Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 1550
INDICE ANAGRAFICO - Legenda indice
A B C D E F G H I J L M N O P Q R S T U V W X Z
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Glossario

 

A B C D E F G I L M N O P Q R S T U V
M

 

Macchina
Maestro
Manica
Maliscalco, mariscalco
Manopola
Maresciallo
Maschio, mastio
Masnada
Mazza
Mercenario
Merlo
Mina
Morione
Mortaio
Mostra
Mugavero
Munizione




Macchina. Prima dell’invenzione delle artiglierie con tale termine si intende nella milizia ogni edificio o ordigno, sia ossidionale che campale. Fra le macchine sono annoverati:
il mangano: voce greca, macchina militare per scagliare pietre o altro materiale nelle città assediate. E’ la più efficiente delle arti glierie messe a punto prima dell’invenzione delle armi da fuoco. La gittata è di 275 metri, contro i 2500 del cannone ad anima liscia ad avancarica che spara una palla di pietra, o i 1300 se scaglia una palla di ferro piena;
il trabucco: macchina per attaccare le mura; scaglia sassi di enorme peso e fuochi artificiati nelle città assediate;
la troja: “macchina bellica, ita dicta quod humani, ut sus, subvertat” Du Cage. Specie di scavatore;
il gatto: sorta di testuggine, ariete;
il grillo: strumento di legname con il quale gli assedianti si accostava al coperto alle mura della città;
il mantelletto: riparo fatto di tavoloni stabilito sopra ruote basse. Viene utilizzato per difendere i guastatori dalle offese dei nemici.
Nel 1500, diviene una torre mobile di legno che protegge gli archibugieri ed i balestrieri e permette loro di colpire dall’alto gli avver sari;
la briccola: specie di catapulta. Macchina militare per gettare grosse pietre nelle città assediate.

Maestro. Nome che si dà nel secolo XVI all’archibugiere a cavallo per distinguerlo dal palafraniere che egli tiene con sé. Maestro di campo: ufficiale superiore che ha l’incarico di scegliere il sito per piantare il campo e quello di fortificarlo. Sovraintende anche alle armi, agli strumenti, alle macchine militari, alle tende ed ai carriaggi. Maestro di guerra: uomo esperto nelle cose di guerra.

Manica. Una quantità determinata di archibugieri, posta nelle battaglie, sugli angoli o sul fronte del quadrato dei picchieri per tenere lontano il nemico con il loro fuoco. I soldati delle maniche sono divisi in drappelli di sei o più file, con otto/nove uomini per fila; hanno il compito di proteggere il fronte dello squadrone con fuoco continuo tirando e ricaricando a pié fermo fila per fila. Le prime si inginocchiano, finché tutti hanno sparato. La manovra è utilizzata la prima volta alla battaglia della Bicocca nel 1522. Altro significato della parola, quello di parte dell’armatura di maglia che difende le braccia.

Maliscalco, mariscalco. Grado supremo nella milizia. Governatore. Maresciallo. In altro senso, colui che cura le malattie dei cavalli: più comunemente, maniscalco.

Manopola. Guanto di ferro, usato dai cavalieri, di maglia di acciaio o di ottone che sale fino al gomito. Ha il palmo e le dita di pelle ricoperte di scaglie snodate.

Maresciallo. Vocabolo di origine tedesca. Titolo di suprema dignità militare. La voce si adopera sovente congiunta ad un ufficio determinato come maresciallo di campo (maestro di campo).

Maschio, mastio. La parte più elevata e più forte di un castello, di una cittadella, di forma per lo più quadra e collocata in genere a difesa e rinforzo dell’entrata principale. Anche cassero.

Masnada. Nel Medioevo è l’insieme dei servi armati addetti alla persona del signore feudale. Dal latino mansionata (mansio, abitazione). Al tempo dell’affrancamento dei comuni, il termine indica una compagnia di soldati. Il masnadiero è il soldato a piedi ordinato nella masnada. Poiché più tardi la voce masnada vale ad individuare una quantità indeterminata di milizia irregolare e scomposta, anche l’espressione subisce la medesima sorte divenendo sinonimo di ladro ed assassino da strada.

Mazza. Bastone ferrato che si porta in battaglia. Come armi da combattimento le mazze si differenziano molto nelle dimensioni, a seconda che siano usate da fanti o da cavalieri. Segno di suprema autorità nella milizia, come il bastone. Mazza ferrata: arma adoperata dai cavali leggeri.

Mercenario. Soldato che milita per un soldo. L’introduzione di assoldare truppe mercenarie risale ai veneziani nel 1142 (guerra della Serenissima contro Padova). Guido da Montecchio ne è il primo capitano.

Merlo. La parte superiore di ogni lavoro o di fortificazione murata, non continua, ma interrotta ad uguale distanza dalle aperture dalle quali si saetta il nemico. Secondo la tradizione i merli sono di forma rettangolare per i castelli guelfi e a coda di rondine per quelli ghibellini.

Mina. Cavo o buco che si fa nel terreno, nelle mura; lo si riempie di polvere e si dà fuoco per fare saltare in aria l’obiettivo preso di mira. Anche, ogni lavoro sotterraneo che si realizza per il fine indicato. La prima mina è utilizzata nel 1383 da Giovanni da Barbiano, che combatte nel trevigiano contro le truppe del duca d’Austria.

Morione. Tipo particolare di elmo, in uso nella prima metà del 1500, destinato ai soldati a piedi in servizio come guardiaportone o di scorta.

Mortaio. Macchina per lanciare sassi nelle città assediate prima dell’invenzione della polvere da sparo; viene puntato verso l’alto e spara proiettili dalla traiettoria molto curva in grado di scavalcare mura e terrapieni per ricadere all’interno del luogo fortificato. Con la polvere da sparo il mortaio diviene un grosso pezzo di artiglieria, di canna corta e molto largo di bocca che, aggiustato sotto un angolo assai più aperto di quello del cannone, scaglia bombe ed altri proiettili molto grossi.

Mostra. La rassegna di un esercito, di un corpo di soldati per riconoscerne il numero, l’armamento, il vestiario e l’istruzione. Fare la mostra: passare in rassegna i soldati, esaminarne il numero, l’istruzione, la disciplina, l’armamento.

Mugavero. Almogavaro. Soldato catalano, armato alla leggera a cavallo o a piedi. Con questo nome si indica pure dal 1200 al 1300 la fanteria spagnola o catalana, in cui sono mescolati mori e cristiani. Dall’arabo Al

Maghabbar. Viene chiamato mugavero anche il giavellotto del quale sono armati questi soldati.

Munizione. Ogni fortificazione o riparo. La provvista di tutto quanto è necessario agli eserciti per vivere e per combattere.