altri due capitani e da Coldiluce bombarda la città;
rompe in due punti la condotta delle acque ed in pochi giorni
Rodolfo da Varano, che ne è alla difesa, si arrende. |
|
Ago. |
Perugia |
|
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Alla morte
del sovrano angioino passa agli stipendi di Perugia. |
|
Sett. |
Siena |
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I senesi per
ingraziarselo gli regalano un prezioso elmetto, opera di oreficeria,
del valore di 600 fiorini. |
| Ott. |
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Lazio |
Accoglie
in Tuscania il cardinale di Sant'Eustachio Giacomo Isolani.
Conquista Tarquinia, mette a sacco la località e ne fa
prigionieri un grande numero di cittadini. |
| Nov. |
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|
Gli abitanti
di Viterbo, per ingraziarselo, gli inviano un dono del valore
di 100 fiorini. |
| Dic. |
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Lazio |
Sempre dalla comunità
di Viterbo gli viene concesso un prestito di 500 ducati. |
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1415 |
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Gen. |
Comp. ventura |
Chiesa |
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Lazio |
Occupa nel
viterbese i castelli di Sipicciano e di Celleno: il cardinale
legato, l'Isolani, gli ordina la restituzione di Viterbo. |
| Mar. |
|
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|
|
I viterbesi,
su sua sollecitazione, lo raccomandano con grandi lodi ai padri
del concilio di Costanza affinché possa ottenere una
condotta dalla Santa Sede. |
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................. |
Siena |
|
|
Umbria |
Lascia il soldo
dei senesi e chiede una prestanza di 1170 ducati, di parte dei
quali è creditore: i Dieci lo vogliono obbligare al patto di
non combattere per i prossimi due anni con i nemici della città.
Si rifiuta di rispettare la condizione ed ottiene lo stesso
il denaro. |
|
Lug. |
Comp. ventura |
Chiesa |
|
Lazio |
Ritorna a Roma,
entra nel portico di San Pietro con 300 cavalli e ne scaccia
Arrigo della Tacca. |
|
Ago. |
|
|
|
Lazio |
Si reca nei
suoi possedimenti di Tuscania e vi fa decapitare il Farina ed
il Beccarino, sospettati di volerlo uccidere su istigazione
dello Sforza. |
| Sett. |
Chiesa |
Napoli |
|
Lazio |
Combatte
le truppe della regina di Napoli Giovanna d'Angiò. Come
compenso della condotta gli sono conferiti il vicariato di Tuscania,
di Canino, di Civitella d'Agliano e di Sipicciano dietro il
censo di un falcone. |
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1416 |
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Primavera |
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|
600 cavalli |
Toscana
Lazio ed Umbria |
Si rifornisce
a Siena di quanto è necessario per mettere in ordine le sue
compagnie (scudi, balestre, coperte di cavalli) e si porta a
Frascati. Viene contattato dal Montone che lo convince ad appoggiarlo
nella guerra contro Perugia; in cambio gli è assicurato
il possesso dei beni dello Sforza. |
|
Mag. |
Montone |
Perugia |
|
Umbria |
Si congiunge
con il Montone a Ponte San Giovanni; conquista Cerqueto, Papiano,
Morcella e Marsciano; dopo un vano tentativo di impadronirsi
di Perugia con un assalto alla porta di Fontenuovo, attacca
il castello di Corciano: ne è respinto ed è ferito ad una coscia
da un verrettone. |
|
Lug. |
|
|
800 cavalli |
Umbria |
Partecipa alla
battaglia di Sant'Egidio dove con 800 cavalli ha il comando
dell'avanguardia: nello scontro cattura Carlo Malatesta ed il
Michelotti; molti soldati del secondo condottiero sono da lui
fatti buttare nel Tevere. Il Tartaglia consegna prigionieri
e prede al Montone che lo ricompensa con la somma di 10000 ducati. |
|
Ago. |
|
|
|
Umbria |
Con Ludovico
Colonna, uccide a tradimento a Colfiorito l'Orsini che fronteggia
il Montone per conto dei perugini: si presenta, infatti, dal
rivale come latore di una proposta e lo ammazza mentre ne discutono
attorno alle mura del castello. Le truppe dell'Orsini cercano
allora di catturarlo; il Tartaglia è salvato dalle milizie braccesche
che sgominano gli avversari. Riceve 1500 fiorini dagli abitanti
di Spoleto affinché non ne molesti il territorio e si sposta
nell'alto Lazio per impadronirsi di alcune terre controllate
dall'Orsini. |
|
Sett. |
Chiesa |
Orsini |
|
Lazio |
E' contattato
a Sutri dal cardinale Stefaneschi, da Nardo Venedettini e da
Giovanni Cenci e si accorda con il popolo romano: gli sono ceduti
i due maggiori cespiti di entrata della città, quelli del sale
e del focatico e la quarta parte della tassa del bestiame. Assume
il titolo di rettore del Patrimonio e si obbliga a difendere
Roma e la la Chiesa; si impegna
anche a recuperare alla Santa Sede Bracciano, Campagnano di
Roma ed altre terre occupate dal figlio di Paolo Orsini e da
