Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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1918      TARTAGLIA  (Angelo da Lavello, Angelo Broglio) Di Lavello. Detto Tartaglia perché balbuziente. Secondo alcuni biografi Tartaglia non è un soprannome, ma il suo vero cognome. Secondo la Cronaca Malatestiana scritta dal figlio Gaspare, sarebbe nato nel 1350 e sarebbe terzogenito di Raimondo Orsini del Balzo. Conte di Toscanella. Signore di Lavello, Tarquinia, Canino, Acquapendente, Tuscania, Montalto di Castro, Marta, Civitella d'Agliano e Sipicciano.

 1370 - 1421 (ottobre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

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Milita inizialmenta nelle compagnie di Ceccolo Broglia.

1385

 

 

 

 

Combatte nelle compagnie di Alberico da Barbiano. Ha l'occasione di conoscere Muzio Attendolo Sforza.

1402

 

 

 

 

 

Feb.

Firenze

Milano

 

Emilia

Si distingue per le sue ripetute scaramucce. Con Fuzzolino Tedesco e lo Scorpione, assale il Barbiano a Massumatico: i nemici sono messi in fuga e cercano scampo nel castello; il fossato colmo d'acqua impedisce la salvezza a molti.

Giu.

 

 

 

Emilia

Ha numerose vittoriose scaramucce con gli avversari. I viscontei, a fine mese, attaccano il campo di Casalecchio di Reno; il Tartaglia ha l'incarico di sorvegliare  il ponte sul Reno. Abbandona invece la postazione per gettarsi nel combattimento e lascia in tal modo sguarniti gli accampamenti dal suo lato. La Compagnia della Rosa si trova senza appoggio, è travolta e si dà alla fuga. Fatto prigioniero, lo Sforza gli addebita la colpa della disfatta: sorge fra i due condottieri un odio mortale che non impedirà loro di militare assieme per qualche anno.

1404

 

 

 

 

 

Mar.

Firenze

Milano

 

Veneto

Si trova a Padova.

Apr.

 

 

 

Veneto

Affianca i carraresi alla conquista di Verona. Giunge a San Martino Buon Albergo ed entra nella città dopo avere superato la resistenza di Ugolotto Biancardo.

Mag.

 

 

 

Lombardia

Viene inviato con 300 lance in soccorso del signore di Cremona Ugolino Cavalcabò per contrastare i viscontei.

Giu.

 

 

 

Emilia

Coadiuva  Pietro dei Rossi ai danni di Ottobono Terzi. E' battuto da tale condottiero tra Rossena e Rossenella e gli sono catturati 360 cavalli.

Ago.

 

 

 

Emilia

E' nuovamente sconfitto dal Terzi presso Felino; sono ancora fatti prigionieri numerosi cavalli della sua compagnia.

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Toscana

Viene avviato con Cocco Salimbeni e Giannino da Pavia alla volta di Siena per liberare la città dalla dominazione viscontea.

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Toscana

Negozia con il capitano ducale della rocca di Montalcino, Filippo da Pontremoli, la consegna ai senesi di Montalcinello dietro la somma di 5000 fiorini.

1405

 

 

 

 

 

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Siena

Comp. ventura

 

Toscana

Contrasta in maremma le truppe sbandate di Gaspare degli Ubaldini che stanno depredando il territorio.

Ago.

Firenze

Pisa

135 lance

Toscana

 

1406

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Toscana

I fiorentini si accampano a San Piero a Grado. Nel giorno dell'Ascensione, l'Arno in piena rompe un ponte fortificato che unisce due bastie poste sulle rive.

Giu. sett.

 

 

 

Toscana

I pisani muovono all'attacco della bastia rimasta isolata sulla loro sponda:  si getta a cavallo nel fiume subito dietro lo Sforza, anche per mettere in salvo il bestiame che vi ha lasciato nei giorni precedenti; le truppe seguono i due condottieri ed i pisani si ritirano. Insegue gli avversari in fuga e fa molti prigionieri. Continua, nel frattempo, il forte dissidio che lo separa dallo Sforza che accusa di avere tentato di farlo avvelenare; interviene il commissario Gino Capponi, amico di entrambi, a sedare gli animi. Il Tartaglia prosegue le operazioni di assedio da Colognole, mentre lo Sforza si colloca a Vicopisano.

