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Maestro. Nome che si dà
nel secolo XVI all’archibugiere a cavallo per distinguerlo dal
palafraniere che egli tiene con sé. Maestro di campo: ufficiale
superiore che ha l’incarico di scegliere il sito per piantare
il campo e quello di fortificarlo. Sovraintende anche alle armi, agli
strumenti, alle macchine militari, alle tende ed ai carriaggi. Maestro
di guerra: uomo esperto nelle cose di guerra. Manica. Una quantità determinata
di archibugieri, posta nelle battaglie, sugli angoli o sul fronte del
quadrato dei picchieri per tenere lontano il nemico con il loro fuoco.
I soldati delle maniche sono divisi in drappelli di sei o più
file, con otto/nove uomini per fila; hanno il compito di proteggere
il fronte dello squadrone con fuoco continuo tirando e ricaricando a
pié fermo fila per fila. Le prime si inginocchiano, finché
tutti hanno sparato. La manovra è utilizzata la prima volta alla
battaglia della Bicocca nel 1522. Altro significato della parola, quello
di parte dell’armatura di maglia che difende le braccia. Maliscalco, mariscalco.
Grado supremo nella milizia. Governatore. Maresciallo. In altro senso,
colui che cura le malattie dei cavalli: più comunemente, maniscalco. Manopola. Guanto di ferro,
usato dai cavalieri, di maglia di acciaio o di ottone che sale fino
al gomito. Ha il palmo e le dita di pelle ricoperte di scaglie snodate. Maresciallo. Vocabolo di
origine tedesca. Titolo di suprema dignità militare. La voce
si adopera sovente congiunta ad un ufficio determinato come maresciallo
di campo (maestro di campo). Maschio, mastio. La parte
più elevata e più forte di un castello, di una cittadella,
di forma per lo più quadra e collocata in genere a difesa e rinforzo
dell’entrata principale. Anche cassero. Masnada. Nel Medioevo è
l’insieme dei servi armati addetti alla persona del signore feudale.
Dal latino mansionata (mansio, abitazione). Al tempo dell’affrancamento
dei comuni, il termine indica una compagnia di soldati. Il masnadiero
è il soldato a piedi ordinato nella masnada. Poiché più
tardi la voce masnada vale ad individuare una quantità indeterminata
di milizia irregolare e scomposta, anche l’espressione subisce
la medesima sorte divenendo sinonimo di ladro ed assassino da strada. Mazza. Bastone ferrato che si
porta in battaglia. Come armi da combattimento le mazze si differenziano
molto nelle dimensioni, a seconda che siano usate da fanti o da cavalieri.
Segno di suprema autorità nella milizia, come il bastone. Mazza
ferrata: arma adoperata dai cavali leggeri. Mercenario. Soldato che milita
per un soldo. L’introduzione di assoldare truppe mercenarie risale
ai veneziani nel 1142 (guerra della Serenissima contro Padova). Guido
da Montecchio ne è il primo capitano. Merlo. La parte superiore di ogni
lavoro o di fortificazione murata, non continua, ma interrotta ad uguale
distanza dalle aperture dalle quali si saetta il nemico. Secondo la
tradizione i merli sono di forma rettangolare per i castelli guelfi
e a coda di rondine per quelli ghibellini. Mina. Cavo o buco che si fa nel
terreno, nelle mura; lo si riempie di polvere e si dà fuoco per
fare saltare in aria l’obiettivo preso di mira. Anche, ogni lavoro
sotterraneo che si realizza per il fine indicato. La prima mina è
utilizzata nel 1383 da Giovanni da Barbiano, che combatte nel trevigiano
contro le truppe del duca d’Austria. Morione. Tipo particolare di
elmo, in uso nella prima metà del 1500, destinato ai soldati
a piedi in servizio come guardiaportone o di scorta. Mortaio. Macchina per lanciare
sassi nelle città assediate prima dell’invenzione della
polvere da sparo; viene puntato verso l’alto e spara proiettili
dalla traiettoria molto curva in grado di scavalcare mura e terrapieni
per ricadere all’interno del luogo fortificato. Con la polvere
da sparo il mortaio diviene un grosso pezzo di artiglieria, di canna
corta e molto largo di bocca che, aggiustato sotto un angolo assai più
aperto di quello del cannone, scaglia bombe ed altri proiettili molto
grossi. Mostra. La rassegna di un esercito,
di un corpo di soldati per riconoscerne il numero, l’armamento,
il vestiario e l’istruzione. Fare la mostra: passare in rassegna
i soldati, esaminarne il numero, l’istruzione, la disciplina,
l’armamento. Mugavero. Almogavaro. Soldato catalano, armato alla leggera a cavallo o a piedi. Con questo nome si indica pure dal 1200 al 1300 la fanteria spagnola o catalana, in cui sono mescolati mori e cristiani. Dall’arabo Al Maghabbar. Viene chiamato mugavero anche il giavellotto
del quale sono armati questi soldati. Munizione. Ogni fortificazione
o riparo. La provvista di tutto quanto è necessario agli eserciti
per vivere e per combattere. |