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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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1372
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Estate
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Padova
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Venezia
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Veneto
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E' in missione diplomatica a Venezia. I risultati sono
infruttuosi, per cui inizia a
combattere le milizie della Serrenissima.
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Dic.
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Veneto
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Guida con 70 cavalli i rinforzi mandati dal re Ludovico d'Ungheria
ai carraresi. I veneziani, avvertiti del suo arrivo, danno l'ordine
a Taddeo Giustinian ed a Gerardo da Camino, di portarsi a Cudrignano
per contrastarlo sul Livenza presso Sacile. Gli ungheri sono informati
dai conti di Prata dell'imboscata; prendono un'altra strada, passano
il fiume a Brugnera e si affrettano verso il Piave. I veneziani si appostano
a Nervesa della Battaglia; con il voivoda Benedetto Unghero, Giovanni
decide di dividere l'esercito in due parti: una, deve tentare il guado
ad Ospedaletto, l'altra a Nervesa, dove si trovano 300 lance e 200 fanti.
Benedetto Unghero è ributtato a Nervesa; Giovanni Unghero, con una mossa
aggirante, cala alle spalle dei veneziani e richiama gli altri ungheri.
Dopo un feroce scontro, gli avversari si danno alla fuga; il Camino
si deve arrendere; il Giustinian riesce a guadare il Piave ed è catturato
nei giorni seguenti. Nelle sue mani pervengono tutte le bandiere di
San Marco; i prigionieri sono condotti a Cittadella ed a Padova.
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1373
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Gen. feb.
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Veneto e Ungheria
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A Padova, per un consiglio di guerra con Francesco da
Carrara. Si reca a Venezia per conto del re d'Ungheria ed a metà febbraio
rientra in Ungheria.
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Apr.
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Veneto
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400 guastatori padovani iniziano lo scavo di un fossato
che va da Curano a Camponogara e la costruzione di una bastia a Lova. Durante
una sua assenza, i veneziani attaccano le fortificazioni: il suo pronto
intervento frustra ogni intenzione ostile.
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Lug.
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Veneto
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Dopo la sconfitta subita al Buon Conforto dallo zio, il
voivoda Stefano di Transilvania, ritorna nel Veneto, attraversa il Piave con
1000/1500 cavalli e soccorre i carraresi. Tocca Cittadella e Padova ed è
ricevuto con tutti gli onori dal Carrara.
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1378
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Giu.
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Padova
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Venezia Milano
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Veneto e Ungheria
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Supera il Piave con il voivoda e 5000 cavalli ungheri.Alcune
guide vengono a prenderlo a Castello di Godego ed è condotto a Limena,
che raggiunge in due giorni. E' presa la decisione di attaccare Mestre;
ne incomincia l'assedio e depreda il trevigiano attorno a Castelfranco
Veneto. Molti sono i prigionieri ed i capi di bestiame razziati; poco dopo, lascia il comando delle truppe
al fratello e fa ritorno in Ungheria.
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1379
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Gen.
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Ungheria Veneto e
Lombardia
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Rientra in Italia alla testa di molti cavalli.
Si collega con gli scaligeri e compie una cavalcata nel bresciano:
si accampa nei pressi del capoluogo fortificandovisi con fossati
e bastie. Di seguito si sposta nel cremonese sempre ai danni
di Bernabò Visconti, alleato dei veneziani. Divide fra i suoi
uomini nel mantovano le prede, calcolate in 1700 prigionieri
e in 20000 capi di bestiame; si porta sotto Verona e vi sorprende
Giovanni Acuto, reduce da una scorreria in Valpolicella. Toglie
agli avversari parte del loro bottino.
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............
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Veneto e Lombardia
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Ripete le scorrerie in Lombardia una seconda volta ed al
successivo rientro si ferma a Verona. E' qui raggiunto da un messaggero del
signore di Milano, che gli domanda un colloquio a Milano. Gli è consegnata
una grande somma di denaro e cessano le molestie ai possedimenti viscontei.
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Ago.
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Veneto
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Giunge a Sandrigo con 3000 cavalli, tocca Caldogno e Creazzo;
punta su Montebelluna per la
via della Maddalena e la contrada del Gazzo; porta ovunque la desolazione.
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1380
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Mag.
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Veneto
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Cattura nel trevigiano un convoglio di 800 somieri che
portano vettovaglie al capoluogo. Gli uomini sono condotti in Friuli.
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Lug.
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Durazzo
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Napoli
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Capitano g.le
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Veneto Toscana
Campania
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Al termine del conflitto, segue Carlo di Durazzo con 8000
ungheri e 1000 italiani alla conquista del regno di Napoli. E' segnalato a
Santa Lucia a Verona; i fiorentini negano il passo all'esercito ed egli si
porta a Pisa, dove gli sono dati vettovaglie e foraggi in quantità adeguate
alle sue necessità. Nello stesso mese giunge a Napoli e batte Ottone di
Brunswick al ponte della Maddalena.
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1381
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Gen.
