| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
|
1365 |
|
|
|
|
|
|
Ott. |
Comp. ventura |
Firenze |
|
Toscana |
Fa parte della
Compagnia di San Giorgio di Ambrogio Visconti e di Giovanni
Acuto: a metà mese, i fiorentini riconoscono ai venturieri
6000 fiorini contro l' impegno a non offendere i territori della
repubblica e dei loro aderenti per quattro anni. La convenzione
è firmata oltre che dal Visconti e dall'Acuto, da Tommaso
Merezal, da Ugolino Ethon e da altri 42 connestabili. |
|
1372 |
|
|
|
|
|
|
Dic. |
Ubaldini |
Firenze |
|
Romagna |
Coadiuva il
cognato Francesco di Dovadola a difendere Portico di Romagna,
che è assalita da 600 fanti. E' bandito dai fiorentini e su
di lui, come su tutti i suoi famigliari, viene posta una taglia
di 1000 fiorini a favore del suo uccisore. |
|
1373 |
|
|
|
|
|
|
Mag. lug. |
|
|
|
Toscana |
E' assediato
in Badia di Susinana da Obizzo da Montegarulli. I terrazzani
si ribellano ai primi di luglio e lo consegnano ai nemici. E'
condotto a Firenze con un figlio e deve consegnare ai fiorentini
sugli Appennini, pena la decapitazione, la val d'Agnello con
la relativa rocchetta. Viene consegnato al Montegarulli, che
lo fa rilasciare. |
|
1375 |
|
|
|
|
|
|
.............. |
Chiesa |
Firenze |
|
Romagna |
Alla testa
di un buon numero di cavalli bretoni, aiuta Francesco di Dovadola
a rientrare in Portico di Romagna a spese dei fiorentini. |
|
1377 |
|
|
|
|
|
|
Ott. |
Fermo |
Chiesa |
|
Marche |
Con Lucio Lando,
Azzo da Castello e l'Acuto, combatte a favore dei signori di
Fermo (Rinaldo da Monteverde) e di Matelica contro Rodolfo da
Varano. |
|
1378 |
|
|
|
|
|
|
Mag. |
Comp. ventura |
Fermo |
500 cavalli |
Marche |
Soccorre gli
avversari del Monteverde. Si porta a Sant'Elpidio a Mare e conquista
una delle due bastie costruite per assediare la località. 40
cavalli del rivale sorprendono i suoi uomini e li mettono in
fuga con alcune perdite. |
|
1379 |
|
|
|
|
|
|
Gen. |
|
|
|
Marche |
Si impadronisce
con un colpo di mano del castello di Sant'Elpidio a Mare, che
pone a sacco ed utilizza come base logistica per le scorrerie
delle sue truppe. |
| Apr. |
Comp. ventura |
Chiesa |
|
Marche |
Spinto dall'antipapa Clemente
VI, si dirige verso le Marche con Riccardo Ramsey e l'Acuto. I
venturieri ricevono alcune taglie dalle città pontificie
fedeli al papa Urbano VI. |
|
Ago. |
Comp. ventura |
Fermo |
|
Marche |
Si riavvicina
al Monteverde e lo raggiunge a Montegiorgio con Corrado Lando:
lo appoggia contro i fermani che lo hanno scacciato dalla città. |
|
............. |
Comp. ventura |
Fano |
|
Marche |
Minaccia in
Fano Galeotto Malatesta, alla testa della Compagnia della Stella
forte di 600 lance, tutti fuoriusciti dei vari stati italiani.
|
| .............. |
Siena |
Viterbo |
|
Toscana |
Al comando
di 2000 cavalli e di 1000 fanti, collabora con Spinetta Malaspina
ai danni di Francesco di Vico. |
|
1380 |
|
|
|
|
|
| Gen. |
Comp. ventura |
Fermo |
|
Marche |
Ritorna nel
fermano per aiutare il Monteverde. Sorprende Sant'Elpidio Morico,
mette a sacco la località e ne fa la sua base operativa
per alcuni mesi. |
|
Mag. |
|
|
|
Umbria |
Si trova nel
territorio di Bettona. |
|
Giu. |
Comp. ventura |
Fermo Rimini Camerino |
|
Marche |
Con Lucio Lando
e Niccolò da Monteverde cerca di soccorrere Rinaldo da Monteverde
assediato in Montefalcone Appennino; alla notizia della cattura
e dell'esecuzione di quest'ultimo, dà il guasto al fermano.
