Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 1550
INDICE ANAGRAFICO
A B C D E F G H I J L M N O P Q R S T U V W X Z
Web www.condottieridiventura.it
Glossario

 

A B C D E F G I L M N O P Q R S T U V
T

 

 

Taglia. Lo stesso che strage, grande uccisione. Più comunemente, il prezzo che si impone ai prigionieri fatti in guerra per riscattarsi. Vale anche come imposizione, gravezza imposta dal vincitore ai vinti.

Tagliare. Ferire con le armi da taglio ed anche uccidere. Tagliare a pezzi: uccidere a colpi d’arma bianca.

Tagliata. Opera di difesa militare composta da un fossato e da un parapetto di alberi tagliati per ritardare la marcia del nemico, difendere un passo, un bastione ecc. Anche, uccisione, strage.

Taglio. Parte tagliente della spada e d’ogni arma che taglia.

Tanaglia. Opera costruita per lo più dentro il fossato davanti la cortina, composta di due sole facce poste sulla linea di difesa. La voce esprime pure la figura di una qualche parte della fortezza che ha due lati congiunti ad angolo rientrante.

Targa, targhetta. Specie di scudo leggero di legno o di cuoio, fatto a modo di cuore, largo in cima ed acuto in fondo.

Targone. Grande scudo allungato, in uso dal secolo XV per la giostra o il duello a cavallo; lungo fino a due metri, è di regola in legno, di forma molto varia. Soldato armato di scudo e lancia.

Tattica. L’arte di odinare o muovere un esercito, o parte di esso, in presenza del nemico, per combatterlo vantaggiosamente. Conoscere in battaglia dove condurre il pieno delle forze, condurvelo nel minor tempo possibile, per le vie più rapide, in ordine e puntualmente, sono le parti della tattica. Nella realtà nel Medioevo la lotta si svolge da ambedue gli schieramenti secondo un programma noto ed immutabile: si tratta di azione prevalente di cavalleria pesante contro cavalleria parimenti pesante. Nel XIV secolo l’avanguardia combatte per prima sino al momento in cui si esaurisce la propria capacità offensiva; segue l’ingresso della battaglia e dopo di questa interviene la retroguardia. Nel 1400 compare la fanteria, munita di armi da fuoco quantunque poco efficaci e si incomincia a parlare di manovra. Mutamenti si hanno con Braccio di Montone che preconizza lo scaglionamento in profondità e la conseguente graduazione dello sforzo. Gli svizzeri adottano lo schieramento a scaglioni in avanguardia, battaglia e retroguardia, ma non mutano il senso del combattimento: le artiglierie pesanti danno il segnale della lotta ma non partecipano attivamente allo scontro che mantiene la caratteristica di lotta a corpo a corpo. Durante le guerre del XVI secolo, con il perfezionamento delle armi da fuoco, lo scaglionamento a tre schiere viene gradualmente sostituito con quello su due e su una sola schiera. Quest’ultimo, per il fatto che presenta una maggiore ampiezza di fronte, consente la combinazione dell’attacco frontale con quello d’ala. Intanto si effettuano la separazione della fanteria dall’artiglieria e la differenziazione della cavalleria in pesante e leggera. L’artiglieria incomincia ad uscire dalla immobilità alla quale sino ad allora è stata condannata ed inizia a manovrare: non più l’iniziale unica scarica, ma partecipazione a tutto lo svolgimento dell’azione.

Terrapieno. Una elevazione di terra protetta da mattoni. Su di esso si dispongono le artiglierie e gli uomini armati per difendere la fortezza. Il terrapieno è in pratica una gran massa di terra che si pone dietro le mura di un’opera fortificata, per sostenerle e rafforzarle. Anche terraglio.

Terzo. Dallo spagnolo tercio. Il termine diviene usuale dal 1536. Designa un reggimento di dieci compagnie sotto il comando di un maestro di campo. Ogni compagnia annovera circa 300 fanti; due di esse sono costituite di archibugieri.

Testa. La parte anteriore di un esercito, di una colonna, di un corpo di soldati, di un campo, di un ponte. Si adopera altresì in modo traslato per indicare un certo numero di soldati che si mettono insieme, raccolgono altri commilitoni e fanno parte di un corpo maggiore. Testa di ponte: un’opera fortificata a difesa di un ponte.

Tiro. L’atto del tirare sia per le armi bianche che per quelle da fuoco. Tiro ficcante: tiro effettuato dall’alto in basso.

Torneo. Dal latino tornare, fare girare sul tornio. Festa o spettacolo d’armi, nel quale i cavalieri, gli unici a potervi partecipare, rinchiusi in un largo steccato, assalendosi in squadre o a coppie con le lance in resta, cercano di rimanere padroni del campo gettando in terra l’avversario. I tornei sono d’origine francese (da tournoi, tourner, muoversi in giro). In genere si usano lance e spade spuntate ed ottuse e non si combatte che per l’onore. Con il XIV secolo, si riscontra il passaggio dalla mischia alla giostra o al combattimento singolo, che offre più spazio all’individuo per distinguersi.

Torre. Edificio eminente di pietra o di mattoni, di forma tonda, quadra, o a più angoli e facce, più alto che largo ed alzato per guardia e difesa di una località. Anche, macchina di legno per andare in piano sopra il muro della città assediata mediante un ponte che viene abbassato da essa. Le torri sono di solito munite di un ariete e sono costruite in vari palchi con finestre da ogni lato. La massima al tezza delle torri murali è di 120 cubiti, la minima di 60; la massima larghezza 23,5, la minima di 17 cubiti. Si trasporta a pezzi.

Torrione. Grossa ed alta torre, di pietra o di mattoni, di forma tronca. E’ innalzato a difesa della porta principale della fortezza e, talvolta, negli angoli del recinto al posto delle torri quadre o angolari.

Trabucco. Macchina murale sul tipo della balista, che scaglia sassi d’enorme peso e fuochi artificiati nelle città assediate. Pezzo di artiglieria dal quale deriva il mortaio.

Tribolo. Strumento di ferro di quattro grosse ed acute punte. Lo si semina sul terreno per bloccare il passo al nemico.

Trincea. Una strada scavata nel terreno, difesa da un parapetto. Serve da via di comunicazione per i soldati intenti in un assedio. Le trincee fatte di linee storte, per impedire che gli avversari vi possano agevolmente entrare, si dicono svolte. L’invenzione di queste trincee è dovuta a Prospero Colonna.

Tromba di fuoco. Uno strumento di legno, di ferro o di rame, tondo e cavo, lungo da 3 a 9 piedi. Lo si riempie di polvere da sparo e di altri materiali infiammaboli, lo si innesta sulla punta di una picca (o lo si regge con un lungo manico di legno) e lo si scaglia contro i nemici.

Trombetta. Quella persona che si manda a parlamentare con il nemico; è per lo più un trombettiere. Trombetta generale: titolo di quel trombetta che, stando presso il capitano generale, ne passa gli ordini a tutti i trombetti delle compagnie.

Truppa. Quantità di gente raccolta insieme senz’ordine. Dal tedesco trop. Vocabolo generico e collettivo di tutte le milizie di uno stato, dei soldati che compongono un esercito.