Ott.

Siena

 

150 lance

Toscana

Le schermaglie fra i due condottieri continuano anche quando i fiorentini consegnano 50000 fiorini a Giovanni Gambacorta per avere la signoria di Pisa: egli spinge per entrare nella città per la porta di San Marco, mentre il rivale propende per la porta dei Prati.

1408

 

 

 

 

 

Apr.

Napoli

Antipapa

 

Lazio

Prende parte alla conquista di Roma con le milizie di Ladislao d'Angiò.

Lug.

Siena

 

 

Toscana

Accoglie sui confini del senese il papa Gregorio XII che proviene da Poggibonsi. Nel periodo toglie a Paolo Orsini la signoria di Toscanella (Tuscania), vi si insedia con le sue masnade e sparge il terrore su tutte le terre vicine.

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Comp. ventura

Salimbeni

 

Toscana

Abbandona il soldo dei senesi; nel partire preda le terre dei Salimbeni.

1409

 

 

 

 

 

Gen.

Napoli

Firenze Antipapa

 

Umbria

Si trova nel perugino.

Apr.

 

 

 

Toscana

E' con Paolo Orsini alla volta di Valli e di Siena.

Giu.

 

 

 

Marche

Si sposta nella marca di Ancona con Martino da Faenza e Ceccolino dei Michelotti alla testa di 3000 cavalli. Contrasta Ludovico Migliorati a Servigliano, si impadronisce di Smerillo, che viene data a Rodolfo da Varano, assedia la rocca di Monturano.

Lug.

 

 

 

Marche

A Fiastra è affrontato dal  Migliorati che conduce 500 cavalli. Lo scontro avviene a Lauro/Monte San Giacomo; le truppe napoletane hanno la peggio con l'uccisione di 3 caporali e di 100 cavalli, contro i 20 degli avversari. Finge di abbandonare le Marche e si colloca nel contado di Montecosaro in località Fontanelle.

............ Città di Castello     Umbria
Agli stipendi di Città di Castello con Miglioruccio di Baccio e Bartolomeo da Castello.

1410

 

 

 

 

 

Ott. nov.

Napoli

Firenze Antipapa

 

Umbria

Difende Todi dagli attacchi dello Sforza; si collega poi con il Michelotti ed il Carrara, per respingere le minacce portate da Braccio di Montone. Preposto alla guardia di Marsciano, cattura nei pressi Giacomo degli Arcipreti. A novembre, respinge un assalto portato alle mura di Perugia dal Montone, dallo Sforza e dall'Orsini con 3000 fanti e 2000 cavalli; esce con la cavalleria dalla città e respinge gli avversari con l'aiuto degli abitanti.  Per il valore dimostrato in tutte queste azioni, i perugini gli concedono la loro cittadinanza, una provvigione annua di 300 ducati, nonché case ed immobili appartenenti ai della Cornia che si sono uniti con i fuoriusciti.

1411

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Toscana

Entra in Radicofani con il Michelotti e mette a sacco la località; scorre a Corsignano (Pienza), Monticchiello e San Quirico facendo prigionieri e razziando bestiame.

Mag.

 

 

 

Toscana  Lazio ed Umbria

Vende Radicofani ai senesi per 8000 ducati. Nello stesso mese è assediato con il prefetto Giacomo di Vico in Civitavecchia dal Montone: giungono da Napoli 7 galee e 2 uscieri carichi uno di cavalli frisoni (in quanto privo di cavalcature rimaste uccise nelle precedenti scaramucce) e l'altro di vettovaglie; esce dalla città, si congiunge con il Michelotti e contrasta ancora il Montone in Umbria. Muove da Perugia con molti popolani al fine di avere Torgiano ed è sbaragliato dal Montone, dallo Sforza e dall' Orsini, che gli catturano 600 cavalli. Molti perugini sono fatti prigionieri e sono costretti a pagare un riscatto per ottenere la libertà. 

Giu.

 

 

 

Lazio

E' a Roma dove prende parte fuori porta San Paolo, alla Navicella, ad una festa organizzata dall'Orsini.

