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Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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Impero |
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Toscana |
Milita agli stipendi dell'imperatore
Giovanni di Boemia. |
| 1335 |
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| Giu. |
Firenze |
Arezzo |
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Toscana |
E' assoldato
con 1000 cavalli dai fiorentini per combattere i Tarlati. Sua
base operativa è Cortona, di cui è signore Ranieri
Casali. |
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1338 |
Venezia |
Verona |
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Veneto |
Combatte contro
le milizie di Mastino della Scala. |
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1339 |
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Gen. |
Comp. ventura |
Milano |
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Veneto e Lombardia |
Al termine
del conflitto entra nella Compagnia di San Giorgio, finanziata
dagli scaligeri, con Lodrisio Visconti, il Malerba ed il conte
Lando. Muove da Vicenza con 2500 cavalli e 1000 fanti (di cui
200 balestrieri) per lo più svizzeri; varca l'Adige e si getta
sul bresciano e sul bergamasco. |
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Feb. |
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Lombardia |
Attraversa
l'Adda e giunge a Monza: da lì segue il Visconti a Castelseprio
e si fortifica a Legnano. Partecipa al saccheggio di Parabiago;
è viceversa sconfitto a Canegrate, nonostante un iniziale successo:
nella battaglia muoiono, d'ambo le parti, 4000 cavalli e molti
più fanti (500 cavalli e 3000 fanti di parte milanese). |
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1342 |
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.............. |
Pisa |
Firenze |
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Toscana |
Combatte i
fiorentini comandati da Malatesta Malatesta. |
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Sett. |
Comp. ventura |
Firenze Siena
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Toscana e Umbria |
Licenziato
alla fine della guerra con altri 4000 cavalli, con Ettore di
Panigo e Mazarello da Cusano costituisce la Grande Compagnia
o Compagnia della Corona che ha come impresa il motto "Duca
Guarnieri, signore della Gran Compagnia, nimico di Dio, di preti
e di misericordia." Infesta il territorio di Volterra e
Gualtieri di Brienne consegna ai venturieri al Fosso Armonico
8000 fiorini, affinché non proceda oltre; si rivolge nel senese
e, sebbene gli siano fornite vettovaglie, dà alle fiamme Buonconvento,
BagnoVignoni ed altri centri della val d'Arbia. Tocca anche
le porte di Siena usando sempre la solita strategia intimidatrice.
Ha dal comune 2852/4000 o 12000 fiorini secondo le differenti
ralazioni (compresi 300 fiorini per reintegrare la perdita dei
cavalli uccisi); solo dopo la loro consegna ad Andrea da Medicina,
lascia il territorio per puntare su Monte San Savino. Respinto,
entra nell'aretino e da Castiglion Fiorentino penetra nel cortonese.
Minaccia Montepulciano; i perugini gli inviano incontro a Cortona
gli ambasciatori Everardo da Montesperelli e Bindolo di Monaldo:
chiede invano che passino al servizio del comune 300 cavalli
della sua compagnia per sei mesi. |
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Ott. nov. |
Comp. ventura |
Perugia C.di Castello
Chiesa Bologna Rimini |
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Toscana
Umbria Marche e Romagna |
I perugini
nominano capitano generale il conte di Soana Guido Orsini per
contrastarlo. Alla notizia, l'Urslingen parte da Cortona e per
Borghetto raggiunge Passignano sul Trasimeno, ove si accampa;
attraversa la valle di Pierla e si dirige verso Città di Castello,
sempre tallonato da vicino dalle milizie perugine. Tocca Samaiano,
il Colle dei Ciechi, il ponte della Saenna; intimidisce Città
di Castello; viene in Romagna in soccorso di Francesco Ordelaffi
contro i pontifici, scorre nel cesenate, penetra nel bolognese.
Taddeo Pepoli non si fa cogliere alla sprovvista: raduna con
i collegati e gli scaligeri oltre 3000 cavalli e li manda con
molti fanti lungo il corso del Lamone agli ordini del figlio
Giovanni e di Giberto da Fogliano. l'Urslingen prende allora
la via di Urbino e con l'aiuto dei Montefeltro si rovescia per
ventinove giorni contro il signore di Rimini Malatesta Malatesta.
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Dic. |
Rimini |
Malatesta |
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Romagna e Marche |
Si accorda
a Cervia con il Malatesta e, dietro la consegna di una grossa
somma di denaro, lo coadiuva contro Ferrandino Malatesta, che
attacca in Verucchio; è, successivamente, nei pressi di Serrungarina e da qui minaccia
Fossombrone e Fano, tolta ai Malatesta da Terentino da Carignano..
