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Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1409 |
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Mag. |
Parma |
Ferrara |
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Emilia |
Accompagna
il padre nel suo incontro con Niccolò d'Este (suo padrino di
battesimo) in una località sita sulla strada tra Reggio Emilia
e Rubiera: Ottobono è ucciso a colpi di pugnale da Muzio Attendolo
Sforza e da Micheletto Attendolo; egli riesce a salvarsi, fuggendo
a piedi a Salvaterra con Carlo da Fogliano. |
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Lug. |
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Emilia |
Con Carlo da
Fogliano e 600 cavalli, difende Montecchio Emilia dagli attacchi
condotti da Muzio Attendolo Sforza; con la sconfitta, passa
alla guardia del castello di porta Nuova, a Parma. |
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Nov. |
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Emilia |
Si rifugia
da ultimo nella rocca di Borgo San Donnino (Fidenza) con Antonio,
Ambrogio e Giberto Terzi. Cerca la protezione di Gabrino Fondulo
e gli promette la consegna della fortezza: il signore di Cremona
accetta. Incarcera i tre Terzi ed offre la rocca ai Pallavicini
che, peraltro, già si sono impossessati della località. Di Ambrogio
e Giberto Terzi non si saprà più nulla. |
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1412 |
Brescia |
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23 lance |
Lombardia |
Milita agli
stipendi del signore di Brescia Pandolfo Malatesta. |
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1420 |
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Ago. |
Milano |
Ferrara |
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Emilia |
Con Guido Torelli
e Secco da Montagnana, parte da Fidenza con 600 cavalli e molti
fanti; si ferma sullo Stirone, invia pattuglie a Paradigno,
Castelnuovo e San Martino, fa prigionieri e razzia bestiame;
si pone all'assedio di Parma. |
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1424 |
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Lug. |
Milano |
Firenze |
500 cavalli |
Emilia e Romagna |
Attraversa
il bolognese, ottiene il passo dai pontifici e si trasferisce
in Romagna. Affianca Angelo della Pergola nell'assediare Alberico
da Barbiano in Zagonara. |
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1425 |
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| Estate |
Milano |
Fuoriusciti Genova Firenze
Venezia |
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Emilia e Liguria |
Muove da Piacenza
verso Sestri Levante con 5000 fanti e 3000 cavalli per opporsi
a Campofregoso e Fieschi, che vogliono fare insorgere Genova
con l'aiuto dei fiorentini. Tocca Compiano e si dirige nottetempo
verso Varese Ligure. Ha un primo scontro; inseguito dalle truppe
di Abramo Campofregoso e dai montanari della val Sturla, sembra
arretrare. In effetti si ferma e manda all'avanguardia soldati
armati alla leggera affinché occupino alcuni colli vicini a
Genova, mentre Antonio Doria assale la città da mare. Il Terzi
è attaccato contemporaneamente dai Campofregoso e dalla flotta
aragonese di Pietro
d'Aragona; deve abbandonare le posizioni più elevate e spingersi
con la cavalleria verso il mare, a Sestri Levante, dove la flotta
aragonese, che ha avuto la meglio su quella del Doria, continua
a percuotere i suoi uomini con le bombarde e le balestre. Si
sparge infine la voce che i nemici stiano per essere rafforzati
con nuovi contingenti portati da Gian Luigi Fieschi: i ducali
sono messi in rotta con la morte di 700 uomini e la cattura
di altri 1200. Fonti
genovesi ridimensionano, invece, notevolmente le cifre riportate
dagli storici fiorentini; in ogni caso, il Terzi riesce a raggiungere
Chiavari e Genova. |
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Ott. |
Milano |
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400 cavalli |
Emilia e Romagna |
Si trova a
Borgo Val di Taro e con Cristoforo da Lavello si rifiuta di
militare agli ordini di Francesco Sforza: viene trasferito in
Romagna. |
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1426 |
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Mar. |
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Emilia |
Lascia Parma
e fornisce di un piccolo presidio il castello di Mazzolara,
appena conquistato da Pietro dei Rossi. |
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1427 |
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Mag. |
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700 cavalli |
Lombardia ed Emilia |
Passa alla
difesa di Cremona. Con il Lavello, sorprende nei pressi alcuni
schiavoni sbarcati dalla flotta di Francesco Bembo e li mette
in fuga infliggendo loro numerose perdite. Cerca di avere Montichiari
con il Torelli e partecipa alla battaglia di Gottolengo, dove
sono colte in disordine le milizie del Carmagnola. A Parma. |
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Lombardia |
Presenzia al
consiglio ducale, in cui con il Barbiano contribuisce a porre
in cattiva luce lo Sforza. |
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Nov. |
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Lombardia |
A Milano, per
la firma della lega tra Visconti ed il conte Amedeo di Savoia. |
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Dic. |
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Viene investito