1412

 

 

 

 

 

Giu.       Lazio
A fine mese l'esercito napoletano entra nel Patrimonio con 5000 cavalli agli ordini del luogotenente regio Giacomo dei Galgani di Aversa. Ne fanno parte oltre il Tartaglia, altri condottieri come il Malacarne, Ceccolino dei Michelotti e Fabrizio da Baschi, detto il Ciarfaglia. Si presenta davanti a Viterbo: i cittadini gli si arrendono spontaneamente e senza alcuna condizione. Da tale località le truppe angioine si spargono per il Patrimonio e, in breve tempo, occupano senza trovare alcun contrasto Montefiascone, Toscanella (Tuscania), Bagnorea (Bagnoregio), Acquapendente, Proceno e Corneto (Tarquinia). Assale Orvieto che resiste.
Lug.       Umbria
Anche Orvieto cede al Tartaglia, alla condizione di non ricevere in soccorso 1000 cavalli entro il termine di quindici giorni.

Nov.

 

 

 

 

La provvigione annua riconosciutagli dai senesi ascende a 300 fiorini e gli è pagata con i proventi della "gabella dei cenci".

1413

 

 

 

 

 

Primavera

 

 

 

Lazio ed Umbria

Si presenta davanti alle porte di Viterbo con 500 cavalli e molti fanti; si sposta successivamente con 1000 lance nell'orvietano; saccheggia Castel Rubello, espugna Porano, Lubriano, Torricella e Castelluzzo; dà alle fiamme Sugano; sono incendiati i borghi di San Quirico, di Santa Croce, di San Donato e di Casa dei Preti.

Giu.

 

 

 

Lazio

Entra in Roma dopo sette giorni di combattimento. All'alba rompe le mura vicino a Santa Croce, fra la porta Maggiore e l'Asinaria, e vince la resistenza frapposta da Giovanni Colonna. Rimane incerto tutta la mattinata nei pressi del Laterano perché nessuno viene ad affrontarlo; l'antipapa Giovanni XXIII balza a cavallo e fugge da Roma con la sua corte. Nella città entra il re di Napoli Ladislao d'Angiò che si sistema in Laterano. I suoi cavalli inseguono i fuggiaschi sulla via Cassia per nove miglia; alcuni prelati muoiono durante la marcia per la stanchezza ed i venturieri al seguito dell'antipapa derubano i membri della curia.

Lug.

 

 

 

Lazio

Il Tartaglia è a Sutri ed ha un colloquio con i rappresentanti del popolo e con il cardinale di Sant'Angelo.

Ago.

 

 

 

Lazio

A Roma. Tratta una tregua con gli avversari allorché nella città entrano numerose milizie dell'antipapa.

Autunno

 

 

 

Lazio ed Umbria

Si trasferisce nel Patrimonio con lo Sforza (che ora milita al servizio del re di Napoli), il Malacarne e Buzino da Siena; con 600 lance e 500 fanti scorrazza nelle campagne facendo prigionieri e compiendo ruberie ai danni degli orvietani. Si incontra a tal fine a Città della Pieve con il Michelotti per intenficare le distruzioni

1414

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Umbria

Stringe d'assedio Orvieto.

Giu.

 

 

 

Umbria

Si unisce con il Carrara ed il Michelotti e si pone sui confini dello spoletino; infesta il contado di Trevi e di Spoleto verso Azzano e Beroide, si porta sino a Bazzano, Eggi e Santi Apostoli. Sempre nel mese, è compreso fra i collegati del re di Napoli nella pace conclusa con l'antipapa.

Lug.

Napoli

Spoleto

 

Umbria e Lazio

Si accampa a Busano ed al ponte Bari; da qui ritorna verso Spoleto sino al Tessino, davanti alla porta di San Gregorio. Assedia la località con gli altri due capitani e da Coldiluce bombarda la città; rompe in due punti la condotta delle acque ed in pochi giorni Rodolfo da Varano, che ne è alla difesa, si arrende.

Ago.

Perugia

 

 

 

Alla morte del sovrano angioino passa agli stipendi di Perugia.

Sett.

Siena

 

 

 

I senesi per ingraziarselo gli regalano un prezioso elmetto, opera di oreficeria, del valore di 600 fiorini.

