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Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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Pisa |
Fuoriusciti Genova
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Sardegna |
E' preposto
dai pisani alla testa del giudicato di Arborea. I fuoriusciti
ed i genovesi penetrano dal Logudoro nel giudicato ed infestano
con le loro scorrerie tutto il territorio fino ad Oristano.
L'Uberti li fronteggia e li obbliga a ritirarsi. |
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1302 |
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Mar. |
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Toscana |
Viene bandito
dai fiorentini come ghibellino. |
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Mag. |
Pistoia |
Firenze Lucca |
300 cavalli |
Toscana |
E' assediato
in Pistoia da 1000 cavalli fiorentini e 6000 fanti, nonché da
600 cavalli e 10000 fanti lucchesi. |
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1303 |
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Sett. |
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Toscana |
Si porta ad
Arezzo con i ghibellini fiorentini, i guelfi bianchi ed i soldati
pisani . |
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Dic. |
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Toscana |
Fa decapitare
i capitani dei forti della Verruca, Pico di Arrigone e Neri
dei Rossi, che si sono arresi ai lucchesi senza opporre resistenza;
il giorno seguente, sono impiccati 23 soldati del presidio che
hanno seguito il loro esempio; 3 invece si salvano, perché,
secondo le testimonianze, si sono opposti fino all'ultimo alla
resa. |
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1304 |
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Capitano di guerra |
Toscana |
Riceve a Pistoia
il cardinale Niccolò da Prato, inviato dal papa a Firenze per
sedare le differenze tra guelfi bianchi e neri. Al fallimento
delle trattative, riprende il conflitto. |
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Lug. |
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Toscana |
Muove verso
Firenze con 300 cavalli e 800 fanti per unirsi alla Lastra con
1600 cavalli e 9000 fanti di ghibellini e guelfi bianchi. Quando
viene a conoscenza che gli alleati sono giunti prima dell'appuntamento
stabilito a Firenze, prende la strada dei monti per poterli
raggiungere più velocemente. Baschiera della Tosa non
attende viceversa l'arrivo dell'Uberti; penetra in Firenze per
la porta di San Gallo e giunge fino a piazza San Marco; altre
truppe passano per la porta de gli Spadari e pervengono in piazza
San Giovanni alla cui difesa si trovano solo 200 cavalli e 500
fanti. I balestrieri fiorentini respingono gli assalitori; i
bolognesi, che stazionano alla Lastra, si persuadono della sconfitta
e fuggono verso il Mugello dove l'Uberti cerca inutilmente di
trattenerli. Il capitano rientra a Pistoia. |
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1305 |
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Toscana |
Viene riconfermato
nei suoi incarichi di podestà e di capitano di guerra. |
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Mag. |
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Toscana |
E' assediato
ancora in Pistoia con 300 cavalli e molti fanti: l'esercito
nemico è capeggiato dal duca di Calabria Roberto d'Angiò. Sono
costruite dagli avversari alcune bastie nei pressi; sono dati
ai difensori tre giorni per uscire dalla città al fine di non
essere considerati nemici dello stato della Chiesa e del re
di Napoli. L'Uberti approfitta della concessione per fare uscire
dalla città le cosiddette bocche inutili. |
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Toscana |
Pistoia è stretta
di assedio. Sono scavate larghe fosse fra una bastia e l'altra
per impedire che arrivino soccorsi dall'esterno. Vi sono molti
scontri: a coloro che sono sorpresi a fuggire dalla città, è
tagliato il piede se uomo, il naso se donna. Le donne, i vecchi
ed i fanciulli non sono risparmiati dalla crudeltà degli
assedianti. Si fa notare per la sua ferocia ser Lando di Gubbio,
chiamato Longino dai fiorentini. I prigionieri sono uccisi. |
| Sett. |
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Toscana |
A metà
mese entrano in Pistoia, inviati dal papa, due prelati Guglielmo
Durante, vescovo di Mende, e Piliforte, abate di Lombez che
impongono ai belligeranti una tregua di quindici giorni. Le
due parti sono convocate, rispettivamente, a Pisa (i pistoiesi)
ed a Lucca (fiorentini e lucchesi) per trovare un accordo. Tutto
si rivela inutile. |
| Ott. |
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Toscana |
Il comando delle operazioni offensive
è preso da Diego della Ratta. |
| Nov. |
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Toscana |
I due prelati
citano a Siena i rappresentanti delle due parti. Clemente V
emana un breve che impone agli assedianti di lasciare il campo
pena la scomunica, l'interdetto sui loro territori ed altre
condanne temporali. I fiorentini, i pratesi ed i lucchesi dichiarano
di appellarsi al pontefice e sono scomunicati; Siena, Volterra
e San Gimignano richiamano, al contrario, i loro soldati. Gli
assedianti raddoppiano di ferocia: Pistoia è all'estremo
delle vettovaglie anche perché non riceve più
soccorsi da Bologna e da Pisa. |
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1306 |
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Apr. |
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Toscana |
Deve arrendersi
allorché a Bologna sono scacciati dalla città i guelfi bianchi:
le mura, le torri e le fortezze di Pistoia sono distrutte contro
i capitolati; il contado è diviso fra fiorentini e lucchesi. |
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1310 |
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Muore. |
Valentissimo uomo d'arme.