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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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.................
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Ha le sue prime esperienze militari con Giovanni
Acuto.
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.................
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Napoli
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Milita nel regno di Napoli agli stipendi di Antonio
Acquaviva.
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1393
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Mar.
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Marche
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Si trova ad Offida con Marino di Santa Vittoria ed il
Malcorpo.
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Apr.
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Fermo
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Fuoriusciti
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Marche
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E' contattato dal signore di Fermo Antonio
Aceti, che lo convince a venire alla di fesa della città per
fronteggiare i fuoriusciti che combattono a fianco di Luca di
Canale. Scorre verso Montegranaro ma gli avversari preferiscono
non uscire sul campo. A fine mese, si congiunge con la compagnia
di Ceccolo Broglia.
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Mag.
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Chiesa
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Forlì
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Romagna
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Contrasta gli Ordelaffi alla difesa di Bertinoro.
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1396
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.................
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Milano
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Firenze Lucca
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Toscana
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Affianca Alberico da Barbiano nelle sue incursioni in
Toscana nelle quali è contrastato da Bernardo della Serra.
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Dic.
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Toscana
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Lascia il pisano con Paolo Orsini ed entra nel lucchese.
Vi si collega con Giovanni da Barbiano per scorrere ostilmente nel contado.
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1397
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Gen.
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Toscana
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Parte dal perugino con Ceccolino dei Michelotti
e Guido d'Asciano e giunge nel pisano ove tocca Capannoli, Cevoli,
Lari e Crespina. Affianca Alberico da Barbiano in Toscana ai
danni dei fiorentini.
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Feb.
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Toscana
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E' sventato un suo tentativo di avere San Miniato per
trattato; invade allora il lucchese ed ha alcune scaramucce nei pressi del
capoluogo. Bloccato sul Serchio a San Quirico di Moriano, è costretto a
ritirarsi con l'Orsini ed il Broglia dopo avere effettuato alcune
devastazioni.
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Mar.
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Toscana
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Cavalca nel fiorentino dove ruba, uccide ed incendia case
e palazzi; numerosi sono i prigionieri ed i capi di bestiame razziati.
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Ago.
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Lombardia
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Si sposta nel mantovano e partecipa alla
battaglia di Governolo, dove ha con Frignano da Sesso il comando
della quinta schiera forte di 1000 cavalli. Gettato a terra
da un colpo di lancia di Conte da Carrara, combatte a piedi
con un'accetta, finché non è rimesso a cavallo dal Sesso, da
Francesco Visconti e da Filippo da Pisa.
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1398
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Mag.
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Lombardia
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E' stipulata una tregua fra i contendenti. Il duca di
Milano Gian Galeazzo Visconti gli rinnova la condotta.
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1399
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Feb.
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Toscana
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Si trova a Pisa con Facino Cane per sostenervi la signoria
di Gherardo d'Appiano.
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Mag.
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Chiesa
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Comp. ventura
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Marche
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Con Fuzzolino Tedesco, Mostarda da Forlì ed Astorre Manfredi (800 cavalli) e 1200 fanti forniti dai bolognesi, appoggia pontifici e malatestiani. Si scontra a Cingoli
con la compagnia del Broglia e del Carrara. E' sconfitto dopo nove ore di combattimento.
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Ott.
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Umbria
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Si trova a Perugia con 800 cavalli ed il
commissario visconteo Pietro Scrovegni per appoggiare l'azione
del Michelotti e dei raspanti, che vogliono cedere la signoria
della città al duca di Milano.
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1400
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Gen.
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Milano
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Chiesa
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Umbria
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Entra in Perugia
nel momento indicato più propizio dagli astrologi. Si
ferma poi a Ponte San Giovanni ed alloggia a Monte Petriolo;
occupa Nocera Umbra e Spoleto.
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Apr.
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Umbria
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Assedia in Assisi il Broglia, capitano dei
fiorentini; la città si arrende dietro la consegna ai difensori
di una certa quantità di denaro.
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.................
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Bologna
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Faenza
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Romagna
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Asseconda il Barbiano nell'assediare in Faenza Astorre
Manfredi.
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.................
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Guinigi
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Lucca
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Toscana
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Conduce una spedizione contro Lucca in appoggio
a Paolo Guinigi che aspira alla signoria della città.
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1401
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Primavera
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Rimini
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Bologna
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Emilia
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Coadiuva Carlo Malatesta nel compiere alcune
scorrerie nel bolognese ai danni di Giovanni Bentivoglio. Si
ritira allorchégiungono in soccorso dei bolognesi fiorentini
e carraresi.
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Giu.
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Milano
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Bologna
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Emilia
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Con il Barbiano, depreda il bolognese fino a San Lazzaro
di Savena. Rientra subito dopo a
Perugia.
