Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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2067      GUARNIERI DI URSLINGEN  Di Islingen in Svevia. Duca, nipote dei duchi di Spoleto.

 + 1354

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

.............. Impero     Toscana Milita agli stipendi dell'imperatore Giovanni di Boemia.
1335          
Giu. Firenze Arezzo   Toscana
E' assoldato con 1000 cavalli dai fiorentini per combattere i Tarlati. Sua base operativa è Cortona, di cui è signore Ranieri Casali.

1338

Venezia

Verona

 

Veneto

Combatte contro le milizie di Mastino della Scala.

1339

 

 

 

 

 

Gen.

Comp. ventura

Milano

 

Veneto e Lombardia

Al termine del conflitto entra nella Compagnia di San Giorgio, finanziata dagli scaligeri, con Lodrisio Visconti, il Malerba ed il conte Lando. Muove da Vicenza con 2500 cavalli e 1000 fanti (di cui 200 balestrieri) per lo più svizzeri; varca l'Adige e si getta sul bresciano e sul bergamasco.

Feb.

 

 

 

Lombardia

Attraversa l'Adda e giunge a Monza: da lì segue il Visconti a Castelseprio e si fortifica a Legnano. Partecipa al saccheggio di Parabiago; è viceversa sconfitto a Canegrate, nonostante un iniziale successo: nella battaglia muoiono, d'ambo le parti, 4000 cavalli e molti più fanti (500 cavalli e 3000 fanti di parte milanese).

1342

 

 

 

 

 

..............

Pisa

Firenze

 

Toscana

Combatte i fiorentini comandati da Malatesta Malatesta.

Sett.

Comp. ventura

Firenze Siena 

 

Toscana e Umbria

Licenziato alla fine della guerra con altri 4000 cavalli, con Ettore di Panigo e Mazarello da Cusano costituisce la Grande Compagnia o Compagnia della Corona che ha come impresa il motto "Duca Guarnieri, signore della Gran Compagnia, nimico di Dio, di preti e di misericordia." Infesta il territorio di Volterra e Gualtieri di Brienne consegna ai venturieri al Fosso Armonico 8000 fiorini, affinché non proceda oltre; si rivolge nel senese e, sebbene gli siano fornite vettovaglie, dà alle fiamme Buonconvento, BagnoVignoni ed altri centri della val d'Arbia. Tocca anche le porte di Siena usando sempre la solita strategia intimidatrice. Ha dal comune 2852/4000 o 12000 fiorini secondo le differenti ralazioni (compresi 300 fiorini per reintegrare la perdita dei cavalli uccisi); solo dopo la loro consegna ad Andrea da Medicina, lascia il territorio per puntare su Monte San Savino. Respinto, entra nell'aretino e da Castiglion Fiorentino penetra nel cortonese. Minaccia Montepulciano; i perugini gli inviano incontro a Cortona gli ambasciatori Everardo da Montesperelli e Bindolo di Monaldo: chiede invano che passino al servizio del comune 300 cavalli della sua compagnia per sei mesi.

Ott. nov.

Comp. ventura

Perugia C.di Castello   Chiesa Bologna Rimini

 

Toscana  Umbria Marche e Romagna

I perugini nominano capitano generale il conte di Soana Guido Orsini per contrastarlo. Alla notizia, l'Urslingen parte da Cortona e per Borghetto raggiunge Passignano sul Trasimeno, ove si accampa; attraversa la valle di Pierla e si dirige verso Città di Castello, sempre tallonato da vicino dalle milizie perugine. Tocca Samaiano, il Colle dei Ciechi, il ponte della Saenna; intimidisce Città di Castello; viene in Romagna in soccorso di Francesco Ordelaffi contro i pontifici, scorre nel cesenate, penetra nel bolognese. Taddeo Pepoli non si fa cogliere alla sprovvista: raduna con i collegati e gli scaligeri oltre 3000 cavalli e li manda con molti fanti lungo il corso del Lamone agli ordini del figlio Giovanni e di Giberto da Fogliano. l'Urslingen prende allora la via di Urbino e con l'aiuto dei Montefeltro si rovescia per ventinove giorni contro il signore di Rimini Malatesta Malatesta.

Dic.

Rimini

Malatesta

 

Romagna e Marche

Si accorda a Cervia con il Malatesta e, dietro la consegna di una grossa somma di denaro, lo coadiuva contro Ferrandino Malatesta, che attacca in Verucchio;  è, successivamente, nei pressi di Serrungarina e da qui minaccia Fossombrone e Fano, tolta ai Malatesta da Terentino da Carignano.. Dopo una settimana, il giorno di Natale, entra in tale città.

1343

 

 

 

 

 

Gen.