altri baroni. |
|
Ott. nov. |
|
|
|
Lazio |
Viene raggiunto
da ambasciatori senesi, che domandano il suo aiuto per combattere
il conte di Pitigliano Bertoldo Orsini. |
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1417 |
|
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|
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|
|
Apr. |
|
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|
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Dona un cavallo
bianco a Carlo Malatesta allorché costui è liberato dalla
prigionia. |
|
Lug. |
Perugia |
Chiesa Napoli |
400 lance |
Lazio |
Raggiunge a
Roma il Montone e si acquartiera nel borgo di San Pietro
con 300 cavalli e molti fanti. |
|
Ago. |
|
|
|
Lazio |
All'arrivo
dello Sforza, si colloca con i suoi uomini d'arme nella piazza
di San Giovanni in Laterano: i nemici sono costretti inizialmente
a ripiegare per la via Ostiense; ciò non impedisce loro di effettuare
un ampio giro, di calare su Roma da Monte Mario e di impadronirsi
della città. Il Tartaglia lascia Roma con il Montone e Berardo
da Varano per la porta Viridaria; attraversa il ponte Milvio
ed il ponte Salario e rientra a Tuscania |
| Sett. |
|
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|
Lazio |
Con il
cardinale Stefaneschi, Battista ed Antonio Savelli, Giacomo
Colonna e Riccardo della Molara, offre all'antipapa Benedetto
XIII di consegnargli Civitavecchia e Roma in cambio del deposito
su un banco di Firenze della somma di 60000 fiorini. Il messo
che porta l'offerta all'antipapa è Giovanni Vitelleschi,
il futuro patriarca. Fallito tale obiettivo, il Tartaglia ritorna
a Tuscania. da qui sguinzaglia, al solito, le sue bande ai danni
delle terre vicine senza distinguere fra amici e nemici. |
|
Ott. |
|
|
|
Lazio |
Lo Sforza fa
correre alcuni cavalli leggeri sotto le mura di Tuscania, mentre
il resto dell'esercito (400 cavalli) si pone in agguato nelle
vicinanze. Ingannato dalle apparenze, il Tartaglia esce dalla
città, cade parzialmente nell'imboscata ed è sconfitto dopo
un combattimento della durata di tre ore. |
|
Nov. |
|
|
|
Lazio |
Stipula a Montefiascone
una tregua di sei mesi con lo Sforza. |
|
1418 |
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................. |
Perugia |
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|
Toscana |
Fronteggia
in Toscana Micheletto Attendolo. |
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................. |
Siena |
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|
Toscana |
Nel corso dell'anno
i senesi consegnano al Tartaglia altri 6000 fiorini. |
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1419 |
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|
|
Feb. |
Siena |
Salimbeni |
|
Toscana |
Invia in soccorso
ai senesi 100 cavalli per assediare il Salimbeni, che si è rinchiuso
in una torre del castello di Tentennano. |
|
Giu. |
Perugia |
Chiesa Napoli |
|
Lazio |
Muove verso
il lago di Bolsena incalzato dallo Sforza. Intercetta con il
Montone, a Moiano, 500 fanti inviati in soccorso agli avversari
dal Gatto e giunge a Castel Cardinale presso Tuscania. Gli avversari
si ritirano da Montefiascone verso Viterbo. La ritirata avviene
in disordine perché tra gli sforzeschi escono senza preavviso
Niccolò Orsini e Petrino da Siena; il Montone approfitta della
circostanza e batte lo Sforza. Il Tartaglia assedia Viterbo ed è
sconfitto nelle vicinanze da Francesco Sforza e dall' Attendolo
che gli catturano 562 cavalli con Niccolò Piccinino. A Tuscania. |
|
Ago. |
|
|
|
Lazio |
Assale nuovamente
Viterbo e si accampa tra le mura e Bagnaia: con gli abitanti di
Montefiascone, di Tuscania e di Tarquinia fa tagliare i vigneti
che circondano la città. Con l'arrivo a Canepina dello Sforza,
preferisce allontanarsi. |
|
Sett. |
Chiesa |
Perugia |
300 lance |
Lazioe Toscana e Umbria |
Corrotto dal
papa Martino V, si riavvicina allo Sforza e dà in moglie una
figlia a Giovanni Sforza. Si reca a Firenze con lo Sforza, si
incontra con il pontefice e nella chiesa di Santa Maria Novella
stipula per un anno la condotta di 300 lance; gli è assegnato
uno stipendio di 39000 fiorini; gli sono confermati i vicariati
di Tuscania, Canino, Sipicciano e Cencelle, già ottenuti
dall'antipapa Giovanni XXIII, e gli sono promessi quelli di
Montalto di Castro, Abbazia a Ponte, Marta, Castel Araldo, Musignano,
Pianzano, Grona e Castel Cardinale. Da parte sua deve restituire
alla Chiesa Sutri e Tarquinia. Al ritorno, attacca Soriano nel
Cimino alla cui difesa si trova Giannetto di Magnamonte che
comanda le ultime bande bretoni. Il venturiere si arrende a
patti dietro la consegna di 9000 fiorini da depositarsi su un
banco di Firenze. Tartaglia si congiunge con lo Sforza per soccorrere
la rocca di Spoleto che si è ribellata al Montone, si avvia
verso Narni e conquista Capitone.