Ott.       Lazio
Accoglie in Tuscania il cardinale di Sant'Eustachio Giacomo Isolani. Conquista Tarquinia, mette a sacco la località e ne fa prigionieri un grande numero di cittadini.
Nov.        
Gli abitanti di Viterbo, per ingraziarselo, gli inviano un dono del valore di 100 fiorini.
Dic.       Lazio Sempre dalla comunità di Viterbo gli viene concesso un prestito di 500 ducati.

1415

 

 

 

 

 

Gen.

Comp. ventura

Chiesa

 

Lazio

Occupa nel viterbese i castelli di Sipicciano e di Celleno: il cardinale legato, l'Isolani, gli ordina la restituzione di Viterbo.

Mar.        
I viterbesi, su sua sollecitazione, lo raccomandano con grandi lodi ai padri del concilio di Costanza affinché possa ottenere una condotta dalla Santa Sede.

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Siena

 

 

Umbria

Lascia il soldo dei senesi e chiede una prestanza di 1170 ducati, di parte dei quali è creditore: i Dieci lo vogliono obbligare al patto di non combattere per i prossimi due anni con i nemici della città. Si rifiuta di rispettare la condizione ed ottiene lo stesso il denaro.

Lug.

Comp. ventura

Chiesa

 

Lazio

Ritorna a Roma, entra nel portico di San Pietro con 300 cavalli e ne scaccia Arrigo della Tacca.

Ago.

 

 

 

Lazio

Si reca nei suoi possedimenti di Tuscania e vi fa decapitare il Farina ed il Beccarino, sospettati di volerlo uccidere su istigazione dello Sforza.

Sett. Chiesa Napoli   Lazio
Combatte le truppe della regina di Napoli Giovanna d'Angiò. Come compenso della condotta gli sono conferiti il vicariato di Tuscania, di Canino, di Civitella d'Agliano e di Sipicciano dietro il censo di un falcone.

1416

 

 

 

 

 

Primavera

 

 

600 cavalli

Toscana  Lazio ed Umbria

Si rifornisce a Siena di quanto è necessario per mettere in ordine le sue compagnie (scudi, balestre, coperte di cavalli) e si porta a Frascati. Viene contattato dal Montone che lo convince ad appoggiarlo nella guerra contro Perugia; in cambio gli è assicurato il possesso dei beni dello Sforza.

Mag.

Montone

Perugia

 

Umbria

Si congiunge con il Montone a Ponte San Giovanni; conquista Cerqueto, Papiano, Morcella e Marsciano; dopo un vano tentativo di impadronirsi di Perugia con un assalto alla porta di Fontenuovo, attacca il castello di Corciano: ne è respinto ed è ferito ad una coscia da un verrettone.

Lug.

 

 

800 cavalli

Umbria

Partecipa alla battaglia di Sant'Egidio dove con 800 cavalli ha il comando dell'avanguardia: nello scontro cattura Carlo Malatesta ed il Michelotti; molti soldati del secondo condottiero sono da lui fatti buttare nel Tevere. Il Tartaglia consegna prigionieri e prede al Montone che lo ricompensa con la somma di 10000 ducati.

Ago.

 

 

 

Umbria

Con Ludovico Colonna, uccide a tradimento a Colfiorito l'Orsini che fronteggia il Montone per conto dei perugini: si presenta, infatti, dal rivale come latore di una proposta e lo ammazza mentre ne discutono attorno alle mura del castello. Le truppe dell'Orsini cercano allora di catturarlo; il Tartaglia è salvato dalle milizie braccesche che sgominano gli avversari. Riceve 1500 fiorini dagli abitanti di Spoleto affinché non ne molesti il territorio e si sposta nell'alto Lazio per impadronirsi di alcune terre controllate dall'Orsini.

Sett.

Chiesa

Orsini

 

Lazio

E' contattato a Sutri dal cardinale Stefaneschi, da Nardo Venedettini e da Giovanni Cenci e si accorda con il popolo romano: gli sono ceduti i due maggiori cespiti di entrata della città, quelli del sale e del focatico e la quarta parte della tassa del bestiame. Assume il titolo di rettore del Patrimonio e si obbliga a difendere Roma e la  la Chiesa;  si impegna anche a recuperare alla Santa Sede Bracciano, Campagnano di Roma ed altre terre occupate dal figlio di Paolo Orsini e da altri baroni.

