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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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1350
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Giu.
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C.di Castello
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Perugia
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Umbria
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Viene a Perugia in rappresentanza di Città di Castello,
che si è appena sottomessa ai perugini.
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Ago.
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Gabrielli
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Gubbio
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Umbria
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Aiuta Giovanni Gabrielli ad impadronirsi di Gubbio.
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1352
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Giu. lug.
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Milano
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Perugia Firenze
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Toscana e Umbria
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Combatte per i Visconti contro i perugini. Con Nolfo da
Montefeltro e Bartolomeo Casali, muove da Cortona con 2000 cavalli per il
Chiugi, arriva a Pianello ed entra in Bettona, grazie ad un trattato con il
signore della località Crispolto di Bettona, un guelfo trattato male dai
perugini. Rimane alla difesa di Bettona con 800 cavalli e molti fanti ed
assedia Montecchio. Attaccato a sua volta dai perugini (1500 cavalli e 1000
fanti), dai fiorentini e dai senesi (altri 1000 cavalli e 1000 fanti)
comandati da Andrea Salamoncelli per un totale di 8000 uomini, in un'occasione
riesce ad impadronirsi ed a dare alle fiamme un battifolle; non hanno invece
successo analoghi tentativi portati contro le altre opere che circondano il
centro.
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Ago.
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Umbria
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Il Montefeltro è bloccato con i rinforzi a Città di
Castello; vede inutile ogni possibilità di resistenza ed a metà mese
abbandona, travestito da mendicante, Bettona con il Casali. I difensori, come
il Crispolto e Mainardo Baglioni, sono decapitati dai perugini con la caduta
della località: gli altri sono viceversa lasciati andare dietro la promessa
di non combattere più né fiorentini né perugini.
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1358
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....
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Ubaldini
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Comp. ventura
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Romagna
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Coadiuva i fiorentini contro la Grande Compagnia del conte
Lando, cui impedisce il passo dello Stale.
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Lug.
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Toscana Romagna
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Dopo la sconfitta subita dalla compagnia al passo delle
Scalelle, accompagna i superstiti, comandati da Amerigo del Cavalletto, da
Vicchio in Romagna.
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1360
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Pisa
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Firenze
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Toscana
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Viene armato cavalire con Manetto da Jesi a due miglia da
Firenze.
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1363
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Mag.
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Capitano g.le
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Toscana
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Con la cattura di Rinieri da Baschi, è nominato dai pisani
capitano generale. Batte a Riglione
Oratoio Amerigone e Otto Tedesco e fa prigionieri i due condottieri;
interviene Piero Farnese, che lo obbliga a rientrare a Pisa.
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Lug.
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Toscana
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Parte da Pisa con 800 cavalli e 4000 fanti più moltissimi
cittadini ; se si conta anche la Compagnia Bianca di Alberto Sterz forte di
2500 cavalli e 2000 fanti, ai suoi
ordini sono nel complesso 6000 cavalli e 30000 fanti (di cui molti
balestrieri). Da Lucca scende nella piana di Pistoia ed il giorno di San
Giacomo non fa correre il palio agli abitanti; invece di attaccare la città
indebolita per la recente peste, devasta Campi e Peretola e depreda il
territorio fin sotto Firenze; si accosta alla porta di Ognissanti e vi si fa
armare cavaliere con altri pisani; fa battere moneta al ponte di Rifredo; fa
correre due palii, uno per i pisani ed uno per i lucchesi; sono infine
impiccati per dileggio 3 asini, con appeso al collo il nome di 3 cittadini
fiorentini. Al rientro, saccheggia il fiorentino ed i contadi di Prato,
Empoli e la Valdarno.
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Sett.
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Toscana
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Muore a Pisa per febbri prese al campo. E' sepolto nella
chiesa di Santa Caterina.
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Coraggioso, di grande animo.
Dotto di guerra.
Uomo chiaro nelle armi; famoso.
Nemico del nome di Firenze.