di Guardasone e di Montelungo. |
| 1430 |
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Nov. |
Milano |
Firenze |
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Toscana |
Con Peterlino
dal Verme, giunge in soccorso dei lucchesi. Rifornisce di vettovaglie
il capoluogo, vince i fiorentini e recupera Pontremoli. |
| Dic. |
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Toscana |
Giunge a Pietrasanta. Combatte
nella battaglia del Serchio agli ordini del Piccinino. Con Antonio
della Pergola ha il comando della prima schiera, forte di 400
cavalli ciascuno. L' insegna dei due condottieri è rappresentata
da tre rose vermiglie in campo bianco. |
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1431 |
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Gen. |
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Toscana |
E' ancora sotto
Pontremoli con Niccolò Piccinino. |
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Mar. |
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Toscana |
Riconquista
Pontremoli. |
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Apr. |
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Toscana |
Affianca il
Barbiano ed i figli di Angelo della Pergola contro i fiorentini. |
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Nov. dic. |
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Lombardia |
A Milano con
il Piccinino, per accogliervi l'imperatore Sigismondo d'Ungheria
nel suo ingresso in città. A dicembre lo scorta a Piacenza con
lo Sforza ed il Barbiano. |
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1432 |
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Gen. |
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Lombardia |
Accompagna
l'imperatore a Genova con molte cernite. |
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Mar. |
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Emilia |
E' a Parma.
Ha il compito dal duca di adoperarsi con Sigismondo d'Ungheria
perché, a sua volta, l'imperatore faccia pressione su Antonio
Petrucci a non abbandonare il servizio ducale. |
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Autunno |
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Viene costretto
a restituire al duca di Milano il castello di Mazzolara, già
avuto in feudo, e quelli di Vigolone e di Calestano, cedutigli
a marzo da Giovanni Fieschi. |
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1434 |
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Gen. |
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Lombardia |
Presenzia,
nel palazzo dell'Arengo a Milano, al trattato di alleanza stipulato
dal Piccinino con il marchese del Monferrato. |
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Sett. |
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Con il Torelli,
ha la procura per trattare un'alleanza tra il duca di Milano
e quello di Savoia. |
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Nov. |
Milano |
Venezia Chiesa |
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Emilia |
Attraversa
il parmense con Luigi da San Severino ed il Lavello per dirigersi
a Bologna. |
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1439 |
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Gen. |
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200 cavalli |
Lombardia |
E' sconfitto
e fatto prigioniero con Antonio da Trivulzio e Giovanni Fratto
nella battaglia di Toscolano-Maderno. Ai tre condottieri è
posta una taglia di 10000 ducati, ridotta successivamente ad
8000. Il terzi è condotto inizialmente a Toscolano-Maderno;
di seguito a Brescia ed a Venezia, dove sarà trattenuto
in carcere fino a giugno. Verrà rilasciato solo con la
pace del luglio 1441, in cambio del provveditore Giorgio Corner
imprigionato dai viscontei nel 1432. Il duca di Milano rinnova
al Terzi la precedente condotta. |
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Emilia |
Ha gravi controversie
per ragioni di confini e per diritti di acque con il Torelli,
che saranno risolte solamente sulla fine del gennaio 1440. |
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Ott. |
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E' investito
di Colorno dal duca di Milano. |
| Nov. |
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Luogotenente g.le |
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Viene nominato Luogotenente generale
delle truppe ducali. Tra i capitolati della condotta vi è
il seguente codicillo: Niccolò Piccinino informa il Terzi
nel corso delle azioni di routine, mentre in quelle straordinarie
è il Terzi ad avere l'ultima parola. |
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1443 |
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Ago. |
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Lombardia |
Con Uguccione
Contrari e Franchino Castiglione, si incontra a Milano con Giovanni
della Noce, inviato dal re di Napoli Alfonso d'Aragona per trattare
un'alleanza in funzione antisforzesca. |
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Dic. |
Chiesa |
Sforza |
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Marche |
Con Giacomo
da Caivana (1300 uomini fra fanti e cavalli), difende con efficacia
Monte San Pietrangeli dagli attacchi portati dallo Sforza. |
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1444 |
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Gen. |
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Marche |