Riceve, alfine, vettovaglie dal Varano e 1500 fiorini dai fermani;
si allontana dal territorio con Lucio e Corrado Lando per toccare
i contadi di Rimini, Pesaro, Fano, Senigallia e Fossombrone:
i Malatesta gli sborsano altri 1200 ducati. |
|
Lug. ago. |
Chiesa |
Antipapa |
200 cavalli e 200 fanti |
Umbria |
Si trova nell'orvietano
e passa al soldo del papa Urbano VI contro le truppe dell'antipapa
Clemente VII e quelle di Rinaldo Orsini. Procura molti danni
alla fazione dei muffati/beffati, occupa Castel di Fiori e la
badia di Acqualta. |
|
Sett. |
Durazzo |
Napoli |
|
Umbria |
Si trasferisce
al servizio di Carlo di Durazzo contro Giovanna d'Angiò. Si
porta nel perugino con Giannozzo da Salerno e viene avvicinato
dagli ambasciatori del comune affinché ostacoli le devastazioni
del territorio. |
|
Ott. |
|
|
|
Umbria |
E' ancora nel
perugino con Marsilio da Carrara: è ricevuto dai perugini con
tutti gli onori e gli sono fatte offerte, affinché passi agli
stipendi del comune. |
|
1381 |
|
|
|
|
|
|
Mar. |
|
|
|
Toscana |
Si reca a Firenze
e chiede di passare al soldo della Signoria. |
|
Mar. mag. |
Fuoriusciti
Comp. ventura |
C.di Castello
Rimini
|
|
Toscana
Umbria Romagna e Marche |
Si reca a Firenze
e chiede di passare al soldo della repubblica. Avuta risposta
negativa, a fine marzo kascia l'aretino, si collega con Giovanni
Ordelaffi e compie alcune scorrerie nel contado di Città di
Castello con i fuoriusciti. Staziona a San Giustino: le milizie
castellane sconfiggono nella località i ribelli e catturano
Ugolino del Monte a Santa Maria. Con Lucio e Corrado Lando molesta
i contadi di Rimini, Pesaro , Fano e Fossombrone: è allontanato
con il pagamento di forti taglie. |
|
Giu. lug. |
Siena |
Comp. ventura |
|
Toscana e Lazio |
E' assoldato
con Corrado Lando, Corrado di Altinberg ed il Boino (2000 cavalli
e 1000 fanti) per due mesi dai senesi al fine di combattere
la compagnia dei bretoni di Bernardo e di Guglielmetto della
Sala, che hanno occupato Montorio. Viene a Lucignano, dove gli
sono consegnati, a titolo di prestanza, 17000 fiorini dai commissari
Goro Sansedoni e Giacomo di Pagno; all'Ubaldini, in particolare,
sono anche riconosciuti 5000 fiorini, perché non molesti il
senese prima della firma dell' accordo stesso. Parte delle truppe
rimane a Lucignano in val di Chiana; con i rimanenti l'Ubaldini
devasta le terre dei Farnese e dei Baschi che sostengono i bretoni
attraverso la fornitura di vettovaglie. Ha il castello di Marsiliana,
ha a patti il castello di Sappano da Stefano di Ormanno e quello
di Castell'Ottieri da Giovanni di Pietro; distrugge la fortezza
di Ponte del Rigo, controllata dalla stessa compagnia. Ritorna,
quindi, nel territorio dei Farnese e porta le sue scorrerie
sino ad Acquapendente ed a San Lorenzo. |
|
Ago. |
Comp. ventura |
Siena |
|
Toscana |
Alla scadenza
della ferma, guerreggia i senesi; la compagnia, alfine, si scioglie;
parte va nel regno di Napoli per favorirvi la causa di Carlo
di Durazzo e parte resta con l'Ubaldini. Si ferma nell'aretino,
travagliato da guerre interne, e si impossessa di più castelli,
quali Gargonza e Palazzuolo, che rivende ai senesi per 4250
fiorini. Promette di non molestare il senese per due mesi. |
|
Nov. |
Comp. ventura |
Fermo Rimini |
|
Marche |
Passa per Chiaravalle
con Lucio Lando e scorrazza nel territorio di Montottone. Tocca
Montalto e Rotella, assedia Montottone; a fine mese, mette a
sacco il borgo e rientra
a Chiaravalle a causa della resistenza riscontrata. |
