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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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1338
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Venezia
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Verona
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Veneto
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Combatte contro le milizie di Mastino della Scala.
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1339
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Gen.
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Comp. ventura
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Milano
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Veneto e Lombardia
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Al termine del conflitto entra nella Compagnia di San
Giorgio, finanziata dagli scaligeri, con Lodrisio Visconti, il Malerba ed il
conte Lando. Muove da Vicenza con 2500 cavalli e 1000 fanti (di cui 200
balestrieri) per lo più svizzeri; varca l'Adige e si getta sul bresciano e
sul bergamasco.
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Feb.
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Lombardia
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Attraversa l'Adda e giunge a Monza: da lì segue il
Visconti a Castelseprio e si fortifica a Legnano. Partecipa al saccheggio di
Parabiago; è viceversa sconfitto a Canegrate, nonostante un iniziale
successo: nella battaglia muoiono, d'ambo le parti, 4000 cavalli e molti più
fanti (500 cavalli e 3000 fanti di parte milanese).
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1342
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..............
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Pisa
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Firenze
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Toscana
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Combatte i fiorentini comandati da Malatesta Malatesta.
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Sett.
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Comp. ventura
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Firenze Siena
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Toscana e Umbria
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Licenziato alla fine della guerra con altri 4000 cavalli,
con Ettore di Panigo e Mazarello da Cusano costituisce la Grande Compagnia o
Compagnia della Corona. Infesta il territorio di Volterra e Gualtieri di
Brienne consegna ai venturieri al Fosso Armonico 8000 fiorini, affinché non
proceda oltre; si rivolge nel senese e, sebbene gli siano fornite
vettovaglie, dà alle fiamme Buonconvento, BagnoVignoni ed altri centri della
val d'Arbia. Tocca anche le porte di Siena usando sempre la solita strategia
intimidatrice. Ha dal comune 2852/4000 o 12000 fiorini secondo le differenti
ralazioni (compresi 300 fiorini per reintegrare la perdita dei cavalli
uccisi); solo dopo la loro consegna ad Andrea da Medicina, lascia il
territorio per puntare su Monte San Savino. Respinto, entra nell'aretino e da
Castiglion Fiorentino penetra nel cortonese. Minaccia Montepulciano; i
perugini gli inviano incontro a Cortona gli ambasciatori Everardo da
Montesperelli e Bindolo di Monaldo: chiede invano che passino al servizio del
comune 300 cavalli della sua compagnia per sei mesi.
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Ott. nov.
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Comp. ventura
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Perugia C.di Castello Chiesa
Bologna Rimini
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Toscana Umbria
Marche e Romagna
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I perugini nominano capitano generale il conte di Soana
Guido Orsini per contrastarlo. Alla notizia, l'Urslingen parte da Cortona e
per Borghetto raggiunge Passignano sul Trasimeno, ove si accampa; attraversa
la valle di Pierla e si dirige verso Città di Castello, sempre tallonato da
vicino dalle milizie perugine. Tocca Samaiano, il Colle dei Ciechi, il ponte
della Saenna; intimidisce Città di Castello; viene in Romagna in soccorso di
Francesco Ordelaffi contro i pontifici, scorre nel cesenate, penetra nel
bolognese. Taddeo Pepoli non si fa cogliere alla sprovvista: raduna con i
collegati e gli scaligeri oltre 3000 cavalli e li manda con molti fanti lungo
il corso del Lamone agli ordini del figlio Giovanni e di Giberto da Fogliano.
l'Urslingen prende allora la via di Urbino e con l'aiuto dei Montefeltro si
rovescia per ventinove giorni contro il signore di Rimini Malatesta Malatesta.
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Dic.
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Rimini
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Malatesta
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Romagna e Marche
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Si accorda a Cervia con il Malatesta e, dietro la consegna di una grossa somma di denaro, lo coadiuva contro
Ferrandino Malatesta, che attacca in Verucchio; è, successivamente, nei pressi di Serrungarina e da qui minaccia Fossombrone
e Fano, tolta ai Malatesta da Terentino da Carignano.. Dopo una settimana, il giorno di Natale, entra in tale città.
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1343
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Gen.