Comp. ventura

Ferrara

 

Romagna ed Emilia

Conclude un accordo con gli avversari fermi a Faenza; si porta a Cervia, si reca a Bologna e vi si incontra con il Pepoli vanificando in tal modo le speranze dei fuoriusciti, come il Panigo ed il Cusano che militano nella sua compagnia. I signori di Bologna, Ferrara, Verona, Imola, Faenza, Ravenna e Rimini gli consegnano 60000 libbre di Bolognanini e due mesi di paga per i suoi uomini; il Pepoli gli fornisce anche le vettovaglie contro il suo impegno di non fare danni e di tenersi sempre sulle vie  convenute: sono persino marchiati i cavalli dei suoi uomini per il loro immediato riconoscimento. Costeggia così Bologna e Borgo Panigale e punta su Modena. Azzo da Correggio lo utilizza per combattere Obizzo d'Este; muta presto bandiera su invito di Brandaligi da Marano. Con la guida di Guidoriccio da Fogliano, tocca Colombaro, Montale, Mugnano, Formigine, Casinalbo, Gorzano, Baggiovara; si accosta alle porte di Modena e gli estensi somministrano vettovaglie alla compagnia. Dopo sette giorni, si ferma nel reggiano. Nella Grande Compagnia sono presenti 3500 barbute; i soldati sono accompagnati da una variegata corte dei miracoli di 1000 persone, che comprende avventurieri, mercanti, giocatori e meretrici.

Feb.

 

 

 

Emilia

Attraversa il Secchia, assale Correggio e saccheggia Campagnola Emilia e Novi di Modena; Ganaceto, Soliera, Carpi, Campogalliano, San Zenone di Lama, Cortile, San Martino, Camurana e Solara non sfuggono all'attenzione dei suoi uomini.

Mar. apr.

Comp. ventura

Mantova Padova

 

Lombardia  Emilia  Friuli e Germania

Valica il Po ed entra nel Mantovano a Quistello; è a Quarantoli e cerca di unvadere il padovano, ma ne è dissuaso dalle forze apprestate da Ubertino da Carrara; ritorna a Camurana e commette ovunque danni e violenze. D'altra parte, la sua insegna riporta il suo programma sintetizzato nelle parole "duca Guarnieri, signore della gran compagna, nimico di Dio e di misericordia". Con la conclusione di una tregua tra scaligeri e viscontei, è diffidato dal marchese di Ferrara a lasciare il distretto con tutti i suoi uomini; risponde alle minacce con altre minacce; ad aprile è raggiunta     una composizione e consegna 40 ostaggi fra i quali vi sono il fratello Rinaldo ed un figlio; in cambio gli sono dati altri 10000 fiorini. Conduce, quindi, i suoi armati sul Po per allontanarli dai domini degli estensi e degli scaligeri e divide la compagnia per schiere o insegne: 10 bandiere proseguono per la Toscana, al fine di portarsi a Lucca (nel Frignano tuttavia subiscono numerose perdite per gli attacchi degli abi tanti degli Appennini), 8 puntano su Carpi; i rimanenti attraversano il Po e ritornano in Germania. L'Urslingen è catturato a Ferrara ed è liberato solo dopo avere re stituito parte della somma ricevuta ; rientra in Germania per le alpi friulane

1347

 

 

 

 

 

Ago. sett.

Ungheria

Napoli

500 cavalli

Abruzzi Campania

Ritorna in Italia anni dopo, a seguito della morte a Napoli del re Andrea d'Ungheria fatto uccidere dalla moglie Giovanna d'Angiò. E' inviato con 500 cavalli tedeschi in soccorso dell'Aquila, assediata dagli angioini. Ha la città e l'intera regione: all'Aquila in una rissa i suoi uomini uccidono degli ungheri. Si volge contro Sulmona  con 1000 cavalli; si accampa al Casalino con Ugolino da Fano in mezzo ad alcune case di campagna ed assedia invano la città. Quando manca il denaro per le paghe dei soldati, rientra all'Aquila: Ugolino da Fano convince gli abitanti a contribuire al suo soldo mediante un prestito straordinario.

Ott.

 

 

 

Molise e Campania

Punta su Napoli e per il piano di Cinquemiglia discende su Isernia, ha Venafro,viena a Teano. Attacca Sessa Aurunca con il conte di Fondi Nicola Gaetani e ne è ributtato da Nicola di Toraldo; supera il Volturno e perviene ad Ortella, vicino ad Aversa, dove è affrontato dalle milizie di Luigi di Taranto. Le operazioni si concludono in 80 giorni con la conquista del regno ed il ritiro di Luigi di Taranto a Capua

1348

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Campania

Accusato di connivenza con Giovanna d'Angiò ed il suo nuovo sposo Luigi di Taranto che si sono rifugiati in Provenza, è imprigionato. Liberato, è licenziato con le sue compagnie: contribuiscono alla decisione anche le diatribe con Ulrico e Corrado Lupo e le devastazioni perpetrate dai suoi uomini nell'aquilano ed a Benevento. 