Dopo una settimana, il giorno di Natale, entra in tale città. |
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1343 |
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Gen. |
Comp. ventura |
Ferrara |
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Romagna ed Emilia |
Conclude un
accordo con gli avversari fermi a Faenza; si porta a Cervia,
si reca a Bologna e vi si incontra con il Pepoli vanificando
in tal modo le speranze dei fuoriusciti, come il Panigo ed il
Cusano che militano nella sua compagnia. I signori di Bologna,
Ferrara, Verona, Imola, Faenza, Ravenna e Rimini gli consegnano
60000 libbre di Bolognanini e due mesi di paga per i suoi uomini;
il Pepoli gli fornisce anche le vettovaglie contro il suo impegno
di non fare danni e di tenersi sempre sulle vie convenute: sono persino marchiati i cavalli
dei suoi uomini per il loro immediato riconoscimento. Costeggia
così Bologna e Borgo Panigale e punta su Modena. Azzo da Correggio
lo utilizza per combattere Obizzo d'Este; muta presto bandiera
su invito di Brandaligi da Marano. Con la guida di Guidoriccio
da Fogliano, tocca Colombaro, Montale, Mugnano, Formigine, Casinalbo,
Gorzano, Baggiovara; si accosta alle porte di Modena e gli estensi
somministrano vettovaglie alla compagnia. Dopo sette giorni,
si ferma nel reggiano. Nella Grande Compagnia sono presenti
3500 barbute; i soldati sono accompagnati da una variegata corte
dei miracoli di 1000 persone, che comprende avventurieri, mercanti,
giocatori e meretrici. |
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Feb. |
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Emilia |
Attraversa
il Secchia, assale Correggio e saccheggia Campagnola Emilia
e Novi di Modena; Ganaceto, Soliera, Carpi, Campogalliano, San
Zenone di Lama, Cortile, San Martino, Camurana e Solara non
sfuggono all'attenzione dei suoi uomini. |
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Mar. apr. |
Comp. ventura |
Mantova Padova |
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Lombardia
Emilia Friuli
e Germania |
Valica il Po
ed entra nel Mantovano a Quistello; è a Quarantoli e cerca di
unvadere il padovano, ma ne è dissuaso dalle forze apprestate
da Ubertino da Carrara; ritorna a Camurana e commette ovunque
danni e violenze. D'altra parte, la sua insegna riporta il suo
programma sintetizzato nelle parole "duca Guarnieri, signore
della gran compagna, nimico di Dio e di misericordia". Con la
conclusione di una tregua tra scaligeri e viscontei, è diffidato
dal marchese di Ferrara a lasciare il distretto con tutti i
suoi uomini; risponde alle minacce con altre minacce; ad aprile
è raggiunta una composizione
e consegna 40 ostaggi fra i quali vi sono il fratello Rinaldo
ed un figlio; in cambio gli sono dati altri 10000 fiorini. Conduce,
quindi, i suoi armati sul Po per allontanarli dai domini degli
estensi e degli scaligeri e divide la compagnia per schiere
o insegne: 10 bandiere proseguono per la Toscana, al fine di
portarsi a Lucca (nel Frignano tuttavia subiscono numerose perdite
per gli attacchi degli abi tanti degli Appennini), 8 puntano
su Carpi; i rimanenti attraversano il Po e ritornano in Germania.
L'Urslingen è catturato a Ferrara ed è liberato solo dopo avere
re stituito parte della somma ricevuta ; rientra in Germania
per le alpi friulane |
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1347 |
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Ago. sett. |
Ungheria |
Napoli |
500 cavalli |
Abruzzi Campania |
Ritorna in
Italia anni dopo, a seguito della morte a Napoli del re Andrea
d'Ungheria fatto uccidere dalla moglie Giovanna d'Angiò. E'
inviato con 500 cavalli tedeschi in soccorso dell'Aquila, assediata
dagli angioini. Ha la città e l'intera regione: all'Aquila in
una rissa i suoi uomini uccidono degli ungheri. Si volge contro
Sulmona con 1000 cavalli; si accampa al Casalino
con Ugolino da Fano in mezzo ad alcune case di campagna ed assedia
invano la città. Quando manca il denaro per le paghe dei soldati,
rientra all'Aquila: Ugolino da Fano convince gli abitanti a
contribuire al suo soldo mediante un prestito straordinario.
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Ott. |
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Molise e Campania |
Punta su Napoli
e per il piano di Cinquemiglia discende su Isernia, ha Venafro,viena
a Teano. Attacca Sessa Aurunca con il conte di Fondi Nicola
Gaetani e ne è ributtato da Nicola di Toraldo; supera il Volturno
e perviene ad Ortella, vicino ad Aversa, dove è affrontato dalle
milizie di Luigi di Taranto. Le operazioni si concludono in
80 giorni con la conquista del regno ed il ritiro di Luigi di
Taranto a Capua |
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1348 |
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Gen. |
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Campania |
Accusato di
connivenza con Giovanna d'Angiò ed il suo nuovo sposo Luigi
di Taranto che si sono rifugiati in Provenza, è imprigionato.
