Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 1550
INDICE ANAGRAFICO - Legenda indice
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Glossario

 

A B C D E F G I L M N O P Q R S T U V
D

 

Daga
Dedizione
Descrizione
Difesa
Disertare
Diversione
Divisa
Donativo
Donzello
Duello


Daga. Specie di spada corta e larga con lama predisposta a colpire di punta.Il termine deriva dal basso latino dagua, che a sua volta ha origine dal greco dolon. Viene anche usata dai cavalieri nel combattimento corpo a corpo.

Dedizione. Il darsi al nemico a discrezione o a patti, volontariamente e senza difesa.

Descrizione. Il registrare, lo scrivere i nomi, l’età, i segni particolari di tutti i cittadini di uno stato abili alle armi.

Difesa. L’azione del difendere una città, una frontiera, un castello dalle offese del nemico. Al plurale, tutte le fortificazioni di difesa.

Disertare. Abbandonare la compagnia senza licenza o congedo, per tornare alla propria casa o per passare agli stipendi di un altro stato o del nemico.

Diversione. Operazione offensiva, attacco fatto in un luogo, onde richiamare e divertire le forze del nemico in un altro punto.

Divisa. Vestito militare di foggia e di colore distinto per differenziare i propri soldati da quelli di un altro stato, e quelli di una milizia dall’altra. Le divise non ricoprono tutto il corpo del soldato; consistono per lo più in qualche segno sulla cappa o sul petto. Nel 1522 i soldati francesi e quelli imperiali che si combattevano nel milanese erano distinti dal semplice contrassegno di una croce, bianca per i transalpini e rossa per gli imperiali, portata sul petto da entrambi gli eserciti. Descrizione di soldati pontifici in divisa nel 1515. “Nota el vestire che uxa al presente tempo li soldati da pede e da cavale: li soi vestiti sono fati de peci de più colori che se domandano saioni, e chi po’ fare più stranci tagliati sono più laudati fra lori; le calze di più colori tute tagliate in le cose a traverso, e per longo che el se vede la froda, e lo soi ziponi asai ne fano de tela e da una banda el brazo listà de oro, overo veluto, le brete large; diti tochi la magior parte de roxà (specie di panno o drappo che si diceva rosato dal suo colore), de grana (con quegli insetti simili alle coccole dell’ellera che servivano a fare quella tinta preziosa che si chiamava anche grana) tute tagliate intorno e con cordelle e cordon de oro per dirito e per traverso, et in suxo li zipon portano certe veste de coramo (cuoio) chiamati corsaleti, e in capo portano soto ale brete scofioti de oro, e de seta, et la magior parte de oro, e tute dite persone portano le barbe e toxi che pareno Turchi; le soe armi sono corsaleti de fero con li brazaleti, overo coracine senza falda de maglia, e in testa celadoni, e la magior parte niente; li soi manteli sono capini (piccole cappe) ala spagnola piccoli, overo feltri bianchi, che sono più da bravi; le soe spade sono spadini streti ala spagnola e stileti: e questo vestire se domanda spagnolo… E el veluto, e l’oro è venuto a tanto, che ogni homo ne fa strazio, chi atorno al cu.., con reverentia, chi ale bragete dele calze brute e vituperose ge hano oro e seda” T. de’ Bianchi

Donativo. Ricompensa che si dà al soldato per gravi fatiche da lui sopportate o per sua gratificazione. Anche caposoldo.

Donzello. Giovane gentiluomo, posto al servizio di un signore o di un nobile cavaliere per imparare la professione delle armi e per conseguire l’ordine della cavalleria. Differisce dal paggio in quanto il servizio del donzello ha per sola finalità quella di conseguire la cavalleria, quella del paggio non sempre, in quanto riceve uno stipendio.

Duello. Combattimento tra due uomini a corpo a corpo, fatto dietro sfida. Si lotta per lo più a cavallo con la lancia, lo scudo, la spada ed il pugnale. Il termine inglese challenge (sfida), coniato nel XIV secolo, deriva dal latino calumnia, cioè falsa accusa. Nel tempo sono formulate precise regole per il giudizio tramite combattimento ed intorno ad esso si andò formando un cerimoniale complesso. Vi è il campo chiuso, simile al recinto tracciato per gli scontri di questo tipo in Scandinavia; lo scontro si svolge in pubblico, alla presenza delle autorità. Lo sfidante getta un guanto; in origine ha la scelta delle armi, che in seguito passa allo sfidato. La sconfitta comporta una punizione, che può consistere anche nella morte, dal momento che è stata invocata l’infallibile giustizia divina. Le donne, gli ecclesiastici ed i vecchi possono ricorrere ad un sostituto.