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Sett.
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Milano
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Firenze
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Lombardia
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E' preposto con il Cane alla difesa di Brescia
attaccata dalle truppe dell'imperatore Roberto di Baviera, alleato
di fiorentini e carraresi.
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Ott.
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Lombardia
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Con il Barbiano, Pandolfo Malatesta, Jacopo
dal Verme ed il Cane, sconfigge a Nave gli avversari alla testa
di 4500 lance tutte italiane. La vittoria è propiziata dall'
intervento suo e da quello del Cane (800 cavalli): attacca i
saccomanni nemici usciti dal campo alla ricerca di foraggio,
li insegue e mette in fuga i tedeschi senza difficoltà. A Brescia
sono condotti 1000 cavalli, due stendardi e molti prigionieri
con il maresciallo del duca di Lorena.
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.................
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Veneto
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Alloggia con i suoi uomini a Verona a spese dei cittadini.
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1402
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Mar.
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Milano
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Bologna Firenze
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Emilia
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Ha una grave lite con Ugolotto Biancardo; gli uomini delle
due compagnie si scontrano in un duro combattimento nel corso del quale muoiono 180/200
uomini del Biancardo e 150/200 dei suoi. Anche il Terzi rimane ferito. E' il
dal Verme a fare da paciere.
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Apr.
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Emilia
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Si trova nel carpigiano.
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Mag.
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Emilia
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A Cento con gli altri condottieri viscontei alla
testa di 10000/12000 uomini.
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Giu.
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Emilia
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Prende parte alla battaglia di Casalecchio
di Reno, nella quale viene travolto e fatto prigioniero Bernardo
della Serra. Ha con Prencivalle della Mirandola ed Anderlino
Trotti il comando della
quarta schiera, forte di 2000 cavalli; si impadronisce di un
ponte sul Reno e ne scaccia la Compagnia della Rosa, che è costretta
a fuggire a Bologna.
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Lug. ago.
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Toscana
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Segue il Barbiano in Toscana con i fratelli Jacopo e
Giovanni. Per le sue imprese il duca lo investe di alcuni castelli già
appartenenti ai da Correggio, quali
Montecchio Emilia, Brescello, Boretto, Gualtieri, Cavriago e Colorno.
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Sett.
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Lombardia
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A Milano, per i funerali del Visconti che si svolgono nel
Duomo.
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Ott.
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Toscana
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Si trasferisce in Toscana con 500 lance.
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Dic.
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Milano
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Chiesa Firenze
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Umbria
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Con 1200/1300 cavalli e 300 fanti, respinge da Perugia
Giannello Tomacelli, fratello del papa Bonifacio IX, che con 1500 lance sta
spalleggiando i fuoriusciti. Il capitano
generale pontificio ripiega a Todi alla notizia del suo arrivo.
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1403
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Gen.
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Umbria
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Rioccupa Assisi e vi sconfigge in un combattimento di tre
ore l'Orsini, Mostarda da Forlì, il Carrara e Braccio di Montone (150 morti
fra gli avversari). Si ferma a Ponte Pattoli.
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Inverno
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Umbria
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Raggiunto da Pandolfo Malatesta (600 lance) e da Giovanni
Colonna (300 lance), continua ad infestare il perugino.
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Giu.
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Emilia
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Entra in Parma con 500 lance e 300 fanti;
il giorno seguente esce per la porta di San Michele con 300
cavalli , attacca i partigiani della causa guelfa sino a Reggio
Emilia ed a Sassuolo; razzia una grande quantità di bestiame.
Si porta a Costamezzana per soccorrervi i Pallavicini ed è battuto
dalle milizie dei Rossi a Varano de' Melegari. Si congiunge
con gli Avogari e scorre a gran furia il carpigiano ed il correggese:
il bottino viene condotto a Reggio Emilia.
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Lug.
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Milano
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Rossi Firenze
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Emilia
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E' assalito nei suoi possedimenti dai da
Fogliano, dai da Correggio e dai Rossi con l'aiuto dei fiorentini.
Ottiene con il fratello Jacopo dalla duchessa Caterina Visconti
il governo di Parma e di Reggio Emilia: allorché si accorge
che i Rossi fanno entrare nella prima località alla chetichella
un grande numero di loro fautori per sollevare Parma, assale
i guelfi che sono di guarnigione nella cittadella; li espelle
per dieci anni e dà loro il tempo tempo di una candela di dodici
denari, messa ad ardere sopra la campana del comune in piazza,
per prendere le proprie cose ed allontanarsi dalla città. Dopo
di ciò, con 1000 cavalli viscontei e molti fanti,
saccheggia per un mese le loro case; gli abitanti devono riconoscere
10000 fiorini ai suoi uomini. I Rossi con oltre 2000 loro seguaci
si portano al campo fiorentino e continuano la guerra nel parmense.
