|
Anno, mese
|
Stato. Comp. ventura
|
Avversario
|
Condotta
|
Area attività
|
Azioni intraprese
|
|
1524
|
|
|
|
|
|
|
Nov.
|
Francia
|
Impero
|
100 cavalli leggeri
|
Lombardia
|
Si trova all'assedio di Pavia.
|
|
1525
|
|
|
|
|
|
|
Gen.
|
|
|
|
Liguria
|
E' di presidio a Varazze con Gigante Corso. Si accorge dello
sbarco delle fanterie spagnole con Ugo di Moncada e si avvede che le
navi che le hanno trasportate devono prendere il largo a causa del mare
mosso. Esce con impeto, cattura il capitano spagnolo e fuga i suoi soldati.
Fra gli imperiali sono uccisi o fatti prigionieri 600 fanti; il Moncada
è condotto a Savona con molti genovesi dal marchese Mi chelangelo di
Saluzzo.
|
|
1527
|
|
|
|
|
|
|
Gen.
|
Chiesa
|
Impero
|
|
Lazio
|
La sua compagnia è svaligiata dai colonnesi.
|
|
Mag.
|
|
|
|
Lazio
|
Si distingue nella vana difesa di Roma, dove ha il compito,
con Giovanni Battista da Bologna, di difendere il bastione Belvedere.
Con 200 cavalli si oppone agli spagnoli a ponte Sisto con Camillo Orsini,
Valerio Orsini e Giovambattista Savelli.
|
|
1528
|
|
|
|
|
|
|
Apr.
|
Francia
|
Impero
|
150 cavallì leggeri
|
Campania
|
Entra nottetempo in Capua; lascia poi Acerra
perché il Lautrec lo invia in Calabria, nel cosentino, a compiervi
una scorreria con 150 cavalli leggeri e 600 fanti corsi, non
pagati e licenziati dal campo imperiale. Gode del sostegno dei
baroni locali ribellatisi agli imperiali.
|
|
Mag.
|
|
|
|
Calabria
|
Con Federico Carafa batte i nemici in due
occasioni: 200 cavalli nella prima e 500 fanti e 50 cavalli
nella seconda. Alla testa di 2600 fanti, tra corsi e calabresi,
costringe il governatore della Calabria Pietro Gonzales di Mendoza
a ritirarsi in Taranto; batte il principe di Bisignano Pietro
Antonio da San Severino (che comanda 2000 uomini) con parte
dei fanti calabresi. Ha Cosenza per accordo e cattura il principe
di Stigliano Antonio Carafa e Ferrante Cardines, marchese di
Laino; costringe i difensori della fortezza ad arrendersi a
discrezione dopo avere allestito alcune mine. In uno degli assalti
è ferito alla spalla da un colpo di archibugio. Si impadronisce,
successivamente, di Castelfranco (già Pandosia); attraversa
i monti della Sila e per il casale di San Giovanni in Fiore
si spinge a Santa Severina. fallito il tentativo di occupare
tale località, punta su Crotone. E' qui raggiunto da
Francesco da San Severino, barone di San Donato, e dal fratello
di quest'ultimo Roberto. Con costoro ottiene lla resa di Crotone.
Si volta su Taverna e Policastro; ottiene senza fatica Nicastro.
Ha, quindi, Seminara; gli vengono ora control'Alarcon ed il
principe di Bisignano Pietro Antonio di San Severino. A Castrovillari
alcune compagnie del Tebaldi sono messe in fuga dagli avversari.
Assale Laino Castello, i cui abitanti si arrendono nelle mani
del principe di Stigliano. Da ultimo, si congiunge con il duca
di Somma Alfonso da San Severino e si accampa sotto Catanzaro:
nella città si è asserragliato il Gonzales con 200 cavalli
e 1000 fanti.
|
|
Giu.
|
|
|
|
Calabria
|
Attacca Catanzaro con il conte di Capoccio;
ne intima la resa con un trombetta ed a fine mese conduce un
assalto in cui i francesi sono respinti con ingenti perdite.