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Comp. ventura
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Ferrara
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Romagna ed Emilia
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Conclude un accordo con gli avversari fermi a Faenza; si
porta a Cervia, si reca a Bologna e vi si incontra con il Pepoli vanificando
in tal modo le speranze dei fuoriusciti, come il Panigo ed il Cusano che
militano nella sua compagnia. I signori di Bologna, Ferrara, Verona, Imola,
Faenza, Ravenna e Rimini gli consegnano 60000 libbre di Bolognanini e due mesi
di paga per i suoi uomini; il Pepoli gli fornisce anche le vettovaglie contro
il suo impegno di non fare danni e di tenersi sempre sulle vie convenute: sono persino marchiati i
cavalli dei suoi uomini per il loro immediato riconoscimento. Costeggia così
Bologna e Borgo Panigale e punta su Modena. Azzo da Correggio lo utilizza per
combattere Obizzo d'Este; muta presto bandiera su invito di Brandaligi da
Marano. Con la guida di Guidoriccio da Fogliano, tocca Colombaro, Montale,
Mugnano, Formigine, Casinalbo, Gorzano, Baggiovara; si accosta alle porte di
Modena e gli estensi somministrano vettovaglie alla compagnia. Dopo sette
giorni, si ferma nel reggiano. Nella Grande Compagnia sono presenti 3500
barbute; i soldati sono accompagnati da una variegata corte dei miracoli di
1000 persone, che comprende avventurieri, mercanti, giocatori e meretrici.
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Feb.
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Emilia
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Attraversa il Secchia, assale Correggio e saccheggia
Campagnola Emilia e Novi di Modena; Ganaceto, Soliera, Carpi, Campogalliano,
San Zenone di Lama, Cortile, San Martino, Camurana e Solara non sfuggono
all'attenzione dei suoi uomini.
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Mar. apr.
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Comp. ventura
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Mantova Padova
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Lombardia
Emilia Friuli e Germania
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Valica il Po ed entra nel Mantovano a Quistello; è a
Quarantoli e cerca di unvadere il padovano, ma ne è dissuaso dalle forze
apprestate da Ubertino da Carrara; ritorna a Camurana e commette ovunque
danni e violenze. D'altra parte, la sua insegna riporta il suo programma
sintetizzato nelle parole "duca Guarnieri, signore della gran compagna,
nimico di Dio e di misericordia". Con la conclusione di una tregua tra
scaligeri e viscontei, è diffidato dal marchese di Ferrara a lasciare il
distretto con tutti i suoi uomini; risponde alle minacce con altre minacce;
ad aprile è raggiunta una
composizione e consegna 40 ostaggi fra i quali vi sono il fratello Rinaldo ed
un figlio; in cambio gli sono dati altri 10000 fiorini. Conduce, quindi, i
suoi armati sul Po per allontanarli dai domini degli estensi e degli
scaligeri e divide la compagnia per schiere o insegne: 10 bandiere proseguono
per la Toscana, al fine di portarsi a Lucca (nel Frignano tuttavia subiscono
numerose perdite per gli attacchi degli abi tanti degli Appennini), 8 puntano
su Carpi; i rimanenti attraversano il Po e ritornano in Germania. L'Urslingen
è catturato a Ferrara ed è liberato solo dopo avere re stituito parte della somma
ricevuta ; rientra in Germania per le alpi friulane
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1347
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Ago. sett.
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Ungheria
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Napoli
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500 cavalli
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Abruzzi Campania
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Ritorna in Italia anni dopo, a seguito della morte a
Napoli del re Andrea d'Ungheria fatto uccidere dalla moglie Giovanna d'Angiò.
E' inviato con 500 cavalli tedeschi in soccorso dell'Aquila, assediata dagli
angioini. Ha la città e l'intera regione: all'Aquila in una rissa i suoi
uomini uccidono degli ungheri. Si volge contro Sulmona con 1000 cavalli; si accampa al Casalino
con Ugolino da Fano in mezzo ad alcune case di campagna ed assedia invano la
città. Quando manca il denaro per le paghe dei soldati, rientra all'Aquila:
Ugolino da Fano convince gli abitanti a contribuire al suo soldo mediante un
prestito straordinario.
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Ott.
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Molise e Campania
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Punta su Napoli e per il piano di Cinquemiglia discende su
Isernia, ha Venafro,viena a Teano. Attacca Sessa Aurunca con il conte di
Fondi Nicola Gaetani e ne è ributtato da Nicola di Toraldo; supera il
Volturno e perviene ad Ortella, vicino ad Aversa, dove è affrontato dalle
milizie di Luigi di Taranto. Le operazioni si concludono in 80 giorni con la
conquista del regno ed il ritiro di Luigi di Taranto a Capua
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1348
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Gen.
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Campania
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Accusato di connivenza con Giovanna d'Angiò ed il suo nuovo
sposo Luigi di Taranto che si sono rifugiati in Provenza, è imprigionato.