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Ago.
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Emilia
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Scaccia da Parma altri 660 abitanti, che escono per la porta
di Santa Croce. I Pallavicini distruggono un ponte di barche sul Po
controllato dagli avversari: il Terzi li assale anch'egli verso Mezzano e
cattura loro 60 cavalli.
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Sett.
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Milano
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Padova Ferrara
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Emilia e Lombardia
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Esce da Parma con 300 cavalli e 200 fanti
con i quali dà alle fiamme San Secondo Parmense e Viarolo: cattura
più di 1000 contadini e pastori e si appropria di 400
capi di bestiame bovino e 200 di altro tipo. Al termine
dell'incursione, punta a congiungersi sotto Brescia con il dal
Verme e Galeazzo da Mantova, alla testa di 500 cavalli e di 1000 fanti, per soccorrervi la cittadella che è assediata
dai carraresi: i difensori,
infatti, hanno deciso di arrendersi a patti se entro otto giorni
non ricevono concreti aiuti dall'esterno. Raggiunto a Casalmaggiore
dai ghibellini bresciani, giunge alla porta di San Giovanni;
è respinto; ripiega a porta Pile, dove può entrare e rifornire
di armi e vettovaglie il presidio della cittadella con l'aiuto
dei ghibellini. Trascorrono due giorni e Francesco Novello da
Carrara e Niccolò d'Este si allontanano di notte da Brescia.
Il Terzi si reca a Milano, conclude una tregua con i guelfi,
passa a Guastalla, al cui governo prepone Guido Torelli. Si
sposa con Francesca da Fogliano: mentre conduce la moglie dal
castello di Dinazzano a Castelnovo di Sotto con gran pompa,
sa che Gherardo Aldighieri, seguace dei Rossi, sta venendo da
Castelfranco Emilia con 150 lance. Lascia la donna, corre ad
attendere il condottiero avversario a Montecchio Emilia, lo
cattura e lo rinchiude a Guardasone, dove lo farà uccidere.
Negli stessi giorni Simone da Canossa ed Antonio Vallisnieri
catturano Pietro dei Rossi, mentre da Bologna sta ritornando
ai suoi possedimenti con 17 cavalli. Il Terzi lascia Castiglione
dei Terzi con 60 cavalli, preleva il Rossi incarcerato a Montevetro
e lo fa condurre a Montecchio Emilia. Si riconcilia con il rivale.
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|
Ott.
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Emilia
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Fa rientrare a Parma i partigiani dei Rossi.
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|
Nov.
|
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|
Emilia
|
Libera il Rossi ai primi del mese e si accorda
con lui per togliere Parma al dominio dei Visconti: nel contempo,
si fa riconoscere da questi ultimi Montecchio Emilia, Boretto,
Brescello, Gualtieri, Borgo San Donnino (Fidenza), Fiorenzuola
d'Arda a saldo delle paghe arretrate. Ordina a tutti gli abitanti
del capoluogo di rientrarvi e fa giurare a tutti (per il momento)
fedeltà al duca di Milano. Recupera il castello di Viniano degli
Arduini, di cui si è impadronito Ludovico della Palude.
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1404
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Gen.
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Emilia
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Fiorentini e carraresi cercano di assumerlo ai loro
stipendi: non trova l'accordo con i fiorentini, perché chiede una condotta di
600 lance e di 300 balestrieri, mentre la repubblica intende concedegliela di
500 lance. Altri contatti si ripeteranno per i due mesi successivi. Si unisce
con il Rossi ed ottiene Montechiarugolo dai
Correggio.
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Feb.
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Terzi
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Milano
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|
Emilia
|
Il Rossi entra in Parma ed egli lo segue il giorno
seguente provenendo da Castelnuovo dei Terzi: entra all'alba per la porta di
San Barnaba con 600 cavalli e con il Rossi si fa signore della città a nome
della fazione guelfa. Sono date alle fiamme le scritture degli archivi,
aperte le prigioni e rilasciati i carcerati; molte case di ghibellini sono
saccheggiate ed i rivali politici vengono espulsi.
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|
Mar.
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Emilia
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Sono consegnati nel duomo di Parma ai due capitani le
chiavi della città e delle rocche; costoro si giurano fratellanza e si comunicano con
la medesima ostia. Il Rossi ed il Terzi aggrediscono le fortezze cittadine e
minacciano di impiccare i difensori se non si arrendono; a seguito di un
breve assedio, due castelli rimangono in suo potere, due in quello del Rossi;
entrambi introducono 200 fanti nella cittadella. Con il suo emulo divide
anche le porte della città: a lui vanno porta Nuova, la porta di Bologna e
quella di San Michele; al Rossi spettano, invece, quelle di San Barnaba, di
Santa Croce e di San Francesco. Il Terzi contrasta, quindi, le compagnie che stazionano
a Fidenza e, sempre con il Rossi, raduna 2000 fanti a Montecchio Emilia ed a
Montechiarugolo per minacciare il reggiano.
