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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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1474
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Romagna
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Si lamenta con il governatore di Cesena, il vescovo di
Recanati Andrea Pilii, del prolungamento della prigionia dell'arcivescovo di
Spalato, già governatore della stessa città che, nell'esercizio delle sue
mansioni, ha favorito i Tiberti. Mentre cerca di persuadere il prelato,
sopraggiunge il rivale politico Giovanni Martinelli che lo schiaffeggia e lo
offende. Sorgono alcuni tumulti e 4 ambasciatori sono spediti alla Santa
Serde, fra i quali il fratello Polidoro.
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1488
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Romagna
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E' scacciato da Cesena con i suoi famigliari, quando
governatore della città diviene il vescovo di Rimini, legato da vincoli di
parentela con i Martinelli.
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1492
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Giu.
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Fuoriusciti
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Cesena
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Romagna
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Entra in Cesena con 45 uomini ai danni dei Martinelli e ne
saccheggia le case.
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Ago.
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Lazio
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A Roma, con il fratello Polidoro per rendere omaggio al
nuovo papa Alessandro VI. E' stipulata, nell'occasione, la pace fra i suoi
partigiani e quelli dei Martinelli.
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1494
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..............
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Chiesa
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Francia
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Ago.
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Francia
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Chiesa
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Romagna
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Defeziona nel campo filofrancese e, su istigazione di
Giovan Francesco da San Severino, cerca di occupare la rocca di Cesenatico,
per tagliare le vie di rifornimento all'esercito aragonese stanziato in
Romagna.
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Ott.
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Forlì
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500 fanti
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Romagna
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Licenziato, passa al servizio della signora di Forlì
Caterina Sforza con una condotta di 500 provvigionati.
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Nov.
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Tiberti
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Cesena
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Romagna
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Segue il fratello Polidoro in un'azione contro Cesena.
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1495
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Lug.
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Tiberti
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Martinelli
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Romagna
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Entra in Cesena e vi uccide molti partigiani dei
Martinelli. Entra in contrasto con Guido Guerra da Bagno e lo scaccia dalla
rocca cittadina.
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Nov.
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Forlì
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Bagno
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Romagna
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Con Cicognano da Castrocaro e Paolo Bezzi combatte il
Bagno; gli conquista alcuni castelli, quali Castelnuovo, Teodorano, Molino
Vecchio; assedia pure Cusercoli, da cui è respinto inizialmente. Gli sono
inviati da Imola alcune passavolanti ed i Manfredi gli inviano in soccorso
400 fanti agli ordini di Vincenzo Naldi e di Niccolò Castagnino. I difensori
si arrendono in pochi giorni.
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1496
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Gen.
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Tiberti
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Martinelli
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Romagna
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Si reca, travestito, a Forlì e vi assale i Martinelli.
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Giu.
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Romagna
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Sempre con Cicognano da Castrocaro, aiuta i parenti di
Civitella di Piazza ucciso in una rissa; obbliga il collega a rappacificarsi
con i rivali e ritorna a Forlì.
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Lug.
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Tiberti
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Martinelli
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Romagna
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Entra in Cesena di domenica nella chiesa di San Francesco
con 13 compagni armati di spade e pugnali; durante il canto dei salmi, sono
uccisi di sorpresa 25 membri della famiglia dei Martinelli; ne saccheggia le
case e si rinchiude nella rocca vecchia, mentre le truppe del duca di Gandia
Giovanni Borgia sorvegliano gli ingressi della piazza. Da qui, tenta di
passare nella nuova, tramite un passaggio sotterraneo che collega le due
fortezze: il castellano fa fallire i suoi disegni e mina il collegamento che
è così distrutto. Giovanni Battista Martinelli, Giacomo Naldi, Paolo d'
Ettore e Romanello da Lugo raccolgono 400 uomini: il Tiberti conduce una
felice sortita, al cui termine i rivali lasciano la città. E' cambiato il
governatore della città
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....
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Romagna
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Fa pressioni sul fratello Palmerio, affinché abbandoni
Bertinoro dove è penetrato con 400 fanti.
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Nov. dic.
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Guerra privata
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Romagna
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Assale Civitella di Romagna per soccorrervi il fratello
Palmerio; quando costui è messo in fuga dagli avversari di Antonio Fabbri, viene a Forlì dalla Sforza e la
spinge ad intervenire a suo favore.
