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Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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Milita inizialmente nelle Bande
Nere di Giovanni dei Medici. |
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1532 |
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Impero |
Impero Ottomano |
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Lombardia Austria |
E' luogotenente di Marzio Colonna.
Affianca tale capitano a Goito ed in Austria contro i turchi alla difesa
di Vienna. |
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Ott. |
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Austria |
Quando i fanti italiani in
Austria si ammutinano per il ritardo delle paghe, si mette al loro comando
per ricondurli in Italia. |
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1536 |
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Mag. |
Chiesa |
Rangoni |
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Emilia |
Con Niccolò da Tolentino, segue
Guido Rangoni alla volta di Roccabianca di cui si è impadronito il fratello
di quest'ultimo Ludovico Rangoni: vi è un breve assedio al termine del
quale i pontifici hanno la località. |
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1537 |
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Apr. giu. |
Chiesa |
Rangoni |
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Emilia |
E' ancora sotto Roccabianca
ed a metà giugno ha l'ordine di occupare la rocca di Tizzano Val Parma. |
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Chiesa |
Impero Ottomano |
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Grecia |
Sbarca a Corfù. |
| 1538 |
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| Giu. |
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Lazio |
A Civitavecchia, pronto ad imbarcarsi
sulla flotta di Gentile Virginio Orsini. |
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Ago. |
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Grecia |
Partecipa all'assalto contro
il castello di Prevesa. Sbarca con 800 uomini e si impadronisce del
borgo che si prolunga dalla città al mare; comincia a bombardarne le
mura, seguono vari assalti, che sono tutti respinti con forti perdite
per gli imperiali ed i pontifici. Gli attaccanti sono costretti a reimbarcarsi
per Corfù. |
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1541 |
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Apr. |
Chiesa |
Colonna |
Maestro di campo |
Lazio |
Combatte Ascanio Colonna nella
cosiddetta guerra del sale. Si trova alla conquista di Rocca di Papa. |
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Parma |
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Emilia |
Al servizio del duca di Parma
Pier Luigi Farnese. |
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1547 |
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Sett. |
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Emilia |
Si trova alla
guardia della cittadella di Parma allorchè il Farnese cade vittima
di una congiura organizzata da Ferrante Gonzaga ed eseguita
da Camillo ed Alessandro Pallavicini, Giovanni Anguissola ed
Agostino Landi. In previsione di un attacco attacco degli imperiali,
esce subito sulla piazza con 1000 fanti della milizia urbana,
i suoi cavalli leggeri e moltissimi abitanti. Il cadavere del
Farnese viene gettato da una finestra del palazzo ducale e la
folla sembra seguire i congiurati. Si ritira con 500 fanti ed
i cavalli leggeri nel castello; lascia la città con Sforza Pallavicini. |
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1549 |
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Giu. |
Ferrara |
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Emilia |
Passa agli stipendi del duca
di Ferrara con l'incarico di ingegnere: gli sono riconosciute una provvigione
mensile di 20 scudi e le spese per sei persone. Presiede a Modena ai
lavori di riattamento delle mura cittadine a porta Baggiovara ed al
baluardo di San Pietro. Nella città prende alloggio nella via grande. |
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1550 |
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Mar. |
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Emilia |
Sempre a Modena con il medesimo
scopo: deve mettere le mani sulla piattaforma di San Francesco che sta
per crollare. |
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1551 |
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Feb. |
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Emilia |
Presenzia a Modena ad una giostra,
che termina con una gigantesca rissa. |
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Mag. |
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Emilia |
Viene trasferito a Reggio Emilia,
per sovrintendere ai lavori difensivi della città ; ha il titolo di
commissario ducale. |
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1552 |
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Gen. |
Francia |
Impero |
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Toscana |
E' alla difesa di Siena. |
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1554 |
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Mar. |
Francia |
Impero Firenze |
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Toscana |
Parte da Grosseto, dove si
trova con meno di 200 fanti, e passa alla difesa di Siena. |
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Mag. |
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Toscana |
Piero Strozzi ordina alle guardie
di porta Camollia di non fare uscire alcun soldato senza un suo lasciapassare.
Il suo luogotenente (che fra l'altro è suo genero) vuole recarsi, nonostante
tutto, alla Castellaccia: ne nasce un tumulto, al cui termine, lo Strozzi condanna all'impiccagione l'insubordinato.
Il Terni interviene e solo con l'aiuto del gonfaloniere della porta
Camollia convince il capitano generale a condannare il congiunto al
remo, anziché a morte: fatto ciò, lo mette in salvo, gli dà un cavallo
e gli consiglia di fuggire a Terni. |
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Giu. |
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Toscana |
Affianca lo Strozzi che esce
da Siena; occupa Montecarlo e ne è lasciato alla guardia con 4 insegne
di fanti italiani. Fortifica la località con bastioni e baluardi di
terra. Passa successivamente alla difesa di Montecatini Val di Nievole
con 1200 fanti e ne rafforza subito le difese. |
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Lug. |
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Toscana |
Assalito in Montecatini Val
di Nievole da Carlo Gonzaga, respinge il primo attacco; il giorno seguente
ne è condotto un altro condotto in modo disordinato da Simeone Rossermini
ad una piccola porta; alla fine, è costretto a cedere a patti per la
mancanza d' acqua e di vettovaglie. Esce dalla città con 450 uomini,
armati della sola spada, con la promessa di non militare contro imperiali
e medicei per un anno. Si dirige verso la Lombardia con un rappresentante
del Gonzaga: nell'attraversare gli Appennini i soldati sono derubati
dei loro beni dai montanari. Alessandro da Terni ritorna a mi litare
con lo Strozzi. |
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Sett. |
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Toscana |
E' a Crevole con il Chiaramonte
e Carlo Carafa. Rientra a Siena ed esce dalla città dalla porta Fonte
Branda con Battistino Moretto ed il Carafa, per scortare 250 bambini
ammalati (dai 6 ai 10 anni) portati tutti in barella; con loro vi sono
anche molti uomini e donne che devono lasciare Siena, le cui cose sono
caricate su 100 animali fra muli, asini e cavalli. Supera un posto di
blocco a Casciano, costituito da fanti i taliani e tedeschi; se ne imbatte
in un altro di fanti spagnoli. Costoro tagliano le funi delle some,
gettano a terra i bambini ed uccidono gli accompagnatori. All'alba,
i senesi espulsi dalla città sono ancora davanti alla porta Fonte Branda;
i soldati delle 4 compagnie di scorta, che non sono stati ammazzati,
possono salvarsi perché gli imperiali attendono più a derubare i miseri
che non a combattere. Fra i francesi vi sono 100 morti e quasi altrettanti
fra gli imperiali. |
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1555 |
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Apr. giu. |
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Toscana |
Con la resa di Siena, appoggia
lo Strozzi alla difesa di Porto Ercole. Ha il comando di un forte esterno,
denominato Strozzi, nel quale è ripetutamente assalito dagli imperiali:
il primo attacco nemico si conclude con l'uccisione di Alessandro Pelosi
e di Massimo Milanese ed il ferimento di altri 30 capitani. Nel complesso,
davanti al forte da lui difeso, perdono la vita 500 spagnoli. Ferito
mortalmente da un colpo di cannone, è portato sulla galea dello Strozzi,
dove muore a fine giugno. |
Sodato esperto.
Capitano di gran nome. Notissimo nella storia militare
di questi tempi.
Fedelissimo.