Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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2063      GIOVANNI UNGHERO  (Giovanni Horwath, Giovanni Samaritano, Giovanni Bano, Giovanni Zudar) Della Croazia. Conte di Zara. Bano della Croazia e della Bosnia.

  + 1391

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1372

 

 

 

 

 

Estate

Padova

Venezia

 

Veneto

E' in missione diplomatica a Venezia. I risultati sono infruttuosi,  per cui inizia a combattere le milizie della Serrenissima.

Dic.

 

 

 

Veneto

Guida con 70 cavalli i rinforzi mandati dal re Ludovico d'Ungheria ai carraresi. I veneziani, avvertiti del suo arrivo, danno l'ordine a Taddeo Giustinian ed a Gerardo da Camino, di portarsi a Cudrignano per contrastarlo sul Livenza presso Sacile. Gli ungheri sono informati dai conti di Prata dell'imboscata; prendono un'altra strada, passano il fiume a Brugnera e si affrettano verso il Piave. I veneziani si appostano a Nervesa della Battaglia; con il voivoda Benedetto Unghero, Giovanni decide di dividere l'esercito in due parti: una, deve tentare il guado ad Ospedaletto, l'altra a Nervesa, dove si trovano 300 lance e 200 fanti. Benedetto Unghero è ributtato a Nervesa; Giovanni Unghero, con una mossa aggirante, cala alle spalle dei veneziani e richiama gli altri ungheri. Dopo un feroce scontro, gli avversari si danno alla fuga; il Camino si deve arrendere; il Giustinian riesce a guadare il Piave ed è catturato nei giorni seguenti. Nelle sue mani pervengono tutte le bandiere di San Marco; i prigionieri sono condotti a Cittadella ed a Padova.

1373

 

 

 

 

 

Gen. feb.

 

 

 

Veneto e Ungheria

A Padova, per un consiglio di guerra con Francesco da Carrara. Si reca a Venezia per conto del re d'Ungheria ed a metà febbraio rientra in Ungheria.

Apr.

 

 

 

Veneto

400 guastatori padovani iniziano lo scavo di un fossato che va da Curano a Camponogara e la costruzione di una bastia a Lova. Durante una sua assenza, i veneziani attaccano le fortificazioni: il suo pronto intervento frustra ogni intenzione ostile.

Lug.

 

 

 

Veneto

Dopo la sconfitta subita al Buon Conforto dallo zio, il voivoda Stefano di Transilvania, ritorna nel Veneto, attraversa il Piave con 1000/1500 cavalli e soccorre i carraresi. Tocca Cittadella e Padova ed è ricevuto con tutti gli onori dal Carrara.

1378

 

 

 

 

 

Giu.

Padova

Venezia Milano

 

Veneto e Ungheria

Supera il Piave con il voivoda e 5000 cavalli ungheri.Alcune guide vengono a prenderlo a Castello di Godego ed è condotto a Limena, che raggiunge in due giorni. E' presa la decisione di attaccare Mestre; ne incomincia l'assedio e depreda il trevigiano attorno a Castelfranco Veneto. Molti sono i prigionieri ed i capi di bestiame razziati;  poco dopo, lascia il comando delle truppe al fratello e fa ritorno in Ungheria.

1379

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Ungheria  Veneto e Lombardia

Rientra in Italia alla testa di molti cavalli. Si collega con gli scaligeri e compie una cavalcata nel bresciano: si accampa nei pressi del capoluogo fortificandovisi con fossati e bastie. Di seguito si sposta nel cremonese sempre ai danni di Bernabò Visconti, alleato dei veneziani. Divide fra i suoi uomini nel mantovano le prede, calcolate in 1700 prigionieri e in 20000 capi di bestiame; si porta sotto Verona e vi sorprende Giovanni Acuto, reduce da una scorreria in Valpolicella. Toglie agli avversari parte del loro bottino.

............

 

 

 

Veneto e Lombardia

Ripete le scorrerie in Lombardia una seconda volta ed al successivo rientro si ferma a Verona. E' qui raggiunto da un messaggero del signore di Milano, che gli domanda un colloquio a Milano. Gli è consegnata una grande somma di denaro e cessano le molestie ai possedimenti viscontei.

Ago.

 

 

 

Veneto

Giunge a Sandrigo con 3000 cavalli, tocca Caldogno e Creazzo; punta su Montebelluna  per la via della Maddalena e la contrada del Gazzo; porta ovunque la desolazione.

1380

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Veneto

Cattura nel trevigiano un convoglio di 800 somieri che portano vettovaglie al capoluogo. Gli uomini sono condotti in Friuli.

Lug.

Durazzo

Napoli

Capitano g.le

Veneto  Toscana Campania

Al termine del conflitto, segue Carlo di Durazzo con 8000 ungheri e 1000 italiani alla conquista del regno di Napoli. E' segnalato a Santa Lucia a Verona; i fiorentini negano il passo all'esercito ed egli si porta a Pisa, dove gli sono dati vettovaglie e foraggi in quantità adeguate alle sue necessità. Nello stesso mese giunge a Napoli e batte Ottone di Brunswick al ponte della Maddalena.

