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Falce. Arma in asta con il ferro ricurvo ed il filo tagliente fino alla punta. Una grossa falce è pure la falce murale che serve per rom pere i parapetti ed i ripari dei nemici: può essere collocata sotto un ariete o una testuggine e viene spinta contro le mura. Può, infine, trattarsi di una lancia adunca e tagliente posta in cima di una lunga asta, usata nelle sortite e nelle difese delle brecce e nelle scalate delle mura. Falcone. Macchina per battere le mura simile all’ariete, ma più piccola e maneggevole. Un pezzo di artiglieria, il più piccolo fra i cannoni, chiamato pure mezzo sagro. Fante. Soldato che combatte a piedi. E’ armato di solito di un giaco, di uno scudo, di una cervelliera, ossia una cuffia di ferro, di spada e di picca. Fanti eletti: corpo di fanteria più di ogni altro disciplinato ed atto alla guerra. Fanteria. Soldati a piedi. Vi
sono due tipi di fanteria, quella d’ordinanza, o pesante, e la
leggera. Le caratteristiche fondamentali della fanteria pesante sono
l’armamento uniforme, lo schieramento in formazione, il combattimento
in ordine chiuso, la possibilità di resisteread una carica di
cavalleria in campo aperto. La seconda, al contrario, non combatte mai
serrata negli ordini, ma alla spicciolata, con armi, vesti e discipline
sue proprie. In Italia la fanteria si sviluppa in ritardo rispetto ad
altri paesi. E’ solo, infatti, con le guerre in Lombardia tra
il 1425 ed il 1454, a seguito dei miglioramenti apportati alle fortificazioni
che portano ad assedi prolungati, che si dà più importanza
a tale arma sul campo di battaglia, allargando i suoi compiti basati
sino a quel momento al solo presidio di una data località. In
tempo di guerra i fanti sono reclutati con contratti, come accade per
i cavalieri. Le compagnie sono costituite di tre tipi di fanti: lancieri,
arcieri e balestrieri. Tali soldati coprono, tuttavia, un mero ruolo
di sostegno, subordinato a quello della cavalleria pesante. E’
solo con la seconda metà del secolo XV che si fa ricorso alla
fanteria pesante, armata di picca lunga; per essa è essenziale
mantenere l’ordine chiuso in ogni fase del combattimento: attacco,
difesa ed eventuale ritirata. I fanti vengono raggruppati in corpi di
6000/8000 uomini, falangi massicce che presentano un muro di punte ferrate,
grazie alle lunghe picche delle quali sono dotati i fanti. In uyn terreno
pianeggiante questi armati sono difficilmente attaccabili dalla cavalleria
pesante. Con l’uso delle armi da fuoco su larga scala, un decimo
dei fanti è armato di archibugio. Durante le guerre d’Italia
le formazioni massicce di fanti incominciano ad assottigliarsi: Consalvo
di Cordoba riduce a 2500 uomini i precedenti quadrati di 6000/8000 fanti.
Il comportamento della fanteria spagnola differisce da quello svizzero,
in quanto la fase decisiva viene iniziata solo al momento dell’acme
dello scontro. La maggior parte dei fanti è armata di armi da
punta corte (spade e coltellacci), è provvista di scudi e si
colloca nel centro della seconda schiera, dietro i picchieri. Preso
contatto con il nemico (cavalleria o fanteria), gli armati di spada
passano sotto l’arco delle picche spianate, penetrano nella formazione
avversaria e ne fanno strage. I fanti italiani, contrariamente a come
operano i tedeschi, gli svizzeri e gli spagnoli, preferiscono la formazione
sparsa a quella massiccia, si dispongono a triangolo e fanno fronte
a tutti i lati. Fascina. Fascio di rami, di legni minuti e sarmenti, utilizzato per innalzare ripari di fortuna, riempire fossati e tratti paludosi. Fascinata. Un’opera di fascine, di gabbioni ricoperta di terra, o di sacchi di terra, utilizzata per coprire i soldati o le batterie dal tiro del cannone o dell’archibugeria nemica. Feditore. Lo stesso che feritore. Si chiamano con questo nome i soldati della prima schiera che muovono il primo assalto contro il nemico. L’ultima schiera è denominata la Riscossa. In un secondo momento il termine di feditore vale a distinguere il soldato armato alla leggera, che affronta i primi colpi degli avversari. Feritoia. Piccola apertura, larga di dentro e stretta di fuori, che si face nelle mura per ferire il nemico esterno. Ferma. Condotta. Il fermare, assoldare soldati al servizio di uno stato per un periodo determinato. Feudatario. Il signore di un luogo; chiunque eserciti poteri signorili subordinato vassalliticamente ad un potere superiore; formalmente un feudo è concesso dal re, dall’imperatore, dal principe, dal papa o da un comune cittadino. Fianco. Quel lato che congiunge la faccia del bastione alla cortina. La parte destra e la sinistra del corpo del soldato; per similitudine il lato destro e sinistro di un esercito, di un corpo di soldati, di un campo. Fila. Una