Liberato, è licenziato con le sue compagnie: contribuiscono
alla decisione anche le diatribe con Ulrico e Corrado Lupo e
le devastazioni perpetrate dai suoi uomini nell'aquilano ed
a Benevento. |
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Feb. mar. |
Fondi |
Orsini |
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Lazio |
Giura di non
combattere le truppe del re Ludovico d'Ungheria, fiorentini,
perugini e senesi, né di militare al soldo dello stato della
Chiesa, degli angioini o dei viscontei; raccoglie 3000 barbute
e passa al servizio del Gaetani; combatte gli Orsini a Supino.
350 suoi uomini entrano nel castello e sono tutti uccisi dai
difensori; dilaga nella campagna romagna, distrugge Anagni,
perché i cittadini hanno ucciso 12 suoi ambasciatori che richiedono
una grossa somma a titolo di tributo (per una cronaca, gli ambasciatori
gli sono stati richiesti dagli stessi abitanti, perché agiscano
da arbitri per dirimere le discordie interne). |
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Giu. lug. |
Comp. ventura Chiesa Napoli |
Perugia |
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Lazio
Umbria e Campania |
Si allontana
dal territorio di Terracina ed entra nel contado di Narni; si
volge verso la Toscana, ma la strada gli è sbarrata dalle milizie
di Roma. Nello stesso tempo Perugia ed altri comuni costituiscono
un esercito di 3000 cavalli e ne danno il comando ad Alamanno
degli Obizzi: ripiega anche perché gli uomini a sua disposizione,
a causa della peste, si sono ridotti a 2000 cavalli. Passa prima
al servizio del legato pontificio per due mesi e per suo conto
sottomette alcune terre allo stato della Chiesa; a luglio entra
in Napoli con Giovanni Pipino d'Altamura e 1500 barbute. |
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Ago. |
Napoli |
Ungheria |
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Campania |
Accoglie a
Napoli Giovanna d'Angiò ed il marito, rientrati dalla Provenza:
durante i festeggiamenti arma cavaliere Luigi di Taranto il
quale, a sua volta, consegna il cingolo di cavaliere a numerosi
napoletani. Niccolò Acciaiuoli gli consegna in ostaggio due
figli sino al pagamento dell'intero soldo delle sue truppe. |
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Sett. ott. |
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Campania e Puglia |
Costringe alla
resa il conte di Apice ed assedia la rocca di Lucera con 1200
cavalli. Mette a sacco Foggia. Protesta per il ritardo del soldo
e rimanda, a tal fine, di continuo le operazioni: il suo comportamento,
di fatto, agevola Corrado Lupo nell'ordinare le schiere unghere
e muovere al soccorso della località. |
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Nov. |
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Puglia |
Con l'Altamura,
cerca di bloccare l'avanzata al Lupo al ponte del Biferno; costui
attraversa il fiume più a monte e può raggiungere Lucera. L'Urslingen
persuade il re a non accettare la battaglia campale. |
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1349 |
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Gen. |
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Puglia |
Luigi di Taranto
si ritira e lo lascia in Puglia come viceré con 400 barbute. |
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Ungheria |
Napoli |
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Puglia e Campania |
Abbandona anch'egli
la Puglia per muovere su Napoli: posti all'avanguardia l'Acciaiuoli
e Filippo di Sultz, è colto in agguato dal voivoda Stefano di
Transilvania lungo il corso del Cervaro fra Monte Calvello e
Monte Fedele. L'attacco divide l'e sercito napoletano in due
tronconi: nel primo si registra la morte o il ferimento di 300
cavalli; la seconda colonna, viceversa, riesce a retrocedere
a Troia. L'Urslingen con l'avanguardia abbandona agli avversari
le proprie bandiere. Da Napoli viene trasferito nuovamente in
Puglia per porsi alla guardia di Corneto, in Capitanata, con
400 barbute. E' sorpreso nel campo ( alcuni riferiscono deliberatamente);
catturato, è condotto dal voivoda a Foggia e, d'accordo con
il Lupo, si fa imporre una taglia di 30000 fiorini in modo che
il re di Napoli non sia invogliato a riscattarlo. Avviene come
previsto e ritorna al soldo del re d'Ungheria. Con il Lupo riconquista
la Capitanata; si stanzia a Foggia; Andria, Bitonto, Giovinazzo
e Molfetta aprono le porte agli ungheri. |
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Mag. |
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Puglia e Campania |
A Bisceglie
con Corrado Lupo salva la vita all'Altamura che, a seguito di
un incontro con il voivoda, viene catturato per la sua insolenza
e sta per essere ucciso dagli ungheri. Sempre in collegamento
con il Lupo, costituisce un esercito di 7000 cavalli ungheri,
tedeschi, napoletani e di 2000 fanti lombardi. Tocca Corneto;
è momentaneamente bloccato al passo di Arpaia da Giovanni di
Asperg (500 cavalli); ne vince la resistenza, saccheggia Arpaia,
Arienzo e Cancello, sbocca nella pianura di Napoli, occupa Acerra,
entra in Capua ed Aversa, assedia il castello della seconda
località. |
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Giu. |
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Campania |
Si accampa
a Melito di Napoli; per invogliare il nemico a battaglia, finge
una lite nel campo fra ungheri e tedeschi. Gli angioini ne sono
informati da alcuni contadini ed attaccano gli ungheri fidando
nella sorpresa: all'inizio l'esito è loro favorevole; compare
alle loro spalle il conte Lando e gli avversari sono disfatti
(un migliaio fra morti e feriti fra i nemici). Per la vittoria
il voivoda viene forzato a riconoscere ai suoi uomini, a compensazione
delle paghe arretrate dei mesi giugno/agosto, il ricavato del
riscatto dei prigionieri (100000/ 200000 fiorini). Stefano Laczfy
è sempre più restio ad accontentare le esigenze dei mercenari;
l'Urslingen si collega con il Lupo, il conte Lando e frà Moriale
per cercare di ucciderlo e lo obbliga a ri fugiarsi con i suoi
ungheri a Manfredonia. |
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Lug.
