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Mar.
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Milano
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Pisa
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Toscana e Umbria
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Con Ludovico dalla Rocca e Giannotto Visconti, cerca di
impadronirsi di Pisa ai danni dei Gambacorta. Si avvicina alla porta del
Leone, pervenuta in mano dei fuoriusciti dell'Agnello: gli abitanti, al suono
della campana a martello del popolo, con sedie e panche prelevate nel duomo
precludono ogni possibilitā di uscita ai difensori. Il Tedesco ed il Visconti
capiscono che č impossibile entrare con la forza in Pisa ed accettano un
colloquio con Pietro Gambacorta: entra nella cittā per una piccola porta
verso il Camposanto e si reca nel palazzo degli Anziani. Dopo l'incontro (nel
quale verosimilmente a lui ed al Visconti sono consegnati in segreto molti
fiorini), ritorna alla porta del Leone e decide di rientrare a Lucca. Nella
marcia di trasferimento depreda la val di Serchio, ove fa numerosi
prigionieri e razzia bestiame. Nel perugino.
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Dic.
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Toscana
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Attraversa l'Arno e combatte nei pressi di Cascina i
fiorentini comandati da Giovanni Malatacca: contrattacca gli avversari con
1200 cavalli e 500 fanti e li pone in rotta. Con la vittoria si ferma nel
pisano per quattro giorni: a 400 per volta entrano nel capoluogo per
rifornirsi a pagamento (con il denaro prelevato ai fiorentini e con la vendita
delle loro armi e delle loro cavalcature) di pane, vino, vestiti e di quanto
altro necessario. Si sposta verso Prato, continuando nelle solite
devastazioni.
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