Entra in Fano. |
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Ott. |
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Umbria |
Il Piccinino,
a seguito della sconfitta di Montolmo (Corridonia), lo invia
a Perugia per assoldare truppe. |
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1446 |
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Sett. |
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Emilia |
Su ordine di
Francesco Piccinino, arresta a Pontenure Bartolomeo Colleoni
che è sospettato di tradimento. Gli è dato il comando della
sua compagnia, che tenta inutilmente di distogliere dall'obbedienza
del condottiero incarcerato. |
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1447 |
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Apr. |
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Lombardia |
Con Francesco
e Jacopo Piccinino, convince Filippo Maria Visconti a non versare
allo Sforza, nuovo capitano generale, le provvigioni e le prestanze
previste dai capitolati della condotta di quest'ultimo. |
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Ago. |
Milano |
Venezia |
1500 cavalli |
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Con la morte
del Visconti, passa al servizio della Repubblica Ambrosiana
per combattere i veneziani. |
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Nov. |
Venezia |
Milano |
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Emilia |
Defeziona nel
campo nemico. Attraversa il Po e si Porta a Castelnuovo nel
parmense; contatta gli
estensi al fine di impadronirsi di Parma. |
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1448 |
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Feb. |
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Emilia |
E' sempre a
Castelnuovo. Invia 300 cavalli a Colorno ed altri a Guardasone
ed a Tizzano Val Parma seminando il terrore nel parmense; punta
quindi su Fidenza con la connivenza di Francesco Piccinino. |
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Mar. |
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Emilia |
Depreda i territori
di Pizzolese, San Quirico, Mezzano Inferiore e San Polo. |
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Mag. lug. |
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400 lance e 300 fanti |
Emilia |
E' a Colorno
ed a giugno si accorda con gli abitanti di Parma. I veneziani
gli fanno avere 16000 ducati, perché apra un nuovo fronte nel
parmense; invia Giovanni Galante a scorrere il contado di San
Secondo Parmense ai danni di Pietro Maria dei Rossi. Per risposta,
il Rossi saccheggia le sue terre di Guardasone con l'ausilio
di Carlo di Campobasso: interviene il comune di Parma ed è trovato
un compromesso. Sempre nel periodo (aprile), è condotto dalla
Serenissima con 400 lance e 300 fanti: la ferma è stabilita
per due anni ed uno di rispetto; fra i suoi uomini d'arme si
trovano anche un figlio e Gerardo Terzi. |
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Sett. |
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Lombardia |
Condivide la
tattica prudente dell'Attendolo volta a non attaccare lo Sforza
a Caravaggio: meglio ripiegare a Treviglio ed a Bergamo e tagliare
le vie di rifornimento agli avversari. Il suo parere non è accolto
ed i veneziani sono disfatti; dopo la battaglia, è raggiunto
da un messaggio di Francesco Piccinino che offre la pace per
conto della Repubblica Ambrosiana. I veneziani, infine, anche
per le difficoltà che vi sono a Milano, preferiscono ad ottobre
accordarsi a Rivoltella con lo Sforza. |
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Nov. |
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Emilia |
Le truppe di
Parma assediano Colorno. |
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1449 |
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Inverno |
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Emilia |
Si trova alla
guardia di Parma con Manfredo e Giberto da Correggio, Ludovico
Malvezzi ed il Rossi (che ha seguito lo Sforza nel suo cambiamento
di campo). Lo Sforza restituisce al Terzi i suoi possedimenti
nel parmense (Guardasone e Colorno) e nel piacentino (Castelnuovo
Fogliani). |
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Napoli |
Sforza |
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Emilia |
Non sopporta
l'idea dello Sforza, signore di Parma. Fugge presso il re di
Napoli, che gli invia 800 fanti per custodire i suoi possedimenti.
Anche Astorre Manfredi deve venire in suo soccorso; costui si
fa invece persuadere dagli Sforza e rientra in Romagna. Alla
notizia, il Terzi abbandona Colorno e ripara a Mantova, dove
è preceduto da moglie e figli. |
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1450 |
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Lug. |
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Gli sono confiscati
a favore di Giacomo da Salerno Castelnuovo Fogliani, Lusurasco,
Saliceto di Chiaravalle, Bagnolo, Santacroce e Noceto. |
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1453 |
Napoli |
Firenze |
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Toscana |
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1455 |
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Muore. Fancesco
Sforza confisca ai suoi famigliari la contea di Tizzano Val
Parma per concederla a Fiasco da Giraso. |
Capitano molto stimato da Filippo Maria Visconti.
Uno dei più irriducibili capitani bracceschi.