Ott. nov.

 

 

 

Lazio

Viene raggiunto da ambasciatori senesi, che domandano il suo aiuto per combattere il conte di Pitigliano Bertoldo Orsini.

1417

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

Dona un cavallo bianco a Carlo Malatesta allorché costui è liberato dalla prigionia.

Lug.

Perugia

Chiesa Napoli

400 lance

Lazio

Raggiunge a  Roma il Montone e si acquartiera nel borgo di San Pietro con 300 cavalli e molti fanti.

Ago.

 

 

 

Lazio

All'arrivo dello Sforza, si colloca con i suoi uomini d'arme nella piazza di San Giovanni in Laterano: i nemici sono costretti inizialmente a ripiegare per la via Ostiense; ciò non impedisce loro di effettuare un ampio giro, di calare su Roma da Monte Mario e di impadronirsi della città. Il Tartaglia lascia Roma con il Montone e Berardo da Varano per la porta Viridaria; attraversa il ponte Milvio ed il ponte Salario e rientra a Tuscania

Sett.       Lazio
Con il cardinale Stefaneschi, Battista ed Antonio Savelli, Giacomo Colonna e Riccardo della Molara, offre all'antipapa Benedetto XIII di consegnargli Civitavecchia e Roma in cambio del deposito su un banco di Firenze della somma di 60000 fiorini. Il messo che porta l'offerta all'antipapa è Giovanni Vitelleschi, il futuro patriarca. Fallito tale obiettivo, il Tartaglia ritorna a Tuscania. da qui sguinzaglia, al solito, le sue bande ai danni delle terre vicine senza distinguere fra amici e nemici.

Ott.

 

 

 

Lazio

Lo Sforza fa correre alcuni cavalli leggeri sotto le mura di Tuscania, mentre il resto dell'esercito (400 cavalli) si pone in agguato nelle vicinanze. Ingannato dalle apparenze, il Tartaglia esce dalla città, cade parzialmente nell'imboscata ed è sconfitto dopo un combattimento della durata di tre ore.

Nov.

 

 

 

Lazio

Stipula a Montefiascone una tregua di sei mesi con lo Sforza.

1418

 

 

 

 

 

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Perugia

 

 

Toscana

Fronteggia in Toscana Micheletto Attendolo.

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Siena

 

 

Toscana

Nel corso dell'anno i senesi consegnano al Tartaglia altri 6000 fiorini.

1419

 

 

 

 

 

Feb.

Siena

Salimbeni

 

Toscana

Invia in soccorso ai senesi 100 cavalli per assediare il Salimbeni, che si è rinchiuso in una torre del castello di Tentennano.

Giu.

Perugia

Chiesa Napoli

 

Lazio

Muove verso il lago di Bolsena incalzato dallo Sforza. Intercetta con il Montone, a Moiano, 500 fanti inviati in soccorso agli avversari dal Gatto e giunge a Castel Cardinale presso Tuscania. Gli avversari si ritirano da Montefiascone verso Viterbo. La ritirata avviene in disordine perché tra gli sforzeschi escono senza preavviso Niccolò Orsini e Petrino da Siena; il Montone approfitta della circostanza e batte lo  Sforza. Il Tartaglia assedia Viterbo ed è sconfitto nelle vicinanze da Francesco Sforza e dall' Attendolo che gli catturano 562 cavalli con Niccolò Piccinino. A Tuscania.

Ago.

 

 

 

Lazio

Assale nuovamente Viterbo e si accampa  tra le mura e Bagnaia: con gli abitanti di Montefiascone, di Tuscania e di Tarquinia fa tagliare i vigneti che circondano la città. Con l'arrivo a Canepina dello Sforza, preferisce allontanarsi.

Sett.