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Apr.
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Guelfi
Terzi |
Milano
Rossi |
700 lance
|
Emilia
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I vari signori della Lombardia gli concedono
una condotta di 700 lance. Manfredi Scotti entra in Piacenza
con il pretesto di difendere i diritti del duca di Milano Giovanni
Maria Visconti; il Terzi lascia Lodi ed entra nottetempo nella
città per una breccia esistente nelle mura fra porta cremonese
e porta San Lazzaro. Scaccia lo Scotti ed assedia i capitani
viscontei Pietro da Bagno, Niccolò Crivelli e Cornelio da Rho,
che si sono asserragliati nelle cittadelle di Fodesta, di Stralevata
e di Sant'Antonino. Durante le operazioni di assedio fa impiccare
sulla piazza del centro un prete, chiamato Campanino, per alcune
parole volgari proferite nei confronti di Margherita Scotti,
che sta parlando con il priore della chiesa di San Sisto. Vede
inutili i suoi attacchi e, nello stesso tempo, teme che il Rossi
gli giochi qualche scherzo a Parma; si riconcilia con i Visconti
e rientra nella città per porta Nuova con Giberto di San Vitale,
alla testa di 600 uomini fra fanti e cavalli. Svaligia le milizie
dell'avversario e si impossessa di ponti, castelli e porte cittadine,
con l'eccezione di quello di Santa Croce, dove si rinchiude
la moglie del Rossi Giovanna Cavalcabò. Viene acclamato signore.
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Mag.
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Parma
Parma |
Ferrara
Rossi Firenze |
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Emilia
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Recupera Reggio Emilia, pervenuta agli estensi ed entra in
città per la porta di Santo Stefano: 100 persone e molto bestiame sono
portati a Montecchio Emilia. Subito dopo rientra a Parma, assale la rocca di
Santa Croce, alla cui difesa si trovano Antonio dei Rossi ed Antonio
Balestrazzo, che sono costretti alla resa quando sono piantate 5 grosse
bombarde dalla parte di San Giovanni a Codiponte. A fine mese deve abbandonare Piacenza: feste e processioni a Bergamo per solennizzare l'evento.
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Giu.
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Emilia
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Ottiene la cittadella di Reggio Emilia ed obbliga Muzio Attendolo Sforza ed Uguccione
Contrari a desistere dalle operazioni di assedio, portate con
800 cavalli e 2000 fanti. A Parma ordina a tutti i partigiani
dei Rossi ed ai loro famigliari di lasciare la città nello spazio
di tre ore: costoro devono passare per la porta di San Michele,
ove sono spogliati dei loro beni. Con la loro partenza, le case
dei Rossi sono una volta di più messe a sacco. Nella città il
Terzi fa chiudere chiese, botteghe e tutte le porte con l'eccezione
di quelle di San Michele e di San Francesco. Dopo tre giorni
ritorna a scorrere contro i guelfi; si porta a Porporano
ed espugna le torri dei Catellani, dei Guazzardi e dei Valeriani,
sostiene una forte scaramuccia con gli abitanti di Alberi. Cavalca
a Montechiarugolo ed a San Gemignano cattura in un'imboscata
42 soldati, dei quali 36 sono imprigionati a Parma. Il pontefice
gli manda in soccorso l'Orsini con 400 cavalli; da parte sua,
emana un nuovo bando per il quale devono abbandonare la città
tutti gli aderenti dei Rossi, comprese le donne. Lo stesso giorno,
ha dal duca di Milano il castello e la cittadella di Reggio
Emilia. I fiorentini inviano il Tartaglia in soccorso dei Rossi;
il Terzi attende l'avversario alla stretta di Selvapiana, tra
Rossena e Rossenella, e lo sbaraglia catturandogli 360 cavalli.
Come risposta, i Rossi tolgono l'acqua a Parma.
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Lug.
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Emilia
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Fa distruggere i raccolti di Alberi e Porporano
ed imprigiona numerosi fautori dei Rossi; per rappresaglia gli
avversari uccidono un certo Merlino, suo amico, e ne conducono
a Parma il cadavere. Per vendetta il Terzi fa spianare sette
case ed uccidere tutti i prigionieri della fazione dei Rossi
che sono nelle sue mani (170
o 314 secondo le fonti): i loro cadaveri sono portati a Porporano
caricati su diciassette carri. E' pure creduto l'autore di altri
misfatti, quali l'uccisione di un bambino in fasce gettato contro
un muro o di un ragazzo, strappato alla madre, cui è tagliata
la gola: è probabile che tali voci non siano vere ma che facciano
parte di una leggenda per rendere ancora più crudele la sua
immagine. Fa sgombrare, in ogni caso, Codiponte degli abitanti
e ripete le sue scorrerie a Felino, Mamiano, Pariano, Alberi
e Porporano.