|
1382 |
|
|
|
|
|
|
Apr. |
|
|
|
Toscana |
Viene scoperto
a Firenzuola un suo trattato contro i fiorentini: vengono impiccati
alcuni congiurati ed uno è fatto decapitare dal capitano del
popolo di Firenze Obizzo Alidosi. |
|
Lug. |
Comp. ventura |
Fermo |
|
Marche |
Ritorna nel
fermano con Guglielmo Ferrebach e Guglielmo Cogno; si attenda
vicino alla rocca del Girifalco, un bosco chiamato Grifone,
e si allontana solo con l'esborso di una taglia di 2000 fiorini. |
|
.............. |
Chiesa |
Antipapa |
|
Umbria |
Nell'orvietano
con Ugolino da Montemarte e Simonetto Orsini; entra in Monteleone
d'Orvieto ed in Montegabbione e ne espelle i da Marsciano. |
|
1383 |
|
|
|
|
|
|
Gen. |
Comp. ventura |
Perugia Siena |
|
Lazio Umbria e Toscana |
Parte dal contado
di Roma con l'Acuto e Riccardo Ramsey e penetra nel perugino;
avuti 15000 fiorini, si riversa in val di Chiana; occupa Fabbrica
ed assale Buonconvento. I senesi sono soccorsi dai fiorentini;
i venturieri si ritirano nell'aretino dopo avere lasciato propri
presidi a Fabbrica. |
|
Mag. |
Comp. ventura |
Siena |
|
Toscana |
Ritorna nel
senese con la compagnia dei bretoni e la Compagnia della Rosa;
si ferma più tempo nel territorio e gli sono consegnati 15000
fiorini. |
|
Giu. |
|
|
|
Lazio |
Con il prefetto
Francesco di Vico, batte a San Lorenzo Nuovo i senesi capitanati
da Guido d'Asciano e da Niccolò Malatesta. |
|
Lug. |
|
|
|
Toscana |
Si accampa
in quel di Cortona, costituisce con l'Acuto ed il Ramsey la
Compagnia della Rosa e progetta di trasferirsi in Romagna per
unirsi con Lucio Lando. |
|
Dic. |
Comp. ventura |
C.di Castello |
|
Umbria |
Irrompe nel
tifernate con 2000 cavalli e 1000 fanti: ha vettovaglie dal
cardinale Galeotto da Pietramala, che sta a Citerna. |
|
1384 |
|
|
|
|
|
|
Mag. |
Comp. ventura |
Siena Pisa Lucca Ascoli Piceno |
|
Toscana e Marche |
E' nei pressi
di Cortona e da qui minaccia turtta la Toscana con l'Acuto ed
il Ramsey: i senesi riconoscono ai tre capitani 7000 fiorini,
li forniscono di vettovaglie e danno il passo alle loro truppe;
i pisani danno loro 9000 fiorini ed i lucchesi altri 4000. Si
trasferisce nella marca di Ancona ed è a Fermo con l'Acuto;
attraversa il contado di Montegiorgio e, dietro la consegna
di 1000 fiorini a testa, i venturieri depredano l'ascolano.
L'Ubaldini si pone sopra Castignano, supera i piani del Tenna,
si accampa a Sant'Elpidio a Mare provvisto di vettovaglie dagli
abitanti del contado. |
|
Giu. |
Perugia |
Fuoriusciti
|
|
Umbria |
Staziona a
Mantignana e vi è assoldato con gli altri due capitani per 15
giorni per ridurre all'obbedienza i Michelotti, che sono coadiuvati
da Boldrino da Panicale. Ha il compito di recuperare nel lago
Trasimeno le isole cadute sotto il controllo degli avversari:
la sua azione non sortisce alcun effetto. |
|
Giu. |
Vico |
Chiesa |
|
|
Combatte i
pontifici con l'Acuto e truppe del prefetto di Vico. |
|
Sett. |
Angiò |
Arezzo |
|
Toscana |
Con l'Acuto,
Enguerrand di Coucy, Gaspare degli Ubaldini ed i fuoriusciti
aretini capeggiati dai Pietramala, entra nottetempo in Arezzo.
Nella città irrompe pure per i durazzeschi Alberico da Barbiano,
chiamato in gran fretta da Perugia. Vi sono più scontri per
tre giorni, al cui termine, signore della situazione resta il
Coucy. |
|
Nov. |
Comp. ventura |
Siena |
|
Toscana |
Con la morte
di Luigi d'Angiò, il Coucy vende Arezzo ai fiorentini per 50000
fiorini, nonostante le resistenze dei ghibellini e dei fuoriusciti.