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1497
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Feb.
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Romagna
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Organizza un ballo in Cesena per le feste di carnevale,
cui partecipano i membri del consiglio cittadino.
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Mar.
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Tiberti
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Rimini
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Romagna
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Guerreggia con Pandolfo Malatesta, cui tende un agguato
con alcuni balestrieri.
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Ott.
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Forlì
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Rimini
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Romagna
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Sempre con il favore della Sforza, compie delle scorrerie
nel riminese, cattura tre pastori e razzia una grande quantità di
bestiame dello stesso Malatesta. Scatta la reazione del signore di Rimini,
che mette a sacco sette borghi del forlivese.
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1498
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Mar.
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Firenze
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Venezia Pisa
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25 lance e 25 cavalli leggeri
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Toscana
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I cesenati gli prestano 150 ducati, per mettere in ordine
le sue truppe. Durante la rassegna, che si svolge a Firenze, gli cade il
cavallo addosso; viene portato moribondo nel Palazzo della Signoria. Guarito,
contrasta i pisani.
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Mag.
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Toscana
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E' sconfitto e catturato a San Regolo da Marco da
Martinengo. E' liberato a luglio in cambio di Rinieri della Sassetta.
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Ago.
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Romagna
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Rientra a Cesena e vi è accolto con tutti gli onori. Per
rifarsi della prigionia, conduce una vana scorreria in territorio veneziano.
Si reca, infine, a Forlì allo scopo di difendere la Sforza dalle minacce dei veneziani. Ammalatosi nella città, viene trasportato su un mulo a Cesena:
sospetta di essere stato avvelenato dai pisani.
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Sett.
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Forlì
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Venezia
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Romagna
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Ha una condotta di cavalli leggeri; fa la rassegna dei
suoi uomini e viene a Modigliana. Raccoglie 100 fanti ma non ha il denaro per
pagarli: la compagnia si scioglie subito. Negli stessi giorni è contattato
dai veneziani, per mezzo di Francesco Barisello e del fratello Polidoro, per
passare al loro soldo con 500 provvigionati.
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Nov.
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Romagna
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Con Gaspare da San Severino, assiste in Forlì al duello
che si svolge tra Niccolò Marcheselli ed Alberto Aldovrandini.
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Dic.
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Romagna
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Cattura nel faentino un caposquadra di Astorre Manfredi
(che milita per i veneziani) e lo porta,
prima, a Forlì e, poi, a Castrocaro Terme. Si rappacifica con il cardinale
Giovanni Sercada, l'arcivescovo Arboriense ed il governatore di Cesena.
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1499
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Gen.
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Capitano g.le cavalli leggeri
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Romagna
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E' a Galeata; da tale località scorre prima in val di
Bagno e poi nella pineta di Cervia: da Ravenna gli muovono contro Luigi
Valaresso e Cola da Venezia che lo obbligano a ritirarsi. E' a Sogliano al
Rubicone e con 100 cavalli leggeri e 200 fanti tenta di impadronirsi del
castello di Spinello, di Ramberto Malatesta da Sogliano.
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Feb.
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Romagna
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Fiorentini e sforzeschi reclamano la sua presenza all'assedio
di Bibbiena: preferisce attaccare Sogliano al Rubicone con Ottaviano Manfredi
e Dionigi Naldi (400 uomini), nella speranza che abbia successo un trattato
organizzato da Malatesta Malatesta da
Sogliano ai danni del fratello Ramberto.
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Apr.
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Romagna Lazio
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Presenzia a Forlì nella chiesa di San Girolamo ai funerali
di Ottaviano Manfredi; si reca, indi, a Roma dove è ricevuto benevolmente dal
papa Alessandro VI:
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Lug.
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Romagna
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Cavalca a Montiano ed assale i contadini di Longiano, che
non vogliono riconoscere delle tasse ai pontifici. Altra spedizione punitiva
conduce anche a Savignano sul Rubicone. E' sempre respinto.
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Ott.
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Chiesa
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Lazio
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Ottiene una condotta dal papa di 100 balestrieri a cavallo
e 100 provvigionati. Passa agli stipendi di Cesare Borgia, perché rimpiazzato
nelle grazie della Sforza da Giovanni
da Casale.
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Nov.