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Ago.
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Emilia
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Si dirige a Felino e vince nuovamente il Tartaglia in una
grossa scaramuccia. Le sue irruzioni nel modenese provocano danni per 100000
ducati.
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Sett.
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Emilia
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Se la prende con i bambini della fazione
avversaria e fa imprigionare a Parma tutti coloro che hanno
più di cinque anni; li libera con l'imposizione di una fidejussione
di 200 fiorini, che assicuri la loro presenza in caso di eventuali
chiamate; espelle al contrario le donne dei Rossi ed assedia
il castello di Mozzatella, di proprietà dei Manfredi: lo ottiene
a patti in otto giorni. Alla fine, si frappongono veneziani,
fiorentini, il legato pontificio Bartolomeo Cossa, che lo convincono
a stipulare una tregua di sei mesi con il Rossi: ha in pegno
Parma dai Visconti per un anno, dietro la sospensione di un
credito di 78000 fiorini per paghe arretrate.
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Ott.
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Venezia
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Padova
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500 lance
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Emilia e Veneto
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Stimolato dal Visconti, si presenta nuovamente
sotto Piacenza: scala nottetempo le mura fra la porta di San
Nazario e quella cremonese in un punto in cui il fossato è
senza acqua; sono messe a sacco le case dei ghibellini e quelle
dei guelfi. Interviene il dal Verme, che calma il suo furore
(alimentato dalla necessità di trovare il denaro per le paghe
dei suoi uomini) consegnandogli un acconto sulla somma di 40000
fiorini di cui è creditore. Gli sono promesse in cauzione le
fortezze cittadine. Il salvataggio economico (seppure a mezza
paga) viene da una condotta veneziana per combattere i carraresi.
Lascia alla guardia di Parma Antonio Terzi e Giberto di San
Vitale con 400 fanti; si unisce con Francesco Gonzaga ed il
dal Verme e depreda il veronese. Si accampa a Bussolengo, da
dove, con Galeazzo da Mantova ed il Biancardo, chiude tutti
i passi della Valpolicella in modo da impedire il vettovagliamento
ai nemici.
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|
Nov.
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Veneto
|
Con il dal Verme, si impadronisce del castello
di Chiusa, conquista Crovara e la rocca di Rivoli Veronese;
è costruita una fortissima bastia tra Bussolengo, Pescantina
e Castelrotto, occupa Nogarole Rocca ed Isola della Scala. Segue
il dal Verme nel territorio di Piove di Sacco.
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Dic.
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Veneto
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Giacomo da Carrara esce da Verona con 800 cavalli e 1000
fanti per venire a Montagnana e costruirvi una bastia: il Terzi gli si muove contro
con forze maggiori, lo batte e gli cattura 300 cavalli con tutti i carriaggi.
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1405
|
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Gen.
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Veneto
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Tratta con alcune sentinelle che sorvegliano
a Verona il tratto di mura di San Zeno. I veneziani si avvicinano
senza essere scorti e per una breccia entrano nella città
300 uomini che si impossessano di tre torricelle alla porta
del Calzari. Giacomo da Carrara lo affronta animosamente e con
un colpo di lancia ferisce il Gonzaga; arrivano in rinforzo
di quest'ultimo Cecco da San Severino e Paolo Lion che, con
l'aiuto degli abitanti, riconquistano la posizione.
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Mar. apr.
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Milano
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Guelfi
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1200 cavalli e 200 fanti
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Lombardia
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Si reca a Milano e lascia alla guardia di
Parma Antonio e Jacopo Terzi. Al suo rirorno dalla Lombardia,
fa ritrarre sulla facciata del palazzo dei notai Pietro dei
Rossi ed il fratello Giacomo impiccati per un piede. A novembre,
tali pitture saranno tolte
su richiesta del Biancardo, di Carlo da Fogliano e di Giberto
di San Vitale.
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Mag. giu.
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Lombardia ed Emilia
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Si collega con Francesco Visconti e conduce un'offensiva
contro i guelfi. Marcia su Lodi; in soccorso di Giovanni da Vignate accorrono
Pandolfo Malatesta e Gabrino Fondulo. Si combatte attorno alla città;
all'improvviso gli avversari compiono una scorreria nel piacentino e si
impadroniscono del capoluogo con l'ausilio dei guelfi lombardi Alla notizia,
il Terzi abbandona Lodi, dove è attendato con 1000 cavalli e 1000 fanti, e si
collega con Francesco Visconti ed il Cane; entra nella città, di cui è
podestà il San Vitale, e ne scaccia gli avversari. Ottiene Parma e Fidenza dal
duca a compensazione di paghe arretrate.
