Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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1920      SIMONE TEBALDI  (Simone Romano) Di Roma. Barone.

 + 1529 (agosto)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese

1524

 

 

 

 

 

Nov.

Francia

Impero

100 cavalli leggeri

Lombardia

Si trova all'assedio di Pavia.

1525

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Liguria

E' di presidio a Varazze con Gigante Corso. Si accorge dello sbarco delle fanterie spagnole con Ugo di Moncada e si avvede che le navi che le hanno trasportate devono prendere il largo a causa del mare mosso. Esce con impeto, cattura il capitano spagnolo e fuga i suoi soldati. Fra gli imperiali sono uccisi o fatti prigionieri 600 fanti; il Moncada è condotto a Savona con molti genovesi dal marchese Mi chelangelo di Saluzzo.

1527

 

 

 

 

 

Gen.

Chiesa

Impero

 

Lazio

La sua compagnia è svaligiata dai colonnesi.

Mag.

 

 

 

Lazio

Si distingue nella vana difesa di Roma, dove ha il compito, con Giovanni Battista da Bologna, di difendere il bastione Belvedere. Con 200 cavalli si oppone agli spagnoli a ponte Sisto con Camillo Orsini, Valerio Orsini e Giovambattista Savelli.

1528

 

 

 

 

 

Apr.

Francia

Impero

150 cavallì leggeri

Campania

Entra nottetempo in Capua; lascia poi Acerra perché il Lautrec lo invia in Calabria, nel cosentino, a compiervi una scorreria con 150 cavalli leggeri e 600 fanti corsi, non pagati e licenziati dal campo imperiale. Gode del sostegno dei baroni locali ribellatisi agli imperiali.

Mag.

 

 

 

Calabria

Con Federico Carafa batte i nemici in due occasioni: 200 cavalli nella prima e 500 fanti e 50 cavalli nella seconda. Alla testa di 2600 fanti, tra corsi e calabresi, costringe il governatore della Calabria Pietro Gonzales di Mendoza a ritirarsi in Taranto; batte il principe di Bisignano Pietro Antonio da San Severino (che comanda 2000 uomini) con parte dei fanti calabresi. Ha Cosenza per accordo e cattura il principe di Stigliano Antonio Carafa e Ferrante Cardines, marchese di Laino; costringe i difensori della fortezza ad arrendersi a discrezione dopo avere allestito alcune mine. In uno degli assalti è ferito alla spalla da un colpo di archibugio. Si impadronisce, successivamente, di Castelfranco (già Pandosia); attraversa i monti della Sila e per il casale di San Giovanni in Fiore si spinge a Santa Severina. fallito il tentativo di occupare tale località, punta su Crotone. E' qui raggiunto da Francesco da San Severino, barone di San Donato, e dal fratello di quest'ultimo Roberto. Con costoro ottiene lla resa di Crotone. Si volta su Taverna e Policastro; ottiene senza fatica Nicastro. Ha, quindi, Seminara; gli vengono ora control'Alarcon ed il principe di Bisignano Pietro Antonio di San Severino. A Castrovillari alcune compagnie del Tebaldi sono messe in fuga dagli avversari. Assale Laino Castello, i cui abitanti si arrendono nelle mani del principe di Stigliano. Da ultimo, si congiunge con il duca di Somma Alfonso da San Severino e si accampa sotto Catanzaro: nella città si è asserragliato il Gonzales con 200 cavalli e 1000 fanti.

Giu.

 

 

 

Calabria

Attacca Catanzaro con il conte di Capoccio; ne intima la resa con un trombetta ed a fine mese conduce un assalto in cui i francesi sono respinti con ingenti perdite. Avanza contro i suoi uomini il viceré di Sicilia Camillo Pignatelli, conte di Borrello, alla testa di 3000 fanti (di cui 1000 spagnoli) e di 400 cavalli, che riesce a sciogliere l'assedio della città.

Lug.