L'Ubaldini lascia la località e con il Ramsey, l'Acuto, Corrado
Lando e Rinaldo Orsini si dirige per Anghiari e Borgo San Sepolcro
(Sansepolcro) contro i senesi, che una volta di più sono taglieggiati. |
|
Dic. |
|
|
|
Puglia |
Prosegue la
sua marcia con il Ramsey verso la Puglia. |
|
1385 |
|
|
|
|
|
|
Gen. |
|
|
|
Emilia |
Viene condotto
dai senesi per fronteggiare Farnese, Tolomei e Salimbeni in
cambio del saccheggio dei loro beni per due giorni; bloccato
sui passi degli Appennini bolognesi verso la Toscana, è costretto
a ritornare indietro. |
|
Feb. |
Comp. ventura |
Ferrara |
|
Emilia |
Si ferma nel
modenese e da qui si trasferisce in Romagna. Si collega con
Giovanni da Barbiano per combattere gli estensi; viene a San
Prospero. Attaccato dai nemici, rafforzati da milizie fiorentine
e bolognesi, li mette in fuga e li obbliga a rifugiarsi in Castel
San Pietro Terme. |
|
Apr. |
|
|
|
Romagna |
Giovanni da
Barbiano restituisce Zagonara agli estensi ed egli parte da
Barbiano con la sua compagnia. |
|
Giu. |
Comp. ventura |
Bologna Milano |
|
Romagna Emilia Lombardia e
Toscana |
Esce dalla
Romagna con 2000 cavalli e 1000 fanti tra italiani, tedeschi
e bretoni e punta sulla Lombardia, con l'obiettivo di liberare
Bernabò Visconti dal carcere in cui è stato rinchiuso dal nipote
Gian Galeazzo. I bolognesi tentano inutilmente di impedirgli
il passaggio; ne devasta il territorio e si fa consegnare 35000
fiorini; raggiunta una composizione, fa loro avere
alcuni ostaggi e prosegue pacificamente nella sua marcia. La
compagnia, detta della Rosa, cui sono presenti altri condottieri
quali l'Acuto ed il Panicale, viene presto bloccata dai milanesi.
Segue la separazione fra i condottieri. Si sposta in Toscana
ed entra nel territorio di Cortona con l'Acuto ed Enguerrand
di Coucy. Uguccione Casali invita i venturieri ad abbandonare
il territorio. L'Ubaldini è contattato da un consigliere
del signore di Cortona, Carlo Castracani; risponde che si sarebbe
allontanato solo se il Casali avesse sposato sua sorella Tancia.
Le nozze sono celebrate solennemente. |
|
Lug. |
Comp. ventura |
Firenze |
|
Emilia ed Umbria |
Si trova a
Cavezzo, nel modenese; i fiorentini gli consegnano 10000 fiorini
perché non tocchi la Toscana. Ritorna nel perugino. |
|
Sett. |
Padova |
Verona Venezia |
2000 cavalli |
Veneto e Friuli |
Si incontra
a Treviso con il patriarca di Aquileja Filippo di Alençon e
si sposta in Friuli per contrastare i nemici. Ha Portogruaro
da Rizzardo da Valvasone, conquista il castello di San Vito
al Tagliamento, ottiene Spilimbergo e Savorgnano, nonostante
la resistenza dei veneziani. Assedia Udine e ne depreda il territorio. |
|
Ott. |
|
|
Capitano g.le |
Friuli |
E' sotto San
Daniele del Friuli; in breve, le piogge ed i cattivi flussi
di rifornimento lo mettono a mal partito. Guada nuovamente il
Tagliamento, con la perdita di molti uomini che affogano nel
suo attraversamento, si ferma alcuni giorni tra Zoppola e Castiglione,
incendia Maniago e ne assedia invano il castello. |
|
1386 |
|
|
|
|
|
|
Feb. |
|
|
|
Veneto |
Muove contro
il territorio scaligero con Cermisone da Parma, che è al comando
di 2000 provvigionati; vince a Ponte di Barbarano la resistenza