serie di soldati posti in ordinanza, uno accanto all’altro. Filo. Il taglio delle armi bianche. Finta. Assalto simulato dato in un luogo per distrarre l’attenzione del nemico dal vero. Fionda. Frombola. Strumento di corda per lanciare sassi o palle di piombo. Fiore. La parte migliore di un esercito. Usato per indicare i cavalieri più prodi in armi. Fioretto. Piccolo corpo di soldati sceltissimi. Focone. Piccolo buco nell’estrema parte d’ogni arma, o bocca da fuoco, che dalla superficie esteriore della canna va fino all’anima. In esso si introduce la polvere da sparo o lo stoppino per dare fuoco alla carica chiusa nella camera. Fodero. Travi di legno congiunte insieme e poste a galleggiare sull’acqua, al fine di sostenere una batteria volante o di trasportare soldati. Il vocabolo è toscano. Il suo sinonimo, la zatta o zattera, è viceversa veneziano. Può assumere anche il significato di carico di vettovaglie che i soldati debbono portare con sé e che i vincitori esigono dagli abitanti del paese vinto. In questo caso il termine deri va dal tedesco futter, foraggio, nutrimento. Foraggiere. Soldato che scorre per procurare foraggio alla sua cavalleria. Essendo i foraggieri una fanteria indisciplinata, vengono spesso confusi con i saccomanni. Fortezza. Una costruzione fortificata per difendere una frontiera, una città. Ogni sua parte deve essere posta in grado di difendersi, sia di fronte che sui fianchi. Fortificazione. Riparo, difesa, rinforzo, opera di terra o di muro che rende forte un sito e ripara i difensori. Agli inizi del 1400 le città, sede di signorie, sono difese da serragli costituiti da larghe aree munite di fossati, castelli e bastie. Con il tempo, il sistema di fortificazione cambia e viene esaltato il posizionamento sulle rive dei fiumi. Nelle città maggiori si rafforzano le cittadelle che servono per la guarnigione stanziale. E’ solo nella seconda metà del 1400, con l’invenzione di grossi cannoni d’assedio, che nasce la preoccupazione di costruire fortificazioni a prova di artiglieria. Non solo i proiettili dei cannoni, con la loro traiettoria tesa, hanno effetti dirompenti sulle murature verticali delle fortificazioni che ricevono il colpo quasi perpendicolarmente e con una maggiore energia cinetica, derivante dalla velocità d’impatto molto superiore rispetto ai sassi lanciati dalle precedenti macchine. La risposta più ovvia consiste nell’ aumentare la resistenza delle mura con la costruzione di terrapieni a ridosso della loro parte interna, soprattutto nella sezione inferiore. Gli architetti, infine, tendono da un lato ad aumentare lo spessore della muratura, così da assorbire l’impatto dei colpi; dall’altra parte incominciano a sagomare le strutture architettoniche, in modo tale che offrano la minore superficie verticale possibile, mediante l’adozione di forme curve e di superfici oblique capaci di deflettere i proiettili. E’ il bastione, soprattutto in Italia, la risposta alla forza dei nuovi mezzi distruttivi. Fossato. Scavo di terreno che si realizza all’esterno di una fortezza tra la scarpa e la controscarpa, o ai fianchi e sul fronte di altre opere di fortificazione, per impedire l’accesso ad un dato castello, fortezza, località. Freccia. Arma da getto, fatta di una bacchetta sottile lunga circa un braccio, avente in cima una punta di ferro ed in coda la cocca con penne, che si adatta sulla corda dell’arco per tirarla. Vengono pure chiamati frecce quei pali posti in maniera orizzontale, o con la punta obliqua per lo più volta all’ingiù, sulla scarpa dei terrapieni, per rendere più difficoltosa la salita al nemico. Questa difesa prende anche il nome di steccato. La freccia può, da ultimo, indicare una piccola opera esterna, di terra, fatta di due linee che si incontrano ad angolo, dal basso verso l’alto. Fronte. Parte anteriore di un esercito, di una schiera, di un campo, di un’opera di fortificazione. Fuoco. A) Nel basso Medioevo il
vocabolo denomina l’unità familiare composta da tutti coloro
che vivono nella stessa casa, scaldan dosi e cucinando al medesimo
fuoco; diviene l’unità di riscossione della taglia (focatico),
sia che questa sia imposta dal signore locale, che dal comune o dal
re/imperatore. Prende appunto il nome di fuoco ai fini fiscali. B) L’effetto
del tiro di ogni arma o bocca da fuoco. Fuoco artificiato o lavorato:
materie ignee mescolate in vario modo per valersene nell’attacco
o nella difesa e danneggiare in tal modo il nemico. Fuoco di fianco:
quel fuoco che si fa dal fianco di un bastione per difendere la faccia
del bastione vicino. Fuoco d’infilata: i tiri che si eseguono
lungo la parte interna d’una opera di fortificazione, o lungo
le schiere di un esercito battuto dai fianchi.
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