Feb. mar.

Fondi

Orsini

 

Lazio

Giura di non combattere le truppe del re Ludovico d'Ungheria, fiorentini, perugini e senesi, né di militare al soldo dello stato della Chiesa, degli angioini o dei viscontei; raccoglie 3000 barbute e passa al servizio del Gaetani; combatte gli Orsini a Supino. 350 suoi uomini entrano nel castello e sono tutti uccisi dai difensori; dilaga nella campagna romagna, distrugge Anagni, perché i cittadini hanno ucciso 12 suoi ambasciatori che richiedono una grossa somma a titolo di tributo (per una cronaca, gli ambasciatori gli sono stati richiesti dagli stessi abitanti, perché agiscano da arbitri per dirimere le discordie interne).

Giu. lug.

Comp. ventura Chiesa Napoli

Perugia

 

Lazio  Umbria e Campania

Si allontana dal territorio di Terracina ed entra nel contado di Narni; si volge verso la Toscana, ma la strada gli è sbarrata dalle milizie di Roma. Nello stesso tempo Perugia ed altri comuni costituiscono un esercito di 3000 cavalli e ne danno il comando ad Alamanno degli Obizzi: ripiega anche perché gli uomini a sua disposizione, a causa della peste, si sono ridotti a 2000 cavalli. Passa prima al servizio del legato pontificio per due mesi e per suo conto sottomette alcune terre allo stato della Chiesa; a luglio entra in Napoli con Giovanni Pipino d'Altamura e 1500 barbute.

Ago.

Napoli

Ungheria

 

Campania

Accoglie a Napoli Giovanna d'Angiò ed il marito, rientrati dalla Provenza: durante i festeggiamenti arma cavaliere Luigi di Taranto il quale, a sua volta, consegna il cingolo di cavaliere a numerosi napoletani. Niccolò Acciaiuoli gli consegna in ostaggio due figli sino al pagamento dell'intero soldo delle sue truppe.

Sett. ott.

 

 

 

Campania e Puglia

Costringe alla resa il conte di Apice ed assedia la rocca di Lucera con 1200 cavalli. Mette a sacco Foggia. Protesta per il ritardo del soldo e rimanda, a tal fine, di continuo le operazioni: il suo comportamento, di fatto, agevola Corrado Lupo nell'ordinare le schiere unghere e muovere al soccorso della località.

Nov.

 

 

 

Puglia

Con l'Altamura, cerca di bloccare l'avanzata al Lupo al ponte del Biferno; costui attraversa il fiume più a monte e può raggiungere Lucera. L'Urslingen persuade il re a non accettare la battaglia campale.

1349

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Puglia

Luigi di Taranto si ritira e lo lascia in Puglia come viceré con 400 barbute.

..............

Ungheria

Napoli

 

Puglia e Campania

Abbandona anch'egli la Puglia per muovere su Napoli: posti all'avanguardia l'Acciaiuoli e Filippo di Sultz, è colto in agguato dal voivoda Stefano di Transilvania lungo il corso del Cervaro fra Monte Calvello e Monte Fedele. L'attacco divide l'e sercito napoletano in due tronconi: nel primo si registra la morte o il ferimento di 300 cavalli; la seconda colonna, viceversa, riesce a retrocedere a Troia. L'Urslingen con l'avanguardia abbandona agli avversari le proprie bandiere. Da Napoli viene trasferito nuovamente in Puglia per porsi alla guardia di Corneto, in Capitanata, con 400 barbute. E' sorpreso nel campo ( alcuni riferiscono deliberatamente); catturato, è condotto dal voivoda a Foggia e, d'accordo con il Lupo, si fa imporre una taglia di 30000 fiorini in modo che il re di Napoli non sia invogliato a riscattarlo. Avviene come previsto e ritorna al soldo del re d'Ungheria. Con il Lupo riconquista la Capitanata; si stanzia a Foggia; Andria, Bitonto, Giovinazzo e Molfetta aprono le porte agli ungheri.

Mag.