Liberato, è licenziato con le sue compagnie: contribuiscono alla decisione
anche le diatribe con Ulrico e Corrado Lupo e le devastazioni perpetrate dai
suoi uomini nell'aquilano ed a Benevento.
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Feb. mar.
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Fondi
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Orsini
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Lazio
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Giura di non combattere le truppe del re Ludovico
d'Ungheria, fiorentini, perugini e senesi, né di militare al soldo dello
stato della Chiesa, degli angioini o dei viscontei; raccoglie 3000 barbute e
passa al servizio del Gaetani; combatte gli Orsini a Supino. 350 suoi uomini
entrano nel castello e sono tutti uccisi dai difensori; dilaga nella campagna
romagna, distrugge Anagni, perché i cittadini hanno ucciso 12 suoi
ambasciatori che richiedono una grossa somma a titolo di tributo (per una
cronaca, gli ambasciatori gli sono stati richiesti dagli stessi abitanti,
perché agiscano da arbitri per dirimere le discordie interne).
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Giu. lug.
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Comp. ventura Chiesa Napoli
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Perugia
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Lazio Umbria e
Campania
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Si allontana dal territorio di Terracina ed entra nel
contado di Narni; si volge verso la Toscana, ma la strada gli è sbarrata
dalle milizie di Roma. Nello stesso tempo Perugia ed altri comuni
costituiscono un esercito di 3000 cavalli e ne danno il comando ad Alamanno
degli Obizzi: ripiega anche perché gli uomini a sua disposizione, a causa
della peste, si sono ridotti a 2000 cavalli. Passa prima al servizio del
legato pontificio per due mesi e per suo conto sottomette alcune terre allo
stato della Chiesa; a luglio entra in Napoli con Giovanni Pipino d'Altamura e
1500 barbute.
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Ago.
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Napoli
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Ungheria
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Campania
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Accoglie a Napoli Giovanna d'Angiò ed il marito, rientrati
dalla Provenza: durante i festeggiamenti, arma cavaliere Luigi di Taranto il
quale, a sua volta, arma numerosi napoletani. Niccolò Acciaiuoli gli consegna
in ostaggio 2 figli sino al pagamento dell'intero soldo delle sue truppe.
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Sett. ott.
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Campania e Puglia
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Costringe alla resa il conte di Apice ed assedia la rocca
di Lucera con 1200 cavalli. Protesta per il ritardo del soldo e rimanda, a
tal fine, di continuo le operazioni: il suo comportamento, di fatto, agevola
Corrado Lupo nell'ordinare le schiere unghere e muovere al soccorso della
località.
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Nov.
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Puglia
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Con l'Altamura, cerca di bloccare l'avanzata al Lupo al
ponte del Biferno; costui attraversa il fiume più a monte e può raggiungere
Lucera. L'Urslingen persuade il re a non accettare la battaglia campale.
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1349
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Gen.
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Puglia
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Luigi di Taranto si ritira e lo lascia in Puglia come
viceré con 400 barbute.
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Ungheria
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Napoli
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Puglia e Campania
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Abbandona anch'egli la Puglia per muovere su Napoli: posti
all'avanguardia l'Acciaiuoli e Filippo di Sultz, è colto in agguato dal
voivoda Stefano di Transilvania lungo il corso del Cervaro fra Monte Calvello
e Monte Fedele. L'attacco divide l'e sercito napoletano in due tronconi: nel
primo si registra la morte o il ferimento di 300 cavalli; la seconda colonna,
viceversa, riesce a retrocedere a Troia. L'Urslin
gen con l'avanguardia abbandona agli avversari le proprie
bandiere. Da Napoli viene trasferito nuovamente in Puglia per porsi alla
guardia di Corneto, in Capitanata, con 400 barbute. E' sorpreso nel campo (
alcuni riferiscono deliberatamente); catturato, è condotto dal voivoda a
Foggia e, d'acccordo con il Lupo, si fa imporre una taglia di 30000 fiorini
in modo che il re di Napoli non sia invogliato a riscattarlo. Avviene come
previsto e ritorna al soldo del re d'Ungheria.
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Mag.
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Puglia e Campania
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A Melfi salva la vita all'Altamura, che per la sua
insolenza sta per essere ucciso dal voivoda. Si unisce con il Lupo sì da
formare un esercito di 7000 cavalli ungheri, te deschi, napoletani e di 2000
fanti lombardi. Tocca Corneto, è momentaneamente bloccato al passo di Arpaia
da Giovanni di Asperg (500 cavalli); ne vince la resistenza, saccheggia
Arpaia, Arienzo e Cancello, sbocca nella pianura di Napoli, occupa Acerra,
entra in Capua ed Aversa, assedia il castello della seconda località.