delle milizie condotte da Cortesia da Serego e da Benedetto
da Malcesine, e scorre nelle terre di confine sul Brenta. Molti
sono i prigionieri ed i capi di bestiame razziati, che sono
portati a Padova. |
|
Mar. |
|
|
|
Veneto |
Sbarra a Curtarolo
il passo al Serego, che punta su Montagnana. |
|
Apr. |
|
|
|
Veneto |
Contrasta ancora
il Serego nel territorio di Montegalda. |
|
Giu. |
|
|
|
Veneto |
Un'abile manovra
del Serego alle Brentelle distoglie le truppe padovane condotte
da Giacomo da Carrara e permette al nerbo dell'esercito scaligero
di rompere le difese dalla parte di Brusegana e di spingersi
quasi sotto le mura di Padova. Alla notizia, l'Ubaldini lascia
Rovolon e si porta a Tencarola: invia in avanscoperta Ceccolo
Broglia con 100 lance per spiare gli alloggiamenti scaligeri
e cercare una scaramuccia. Poiché il Serego è già sotto Padova,
si colloca alle Maddalene, fuori la porta di Santa Croce. A
sera, il successo degli scaligeri pare sicuro ed i soldati si
disperdono per darsi al saccheggio: l'Ubaldini ristabilisce
la situazione ed alle prime luci del giorno seguente sono nuovamente
riordinate le sue schiere, rinforzate anche da cittadini e contadini
padovani. Il Serego invia all'attacco le squadre di Facino Cane
e di Francesco da Sassuolo, che sbaragliano i carraresi e li
inseguono; il resto dell'esercito si abbandona alle depredazioni
e si disperde per la campagna. L'Ubaldini si accorge che il
Serego rimane con poche truppe; ordina, allora, a Pagano da
Rho ed a Giacomo da Carrara di assalire alle spalle gli avversari,
che tallonano i padovani in fuga verso la città, ed a Antonio
Pio (che innalza il gonfalone del Carro) ed a Cermisone da Parma
di affiancarlo con i suoi 1800 fanti per l'attacco contro il Serego. Può così cogliere gli scaligeri
in piena crisi di movimento, disorganizzati; con un poderoso
assalto, in meno di due ore, travolge ogni resistenza e cattura
i principali comandanti nemici, fra cui lo stesso Serego, il
Cane, Ostasio da Polenta, Giovanni Ordelaffi ed Ugolino dal
Verme. Nella battaglia, su 10000 combattenti, ne sono fatti
prigionieri 7910 (4460 fanti e cavalli e 3450 uomini di bassa
con condizione); i morti sono 821 e nel numero vengono compresi
anche quelli che annegano nel tentativo di fuggire. Sono pure
catturati dai padovani 120 mercanti con 240 carri di vettovaglie;
211 prostitute, trovate al campo, sono pure condotte a Pa dova;
nelle mani dei carraresi pervengono 52 bombarde fra grandi e
piccole, 172 trabucchi e 6350 cavalcature. Ai soldati è concessa
paga doppia e mese compiuto. L'Ubaldini viene armato cavaliere
da Pagano da Rho: Francesco da Carrara si reca a porta Savonarola
per accoglierlo. |
|
Ago. sett. |
Comp. ventura |
Firenze |
|
Veneto Romagna e Marche |
Conquista la
bastia di Rovolon ed espugna le torri di Longare nel vicentino.
Si trasferisce in Romagna, si unisce con l'Acuto e Giovanni
Tedesco da Pietramala e muove con costoro in soccorso del Montefeltro,
da cui è legato da amicizia e da vincoli di parentela: con la
sua sola presenza, in otto giorni costringe i fiorentini a trovare
un accordo con il signore di Urbino. |
|
Ott. |
Padova |
Verona |
|
Veneto |
Riprende il
conflitto con gli scaligeri, al cui comando è ora Lucio Lando.
