Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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2055      TOLOSATO DEGLI UBERTI  Di Firenze. Ghibellino. Fuoriuscito. Giudice d'Arborea.

 + 1310 ca.

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

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  Pisa

Fuoriusciti Genova  

 

Sardegna

E' preposto dai pisani alla testa del giudicato di Arborea. I fuoriusciti ed i genovesi penetrano dal Logudoro nel giudicato ed infestano con le loro scorrerie tutto il territorio fino ad Oristano. L'Uberti li fronteggia e li obbliga a ritirarsi.

1302

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Toscana

Viene bandito dai fiorentini come ghibellino.

Mag.

Pistoia

Firenze Lucca

300 cavalli

Toscana

E' assediato in Pistoia da 1000 cavalli fiorentini e 6000 fanti, nonché da 600 cavalli e 10000 fanti lucchesi.

1303

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

Toscana

Si porta ad Arezzo con i ghibellini fiorentini, i guelfi bianchi ed i soldati pisani .

Dic.

 

 

 

Toscana

Fa decapitare i capitani dei forti della Verruca, Pico di Arrigone e Neri dei Rossi, che si sono arresi ai lucchesi senza opporre resistenza; il giorno seguente, sono impiccati 23 soldati del presidio che hanno seguito il loro esempio; 3 invece si salvano, perché, secondo le testimonianze, si sono opposti fino all'ultimo alla resa.

1304

 

 

 

 

 

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Capitano di guerra

Toscana

Riceve a Pistoia il cardinale Niccolò da Prato, inviato dal papa a Firenze per sedare le differenze tra guelfi bianchi e neri. Al fallimento delle trattative, riprende il conflitto.

Lug.

 

 

 

Toscana

Muove verso Firenze con 300 cavalli e 800 fanti per unirsi alla Lastra con 1600 cavalli e 9000 fanti di ghibellini e guelfi bianchi. Quando viene a conoscenza che gli alleati sono giunti prima dell'appuntamento stabilito a Firenze, prende la strada dei monti per poterli raggiungere più velocemente. Baschiera della Tosa non attende viceversa l'arrivo dell'Uberti; penetra in Firenze per la porta di San Gallo e giunge fino a piazza San Marco; altre truppe passano per la porta de gli Spadari e pervengono in piazza San Giovanni alla cui difesa si trovano solo 200 cavalli e 500 fanti. I balestrieri fiorentini respingono gli assalitori; i bolognesi, che stazionano alla Lastra, si persuadono della sconfitta e fuggono verso il Mugello dove l'Uberti cerca inutilmente di trattenerli. Il capitano rientra a Pistoia.

1305

 

 

 

 

 

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Toscana

Viene riconfermato nei suoi incarichi di podestà e di capitano di guerra.

Mag.

 

 

 

Toscana

E' assediato ancora in Pistoia con 300 cavalli e molti fanti: l'esercito nemico è capeggiato dal duca di Calabria Roberto d'Angiò. Sono costruite dagli avversari alcune bastie nei pressi; sono dati ai difensori tre giorni per uscire dalla città al fine di non essere considerati nemici dello stato della Chiesa e del re di Napoli. L'Uberti approfitta della concessione per fare uscire dalla città le cosiddette bocche inutili.

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Toscana

Pistoia è stretta di assedio. Sono scavate larghe fosse fra una bastia e l'altra per impedire che arrivino soccorsi dall'esterno. Vi sono molti scontri: a coloro che sono sorpresi a fuggire dalla città, è tagliato il piede se uomo, il naso se donna. Le donne, i vecchi ed i fanciulli non sono risparmiati dalla crudeltà degli assedianti. Si fa notare per la sua ferocia ser Lando di Gubbio, chiamato Longino dai fiorentini. I prigionieri sono uccisi.

Sett.       Toscana
A metà mese entrano in Pistoia, inviati dal papa, due prelati Guglielmo Durante, vescovo di Mende, e Piliforte, abate di Lombez che impongono ai belligeranti una tregua di quindici giorni. Le due parti sono convocate, rispettivamente, a Pisa (i pistoiesi) ed a Lucca (fiorentini e lucchesi) per trovare un accordo. Tutto si rivela inutile.
Ott.       Toscana Il comando delle operazioni offensive è preso da Diego della Ratta.
Nov.       Toscana
I due prelati citano a Siena i rappresentanti delle due parti. Clemente V emana un breve che impone agli assedianti di lasciare il campo pena la scomunica, l'interdetto sui loro territori ed altre condanne temporali. I fiorentini, i pratesi ed i lucchesi dichiarano di appellarsi al pontefice e sono scomunicati; Siena, Volterra e San Gimignano richiamano, al contrario, i loro soldati. Gli assedianti raddoppiano di ferocia: Pistoia è all'estremo delle vettovaglie anche perché non riceve più soccorsi da Bologna e da Pisa.

1306

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Toscana

Deve arrendersi allorché a Bologna sono scacciati dalla città i guelfi bianchi: le mura, le torri e le fortezze di Pistoia sono distrutte contro i capitolati; il contado è diviso fra fiorentini e lucchesi.

1310

 

 

 

 

Muore.

UNA CITAZIONE

Valentissimo uomo d'arme.