Avanza contro i suoi uomini il viceré di Sicilia Camillo Pignatelli,
conte di Borrello, alla testa di 3000 fanti (di cui 1000 spagnoli)
e di 400 cavalli, che riesce a sciogliere l'assedio della città.
|
|
Lug.
|
|
|
|
Calabria Basilicata
|
Sconfitto al Monte Aureo con il duca di Somma
(il Tebaldi è ancora ferito al braccio da un colpo di archibugioe
parimenti ferito è il San Severino), viene abbandonato
da una parte dei fanti calabresi a causa della mancanza di denaro.
Si ritira nella rocca di Cosenza. Renzo di Ceri gli invia in
soccorso 500 fanti, che sono presto richiamati dal Lautrec alla
difesa di Napoli. Raduna allora nuove genti e si impadronisce
sulla litoranea di Noepoli, Oriolo, Senise, Amendolara; riceve
anche in soccorso 1000 fanti dal duca di Gravina Ferdinando
Orsini, che combatte agli ordini del Carafa.
|
|
Ago.
|
|
|
|
Calabria
|
Con la caduta di Aversa, il Tebaldi è abbandonato
dalle genti del duca di Gravina. Si dirige verso la Puglia con
Giovan Francesco e Luigi della Magna, Francesco di Loria, Carlo
Miroballo e Cesare Caracciolo. tentato invano di occupare Taurianona,
presidiata dal principe di Bisignano, dà il guasto al
territorio circostante; passa per Trebisacce ed Amendolara (messa
a sacco) razziando una grande quantità di bestiame.
|
|
Sett.
|
|
|
|
Puglia
|
Si unisce con il Carafa ed il duca di Sora
Sigismondo Cantelmi (900 fanti e 400 cavalli, dei quali 400
fanti e 60 cavalli leggeri lo hanno già affiancato in Calabria).
Suoi capitano sono in questo periodo Battistino Moretto, Bontiero
Croci, Angelo Calabrese, Giacomo Boono, Niccolò Corso,
Carbone di Guascogna, il conte di Monteriso e Sigismondo Marzano.
Il Tebaldi muove su Barletta, entra a forza nella città e la
mette a sacco.
|
|
Dic.
|
|
|
|
Puglia
|
E' in Terra d'Otranto; con Giovanni Corrado Orsini espugna
e saccheggia Nardò e si impadronisce delle località vicine.
|
|
1529
|
|
|
|
|
|
|
Gen.
|
|
|
|
Puglia
|
Si rinchiude in Barletta con il Ceri, Giovanni Caracciolo,
il Carafa, l'Orsini ed il principe di Stigliano.
|
|
Mar.
|
|
|
|
Puglia
|
Viene a Trani e chiede agli alleati veneziani un cannone e
3 sagri.
|
|
Apr.
|
|
|
|
Puglia
|
Respinge da Vieste Marzio Colonna. Nel periodo
si segnala per le sue incursioni, portate con 250 fanti: viene
in tal modo approvvigionata Barletta di frumento, dibestiame
e di altri generi necessari agli assediati. Alla notizia che
l'Alarcon è entrato in Puglia, si collega con il Caracciolo
ed il Carafa per puntare su Quarrata, nei pressi di Barletta,
dove è entrato il capitano spagnolo con numeriso fanti.
Dopo tre ore di furioso combattimento i tre condottieri decidono
di desistere dalle operazioni.
|
|
Mag.
|
|
|
|
Puglia
|
Guada l'Ofanto e compie una scorreria con
il Carafa verso Canosa di Puglia e Cerignola, in cui razzia
30000 pecore e 2000 manzi. Appoggia i veneziani alla difesa
di Monopoli opponendosi alle scorrerie della cavalleria di Ferrante
Gonzaga.
|
|
Lug.
|
|
|
|
Puglia
|
Appoggia il Caracciolo nella conquista di
Molfetta e di Giovinazzo. La prima località è
messa orrendamente a sacco a causa della morte del Carafa. Si
imbarca sulla flotta veneziana e si accosta a Brindisi; sbarca
e si accosta al castello. E' ucciso da un colpo di falconetto,
mentre studia i punti migliori dove collocare le artiglierie.
I funerali sono celebrati a Brindisi. E' sepolto nella chiesa
di Santa Maria del Casale, in un deposito sul fianco destro
della porta principale.
|
Soldato valoroso. Valoroso capitano di fanteria.
Valorosissimo.
Famoso capitano.
Uno dei più terribili scorridori dei francesi.