|
|
Ott. |
|
|
|
Umbria e Lazio |
Batte a San
Gemini il Gattamelata e Brandolino Brandolini. Cattura un cittadino
di Orvieto che, per avere salva la vita, si presta ad organizzare
un trattato per fargli avere la città. Malatesta Baglioni si
accorge del complotto e ne avvisa il Montone. Il condottiero
perugino, noncurante dello Sforza, parte da Spoleto con 800
cavalli e costringe il traditore a fare un triplice gioco, vale
a dire invitare con urgenza il Tartaglia a farsi avanti. Il
condottiero parte da Montefiascone con 300 cavalli e 300 fanti,
manda i suoi uomini sotto le mura ed aspetta, prudentemente
da lontano, che gli sia aperta la porta come da accordi. I pontifici
sono sbaragliati; egli riesce a fuggire a Sovana dove è assediato
per tre giorni dal Montone. |
|
Dic. |
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|
|
Umbria |
Si trova con
lo Sforza ad Amelia e da qui rientra nei suoi possedimenti di
Tuscania. |
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1420 |
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Umbria |
Invade il territorio
di Todi e vi occupa molti castelli; ripiega con il sopraggiungere
dei bracceschi. |
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1421 |
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|
Ago.
sett. |
Chiesa |
Napoli Re d'Aragona |
|
Campania |
E' inviato
in soccorso di Luigi d'Angiò con 800 cavalli ed alcuni fanti
contro la regina Giovanna d'Angiò ed Alfonso d'Aragona. Si porta
ad Aversa dove si è fortificato lo Sforza; cavalca a Castellamare
di Stabia con 12000 uomini tra fanti e cavalli per liberare
la rocca dall'assedio dei bracceschi. I due schieramenti si
fronteggiano per diciotto giorni sul Sarno con piccole scaramucce
nelle quali il Montone usa un metodo amichevole nei confronti
dei suoi soldati fatti prigionieri (rimandati liberi con le
armi ed i cavalli) ed uno vessatorio, nei riguardi di quelli
dello Sforza (invio alle galee come rematori). |
|
Ott. |
|
|
|
Campania |
Si dirige con
lo Sforza nel territorio di Sessa Aurunca e da qui ritorna ad
Aversa dove contatta il Montone tramite il genero Luigi Monaldeschi
della Cervara. E' accusato di tradimento dallo Sforza e da Luca
Monaldeschi della Cervara (padre di Luca), nonché di
avere avuto rapporti con il re d'Aragona ed il Montone; catturato
di notte in Aversa per ordine del papa, è torturato e decapitato
nel mercato vecchio senza alcuna possibilità di difendersi.
Secondo altre fonti, è fatto giustiziare da Martino V per i
suoi ladrocini e le sue razzie. E' sepolto ad Aversa nella chiesa
di Sant'Andrea. Parte delle sue milizie si uniscono con gli
avversari. In Tuscania fa costruire un palazzo e la "torre
della vela". |
Uomo valoroso in guerra. Grande capitano dei suoi tempi. Uno
dei più valorosi condottieri del suo tempo. Animoso e gagliardo.
Losco ma gagliardo venturiero, più scherano che soldato.
Esperto capitano di cavalli.
Capitano mediocre. Era più idoneo ad effettuare i progetti
altrui che a formarne di propri.
Rinomato condottiero. Famoso condottiero, di grande nome.
Celebre capitano del suo tempo.
Uomo che valeva molto con il discorso ed il giudizio.
Leale.
Di nessuna fede. Volubile. Mutevole.