Un' azione diversiva nel veronese lo fa rientrare a Padova carico
di prigionieri e di bestiame |
|
Nov. |
|
|
|
Veneto |
Si lega con
il Visconti con un trattato, che lo obbliga a riunire in una
sola compagnia genti che combattono sia al servizio dei carraresi
che degli scaligeri: il conte di Virtù gli fa consegnare (apparentemente
a mutuo) la somma di 12000 fiorini. Esce da Padova con 1000
lance per soccorrere le torri di Novaglia (punto strategico
per il controllo del regime idrico del territorio), assediate
dal Lando. In piena notte è a Longare, getta un'imbarcazione
nel Bacchiglione e, con un primo viaggio, fa pervenire ai difensori
3 carrette cariche di verrettoni, di polvere da bombarda e di
altre armi; a questo rifornimento fa seguito una seconda spedizione,
sempre senza che gli scaligeri se ne accorgano, che comprende
50 fanti. |
|
Dic. |
|
|
|
Veneto e Romagna |
Approfitta
del freddo pià aspro del solito e si reca a Faenza per arruolare
al soldo dei carraresi l'Acuto (500 lance) ed il Pietramala
(1000 cavalli). Cede subito spontaneamente il comando delle
truppe al condottiero inglese. |
|
1387 |
|
|
|
|
|
|
Gen. |
|
|
|
Veneto |
Si sposta nel
veronese con Francesco Novello da Carrara; ha il passo dagli
estensi a Carmignano di Brenta, viene a Castelbaldo e supera
la resistenza di Giovanni Ordelaffi alla Fossa Imperiale, entra
nel veronese. |
|
Feb. |
|
|
|
Veneto |
Saputo che
anche l'Acuto ha attraversato l'Adige, gli manda incontro Bernardo
Scolari e si unisce a Cerea con il condottiero inglese: al consiglio
di guerra, tenuto con Francesco da Carrara, sono presenti anche
il Broglia, il Pietramala, Ugolotto Biancardo, lo Scolari, Conte
da Carrara, Filippo da Pisa, Antonio Balestrazzo ed Antonio
Lupo. Nell'occasione, depone ufficialmente la carica di capitano
generale e la affida all'Acuto. E' presa la decisione di muovere
su Verona, per depredare i territori di Bussolengo e di Cavaion
Veronese; con l'Acuto vuole impadronirsi del ponte di Bussolengo,
al fine di penetrare in Valpolicella: ne è dissuaso dallo Scolari.
Mancano le vettovaglie al campo: per venti giorni i soldati
non dispongono di pane
e di carne e sono forzati a nutrirsi con legumi e rape; alcuni
per mangiare uccidono i loro cavalli. Spesso le compagnie si
disperdono alla ricerca di viveri. |
|
Mar. |
|
|
|
Veneto |
Ripiega su
Castelbaldo, dove è tenuto un nuovo consiglio di guerra. Gli
scaligeri, agli ordini dell'Ordelaffi, decidono di attaccare
i carraresi: prima del combattimento, con l'Acuto arma cavalieri
Conte da Carrara e lo Scolari. Nella battaglia ha il comando
della seconda schiera di 1000 cavalli con il Pietramala, Filippo
da Pisa e Borso Gambara; si scontra con il conte di Anchre e
respinge con il Balestrazzo e Filippo da Pisa le prime schiere
nemiche, che hanno superato il fossato. Al termine della giornata
si contano fra gli scaligeri 716 morti, 846 feriti e 4620 prigionieri
con l'Ordelaffi, il da Polenta ed il Malcesine. Giorni dopo,
fa rientro a Padova con i prigionieri ed è accolto sulla porta
dal signore della città, che a sera invita a cena tutti i condottieri,
vincitori e vinti. |
|
Apr. |
Milano |
Verona |
350 lance |
Veneto |
Ritorna nel
veronese per la via di Monselice e di Montagnana; con l'Acuto
e Francesco Novello da Carrara, forza i serragli di Villanova
e di Soave, arriva a Verona a porta Vescovo e brucia tutti i
villaggi trovati per strada sino a Montorio Veronese. Dopo una
settimana, rientra a Padova carico di spoglie e di prede. Nello
stesso mese ha il permesso di militare per i visconti per combattere
ancora gli scaligeri. |
|
....... |
|
|
|
Lombardia |
Si trova al
campo di Desenzano, dove gli sono consegnati 7000 ducati da
2 famigliari del conte di Virtù. Il marchese d'Este e Francesco
Gonzaga gli concedono il passo. |
|
Lug. ott. |
|
|
Capitano g.le |
Veneto e Lombardia |
Assale i castelli
del lago di Garda; quasi senza resistenza cadono in suo potere
Peschiera del Garda, Bardolino, Garda, Castione Veronese, Brenzone,
Torri, Rivoli e Malcesine. La sola Lazise lotta per sei giorni
ed è data a sacco dai suoi uomini a metà ottobre. Il Visconti lo elegge capitano generale a Milano,
nella chiesa di Sant' Ambrogio. Viene, poi, a Brescia, vi raduna
6000 uomini, attraversa il Mincio e si
pone vicino a Valeggio, ove è raggiunto anche da alcune
schiere inviate dai carraresi. A Verona dilagano la confusione
e lo sgomento; alcuni preparano in segreto la consegna della
città al Visconti. Esuli veronesi quali Guglielmo Bevilacqua,
Antonio e Spinetta Malaspina, Antonio Nogarola vengono al suo
campo. Il primo promette ad un connestabile della porta di San
Massimo, Correggiotto da Piacenza, di dargli 5000 ducati ed
una condotta di 150 fanti, se gli fa trovare aperta la porta.
