Taglia. Lo stesso che strage,
grande uccisione. Più comunemente, il prezzo che si impone ai
prigionieri fatti in guerra per riscattarsi. Vale anche come imposizione,
gravezza imposta dal vincitore ai vinti.
Tagliare. Ferire con le armi
da taglio ed anche uccidere. Tagliare a pezzi: uccidere a colpi d’arma
bianca.
Tagliata. Opera di difesa militare
composta da un fossato e da un parapetto di alberi tagliati per ritardare
la marcia del nemico, difendere un passo, un bastione ecc. Anche, uccisione,
strage.
Taglio. Parte tagliente della
spada e d’ogni arma che taglia.
Tanaglia. Opera costruita per
lo più dentro il fossato davanti la cortina, composta di due
sole facce poste sulla linea di difesa. La voce esprime pure la figura
di una qualche parte della fortezza che ha due lati congiunti ad angolo
rientrante.
Targa, targhetta. Specie di scudo
leggero di legno o di cuoio, fatto a modo di cuore, largo in cima ed
acuto in fondo.
Targone. Grande scudo allungato,
in uso dal secolo XV per la giostra o il duello a cavallo; lungo fino
a due metri, è di regola in legno, di forma molto varia. Soldato
armato di scudo e lancia.
Tattica. L’arte di odinare
o muovere un esercito, o parte di esso, in presenza del nemico, per
combatterlo vantaggiosamente. Conoscere in battaglia dove condurre il
pieno delle forze, condurvelo nel minor tempo possibile, per le vie
più rapide, in ordine e puntualmente, sono le parti della tattica.
Nella realtà nel Medioevo la lotta si svolge da ambedue gli schieramenti
secondo un programma noto ed immutabile: si tratta di azione prevalente
di cavalleria pesante contro cavalleria parimenti pesante. Nel XIV secolo
l’avanguardia combatte per prima sino al momento in cui si esaurisce
la propria capacità offensiva; segue l’ingresso della battaglia
e dopo di questa interviene la retroguardia. Nel 1400 compare la fanteria,
munita di armi da fuoco quantunque poco efficaci e si incomincia a parlare
di manovra. Mutamenti si hanno con Braccio di Montone che preconizza
lo scaglionamento in profondità e la conseguente graduazione
dello sforzo. Gli svizzeri adottano lo schieramento a scaglioni in avanguardia,
battaglia e retroguardia, ma non mutano il senso del combattimento:
le artiglierie pesanti danno il segnale della lotta ma non partecipano
attivamente allo scontro che mantiene la caratteristica di lotta a corpo
a corpo. Durante le guerre del XVI secolo, con il perfezionamento delle
armi da fuoco, lo scaglionamento a tre schiere viene gradualmente sostituito
con quello su due e su una sola schiera. Quest’ultimo, per il
fatto che presenta una maggiore ampiezza di fronte, consente la combinazione
dell’attacco frontale con quello d’ala. Intanto si effettuano
la separazione della fanteria dall’artiglieria e la differenziazione
della cavalleria in pesante e leggera. L’artiglieria incomincia
ad uscire dalla immobilità alla quale sino ad allora è
stata condannata ed inizia a manovrare: non più l’iniziale
unica scarica, ma partecipazione a tutto lo svolgimento dell’azione.
Terrapieno. Una elevazione
di terra protetta da mattoni. Su di esso si dispongono le artiglierie
e gli uomini armati per difendere la fortezza. Il terrapieno è
in pratica una gran massa di terra che si pone dietro le mura di un’opera
fortificata, per sostenerle e rafforzarle. Anche terraglio.
Terzo. Dallo spagnolo tercio.
Il termine diviene usuale dal 1536. Designa un reggimento di dieci compagnie
sotto il comando di un maestro di campo. Ogni compagnia annovera circa
300 fanti; due di esse sono costituite di archibugieri.
Testa. La parte anteriore di un
esercito, di una colonna, di un corpo di soldati, di un campo, di un
ponte. Si adopera altresì in modo traslato per indicare un certo
numero di soldati che si mettono insieme, raccolgono altri commilitoni
e fanno parte di un corpo maggiore. Testa di ponte: un’opera
fortificata a difesa di un ponte.
Tiro. L’atto del tirare sia
per le armi bianche che per quelle da fuoco. Tiro ficcante: tiro effettuato
dall’alto in basso.
Torneo. Dal latino tornare, fare
girare sul tornio. Festa o spettacolo d’armi, nel quale i cavalieri,
gli unici a potervi partecipare, rinchiusi in un largo steccato, assalendosi
in squadre o a coppie con le lance in resta, cercano di rimanere padroni
del campo gettando in terra l’avversario. I tornei sono d’origine
francese (da tournoi, tourner, muoversi in giro). In genere si usano
lance e spade spuntate ed ottuse e non si combatte che per l’onore.
Con il XIV secolo, si riscontra il passaggio dalla mischia alla giostra
o al combattimento singolo, che offre più spazio all’individuo
per distinguersi.
Torre. Edificio eminente di pietra
o di mattoni, di forma tonda, quadra, o a più angoli e facce,
più alto che largo ed alzato per guardia e difesa di una località.
Anche, macchina di legno per andare in piano sopra il muro della città
assediata mediante un ponte che viene abbassato da essa. Le torri sono
di solito munite di un ariete e sono costruite in vari palchi con finestre
da ogni lato. La massima al tezza delle torri murali è di 120
cubiti, la minima di 60; la massima larghezza 23,5, la minima di 17
cubiti. Si trasporta a pezzi.
Torrione. Grossa ed alta torre,
di pietra o di mattoni, di forma tronca. E’ innalzato a difesa
della porta principale della fortezza e, talvolta, negli angoli del
recinto al posto delle torri quadre o angolari.
Trabucco. Macchina murale sul
tipo della balista, che scaglia sassi d’enorme peso e fuochi artificiati
nelle città assediate. Pezzo di artiglieria dal quale deriva
il mortaio.
Tribolo. Strumento di ferro
di quattro grosse ed acute punte. Lo si semina sul terreno per bloccare
il passo al nemico.
Trincea. Una strada scavata
nel terreno, difesa da un parapetto. Serve da via di comunicazione per
i soldati intenti in un assedio. Le trincee fatte di linee storte, per
impedire che gli avversari vi possano agevolmente entrare, si dicono
svolte. L’invenzione di queste trincee è dovuta a Prospero
Colonna.
Tromba di fuoco. Uno strumento
di legno, di ferro o di rame, tondo e cavo, lungo da 3 a 9 piedi. Lo
si riempie di polvere da sparo e di altri materiali infiammaboli, lo
si innesta sulla punta di una picca (o lo si regge con un lungo manico
di legno) e lo si scaglia contro i nemici.
Trombetta. Quella persona
che si manda a parlamentare con il nemico; è per lo più
un trombettiere. Trombetta generale: titolo di quel trombetta che, stando
presso il capitano generale, ne passa gli ordini a tutti i trombetti
delle compagnie.
Truppa. Quantità di gente
raccolta insieme senz’ordine. Dal tedesco trop. Vocabolo generico
e collettivo di tutte le milizie di uno stato, dei soldati che compongono
un esercito.