Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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1947      NICCOLO' TERZI  (Niccolò Guerrero) Di Parma. Signore di Noceto, Guardasone, Castelnuovo Fogliani, Lusurasco, Saliceto di Chiaravalle, Bagnolo, Noceto, Tizzano Val Parma e Colorno. Figlio naturale di Ottobono. nipote di Jacopo e di Giovanni. Detto Guerrero per la sua feroce bravura.

 + 1455 ca.

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1409

 

 

 

 

 

Mag.

Parma

Ferrara

 

Emilia

Accompagna il padre nel suo incontro con Niccolò d'Este (suo padrino di battesimo) in una località sita sulla strada tra Reggio Emilia e Rubiera: Ottobono è ucciso a colpi di pugnale da Muzio Attendolo Sforza e da Micheletto Attendolo; egli riesce a salvarsi, fuggendo a piedi a Salvaterra con Carlo da Fogliano.

Lug.

 

 

 

Emilia

Con Carlo da Fogliano e 600 cavalli, difende Montecchio Emilia dagli attacchi condotti da Muzio Attendolo Sforza; con la sconfitta, passa alla guardia del castello di porta Nuova, a Parma.

Nov.

 

 

 

Emilia

Si rifugia da ultimo nella rocca di Borgo San Donnino (Fidenza) con Antonio, Ambrogio e Giberto Terzi. Cerca la protezione di Gabrino Fondulo e gli promette la consegna della fortezza: il signore di Cremona accetta. Incarcera i tre Terzi ed offre la rocca ai Pallavicini che, peraltro, già si sono impossessati della località. Di Ambrogio e  Giberto Terzi non si saprà più nulla.

1412

Brescia

 

23 lance

Lombardia

Milita agli stipendi del signore di Brescia Pandolfo Malatesta.

1420

 

 

 

 

 

Ago.

Milano

Ferrara

 

Emilia

Con Guido Torelli e Secco da Montagnana, parte da Fidenza con 600 cavalli e molti fanti; si ferma sullo Stirone, invia pattuglie a Paradigno, Castelnuovo e San Martino, fa prigionieri e razzia bestiame; si pone all'assedio di Parma.

1424

 

 

 

 

 

Lug.

Milano

Firenze

500 cavalli

Emilia e Romagna

Attraversa il bolognese, ottiene il passo dai pontifici e si trasferisce in Romagna. Affianca Angelo della Pergola nell'assediare Alberico da Barbiano in Zagonara.

1425

 

 

 

 

 

Estate

Milano

Fuoriusciti Genova Firenze Venezia

 

Emilia e Liguria

Muove da Piacenza verso Sestri Levante con 5000 fanti e 3000 cavalli per opporsi a Campofregoso e Fieschi, che vogliono fare insorgere Genova con l'aiuto dei fiorentini. Tocca Compiano e si dirige nottetempo verso Varese Ligure. Ha un primo scontro; inseguito dalle truppe di Abramo Campofregoso e dai montanari della val Sturla, sembra arretrare. In effetti si ferma e manda all'avanguardia soldati armati alla leggera affinché occupino alcuni colli vicini a Genova, mentre Antonio Doria assale la città da mare. Il Terzi è attaccato contemporaneamente dai Campofregoso e dalla flotta aragonese di  Pietro d'Aragona; deve abbandonare le posizioni più elevate e spingersi con la cavalleria verso il mare, a Sestri Levante, dove la flotta aragonese, che ha avuto la meglio su quella del Doria, continua a percuotere i suoi uomini con le bombarde e le balestre. Si sparge infine la voce che i nemici stiano per essere rafforzati con nuovi contingenti portati da Gian Luigi Fieschi: i ducali sono messi in rotta con la morte di 700 uomini e la cattura di altri 1200.  Fonti genovesi ridimensionano, invece, notevolmente le cifre riportate dagli storici fiorentini; in ogni caso, il Terzi riesce a raggiungere Chiavari e Genova.

Ott.

Milano

 

400 cavalli

Emilia e Romagna

Si trova a Borgo Val di Taro e con Cristoforo da Lavello si rifiuta di militare agli ordini di Francesco Sforza: viene trasferito in Romagna.

1426

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Emilia

Lascia Parma e fornisce di un piccolo presidio il castello di Mazzolara, appena conquistato da Pietro dei Rossi.