In Verona entra il Bevilacqua con 300 fanti; costui si avvicina
alle mura, è calato il ponte levatoio e non vi sono più ostacoli
al suo ingresso. Per le fonti milanesi sono invece alcuni uomini
d'arme dell'Ubaldini a penetrare nel borgo fingendosi prigionieri
di alcuni cittadini; si impossessano della porta uccidendone
il capitano con le sentinelle e l' aprono all'esercito visconteo. |
|
Nov. dic. |
Comp. ventura |
Bologna
Forlì Ravenna
Rimini |
|
Veneto
Emilia e Romagna |
Si incontra
a Codevigo con Francesco Novello da Carrara, si trasferisce
nel modenese con 1500 lance e con la sua presenza fa interrompere
i lavori di seminagione nei campi. Firenze spedisce in aiuto
dei bolognesi 300 lance e 500 balestrieri; alla fine, a dicembre,
i bolognesi gli riconoscono 15000 fiorini ed i fiorentini liberano
lui ed i figli da ogni bando; per un decennio gli è anzi promessa
una provvigione annua di 1800 fiorini. Si trasferisce in Romagna
ad Oriolo per agevolare l'Ordelaffi, che vuole insignorirsi
di Forlì a spese dei congiunti Pino e Cecco. Sono respinti alcuni
assalti portati dalle sue milizie a Fiumana ed a Rocca delle
Caminate; si impossessa
di più castelli del cesenate e del ravennate (14, con Lugarara,
Casalbuono, Polenta e Coglianello) che ha a forza o a patti.
Guido da Polenta lo spinge contro Carlo e Pandolfo Malatesta;
è bloccato a Cervia da quest'ultimo. A Bertinoro litiga con
l'Ordelaffi, che preferisce passare al soldo dei Malatesta.
L' Ubaldini lo taccia di tradimento, anche perché l'Ordelaffi
si trattiene 4000 fiorini di sua proprietà. E' ora attaccato
anche dai bolognesi. |
|
1388 |
|
|
|
|
|
|
Mar. |
|
|
|
Romagna |
Ripara nel
ravennate con il permesso di Guido da Polenta e qui la sua compagnia
si sfalda. Si porta a Forlì per trattare la pace con la mediazione
dei viscontei; i negoziati non hanno alcun successo. Negli stessi
giorni, gli si ribellano in Toscana alcuni castelli ed immediatamente
i fiorentini si impegnano al loro recupero. |
|
Mag. |
|
|
|
Romagna |
Si accorda
con i Malatesta e rimangono in suo potere i castelli di Coglianello
e di Polenta; a fine
mese, si collega con Pandolfo Malatesta e Bartolomeo da Pietramala
con il disegno di avanzare in Toscana, senza curarsi della convenzione
stipulata solo pochi mesi prima. |
|
Giu. |
|
|
|
Toscana |
E' contattato
dai fiorentini, che gli offrono per un mese la condotta di 300
lance per combattere nel pisano Jacopo d'Appiano: l'iniziativa
non si realizza. |
|
........ |
|
|
|
|
Gli è ordinato
dal Visconti di cavalcare nel padovano contro i carraresi: si
rifiuta per l'amicizia che lo lega a Francesco da Carrara. Viene
allora dirottato verso la Toscana con 1000 lance; in tale esercito
si contano molti senesi, perugini, i Tarlati ed altri fuoriusciti
toscani. A novembre, Francesco Novello da Carrara si arrende
ai viscontei a discrezione e chiede il suo sostegno. |
|
1389 |
|
|
|
|
|
|
Mar. |
|
|
|
Toscana |
Si porta a
Siena; manda in segreto a Firenze un proprio agente, Jacopo
di Montepulciano, che è scoperto ed arrestato con l'accusa di
complotto a favore dei Visconti. |
|
Sett. |
|
|
|
Toscana |
Sempre irrequieto,
fa avvicinare, dal suo connestabile Giovanni Piccinino di Vallereno,
Ugolino da Panico per fare ribellare la montagna bolognese al
comune. |
|
Ott. |
|
|
|
|
Il Visconti
ed i fiorentini concludono una specie di alleanza. |
|
1390 |
|
|
|
|
|
|
Feb. |
|
|
|
Umbria e Toscana |
E' a Perugia
ed a Siena. Le autorità lo accolgono con tutti gli onori e gli
fanno avere in dono confetti, vini, cera,foraggio; è offerto
a lui ed ai suoi uomini un pranzo di diverse portate. |
|
Apr. |
Siena |