 

 

 

Puglia e Campania

A Bisceglie con Corrado Lupo salva la vita all'Altamura che, a seguito di un incontro con il voivoda, viene catturato per la sua insolenza e sta per essere ucciso dagli ungheri. Sempre in collegamento con il Lupo, costituisce un esercito di 7000 cavalli ungheri, tedeschi, napoletani e di 2000 fanti lombardi. Tocca Corneto; è momentaneamente bloccato al passo di Arpaia da Giovanni di Asperg (500 cavalli); ne vince la resistenza, saccheggia Arpaia, Arienzo e Cancello, sbocca nella pianura di Napoli, occupa Acerra, entra in Capua ed Aversa, assedia il castello della seconda località.

Giu.

 

 

 

Campania

Si accampa a Melito di Napoli; per invogliare il nemico a battaglia, finge una lite nel campo fra ungheri e tedeschi. Gli angioini ne sono informati da alcuni contadini ed attaccano gli ungheri fidando nella sorpresa: all'inizio l'esito è loro favorevole; compare alle loro spalle il conte Lando e gli avversari sono disfatti (un migliaio fra morti e feriti fra i nemici). Per la vittoria il voivoda viene forzato a riconoscere ai suoi uomini, a compensazione delle paghe arretrate dei mesi giugno/agosto, il ricavato del riscatto dei prigionieri (100000/ 200000 fiorini). Stefano Laczfy è sempre più restio ad accontentare le esigenze dei mercenari; l'Urslingen si collega con il Lupo, il conte Lando e frà Moriale per cercare di ucciderlo e lo obbliga a ri fugiarsi con i suoi ungheri a Manfredonia.

Lug. dic.

 

 

 

Campania

Rimane ad Aversa con il Lupo fino a Natale; non cessa di devastare la Terra del Lavoro e di affamare Napoli.

1350

 

 

 

 

 

Gen.

Vico

Chiesa

 

Lazio e Campania

Si allea con Giovanni di Vico per depredare il Patrimonio, alla cui difesa si trova Jacopo Gabrielli. Danneggia il castello di Valentano; negli stessi giorni stipula con Luigi di Taranto un accordo per il quale ottiene 100000 fiorini; altri 100000 fiorini gli sono promessi alla consegna di Capua, Aversa e di altre terre.

..............

 

 

 

Campania

Deve lasciare Aversa per la mancanza di vettovaglie e cede la località al cardinale legato Annibaldo da Ceccano, inviato del papa. Il Lupo ritorna al servizio del voivoda; l'Urslingen prende la strada del nord.

Mag.

Faenza Forlì

Chiesa

 

Romagna

E' di nuovo nel forlivese e nel faentino con il conte Lando e 500 barbute tedesche; combatte a favore di Giovanni Manfredi e di Francesco Ordelaffi contro il legato pontificio Astorgio di Durafort.

Lug.

Bologna

Chiesa

 

Emilia

Passa al servizio di Giacomo Pepoli, sempre contro i pontifici con 2375 cavalli e 125 sergenti; per raggiungere Bologna, deve attraversare i passi degli Appennini controllati dai fiorentini, che può superare con la connivenza dei priori della repubblica. Colloca i suoi uomini in una contrada di Bologna e da tale punto depreda tutta la città colpita, in tal modo, sia all'interno che all'esterno.

Ott.

Chiesa Verona

Milano

 

Emilia

Il Pepoli vende Bologna ai Visconti per 200000 fiorini, di cui 8500 destinati alle  paghe arretrate dei suoi uomini. Con l'arrivo nella città di 1500 barbute, lascia Bologna con le sue masnade, perché bandito dall'arcivescovo di Milano Giovanni Visconti. E' arruolato con 1200 barbute (1150 cavalli e 400 fanti, per altre fonti) dai pontifici e da Mastino della Scala; assedia i viscontei in Bologna.

Nov.

 

 

 

Emilia

Attacca Bologna con il Durafort: Galeazzo Visconti invia loro contro 1000 armati fuori dalle mura; costoro sono costretti a ripiegare con numerose perdite; dà alle fiamme un vicino borgo.

1351

 

 

 

 

 

Gen. feb.

 

 

 

Emilia

La mancanza di denaro fa sì che le truppe se ne stiano inattive a Budrio da dicembre a gennaio. A febbraio si sposta a Doccia con il conte Lando e trascorre il periodo nella miseria.

Mar.

Verona

 

 

 

Agli stipendi di Mastino della Scala per tre mesi.

..............

 

 

 

Germania

Si accorda con i Visconti e rientra in Svevia.

1354

 

 

 

Germania

Muore in Svevia.

NOVE CITAZIONI

Grande capitano. Superiore per i suoi meriti e per il valore agli altri condottieri. Uomo di molto animo.

Capitano esperto.

Fu considerato al suo tempo come il principale promotore delle compagnie di ventura.

Senza infamia e senza lode. Uomo che non ebbe né virtù né vizi.

Uomo avarissimo.

Di non sincera fede.