 

 

 

Calabria Basilicata

Sconfitto al Monte Aureo con il duca di Somma (il Tebaldi è ancora ferito al braccio da un colpo di archibugioe parimenti ferito è il San Severino), viene abbandonato da una parte dei fanti calabresi a causa della mancanza di denaro. Si ritira nella rocca di Cosenza. Renzo di Ceri gli invia in soccorso 500 fanti, che sono presto richiamati dal Lautrec alla difesa di Napoli. Raduna allora nuove genti e si impadronisce sulla litoranea di Noepoli, Oriolo, Senise, Amendolara; riceve anche in soccorso 1000 fanti dal duca di Gravina Ferdinando Orsini, che combatte agli ordini del Carafa.

Ago.

 

 

 

Calabria

Con la caduta di Aversa, il Tebaldi è abbandonato dalle genti del duca di Gravina. Si dirige verso la Puglia con Giovan Francesco e Luigi della Magna, Francesco di Loria, Carlo Miroballo e Cesare Caracciolo. tentato invano di occupare Taurianona, presidiata dal principe di Bisignano, dà il guasto al territorio circostante; passa per Trebisacce ed Amendolara (messa a sacco) razziando una grande quantità di bestiame.

Sett.

 

 

 

Puglia

Si unisce con il Carafa ed il duca di Sora Sigismondo Cantelmi (900 fanti e 400 cavalli, dei quali 400 fanti e 60 cavalli leggeri lo hanno già affiancato in Calabria). Suoi capitano sono in questo periodo Battistino Moretto, Bontiero Croci, Angelo Calabrese, Giacomo Boono, Niccolò Corso, Carbone di Guascogna, il conte di Monteriso e Sigismondo Marzano. Il Tebaldi muove su Barletta, entra a forza nella città e la mette a sacco.

Dic.

 

 

 

Puglia

E' in Terra d'Otranto; con Giovanni Corrado Orsini espugna e saccheggia Nardò e si impadronisce delle località vicine.

1529

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Puglia

Si rinchiude in Barletta con il Ceri, Giovanni Caracciolo, il Carafa, l'Orsini ed il principe di Stigliano.

Mar.

 

 

 

Puglia

Viene a Trani e chiede agli alleati veneziani un cannone e 3 sagri.

Apr.

 

 

 

Puglia

Respinge da Vieste Marzio Colonna. Nel periodo si segnala per le sue incursioni, portate con 250 fanti: viene in tal modo approvvigionata Barletta di frumento, dibestiame e di altri generi necessari agli assediati. Alla notizia che l'Alarcon è entrato in Puglia, si collega con il Caracciolo ed il Carafa per puntare su Quarrata, nei pressi di Barletta, dove è entrato il capitano spagnolo con numeriso fanti. Dopo tre ore di furioso combattimento i tre condottieri decidono di desistere dalle operazioni.

Mag.

 

 

 

Puglia

Guada l'Ofanto e compie una scorreria con il Carafa verso Canosa di Puglia e Cerignola, in cui razzia 30000 pecore e 2000 manzi. Appoggia i veneziani alla difesa di Monopoli opponendosi alle scorrerie della cavalleria di Ferrante Gonzaga.

Lug.

 

 

 

Puglia

Appoggia il Caracciolo nella conquista di Molfetta e di Giovinazzo. La prima località è messa orrendamente a sacco a causa della morte del Carafa. Si imbarca sulla flotta veneziana e si accosta a Brindisi; sbarca e si accosta al castello. E' ucciso da un colpo di falconetto, mentre studia i punti migliori dove collocare le artiglierie. I funerali sono celebrati a Brindisi. E' sepolto nella chiesa di Santa Maria del Casale, in un deposito sul fianco destro della porta principale.

OTTO CITAZIONI

Soldato valoroso. Valoroso capitano di fanteria. Valorosissimo.

Famoso capitano.

Uno dei più terribili scorridori dei francesi.