Firenze |
|
Toscana |
Parte da Siena
con 300 lance; lo affiancano nella sua spedizione contro i fiorentini
vari condottieri quali il Broglia, Brandolino Brandolini, Cristoforo
di Santa Fiora, Cocco Salimbeni ed il Pietramala. I fiorentini
lo considerano un ingrato per i favori che gli sono stati elargiti
e per la provvigione che gli è stata concessa; lo condannano
a morte. Si porta in val d'Ambra ed ha a patti 6 castelli (100
prigionieri e molto bestiame viene condotto a Siena per l'occasione);
prosegue la sua avanzata e, tramite il suo cancelliere, il frate
domenicano Antonio da Castel San Giovanni, ha un trattato con
Giampaolo Ricasoli per avere Castel San Giovanni (San Giovanni
Valdarno). Muove di notte da Siena, entra in Valdarno, si presenta
davanti alle mura credendo di trovare aperta una porta come
da accordi: i terrazzani si oppongono al tradimento ed egli
è costretto a ritirarsi a Leona ed a Siena. |
|
Mag. |
Milano |
Firenze |
|
Toscana |
Il Visconti
dichiara ufficialmente la guerra ai fiorentini; l'Ubaldini lascia
ancora Siena con 500 cavalli per porta Ovile e cattura in tre
imboscate a Camposervoli 110 uomini; si volta in val di Chiana
ed assale il castello di Lucignano, in cui entra per primo il
Pietramala. Rientra a Siena; 30 guelfi mettono sulla sua testa
una taglia di 10000 fiorini, egli ne promette una di 2000 fiorini
per chiunque ammazzi una persona di tale lista. Il giorno dell'Ascensione,
esce dalla città con 3000 cavalli, 4000 fanti, fra cui molti
balestrieri, e 800 guastatori: si pone sotto Montepulciano e
procura gravissimi danni ai campi ed ai luoghi vicini alle mura.
La località è sul punto di cedere allorché i fiorentini mettono
a sacco la val di Strove; si sposta per venire loro contro e
trova che gli avversari si sono già allontanati. Respinto dal
castello di Foiano della Chiana, si sposta in val d'Ambra, dove
gli si arrende San Pancrazio (cattura di 30 fanti). Subito dopo
ottiene Palazzuolo, Gargonza, Bucine, Capannole, Badia a Ruoti,
Cennina; si avvicina ad Arezzo, espugna e mette a sacco Battifolle.
Si ferma con il Pietramala più giorni sotto le mura del capoluogo,
si impadronisce di altri 6 castelli appartenenti ai Tarlati,
allorché viene richiamato nel senese.
Forza i fiorentini a retrocedere in val d'Elsa, depreda
il contado di Volterra e saccheggia alcuni piccoli castelli.
|
|
Giu. |
|
|
|
Toscana |
A Siena presenzia
alla cerimonia in cui gli abitanti di Lucignano si sottomettono
al comune. Riprende le operazioni nel Chianti; si rivolge al
castello di San Giusto alle Monache, da dove i fiorentini compiono
numerose scorrerie nel senese: perde molti uomini in più assalti;
si procura da Siena 2 bombarde (le prime utilizzate in Toscana)
e dopo pochi colpi (pietre di 300 libbre) i difensori si arrendono
a patti. Il castello è messo a sacco e distrutto dalle fondamenta.
Ammalatosi al campo, rientra a Siena per curarsi. Muore nella
città, non senza sospetto di veleno propinatogli dai fiorentini
in un paniere di ciliegie. E' sepolto nella cattedrale dopo
funerali solenni che costano alla comunità 2000 fiorini; il
suo ritratto, collocato dietro la porta maggiore, sarà fatto
distruggere nel 1506 da Pandolfo Petrucci. |
Valoroso. Ritenuto da Giovanni Acuto il migliore capitano
italiano del suo tempo. Bellicoso.
Capitano il più esperimentato dei suoi giorni.
Intendentissimo dell'arte militare. Maestro di guerra.
Famoso condottiero. Celebre nella scuola della milizia
italiana.
Il più famoso capitano italiano del secolo XIV, prima di
Alberico da Barbiano.
Uomo di ventura uso alle rapine.
Fedelissimo. Leale.
Prudente.
Fiero ghibellino.