1381

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Veneto

Segue per conto del re d'Ungheria le trattative per la cessione di Treviso al duca Leopoldo d'Austria; si inimica con i carraresi, che tenta di convincere ad abbandonare Asolo; alla fine, è trovato un compromesso per cui ha dai veneziani la rocca; questa è  consegnata temporaneamente ad Arcuano Buzzaccarini, in attesa della decisione del re magiaro sulla sua destinazione finale.

Mar. apr.

Padova

Venezia

 

Veneto e Friuli

E' nel territorio di Ceneda (Vittorio Veneto), che utilizza come base logistica per le sue scorrerie. Si ferma a Colle; dopo un trattato con 2 connestabili del castello superiore di Conegliano, si avvicina con le scale e vi entra con 280 soldati. I difensori si accorgono degli ungheri e respingono il suo attacco: fra gli ungheri sono uccisi 30 uomini e ne sono catturati 28 con uno dei 2 connestabili. I prigionieri sono tutti impiccati attorno al castello. 

Mag.

 

 

 

Veneto

Assedia Vittorio Veneto; a metà mese ritorna a Padova e desiste da ogni iniziativa, perché in Treviso sono entrate truppe del duca d'Austria alleato degli ungheresi.

Giu.

 

 

 

Veneto e Toscana

Con la partenza del duca d'Austria, consegna ai carraresi Portobuffolé che gli ungheri hanno conquistato in precedenza a Guecellone da Camino. Si sposta in Toscana e vi raccoglie nuovamente truppe per conto di Carlo di Durazzo.

Ago.

 

 

 

Toscana

Si allea con l'Acuto, che milita per i fiorentini. A metà mese parte da Firenze e viene a Montepulciano con 1500 lance, tra tedeschi ed italiani.

Ott.

Comp. ventura

Firenze Siena

 

Toscana e Umbria

E' segnalato a Calcinaia. Con l'Acuto e Corrado Lando, sigla nel convento dei frati minori di Isola Romanesca (Bastia Umbra) una convenzione per la quale promette di non offendere per tre mesi i comuni di Firenze e dei suoi alleati e di non passare per i loro territori senza licenza. Si sposta in val di Chiana con l'Acuto ed i senesi consegnano alle varie compagnie altri 5600 fiorini. Nel perugino.

1382

 

 

 

 

 

Gen.

Napoli

Angiò

 

Marche

Con Giovanni Carladorem fronteggia in Romagna i fautori di Luigi d'Angiò; staziona  nel contado di Fano per svernarvi; ne viene allontanato dalle milizie degli Ordelaffi, dei Manfredi e da quelle dei  Polenta.

1384

 

 

 

Ungheria

Ritornato in Ungheria, appoggia Carlo di Durazzo nel suo obiettivo di impadronirsi del paese, di cui quest'ultimo è stato nominato re.

1386

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Ungheria

Carlo di Durazzo viene ucciso dai baroni ribelli spinti dalla regina Elisabetta, vedova di Ludovico d'Ungheria, e dal suo favorito Niccolò Gara.

............

Baroni

Boemia

 

Ungheria

Si allea con il priore di Vrana Giovanni di Polisna e con il di Bosnia Tvartko I, suo vecchio nemico, e prende le armi contro il potere centrale; l'alleanza segna l'inizio dell'insurrezione generale nelle regioni meridionali del regno. Affrontato da un esercito di 30000 uomini, coglie i nemici in un'imboscata presso Diaco; cattura la regina Maria, moglie di Sigismondo di Boemia, la madre ed il conte Niccolò Gara. Fa decapitare Biagio Forgach, l'assassino di Carlo di Durazzo, ed il Gara: la testa sanguinante di quest'ultimo è scagliata nella carrozza che trasporta la regina Maria; altri ancora perlano di un suo getto nel fiume; altri ancora di un suo invio a Napoli alla vedova di Carlo di Durazzo. Proclama re d'Ungheria Ladislao d'Angiò.

1387

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

Sigismondo di Boemia ha il sostegno dei veneziani. L'Unghero fa giustiziare la regina Elisabetta, davanti agli occhi della figlia Maria, al fiume Borzota; quest'ultima è rinchiusa nel castello di Krupac in Bosnia sotto la sorveglianza del Polisna. Continua il conflitto, perde Buda; alla fine, con il voivoda Stefano di Transilvania  accetta Sigismondo come re d'Ungheria e fa liberare la regina Maria.

1391

Napoli

Ungheria

 

Ungheria

Nel 1390 parteggia ancora per Ladislao d'Angiò, figlio di Carlo di Durazzo, contro il re Sigismondo. Rifiuta ogni accomodamento e cerca di allearsi con gli ottomani ed il re di Bosnia. Alla sconfitta di quest'ultimo, nella primavera, è anch'egli assalito dagli avversari. Battuto, è catturato a Dobor. E' condotto a Pecs alla presenza della moglie di Sigismondo; è lungamente sottoposto a tortura; legato alla coda di un cavallo è trascinato per varie miglia al galoppo dell'animale. Il suo cadavere è squartato ed i resti sono appesi alle mura della città.

UNA CITAZIONE

Cavaliere unghero di molto valore nelle armi.