1427

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

700 cavalli

Lombardia ed Emilia

Passa alla difesa di Cremona. Con il Lavello, sorprende nei pressi alcuni schiavoni sbarcati dalla flotta di Francesco Bembo e li mette in fuga infliggendo loro numerose perdite. Cerca di avere Montichiari con il Torelli e partecipa alla battaglia di Gottolengo, dove sono colte in disordine le milizie del Carmagnola. A Parma.  

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Lombardia

Presenzia al consiglio ducale, in cui con il Barbiano contribuisce a porre in cattiva luce lo Sforza.

Nov.

 

 

 

Lombardia

A Milano, per la firma della lega tra Visconti ed il conte Amedeo di Savoia.

Dic.

 

 

 

 

Viene investito di Guardasone e di Montelungo.

1430          

Nov.

Milano

Firenze

 

Toscana

Con Peterlino dal Verme, giunge in soccorso dei lucchesi. Rifornisce di vettovaglie il capoluogo, vince i fiorentini e recupera Pontremoli.

Dic.       Toscana Giunge a Pietrasanta. Combatte nella battaglia del Serchio agli ordini del Piccinino. Con Antonio della Pergola ha il comando della prima schiera, forte di 400 cavalli ciascuno. L' insegna dei due condottieri è rappresentata da tre rose vermiglie in campo bianco.

1431

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Toscana

E' ancora sotto Pontremoli con Niccolò Piccinino.

Mar.

 

 

 

Toscana

Riconquista Pontremoli.

Apr.

 

 

 

Toscana

Affianca il Barbiano ed i figli di Angelo della Pergola contro i fiorentini.

Nov. dic.

 

 

 

Lombardia

A Milano con il Piccinino, per accogliervi l'imperatore Sigismondo d'Ungheria nel suo ingresso in città. A dicembre lo scorta a Piacenza con lo Sforza ed il Barbiano.

1432

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

Accompagna l'imperatore a Genova con molte cernite.

Mar.

 

 

 

Emilia

E' a Parma. Ha il compito dal duca di adoperarsi con Sigismondo d'Ungheria perché, a sua volta, l'imperatore faccia pressione su Antonio Petrucci a non abbandonare il servizio ducale.

Autunno

 

 

 

 

Viene costretto a restituire al duca di Milano il castello di Mazzolara, già avuto in feudo, e quelli di Vigolone e di Calestano, cedutigli a marzo da Giovanni Fieschi.

1434

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

Presenzia, nel palazzo dell'Arengo a Milano, al trattato di alleanza stipulato dal Piccinino con il marchese del Monferrato.

Sett.

 

 

 

 

Con il Torelli, ha la procura per trattare un'alleanza tra il duca di Milano e quello di Savoia.

Nov.

Milano

Venezia Chiesa

 

Emilia

Attraversa il parmense con Luigi da San Severino ed il Lavello per dirigersi a Bologna.

1439

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

200 cavalli

Lombardia

E' sconfitto e fatto prigioniero con Antonio da Trivulzio e Giovanni Fratto nella battaglia di Toscolano-Maderno. Ai tre condottieri è posta una taglia di 10000 ducati, ridotta successivamente ad 8000. Il terzi è condotto inizialmente a Toscolano-Maderno; di seguito a Brescia ed a Venezia, dove sarà trattenuto in carcere fino a giugno. Verrà rilasciato solo con la pace del luglio 1441, in cambio del provveditore Giorgio Corner imprigionato dai viscontei nel 1432. Il duca di Milano rinnova al Terzi la precedente condotta.

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Emilia

Ha gravi controversie per ragioni di confini e per diritti di acque con il Torelli, che saranno risolte solamente sulla fine del gennaio 1440.

Ott.

 

 

 

 

E' investito di Colorno dal duca di Milano.

Nov.     Luogotenente g.le   Viene nominato Luogotenente generale delle truppe ducali. Tra i capitolati della condotta vi è il seguente codicillo: Niccolò Piccinino informa il Terzi nel corso delle azioni di routine, mentre in quelle straordinarie è il Terzi ad avere l'ultima parola.

1443

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

Lombardia

Con Uguccione Contrari e Franchino Castiglione, si incontra a Milano con Giovanni della Noce, inviato dal re di Napoli Alfonso d'Aragona per trattare un'alleanza in funzione antisforzesca.

Dic.

Chiesa

Sforza

 

Marche

Con Giacomo da Caivana (1300 uomini fra fanti e cavalli), difende con efficacia Monte San Pietrangeli dagli attacchi portati dallo Sforza.