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Lug.
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Parma
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Pallavicini
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Lombardia ed Emilia
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Torna ad assediare Lodi; un dissidio con
Francesco Visconti porta entrambi i condottieri ad abbandonare
l'assedio. Gli si ribella Fidenza; il Terzi ne viene respinto
dagli abitanti che sono aiutati da Rolando Pallavicini. Assale
le terre dei nuovi nemici.
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|
Ago.
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Emilia
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Conclude una tregua con i Pallavicini; i
suoi uomini continuano lo stesso a molestare i contadi di Scipione,
di Tabbiano, di Bargone e di Solignano;
assedia Fidenza.
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Sett.
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Viene aggregato alla nobiltà veneziana con i fratelli
Giovanni e Jacopo.
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Ott. nov.
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|
Emilia
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Riprende il conflitto con i Pallavicini. Attorno a Fidenza
si svolgono sanguinose scaramucce. Fa costruire una bastia a Castione ed una
a Carabiollo.
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1406
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Feb.
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Emilia
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Definisce una tregua di venti giorni con
i difensori di Fidenza: questa sarà prolungata in breve
tempo per altri ventisei mesi.
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Apr.
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Parma
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Cane
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Emilia
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Il Cane assale di sorpresa Piacenza ed espelle
le sue truppe. Abbandona la città prima dell'arrivo dell'avversario
portando via con sé molti beni e numerosi ostaggi.
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Mag.
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|
Emilia
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Aiuta nascostamente Obizzo da Montegarulli contro gli
estensi. Si incontra a Reggio Emilia con il Fondulo, che si appresta a
togliere Cremona ai Cavalcabò.
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Lug.
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Parma
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Cremona
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Emilia
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Si incontra a Parma con Niccolò da Tolentino,
che gli è inviato dal Fondulo con l' offerta della signoria
di Cremona. Invia lo Sparapano con 2000 fanti e gli ordina di
restare nei dintorni, finché non riceva un apposito segnale
dal Fondulo stesso. Costui delude le sue aspettative e si insignorisce
di Cremona in proprio, dopo avere allontanato con uno stratagemma
lo Sparapano. Il Terzi si allea con il Vignati e guerreggia
senza successo il rivale.
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Ago.
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Emilia
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Soccorre Giacomo e Pietro dei Rossi e li
aiuta a recuperare San Secondo Parmense,
tolto loro dal congiunto Leonardo. Sempre nel periodo,
i fiorentini gli consegnano 25000 fiorini affinché non
si muova alla difesa di Pisa.
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Sett.
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Milano
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Cane
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Emilia
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Rioccupa Piacenza a spese di Facino Cane: la città viene messa
a sacco.
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Ott.
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Emilia
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E' nominato dal duca di Milano conte di Reggio
Emilia con l'investitura di Boretto, Brescello, Castelnuovo,
Cavriago, Montecchio Emilia, Gualtieri, Campegine, Cogruzzo,
Sant'Ilario d'Enza, Fiorenzuola d'Arda in cambio della cancellazione
del suo credito di 78000 fiorini.
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.................
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Conclude una tregua con Carlo Malatesta, che governa il
ducato milanese per conto di Giovanni Maria Visconti.
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1407
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Gen.
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Coadiuva il dal Verme contro Facino Cane e gli conduce
7000 uomini fra soldati e fuoriusciti di varie località.
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Feb.
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Guelfi
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Cane Milano
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Emilia e Lombardia
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Attraversa il Po a Torricella e si porta nel bergamasco;
espugna Comun Nuovo, entra a forza a Spirano, Lurano, Brignano Gera d'Adda. A
Pignano sono uccisi dagli abitanti 12 uomini della sua compagnia; attacca il
castello di Lurano, ne fa uccidere i difensori e lo fa bruciare come quello
di Pignano. Attraversa l'Adda a Trezzo, arriva a Vimercate con l'appoggio dei
Colleoni, di Pandolfo Malatesta, del Fondulo, dei veneziani e del legato
pontificio Cossa. Occupa Desio, Saronno, Magenta e Rosate; supera il
Ticinello e si scontra a Morimondo con il Cane, che è alla testa di 3000
uomini d'arme. Sconfitto in un primo scontro, che termina con l'uccisione di
molti uomini d'ambo le parti, nella notte riceve alcuni rinforzi dal dal
Verme e con essi assale il campo avversario. Il Cane è colto impreparato;
riesce, tuttavia, a fuggire a Binasco ed abbandona nelle sue mani 1000 prigionieri con
Marcoardo dalla Rocca. Il Terzi uccide tale condottiero con un colpo di spada
alla gola per le sue risposte sprezzanti.