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Tiberti
.Chiesa |
Martinelli
Forlì Faenza |
25 cavalli leggeri
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Romagna
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A metà mese, esce da Cesena con i fratelli Palmerio e
Polidoro e Malatesta Malatesta da Sogliano per contrastare 500 fanti
tedeschi, spagnoli e guasconi condotti dai fuoriusciti della città. Segue una
breve scaramuccia. Ha inizio il conflitto con la Sforza ed i Manfredi, che
affronta con 25 cavalli leggeri. Si muove all'avanguardia dell'esercito pontificio
(500 cavalli) e si impossessa di Imola senza colpo ferire: si presenta
infatti alla porta Spuvilia e chiede la città al connestabile Giannotto Francese
a nome del re di Francia; il popolo si mette in fermento e Giovanni da Sassatello
accetta la richiesta. Viene, poi, con la sua compagnia alla porta dei Pioli, la
abbatte ed entra in Imola; bombarda la rocca, alla cui difesa si trova
Dionigi Naldi, e con 16 pezzi di artiglieria ne rovina parte delle mura. Ha
Mordano.
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Dic.
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Romagna
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Arrivano in rinforzo da Cesena 200 cavalli leggeri;
ricomincia a battere il rivellino della rocca d'Imola, finchè un carpentiere diserta dall'interno
del castello e gli indica i punti effettivamente più deboli: il Naldi è
forzato alla resa in breve tempo. Subito dopo, si porta a Forlì con 25
cavalli e si incontra con gli Anziani; la Sforza decide invece di resistere e
fa sparare dalla rocca una grossa bombarda. Il Tiberti fa venire da Cesena un
grande numero di guastatori e da Bertinoro 4 squadre di francesi, fra cui
anche la compagnia del Francese, che deve congedare per volontà degli
abitanti; è nel contempo, costretto ad intervenire con Ercole Bentivoglio sui
contadini che sono insorti. Nel suo ritorno a Cesena, penetra a forza nel
palazzo del Bagno e vi prende alloggio. E' a Forlimpopoli, ne ha la rocca dal
castellano e vi lascia un presidio di 400 soldati francesi; tocca quindi
Bagnacavallo, si trova all'assedio di Faenza ed è ferito in una scaramuccia
con i difensori.
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1500
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Gen.
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Romagna
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Cade la rocca di Forlì (alla cui difesa muoiono 475
soldati) ed è catturata la Sforza dal balivo di Digione Antonio di Bissay:
con Ivo di Allègre e Vitellozzo Vitelli costringe quest'ultimo a rinunciare
alla donna per consegnarla al Borgia.
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Mag.
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Lazio
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Si porta a Roma; è ricevuto dal papa e gli sono saldate le
paghe arretrate. Gli viene riconosciuta una provvigione mensile di 50 ducati.
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Ago.
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Romagna
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Rientra a Cesena con Ercole Bentivoglio: occupa il comune,
scaccia tre Anziani e brucia le carte dei processi che lo riguardano. Lo
accompagna una cortigiana.
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Ott.
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Romagna
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Da Forlimpopoli fa rientro a Cesena.
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Nov.
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Romagna
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Con il fratello Polidoro riceve a Cesena
il Borgia. Ad Imola, con la sua compagnia; è ferito ad un braccio
in un attacco portato a Faenza. Si reca a Cesena per curarsi
ed a fine mese è segnalato alla guardia di Bagnacavallo.
Alcuni balestrieri di Astorre Manfredi razziano numeroso bestiame
in tale contado: il Tiberti li contrasta e recupera il bottino.
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Dic.
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Romagna
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Protesta energicamente con il rettore pontificio di Cesena
Ramiro di Lorca, perché ha fatto torturare ed incarcerare il congiunto
Pandolfaccio.
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1501
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Gen.
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Romagna
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Lascia Cesena con Giulio Orsini; viene prima a Forlì e poi
a Russi con 1500 fanti ed alcuni cavalli.
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Apr.
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Chiesa
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Faenza
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Romagna
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Ancora all'assedio di Faenza.
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Mag.
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Romagna
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Muore per lo scoppio di un pezzo di artiglieria con il
bombardiere, Onorio Savelli ed altri soldati. E' sepolto a Cesena. Secondo
altre fonti muore nei pressi di Bagnacavallo, mentre tenta di difendere la
località dalle scorrerie dei fiorentini.
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Uno dei migliori condottieri del Borgia.