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Giu.
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Campania
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Si accampa a Melito di Napoli; per invogliare il nemico a
battaglia, finge una lite nel campo fra ungheri e tedeschi. Gli angioini ne
sono informati da alcuni contadini ed attaccano gli ungheri fidando nella
sorpresa: all'inizio l'esito è loro favorevole; compare alle loro spalle il
conte Lando e gli avversari sono disfatti (un migliaio fra morti e feriti fra
i nemici). Per la vittoria il voivoda viene forzato a riconoscere ai suoi
uomini, a compensazione delle paghe arretrate dei mesi giugno/agosto, il
ricavato del riscatto dei prigionieri (100000/ 200000 fiorini). Stefano
Laczfy è sempre più restio ad accontentare le esigenze dei mercenari;
l'Urslingen si collega con il Lupo, il conte Lando e frà Moriale per cercare
di ucciderlo e lo obbliga a ri fugiarsi con i suoi ungheri a Manfredonia.
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Lug. dic.
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Campania
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Rimane ad Aversa con il Lupo fino a Natale; non cessa di
devastare la Terra del Lavoro e di affamare Napoli.
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1350
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Gen.
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Vico
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Chiesa
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Lazio e Campania
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Si allea con Giovanni di Vico per depredare il Patrimonio,
alla cui difesa si trova Jacopo Gabrielli. Danneggia il castello di
Valentano; negli stessi giorni stipula con Luigi di Taranto un accordo per il
quale ottiene 100000 fiorini; altri 100000 fiorini gli sono promessi alla
consegna di Capua, Aversa e di altre terre.
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..............
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Campania
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Deve lasciare Aversa per la mancanza di vettovaglie e cede
la località al cardinale legato Annibaldo da Ceccano, inviato del papa. Il
Lupo ritorna al servizio del voivoda; l'Urslingen prende la strada del nord.
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Mag.
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Faenza Forlì
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Chiesa
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Romagna
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E' di nuovo nel forlivese e nel faentino con il conte Lando e 500 barbute
tedesche; combatte a favore di Giovanni Manfredi e di Francesco Ordelaffi
contro il legato pontificio Astorgio di Durafort.
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Lug.
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Bologna
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Chiesa
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Emilia
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Passa al servizio di Giacomo Pepoli, sempre contro i
pontifici con 2375 cavalli e 125 sergenti; per raggiungere Bologna, deve attraversare i passi degli Appennini
controllati dai fiorentini, che può superare con la connivenza dei priori
della repubblica. Colloca i suoi uomini in una contrada di Bologna e da tale
punto depreda tutta la città colpita, in tal modo, sia all'interno che
all'esterno.
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Ott.
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Chiesa Verona
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Milano
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Emilia
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Il Pepoli vende Bologna ai Visconti per 200000 fiorini, di
cui 8500 destinati alle paghe
arretrate dei suoi uomini. Con l'arrivo nella città di 1500 barbute, lascia
Bologna con le sue masnade, perché bandito dall'arcivescovo di Milano
Giovanni Visconti. E' arruolato con 1200 barbute (1150 cavalli e 400 fanti, per altre fonti) dai pontifici e da Mastino
della Scala; assedia i viscontei in Bologna.
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Nov.
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Emilia
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Attacca Bologna con il Durafort: Galeazzo Visconti invia loro
contro 1000 armati fuori dalle mura; costoro sono costretti a ripiegare con
numerose perdite; dà alle fiamme un vicino borgo.
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1351
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Gen. feb.
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Emilia
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La mancanza di denaro fa sì che le truppe se ne stiano
inattive a Budrio da dicembre a gennaio. A febbraio si sposta a Doccia con il
conte Lando e trascorre il periodo nella miseria.
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Mar.
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Verona
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Agli stipendi di Mastino della Scala per tre mesi.
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..............
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Germania
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Si accorda con i Visconti e rientra in Svevia.
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1354
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|
Germania
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Muore in Svevia.
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Grande capitano. Superiore per i suoi meriti e per il valore
agli altri condottieri. Uomo di molto animo.
Capitano esperto.
Fu considerato al suo tempo come il principale promotore
delle compagnie di ventura.
Senza infamia e senza lode. Uomo che non ebbe né virtù né
vizi.
Uomo avarissimo.
Di non sincera fede.