dic. |
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Campania |
Rimane ad Aversa
con il Lupo fino a Natale; non cessa di devastare la Terra del
Lavoro e di affamare Napoli. |
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1350 |
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Gen. |
Vico |
Chiesa |
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Lazio e Campania |
Si allea con
Giovanni di Vico per depredare il Patrimonio, alla cui difesa
si trova Jacopo Gabrielli. Danneggia il castello di Valentano;
negli stessi giorni stipula con Luigi di Taranto un accordo
per il quale ottiene 100000 fiorini; altri 100000 fiorini gli
sono promessi alla consegna di Capua, Aversa e di altre terre.
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.............. |
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Campania |
Deve lasciare
Aversa per la mancanza di vettovaglie e cede la località al
cardinale legato Annibaldo da Ceccano, inviato del papa. Il
Lupo ritorna al servizio del voivoda; l'Urslingen prende la
strada del nord. |
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Mag. |
Faenza Forlì |
Chiesa |
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Romagna |
E' di nuovo
nel forlivese e nel faentino con il conte Lando e 500 barbute
tedesche; combatte a favore di Giovanni Manfredi e di Francesco
Ordelaffi contro il legato pontificio Astorgio di Durafort. |
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Lug. |
Bologna |
Chiesa |
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Emilia |
Passa al servizio
di Giacomo Pepoli, sempre contro i pontifici con 2375 cavalli
e 125 sergenti; per raggiungere Bologna, deve attraversare i
passi degli Appennini controllati dai fiorentini, che può superare
con la connivenza dei priori della repubblica. Colloca i suoi
uomini in una contrada di Bologna e da tale punto depreda tutta
la città colpita, in tal modo, sia all'interno che all'esterno. |
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Ott. |
Chiesa Verona |
Milano |
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Emilia |
Il Pepoli vende
Bologna ai Visconti per 200000 fiorini, di cui 8500 destinati
alle paghe arretrate
dei suoi uomini. Con l'arrivo nella città di 1500 barbute, lascia
Bologna con le sue masnade, perché bandito dall'arcivescovo
di Milano Giovanni Visconti. E' arruolato con 1200 barbute (1150
cavalli e 400 fanti, per altre fonti) dai pontifici e da Mastino
della Scala; assedia i viscontei in Bologna. |
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Nov. |
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Emilia |
Attacca Bologna
con il Durafort: Galeazzo Visconti invia loro contro 1000 armati
fuori dalle mura; costoro sono costretti a ripiegare con numerose
perdite; dà alle fiamme un vicino borgo. |
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1351 |
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Gen. feb. |
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Emilia |
La mancanza
di denaro fa sì che le truppe se ne stiano inattive a Budrio
da dicembre a gennaio. A febbraio si sposta a Doccia con il
conte Lando e trascorre il periodo nella miseria. |
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Mar. |
Verona |
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Agli stipendi
di Mastino della Scala per tre mesi. |
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.............. |
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Germania |
Si accorda
con i Visconti e rientra in Svevia. |
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1354 |
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Germania |
Muore in Svevia. |
Grande capitano. Superiore per i suoi meriti e per il valore
agli altri condottieri. Uomo di molto animo.
Capitano esperto.
Fu considerato al suo tempo come il principale promotore
delle compagnie di ventura.
Senza infamia e senza lode. Uomo che non ebbe né virtù né
vizi.
Uomo avarissimo.
Di non sincera fede.