1444

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Marche

Entra in Fano.

Ott.

 

 

 

Umbria

Il Piccinino, a seguito della sconfitta di Montolmo (Corridonia), lo invia a Perugia per assoldare truppe.

1446

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

Emilia

Su ordine di Francesco Piccinino, arresta a Pontenure Bartolomeo Colleoni che è sospettato di tradimento. Gli è dato il comando della sua compagnia, che tenta inutilmente di distogliere dall'obbedienza del condottiero incarcerato.

1447

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Lombardia

Con Francesco e Jacopo Piccinino, convince Filippo Maria Visconti a non versare allo Sforza, nuovo capitano generale, le provvigioni e le prestanze previste dai capitolati della condotta di quest'ultimo.

Ago.

Milano

Venezia

1500 cavalli

 

Con la morte del Visconti, passa al servizio della Repubblica Ambrosiana per combattere i veneziani.

Nov.

Venezia

Milano

 

Emilia

Defeziona nel campo nemico. Attraversa il Po e si Porta a Castelnuovo nel parmense;  contatta gli estensi al fine di impadronirsi di Parma.

1448

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Emilia

E' sempre a Castelnuovo. Invia 300 cavalli a Colorno ed altri a Guardasone ed a Tizzano Val Parma seminando il terrore nel parmense; punta quindi su Fidenza con la connivenza di Francesco Piccinino.

Mar.

 

 

 

Emilia

Depreda i territori di Pizzolese, San Quirico, Mezzano Inferiore e San Polo.

Mag. lug.

 

 

400 lance e 300 fanti

Emilia

E' a Colorno ed a giugno si accorda con gli abitanti di Parma. I veneziani gli fanno avere 16000 ducati, perché apra un nuovo fronte nel parmense; invia Giovanni Galante a scorrere il contado di San Secondo Parmense ai danni di Pietro Maria dei Rossi. Per risposta, il Rossi saccheggia le sue terre di Guardasone con l'ausilio di Carlo di Campobasso: interviene il comune di Parma ed è trovato un compromesso. Sempre nel periodo (aprile), è condotto dalla Serenissima con 400 lance e 300 fanti: la ferma è stabilita per due anni ed uno di rispetto; fra i suoi uomini d'arme si trovano anche un figlio e Gerardo Terzi.

Sett.

 

 

 

Lombardia

Condivide la tattica prudente dell'Attendolo volta a non attaccare lo Sforza a Caravaggio: meglio ripiegare a Treviglio ed a Bergamo e tagliare le vie di rifornimento agli avversari. Il suo parere non è accolto ed i veneziani sono disfatti; dopo la battaglia, è raggiunto da un messaggio di Francesco Piccinino che offre la pace per conto della Repubblica Ambrosiana. I veneziani, infine, anche per le difficoltà che vi sono a Milano, preferiscono ad ottobre accordarsi a Rivoltella con lo Sforza.

Nov.

 

 

 

Emilia

Le truppe di Parma assediano Colorno.

1449

 

 

 

 

 

Inverno

 

 

 

Emilia

Si trova alla guardia di Parma con Manfredo e Giberto da Correggio, Ludovico Malvezzi ed il Rossi (che ha seguito lo Sforza nel suo cambiamento di campo). Lo Sforza restituisce al Terzi i suoi possedimenti nel parmense (Guardasone e Colorno) e nel piacentino (Castelnuovo Fogliani).

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Napoli

Sforza

 

Emilia

Non sopporta l'idea dello Sforza, signore di Parma. Fugge presso il re di Napoli, che gli invia 800 fanti per custodire i suoi possedimenti. Anche Astorre Manfredi deve venire in suo soccorso; costui si fa invece persuadere dagli Sforza e rientra in Romagna. Alla notizia, il Terzi abbandona Colorno e ripara a Mantova, dove è preceduto da moglie e figli.

1450

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

 

Gli sono confiscati a favore di Giacomo da Salerno Castelnuovo Fogliani, Lusurasco, Saliceto di Chiaravalle, Bagnolo, Santacroce e Noceto.

1453

Napoli

Firenze

 

Toscana

 

1455

 

 

 

 

Muore. Fancesco Sforza confisca ai suoi famigliari la contea di Tizzano Val Parma per concederla a Fiasco da Giraso.

CINQUE CITAZIONI

Capitano molto stimato da Filippo Maria Visconti.

Uno dei più irriducibili capitani bracceschi.