Chiesa

Perugia

300 lance

Lazioe Toscana e Umbria

Corrotto dal papa Martino V, si riavvicina allo Sforza e dà in moglie una figlia a Giovanni Sforza. Si reca a Firenze con lo Sforza, si incontra con il pontefice e nella chiesa di Santa Maria Novella stipula per un anno la condotta di 300 lance; gli è assegnato uno stipendio di 39000 fiorini; gli sono confermati i vicariati di Tuscania, Canino, Sipicciano e Cencelle, già ottenuti dall'antipapa Giovanni XXIII, e gli sono promessi quelli di Montalto di Castro, Abbazia a Ponte, Marta, Castel Araldo, Musignano, Pianzano, Grona e Castel Cardinale. Da parte sua deve restituire alla Chiesa Sutri e Tarquinia. Al ritorno, attacca Soriano nel Cimino alla cui difesa si trova Giannetto di Magnamonte che comanda le ultime bande bretoni. Il venturiere si arrende a patti dietro la consegna di 9000 fiorini da depositarsi su un banco di Firenze. Tartaglia si congiunge con lo Sforza per soccorrere la rocca di Spoleto che si è ribellata al Montone, si avvia verso Narni e conquista Capitone.  

Ott.

 

 

 

Umbria e Lazio

Batte a San Gemini il Gattamelata e Brandolino Brandolini. Cattura un cittadino di Orvieto che, per avere salva la vita, si presta ad organizzare un trattato per fargli avere la città. Malatesta Baglioni si accorge del complotto e ne avvisa il Montone. Il condottiero perugino, noncurante dello Sforza, parte da Spoleto con 800 cavalli e costringe il traditore a fare un triplice gioco, vale a dire invitare con urgenza il Tartaglia a farsi avanti. Il condottiero parte da Montefiascone con 300 cavalli e 300 fanti, manda i suoi uomini sotto le mura ed aspetta, prudentemente da lontano, che gli sia aperta la porta come da accordi. I pontifici sono sbaragliati; egli riesce a fuggire a Sovana dove è assediato per tre giorni dal Montone. 

Dic.

 

 

 

Umbria

Si trova con lo Sforza ad Amelia e da qui rientra nei suoi possedimenti di Tuscania.

1420

 

 

 

Umbria

Invade il territorio di Todi e vi occupa molti castelli; ripiega con il sopraggiungere dei bracceschi.

1421

 

 

 

 

 

Ago. sett.

Chiesa

Napoli Re d'Aragona

 

Campania

E' inviato in soccorso di Luigi d'Angiò con 800 cavalli ed alcuni fanti contro la regina Giovanna d'Angiò ed Alfonso d'Aragona. Si porta ad Aversa dove si è fortificato lo Sforza; cavalca a Castellamare di Stabia con 12000 uomini tra fanti e cavalli per liberare la rocca dall'assedio dei bracceschi. I due schieramenti si fronteggiano per diciotto giorni sul Sarno con piccole scaramucce nelle quali il Montone usa un metodo amichevole nei confronti dei suoi soldati fatti prigionieri (rimandati liberi con le armi ed i cavalli) ed uno vessatorio, nei riguardi di quelli dello Sforza (invio alle galee come rematori).

Ott.

 

 

 

Campania

Si dirige con lo Sforza nel territorio di Sessa Aurunca e da qui ritorna ad Aversa dove contatta il Montone tramite il genero Luigi Monaldeschi della Cervara. E' accusato di tradimento dallo Sforza e da Luca Monaldeschi della Cervara (padre di Luca), nonché di avere avuto rapporti con il re d'Aragona ed il Montone; catturato di notte in Aversa per ordine del papa, è torturato e decapitato nel mercato vecchio senza alcuna possibilità di difendersi. Secondo altre fonti, è fatto giustiziare da Martino V per i suoi ladrocini e le sue razzie. E' sepolto ad Aversa nella chiesa di Sant'Andrea. Parte delle sue milizie si uniscono con gli avversari. In Tuscania fa costruire un palazzo e la "torre della vela".

VENTISETTE CITAZIONI

Uomo valoroso in guerra. Grande capitano dei suoi tempi. Uno dei più valorosi condottieri del suo tempo. Animoso e gagliardo.

Losco ma gagliardo venturiero, più scherano che soldato.

Esperto capitano di cavalli.

Capitano mediocre. Era più idoneo ad effettuare i progetti altrui che a formarne di propri.

Rinomato condottiero. Famoso condottiero, di grande nome. Celebre capitano del suo tempo.

Uomo che valeva molto con il discorso ed il giudizio.

Leale.

Di nessuna fede. Volubile. Mutevole.