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Mar. giu.
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Parma
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Pallavicini
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Lombardia ed Emilia
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Entra in Pavia con il dal Verme e poco più
tardi a Milano: assedia immediatamente i ghibellini nel castello
di Porta Giovia; due suoi avversari politici, Giacomo e Francesco
Grassi, sono ammazzati; pretende di sterminare tutti i ghibellini
milanesi e domanda il sacco delle case e dei beni dei membri
della fazione sconfitta. Gli si oppone con forza il dal Verme
che, a giugno, lo obbliga a partire da Milano: gli abitanti
gli consegnano 100000 fiorini per allontanarlo dalla città.
Libera Astorre Visconti e si porta con costui a Monza per concertare
nuove imprese. Ritorna a Parma e muove nuovamente guerra a Rolando
Pallavicini. Depreda il contado di Fidenza e quello di Torre
del Marchese; in sei giorni costringe i difensori alla resa
ed è mutato il nome al castello, che da questo momento diverrà
Castelguelfo. Ritorna, successivamente, sotto Fidenza e ne distrugge
i raccolti.
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Lug.
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Emilia
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Ha Scipione, Castellina e Borgo San Giovanni, di cui è
nominato marchese: segue la pace con i Pallavicini, cui restituisce Scipione
e Cortemaggiore; si tiene, al contrario,la rocca di Fidenza; spiana Poviglio.
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Ago.
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Parma
Comp.
ventura |
Milano
Mirandola |
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Emilia
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Il duca di Milano cambia politica nei suoi confronti ed
egli fa compiere dai suoi uomini un
atto di pirateria sul Po: concede un salvacondotto a 7 grosse navi milanesi e
veneziane, dirette a Venezia con merci a bordo per 50000 fiorini, e le fa
catturare dai suoi soldati. Sempre per la stessa necessità di denaro, passa
con più di 2000 cavalli nei territori di Mirandola e di San Felice sul
Panaro. Per un mese viene interessato dalle sue escursioni tutto il basso modenese (Spilamberto e Vignola).
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Sett.
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Parma
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Piacenza
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Emilia
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Scaccia da Piacenza Giacomo Arcelli e lo fa dipingere come
traditore.
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Dic.
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Emilia
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Assale invano le fortezze di Piacenza; rientra a Parma e
ne espelle parte dei fautori dei Rossi, in particolare i più bellicosi.
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1408
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Gen.
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Milano
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Agli stipendi del duca di Milano.
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Feb.
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Emilia
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Organizza una giostra a Parma.
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Mar.
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Parma
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Rossi
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Emilia
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Fronteggia i Rossi, cui toglie Carona e la bastia di
Sant'Andrea.
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Apr.
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Emilia
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Si rappacifica con i Rossi, grazie alla mediazione del
suocero Carlo da Fogliano.
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Mag.
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Parma
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Ferrara
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Emilia
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La sua imprudenza ed il superamento di ogni
limite di umanità, facilitano la nascita di un'alleanza ostile
nei suoi confronti, cui fanno parte i signori di Ferrara, Mantova,
Milano, Brescia, Cremona, i Rossi ed i Pallavicini.. Il Terzi
apre le ostilità con una nuova irruzione nel modenese, verso
Vignola e Spilamberto; le prede sono condotte nel reggiano.
Al comando di 2500/3000 cavalli e di 400 fanti, aggredisce le
terre dei da Correggio e dei della Mirandola, danneggia i dintorni
di Rubiera ed altre parti del modenese con il da Fogliano e
Francesco da Sassuolo. Niccolò d'Este per contrastarlo assolda
lo Sforza con 250 lance; il condottiero elude la sorveglianza
del Terzi ed entra in Modena. Il Terzi attacca la città a porta
Baggiovara: ne escono gli abitanti che con l'ausilio degli sforzeschi
respingono i suoi uomini con un aspro combattimento di due ore.
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Giu.
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Emilia
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Cattura un ambasciatore estense che si sta
recando dal Cane, nonostante che il diplomatico (Aldobrandino
Giocoli) sia munito di un suo salvacondotto. Manda un contingente
di armati a Scandolara Ravara comandato dal Torelli. A metà
mese viene sconfitto a Castelponzone dai collegati capitanati
da Pietro Fusi: nello scontro sono uccisi 200 uomini e ne sono
fatti prigionieri altri 300, tra cavalli e fanti.
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Lug.
