Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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1940      ALESSANDRO DA TERNI  (Alessandro Tomassoni)

 + 1555 (giugno)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

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Milita inizialmente nelle Bande Nere di Giovanni dei Medici.

1532

 

 

 

 

 

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Impero

Impero Ottomano

 

Lombardia Austria

E' luogotenente di Marzio Colonna. Affianca tale capitano a Goito ed in Austria contro i turchi alla difesa di Vienna.

Ott.

 

 

 

Austria

Quando i fanti italiani in Austria si ammutinano per il ritardo delle paghe, si mette al loro comando per ricondurli in Italia.

1536

 

 

 

 

 

Mag.

Chiesa

Rangoni

 

Emilia

Con Niccolò da Tolentino, segue Guido Rangoni alla volta di Roccabianca di cui si è impadronito il fratello di quest'ultimo Ludovico Rangoni: vi è un breve assedio al termine del quale i pontifici hanno la località.

1537

 

 

 

 

 

Apr. giu.

Chiesa

Rangoni

 

Emilia

E' ancora sotto Roccabianca ed a metà giugno ha l'ordine di occupare la rocca di Tizzano Val Parma.

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Chiesa

Impero Ottomano

 

Grecia

Sbarca a Corfù.

1538        
Giu.       Lazio
A Civitavecchia, pronto ad imbarcarsi sulla flotta di Gentile Virginio Orsini.

Ago.

 

 

 

Grecia

Partecipa all'assalto contro il castello di Prevesa. Sbarca con 800 uomini e si impadronisce del borgo che si prolunga dalla città al mare; comincia a bombardarne le mura, seguono vari assalti, che sono tutti respinti con forti perdite per gli imperiali ed i pontifici. Gli attaccanti sono costretti a reimbarcarsi per Corfù.

1541

 

 

 

 

 

Apr.

Chiesa

Colonna

Maestro di campo

Lazio

Combatte Ascanio Colonna nella cosiddetta guerra del sale. Si trova alla conquista di Rocca di Papa.

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Parma

 

 

Emilia

Al servizio del duca di Parma Pier Luigi Farnese.

1547

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

Emilia

Si trova alla guardia della cittadella di Parma allorchè il Farnese cade vittima di una congiura organizzata da Ferrante Gonzaga ed eseguita da Camillo ed Alessandro Pallavicini, Giovanni Anguissola ed Agostino Landi. In previsione di un attacco attacco degli imperiali, esce subito sulla piazza con 1000 fanti della milizia urbana, i suoi cavalli leggeri e moltissimi abitanti. Il cadavere del Farnese viene gettato da una finestra del palazzo ducale e la folla sembra seguire i congiurati. Si ritira con 500 fanti ed i cavalli leggeri nel castello; lascia la città con Sforza Pallavicini.

1549

 

 

 

 

 

Giu.

Ferrara

 

 

Emilia

Passa agli stipendi del duca di Ferrara con l'incarico di ingegnere: gli sono riconosciute una provvigione mensile di 20 scudi e le spese per sei persone. Presiede a Modena ai lavori di riattamento delle mura cittadine a porta Baggiovara ed al baluardo di San Pietro. Nella città prende alloggio nella via grande.

1550

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Emilia

Sempre a Modena con il medesimo scopo: deve mettere le mani sulla piattaforma di San Francesco che sta per crollare.

1551

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Emilia

Presenzia a Modena ad una giostra, che termina con una gigantesca rissa.

Mag.

 

 

 

Emilia

Viene trasferito a Reggio Emilia, per sovrintendere ai lavori difensivi della città ; ha il titolo di commissario ducale.

1552

 

 

 

 

 

Gen.

Francia

Impero

 

Toscana

E' alla difesa di Siena.

1554

 

 

 

 

 

Mar.

Francia

Impero Firenze

 

Toscana

Parte da Grosseto, dove si trova con meno di 200 fanti, e passa alla difesa di Siena.

Mag.

 

 

 

Toscana

Piero Strozzi ordina alle guardie di porta Camollia di non fare uscire alcun soldato senza un suo lasciapassare. Il suo luogotenente (che fra l'altro è suo genero) vuole recarsi, nonostante tutto, alla Castellaccia: ne nasce un tumulto, al cui termine, lo  Strozzi condanna all'impiccagione l'insubordinato. Il Terni interviene e solo con l'aiuto del gonfaloniere della porta Camollia convince il capitano generale a condannare il congiunto al remo, anziché a morte: fatto ciò, lo mette in salvo, gli dà un cavallo e gli consiglia di fuggire a Terni.

Giu.

 

 

 

Toscana

Affianca lo Strozzi che esce da Siena; occupa Montecarlo e ne è lasciato alla guardia con 4 insegne di fanti italiani. Fortifica la località con bastioni e baluardi di terra. Passa successivamente alla difesa di Montecatini Val di Nievole con 1200 fanti e ne rafforza subito le difese.

Lug.

 

 

 

Toscana

Assalito in Montecatini Val di Nievole da Carlo Gonzaga, respinge il primo attacco; il giorno seguente ne è condotto un altro condotto in modo disordinato da Simeone Rossermini ad una piccola porta; alla fine, è costretto a cedere a patti per la mancanza d' acqua e di vettovaglie. Esce dalla città con 450 uomini, armati della sola spada, con la promessa di non militare contro imperiali e medicei per un anno. Si dirige verso la Lombardia con un rappresentante del Gonzaga: nell'attraversare gli Appennini i soldati sono derubati dei loro beni dai montanari. Alessandro da Terni ritorna a mi litare con lo Strozzi.

Sett.

 

 

 

Toscana

E' a Crevole con il Chiaramonte e Carlo Carafa. Rientra a Siena ed esce dalla città dalla porta Fonte Branda con Battistino Moretto ed il Carafa, per scortare 250 bambini ammalati (dai 6 ai 10 anni) portati tutti in barella; con loro vi sono anche molti uomini e donne che devono lasciare Siena, le cui cose sono caricate su 100 animali fra muli, asini e cavalli. Supera un posto di blocco a Casciano, costituito da fanti i taliani e tedeschi; se ne imbatte in un altro di fanti spagnoli. Costoro tagliano le funi delle some, gettano a terra i bambini ed uccidono gli accompagnatori. All'alba, i senesi espulsi dalla città sono ancora davanti alla porta Fonte Branda; i soldati delle 4 compagnie di scorta, che non sono stati ammazzati, possono salvarsi perché gli imperiali attendono più a derubare i miseri che non a combattere. Fra i francesi vi sono 100 morti e quasi altrettanti fra gli imperiali.

1555

 

 

 

 

 

Apr. giu.

 

 

 

Toscana

Con la resa di Siena, appoggia lo Strozzi alla difesa di Porto Ercole. Ha il comando di un forte esterno, denominato Strozzi, nel quale è ripetutamente assalito dagli imperiali: il primo attacco nemico si conclude con l'uccisione di Alessandro Pelosi e di Massimo Milanese ed il ferimento di altri 30 capitani. Nel complesso, davanti al forte da lui difeso, perdono la vita 500 spagnoli. Ferito mortalmente da un colpo di cannone, è portato sulla galea dello Strozzi, dove muore a fine giugno.

QUATTRO CITAZIONI

Sodato esperto.

Capitano di gran nome. Notissimo nella storia militare di questi tempi.

Fedelissimo.