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Veneto
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Segue per conto del re d'Ungheria le trattative per la cessione
di Treviso al duca Leopoldo d'Austria; si inimica con i carraresi, che
tenta di convincere ad abbandonare Asolo; alla fine, è trovato un compromesso
per cui ha dai veneziani la rocca; questa è consegnata temporaneamente ad Arcuano Buzzaccarini,
in attesa della decisione del re magiaro sulla sua destinazione finale.
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Mar. apr.
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Padova
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Venezia
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Veneto e Friuli
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E' nel territorio di Ceneda (Vittorio Veneto), che utilizza
come base logistica per le sue scorrerie. Si ferma a Colle; dopo un
trattato con 2 connestabili del castello superiore di Conegliano, si
avvicina con le scale e vi entra con 280 soldati. I difensori si accorgono
degli ungheri e respingono il suo attacco: fra gli ungheri sono uccisi
30 uomini e ne sono catturati 28 con uno dei 2 connestabili. I prigionieri
sono tutti impiccati attorno al castello.
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Mag.
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Veneto
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Assedia Vittorio Veneto; a metà mese ritorna a Padova e
desiste da ogni iniziativa, perché in Treviso sono entrate truppe del duca
d'Austria alleato degli ungheresi.
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Giu.
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Veneto e Toscana
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Con la partenza del duca d'Austria, consegna ai carraresi
Portobuffolé che gli ungheri hanno conquistato in precedenza a Guecellone
da Camino. Si sposta in Toscana e vi raccoglie nuovamente truppe per
conto di Carlo di Durazzo.
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Ago.
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Toscana
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Si allea con l'Acuto, che milita per i fiorentini. A metà
mese parte da Firenze e viene a Montepulciano con 1500 lance, tra tedeschi ed
italiani.
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Ott.
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Comp. ventura
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Firenze Siena
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Toscana e Umbria
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E' segnalato a Calcinaia. Con l'Acuto e Corrado Lando,
sigla nel convento dei frati minori di Isola Romanesca (Bastia Umbra) una
convenzione per la quale promette di non offendere per tre mesi i comuni di
Firenze e dei suoi alleati e di non passare per i loro territori senza
licenza. Si sposta in val di Chiana con l'Acuto ed i senesi consegnano alle
varie compagnie altri 5600 fiorini. Nel perugino.
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1382
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Gen.
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Napoli
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Angiò
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Marche
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Con Giovanni Carladorem fronteggia in Romagna i fautori di
Luigi d'Angiò; staziona nel contado
di Fano per svernarvi; ne viene allontanato dalle milizie degli Ordelaffi,
dei Manfredi e da quelle dei Polenta.
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1384
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Ungheria
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Ritornato in Ungheria, appoggia Carlo di Durazzo nel suo
obiettivo di impadronirsi del paese, di cui quest'ultimo è stato nominato
re.
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1386
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Gen.
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Ungheria
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Carlo di Durazzo viene ucciso dai baroni ribelli spinti dalla
regina Elisabetta, vedova di Ludovico d'Ungheria, e dal suo favorito
Niccolò Gara.
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............
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Baroni
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Boemia
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Ungheria
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Si allea con il priore di Vrana Giovanni di Polisna e con
il di Bosnia Tvartko I, suo vecchio nemico, e prende le armi contro il potere
centrale; l'alleanza segna l'inizio dell'insurrezione generale nelle regioni
meridionali del regno. Affrontato da un esercito di 30000 uomini, coglie i
nemici in un'imboscata presso Diaco; cattura la regina Maria, moglie di
Sigismondo di Boemia, la madre ed il conte Niccolò Gara. Fa decapitare Biagio
Forgach, l'assassino di Carlo di Durazzo, ed il Gara: la testa sanguinante di
quest'ultimo è scagliata nella carrozza che trasporta la regina Maria; altri
ancora perlano di un suo getto nel fiume; altri ancora di un suo invio a
Napoli alla vedova di Carlo di Durazzo. Proclama re d'Ungheria Ladislao
d'Angiò.
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1387
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|
Gen.
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Sigismondo di Boemia ha il sostegno dei veneziani. L'Unghero
fa giustiziare la regina Elisabetta, davanti agli occhi della figlia
Maria, al fiume Borzota; quest'ultima è rinchiusa nel castello di Krupac
in Bosnia sotto la sorveglianza del Polisna. Continua il conflitto,
perde Buda; alla fine, con il voivoda Stefano di Transilvania accetta Sigismondo come re d'Ungheria e fa
liberare la regina Maria.
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1391
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Napoli
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Ungheria
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Ungheria
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Nel 1390 parteggia ancora per Ladislao d'Angiò, figlio di
Carlo di Durazzo, contro il re Sigismondo. Rifiuta ogni accomodamento e cerca
di allearsi con gli ottomani ed il re di Bosnia. Alla sconfitta di
quest'ultimo, nella primavera, è anch'egli assalito dagli avversari. Battuto,
è catturato a Dobor. E' condotto a Pecs alla presenza della moglie di
Sigismondo; è lungamente sottoposto a tortura; legato alla coda di un cavallo
è trascinato per varie miglia al galoppo dell'animale. Il suo cadavere è
squartato ed i resti sono appesi alle mura della città.
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Cavaliere unghero di molto valore nelle armi.