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Emilia
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Assalito nuovamente dagli estensi, è
abbandonato da suoi alleati come Ato di Rodiglia, il da Sassuolo
ed i da Canossa. Si porta a Poviglio e la mette a sacco perché
i ducali, su istigazione del dal Verme, si rifiutano di saldargli
le sue spettanze.
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Ago.
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Emilia
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Gli estensi giungono a Rubiera ed i Pallavicini si
impossessano della bastia di Castione: per rappresaglia, fa decapitare 36
fautori di tale famiglia (dei quali 11 erano confinati a Parma e 25 a Reggio
Emilia). Alla notizia che il Rossi è stato catturato a Grondola da Luca
Fieschi, corre a Felino e vi compie una razzia.
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Sett.
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Emilia
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Scorre di nuovo a Felino, conquista Vigatto
e fa spianare il castello di Malandriano. Il dal Verme cerca
di subornare le sue schiere e manda un suo emissario a Parma
con tale obiettivo: scoperto, l'uomo è abbacinato e gli sono
tagliate le mani; il dal Verme è invece dipinto su una tavola
di legno affissa ad una colonna, piantata verso la piazza della
città, come traditore impiccato per i piedi.
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Nov.
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Emilia
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Sorprende con 150 cavalli alcuni soldati che sorvegliano
la costruzione di un ponte vicino alla bastia del Cantone: sono catturati 100
cavalli e 100 fanti. Nel mese fa
prigionieri in un'imboscata Micheletto Attendolo, Lorenzo Attendolo e Santo
Parente, impegnati in una scorreria nel parmense. Tutti sono incarcerati a
Parma e sono sottoposti a varie torture.
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1409
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Gen.
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Veneto ed Emilia
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Si reca a Parma appena sa della fuga a Felino dei tre
condottieri sforzeschi e della protezione loro accordata dai Rossi. Si porta, poi,
con 4000 uomini sotto tale castello, ma deve presto desistere perché ferito in
un assalto ad un piede da un verrettone.
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Feb.
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Emilia
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Provvede a rafforzare le opere difensive di Parma.
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Mar.
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Emilia
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Fa costruire una bastia a Poviglio per opporsi
alle truppe della lega; fa bruciare le case e la paglia di San
Sisto, Meledolo, Boretto e Fontane. Nello stesso mese si rappacifica
con il Fondulo.
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Apr.
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Viene contattato dai fiorentini per passare ai loro stipendi.
Si reca a San Secondo Parmense, a Reggio Emilia e nel modenese.
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Mag.
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Emilia
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Esce da Reggio Emilia con 1800 cavalli e
2000 fanti; guada il Secchia ed entra nel territorio di Formigine
con l'intento di sorprendervi Niccolò d'Este. Cattura 400 uomini
con Alberto Boschetti, 30 fra i principali cittadini di Modena
e 60 nobili di Reggio Emilia e Parma diretti a Magreta. Chiede,
il lunedi di Pasqua, di parlamentare con il marchese di Ferrara
al fine di aprire delle trattative di pace in un luogo sito
sulla strada tra Reggio Emilia e Rubiera, al ponte della Valllisella
o Pontalto, chiamato da alcuni Tagliata, da altri Valverde.
Cronisti estensi riferiscono di un suo tentativo di agguato
a Salvaterra. Niccolò d'Este, preavvertito, colloca alcuni armati
in un bosco vicino al punto d'incontro. Il Terzi si presenta
all'appuntamento con 90/100 cavalli, accompagnato dal figlio
Niccolò, dal Torelli e dal da Fogliano; anche l'Este si presenta
con 100 cavalli, con al fianco Uguccione Contrari e lo Sforza.
Mentre i due signori di Parma e di Ferrara sono impegnati nei
convenevoli di rito, lo Sforza raggiunge il Terzi e lo colpisce
a tradimento con un pugnale; Micheletto Attendolo lo finisce.
Il suo cadavere è portato a Modena ed è squartato: tre-quarti
delle sue membra sono poste sulle porte di Modena e di Cremona
ed un quarto è dato ad un suo avversario politico; le budella
sono date in pasto ai cani; gli orecchi sono spartiti fra suoi
nemici; la testa è infissa su una lancia ed è portata davanti
al duomo di Modena; altri ancora mangiano parte della sua carne.
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Valoroso capitano. Prode. Gran capitano. Uno dei più
avventurosi capitani del suo tempo.
Espertissimo. Nessuno fu più capace di lui ai suoi tempi.
Celebre capitano.
Di innegabile forza d'animo e di finissima astuzia.
Di spregiudicata ferocia anche in tempi tutt'altro che miti
e scevri di violenza. Un mostro di crudeltà.
Fu buono e perciò fu detto anche Buonterzo.
Grande persecutore dei ghibellini.
Di volto pieno e di quadrata statura. Di capelli rossi.